ALLA CUGINA ELISABETTA

a Elisabetta da  Isabella – sabato 23 gennaio 2010 – h. 01.16

Mia cara Elisabetta,
queste tue parole così affettuose e piene di rimpianto hanno risvegliato in me ricordi struggenti; le tue telefonate mi hanno permesso di lottare con serenità contro il male, perché sapevo che mi eri vicina, come ….. anzi più di una sorella.
Ti sentivo così partecipe, quasi fossi un’altra me stessa!  chissà? i nostri nomi infine sono due forme diverse dello stesso nome.
Sono riconoscente a te ed a Puccio per l’aiuto che state dando a Nicolò nel superare questa dura prova a cui il destino ha voluto sottoporlo.
Io gli sono vicino!
Però, in particolari momenti di abbattimento, vale forse di più una parola … una pacca sulla spalla … una celia … un rimbrotto.
E so che tu e Puccio avete l’affetto e la sensibilità per farlo.
“Sursum corda”

Questa nostra corrispondenza di sentimenti, che si traduce in parole,  ci aiuterà a trascorrere con  maggior serenità il tempo che manca al ricongiungimento, fuori dal tempo, di tutti coloro che  si son voluti sinceramente bene.
Grazie Elisabetta! Grazie Puccio!

La vostra cugina Isabella vi vuole bene.

GRAZIE ELISABETTA

a Elisabetta da Nicolò –  venerdì 22 gennaio 2010 – h. 11,15

Cara Elisabetta,
ti ringrazio per l’affetto che continui a dimostrarci.
La tua lettera mi ha commosso e contribuisce a lenire il mio dolore.
E’ un dolore che non scomparirà: ormai è parte di me e mi farà compagnia senza sofferenza, fino a quando non avrà più ragione di esistere perché mi sarò ricongiunto alla nostra cara Isabella.
Di nuovo GRAZIE !

Un abbraccio anche a Puccio,  Nicolò.

RICORDANDO ISABELLA

a Isabella da Elisabetta – venerdì 22 gennaio 2010 – h. 10,24

Cara Isabella,
ti ricordi le nostre telefonate ? ti ho seguito per tutto il tempo della tua malattia, ti spronavo ad essere ottimista cercando di infonderti speranza ma tu non ne avevi bisogno eri forte e combattiva.
Ancora oggi ogni tanto mi viene l’istinto di telefonarti per sentire la tua voce.
Però ti sento in un’altra dimensione e credimi il mio affetto è così grande che sei sempre con me.
Ho davanti gli occhi il sorriso che tu,tanto coraggiosa, non hai mai perso ; a consolarmi ho tutte le opere (che generosamente mi hai regalato) che mi parlano di te ogni volta che le guardo, soprattutto l’ultima mattonella con i papaveri mi è più cara di tutte.
Quando arriverà il mio momento potremo parlare e ridere ricordando la nostra giovinezza.

Tua cugina Elisabetta.

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