RICORDO DI NONNA CALO’

a Lina Cocita e famiglia da Nicolò
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RICORDO DI NONNA CALO’

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CIAO nonna Calò, tu sei partita,
abbandonasti serena questa terra,
lasci un vuoto che non si può colmare,
ma ora sei in un Cielo che è una Serra.
Ci manca il tuo sorriso accattivante,
la tua saggezza della tua terra antica,
la tua serenità che a tutti noi elargivi,
il tuo sguardo che diceva: “ssabinidica”(*).

Ti ha accolto il Mondo Ultraterreno
dove ti aspettava l’amorevole tuo Sposo,
dove prima o poi tutti noi ci riuniremo,
per godere tutti insieme del Parnaso.
Ora farai quattro chiacchiere con Isa,
ricordando le serate che passammo
nella serenità di riunioni familiari
che ci facevano obliare ogni affanno.
Di lassù ora continuerai a benedirci,
dandoci forza per continuar la strada
che si deve ancor percorrere sulla terra
prima che la nostra vita mortale scada.
Il “domani” in cui crediamo ci consola,
però rimane viva la nostra sofferenza,
il dolore intimo della tua figliola Lina
e delle nipoti a cui pesa la tua assenza.
Nonna Calò, tutti ti hanno voluto bene,
la tua dolcezza t’ha fatto sempre amare,
ed aspettiamo il tempo in cui sarà deciso
che nell’Eternità noi ci potremo radunare

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in Roma, venerdì 5 settembre  2014 alle ore 19,20

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(*): “ssabinidica
Sulla genesi di tale parola sono state formulate varie ipotesi; una delle più probabili è la derivazione dall’espressione usata dai Siciliani musulmani (Sigilli) all’epoca dell’Emirato di Sicilia “As-Salam alaikum wa rahmatu Llahi wa barakatuhu!” traducibile con “A te la pace di Dio, che egli si prenda cura di te” (in siciliano “A tìa l’abbentu dô Signuri, e ca iddu si pigghiassi cura di tia”).
da Wikipedia

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COMMENTO: dell’Autore
Questo Autore apprende la scomparsa di “nonna Calò”,  madre della loro cara amica (e medico di famiglia) Lina Cocita, e rimane profondamente addolorato dalla notizia.
Gli tornano in mente le visite fatte alla “famiglia Cocita” insieme alla propria defunta Sposa Isabella.
In queste circostanze , come anche nelle occasionali riunioni conviviali, “nonna Calò” era sempre presente ed illuminava con la sua “dolcezza” e la sua “saggezza” tutti i convenuti.
E la commozione dell’Autore si trasforma in versi! così le dedica questa sofferta lirica affinché la memoria di “nonna Calò” rimanga “indelebile” in questo Mondo che l’ha accolta, “ospite prezioso”, per il tempo mortale che le fu concesso.
Ciao “nonna Calò”, hai raggiunto tutti i nostri “cari” che ci hanno preceduto in un percorso che per noi ancora non si è concluso e che ci porterà a riunirci per l’Eternità in un “Mondo Ultraterreno”, in una Dimensione finalmente “incorruttibile”.

