LETTERA APERTA AD ISABELLA

ad Isabella da Antonio

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TESTO LETTERA
Cara Isotta,
sarai sorpresa per questo mio scritto, ma ci siamo tante volte parlati in sogno che ti volevo lasciare una traccia scritta del nostro colloquiare.
In questa casetta di campagna, che tu hai un giorno impreziosito con la tua presenza, sto tentando di percorrere una strada artistica simile alla tua ma molto più modestamente.
Tu saprai certamente della mia passione per il legno e per il ferro. Ma che fatica lavorare con questi elementi: ma non dispero.
Mi è sempre vicino il tuo pensiero (Nichi non essere geloso) e ho sempre davanti lo schizzo che nel lontano 1975 mi facesti durante una delle vostre meravigliose riunioni conviviali.
Mi ricordo che eravamo seduti accanto sul divano nel salone del vostro appartamento a P.za Boccea e tu ti mettesti a scarabocchiare, quasi soprapensiero, qualcosa con un mozzicone di matita.
Sul momento non ci feci neppure caso. Alla fine tu mi dicesti: “Eccoti qua!” Io accettai quel regalo con gratitudine verso un’amica che cercava di farmi superare un brutto momento.
Feci incorniciare la tua “opera d’arte” e l’appesi al muro e , per un po’ di tempo, quasi me ne dimenticai.
Ma più passavano i mesi e gli anni, più quel quadro mi si parava davanti ad ogni ora: cominciai a studiarlo tentando di scoprire cosa c’era dietro quei segni fatti a matita.
Alla fine ho capito.
Dietro quei segni c’era l’affetto di una cara amica che ha creduto in me mentre tutt’intorno mi crollava il mondo.
C’è il sostegno di una persona che mi diceva: “Non mollare”.
C’è soprattutto un’esplosione di sentimento che si dice non possa esistere tra un uomo e una donna: l’AMICIZIA.
Insieme a Nichi mi sembrava d’aver trovato una famiglia costituita da persone che in momenti critici ero sicuro di poter confidare gli struggimenti dell’animo mio.
Ci ritroveremo tutti quanti in un’altra dimensione e, ne sono certo, mentre Nichi farà, come al solito, l’artista in cucina, tu ti diletterai a farmi un altro ritratto ma questa volta senza usare la matita ma bensì un’eterna impalpabile nuvoletta.
Ecco ti volevo parlare. Sono, queste, forse parole stupide ma tu lo sai che sono sincere ed escono dal cuore.
Un caloroso saluto dal tuo Zac.

Vergatus est in Magliano Sabina                                                                                      Missus 16/10/XII

COMMENTO

Una affettuosa e commovente lettera, scritta dal carissimo amico Antonio Zacchini ad Isabella e che le ha inviato per mio tramite.
Sono rimasto profondamente colpito dal sentimento di amore fraterno per Isabella e per me, maturato in tanti anni di frequentazione fra la Scuola Federale Subacquea, immersioni divertenti e a volte avventurose, gite, feste, cene ……
Non tutti hanno saputo apprezzare la sua delicatezza d’animo, nascosta per un falso pudore sotto una scorza apparentemente rude.
Isabella, con la sua spiccata sensibilità, lo aveva accolto nella cerchia delle amicizie, spronandolo a rivelare la sua vera natura senza falsi pudori o condizionamenti dovuti ad una falsa concezione del rispetto umano, inteso come un’eccessiva soggezione nei confronti delle opinioni altrui.
Finalmente, dopo tre anni dalla scomparsa di una cara amica, ha trovato il coraggio di mettere a nudo la sua anima, dando libera uscita ai suoi sentimenti e, non più intimidito da una presenza fisica, ha saputo trovare queste meravigliose espressioni che celebrano ed esaltano una delle tante facce dell’AMORE: quella più pura e disinteressata,

L‘AMICIZIA

UNA MANO TESA

UNA MANO TESA

Grazie Antonio, anche da parte di Isabella !
Ti vogliamo bene


Il tuo amico Nicolò.

In San Vito lo Capo venerdì 26 di ottobre del 2012 alle ore 02,30

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