IL NAUFRAGIO

agli Amici ed ai Visitatori

IL NAUFRAGIO

IL NAUFRAGIO

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IL NAUFRAGIO

agli Amici ed ai Visitatori

Per errori di condotta, naufragò Nave Concordia:
trascurata fu la sostanza in favor dell’apparenza.
Che sia una premonizione che dar vuol avvisaglia
ai piloti di Nave Italia perché usino più prudenza?
Par che abbiano le due navi un destino parallelo:
persa fu Nave Concordia per i Comandanti ignavi,
di conserva Nave Italia naviga verso lo sfacelo
al comando, incautamente, di politicanti pravi.
Così come sul naviglio, nel momento più cruciale,
nessun seppe dar consiglio che evitasse quel finale,
parimenti in Parlamento fu decisa l’ abdicazione
e poi solo per codardia fu abbandonata la tenzone.
Due greggi, nel periglio, son rimaste senza comando
e nel cercare la salvezza esse andarono allo sbando;
solo pochi volenterosi, nel rischiare personalmente,
potran infine sostituire l’immobile classe dirigente.
I naufraghi impotenti affrontarono la loro sorte
aiutandosi a vicenda per sfuggire alla ria morte;
egualmente gli italiani devono stringersi a coorte
intonando insieme il canto che mutò la loro sorte.
Fratelli, è duro l’avvenire, su facciamoci coraggio:
tornerà a sorgere il sole, a scaldarci col suo raggio.
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in Roma, lunedì 20 febbraio 2012 alle ore 05,00
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COMMENTO dell’Autore: L’Autore, all’indomani del naufragio di Nave Concordia, accaduto subito dopo quello che possiamo definire “il naufragio della politica italiana”, mette a raffronto i due avvenimenti, rilevando fra loro sconcertanti analogie.

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AGONIA DI NAVE CONCORDIA 1
agonia di nave CONCORDIA 1
AGONIA DI NAVE CONCORDIA 2
agonia di nave CONCORDIA 2

GLI UFFICIALI  DI NAVE CONCORDIA
gli ufficiali di nave CONCORDIA
I POLITICANTI
Parlamentari di nave ITALIA
I PASSEGGERI DI NAVE CONCORDIA
i passeggeri di nave CONCORDIA
LAVORI IN PARLAMENTO

! CIAO PADRE 2011 !

Isabella, a papà Renato ed a papà Luigi da Nicolò

Ciao padre … torno a parlarti!

Finora ti tenevo nel mio cuore.

Una lirica t’inviai, come tu sai,

tre anni dopo la tua morte prematura.

Sentii il bisogno di comunicarti

che infine avevo seguito la tua strada:

ero entrato nell’Arma, a cui tu fosti

“FEDELE FINO ALLA MORTE”,

quando, anzitempo, le offristi la tua vita.

Ora attraverso un momento doloroso!

La mia diletta sposa su nei cieli t’ha raggiunto:

ed ora, insieme, vegliate su quest’orfano

che in terra piange, perché è rimasto solo.

La mia sensibilità or s’è acuita:

non vivo solo le private sofferenze,

ma anche il peso dei mali che nel mondo

colpiscono crudeli l’umanità infelice.

Piango … soffro … e ancora piango !

Il duolo che c’è intorno mi colpisce,

ed il tuo dolce viso mi ritorna in mente,

che mesto e commosso lacrimava,

vergognoso quasi di mostrare debolezza

quando qualcosa l’animo suo feriva.

Ricordo ancora … ero bimbo … andammo al cine:

davano un film, la “GIOVANNA D’ARCO” ,

e quando la Pulzella ritrattò l’abiura,

accettando la sua condanna al rogo,

vidi due lacrime asciugarti di nascosto,

malgrado conscio che tutto era finzione.

Finzione era l’immagine … vero il dolore !

E nella mia innocenza fui colpito

dalla commozione tua, così sofferta,

che sgorgava, prepotente, in un soldato

che portava in sé il fardello degli eventi,

di una guerra tristemente combattuta.

E quel tuo sentimento, così acuto,

ora lo comparo a quello di Isabella ,

il cui sentir era invero pari al tuo.

Io da voi l’ho ereditato … ed io l’accetto,

pur se pesante fu il lascito ricevuto,

ed io lo vivo con grande sofferenza …

e dolore ancora a dolor s’aggiunge.

Lo accetto volentieri, nella memoria vostra,

per esser degno di raggiungervi al più presto.

Grazie padre mio … Grazie Isabella !

Aiutatemi ancora a vivere nel mondo,

fino a quando mi sarà dato rimanervi …

fino a quando non verrà il mio turno.

Or siete insieme, vi siete infin trovati !

Alla mia sposa di te io raccontavo,

e il suo rimpianto era non averti conosciuto.

Ella ti affiancava, con affettuosa fantasia,

alla figura del suo  padre adorato ,

che, bambina, perse troppo presto,

vittima postuma d’una guerra assurda

ove , servendo in armi la sua patria amata,

accumulò pesanti fardelli di dolore.

Vegliate su di me … vegliate ancora,

il vostro aiuto è il solo mio sostegno

per vincere il dolor che m’attanaglia,

che lascia indenne il corpo …

non l’alma affranta.

San Vito lo Capo , sabato 7 maggio 2011 alle ore 12,00

L’Autore sta vivendo un momento difficile e sembra che il tempo non riesca a lenire la sua sofferenza.
Egli avverte che sta precipitando in una dolorosa depressione e cerca rifugio nella memoria dei suoi cari.
Gli affiorano nella mente ricordi lontani e sente il bisogno di rivolgersi al padre, perso prematuramente, a cui dedicò una poesia,in occasione della sua scelta: quella di continuare la tradizione di famiglia entrando a far parte dell’Arma dei Carabinieri.
L’Autore conclude offrendo ai visitatori la lettura di quella lirica, composta quarantotto anni fa, quando era ancora Allievo Ufficiale.

FEDELE OLTRE LA MORTE

Eccomi, o Padre!

Ora che tutto vedi

guarda tuo figlio

servir la patria in armi.

Partisti un giorno per la guerra!

La tua donna ed i tuoi ragazzi

soffrirono in silenzio

in attesa del ritorno.

E Tu tornasti !

Ma senza lasciar l’Arma.

Alla “VIRGO FIDELIS” fedeltà giurasti (*)

e, con la Fede in Essa,

vegliasti sulla sicura Pace dei fratelli.

Alfine stanco,

Ella ti chiamò

per averti ancora più vicino.

Premio: “FEDELE OLTRE LA MORTE”.

Fa dunque, o Padre,

che io sia degno del tuo esempio.

Assistimi durante il mio cammino

e la via dell’Onore che m’indicasti

sia norma alla mia vita,

sì che io possa, come Te,

esser “FEDELE OLTRE LA MORTE”.

Nicolò in Lecce, il 9 di febbraio del 1963
(*) motto dell’Arma “nei secoli fedele”

RISPOSTA A ROSALBA E STEFANO

Per il commento a “Serata con gli Amici”

Carissimi Rosalba e Stefano,

siamo noi che vi ringraziamo per l’affetto che ci dimostrate e per la vostra sincera partecipazione al sentimento che ancora mi lega ad Isabella.

Il nostro Amore ci sta aiutando a superare questo triste momento e continuerà a vivere incorrotto, per sublimarsi infine in quella dimensione ultraterrena dove vivrà in eterno.

Con Isabella, speriamo solamente che la nostra esperienza possa servire da guida alle coppie che visitano questo sito, affinché possano trarre l’energia necessaria per superare quelle prove che questo mondo crudele sottopone tutti noi nel corso della vita terrena.

E’ questo un Augurio sincero, scevro da qualsiasi forma di presunzione, che rivolgiamo a tutti Voi che ci leggete.

Grande sarà la nostra soddisfazione, anche se solamente una coppia potrà rubare qualche particella dell’Amore che ci ha legato … che ancora ci lega … che si perfezionerà quando finalmente ci riuniremo.

Un GRAZIE di cuore a tutti i nostri OSPITI.

Isabella e Nicolò – giovedì 17 febbraio 2011 alle ore 23,50

SERATA CON GLI AMICI

a Isabella da Nicolò (da parte degli Amici)

Eccoci Amore mio !

Siamo tornati a casa,

eravamo tutti insieme ,

sì … fu bella la serata.

Anche tu eri con noi,

eravam tutti contenti …

festeggiavamo Stefano

con affettuosi accenti.

Ricorreva il suo natale,

però non solo quello:

ponea fine al suo lavoro …

scaricava il suo fardello.

Finalmente pensionato

terminò la schiavitù:

meritò la Libertà …

è quel che val di più.

Certo la tua presenza

fu solamente virtuale,

ma non importa il corpo….

lo spirito é ciò che vale.

GRAZIE!

Ci hai accompagnato

in questa festa allegra …

davvero ci sei mancata,

ma eri della congrega.

Ora vado a riposare …

tu sempre sei al mio fianco,

nulla ci può separare …

neanche il corpo stanco.

Nicolò in Roma, 13 febbraio 2011 alle ore 02,45

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