“STUPRATE LE ITALIANE” Maggio 1944-45

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CENNI STORICI 

maggio 1944: ”STUPRATE LE ITALIANE”

Redazione • 20 maggio 2009 • 2 Commenti

Tra il 1943 e il 1945 sulle donne italiane si scatenarono violenze di tutti i tipi e su tutti i fronti: sulla “linea gotica”, i tedeschi infierirono soprattutto nei dintorni di Marzabotto; sull’appennino ligure-piemontese, nel 1944, in sei mesi, si registraroono 262 casi di stupro ad opera dei “mongoli” (i disertori dell’Asia sovietica arruolati nell’esercito tedesco).

Ma niente può eguagliare l’orrore che investì le “marocchinate”: è una brutta parola, ma allora la usavano tutti e si capiva subito di cosa si parlava. Nel 1960, Vittorio DE SICA ne immortalò le sofferenze con un film che valse l’Oscar a Sofia LOREN: LA CIOCIARA era tratto da un romanzo di Alberto MORAVIA. Paradossalmente, mentre il cinema e la letteratura trovarono subito i modi per raccontare le scene che si svolsero allora nelle terre in cui, a combattere i tedeschi, arrivarono le truppe delle colonie francesi (non solo marocchini, ma anche tunisini, algerini, ecc…), gli storici furono come bloccati, lasciando praticamente sguarnita di studi e ricerche quella pagina dolorosa della nostra storia. Certi eventi, accaduti intorno alla Linea Gustav, non hanno trovato il giusto spazio nei libri della storiografia ufficiale. Voluta da Hitler nel settembre del 1943, 230 chilometri di barriera difensiva, dal Tirreno all’Adriatico partiva da Gaeta, al confine tra Lazio e Campania fino alla foce del Sangro, a sud di Pescara. La città ciociara di Cassino ne era il nodo. Saranno i soldati del generale francese “Alphonse JUIN” a ricevere l’ordine di sfondarla. 110 mila soldati: francesi, marocchini, algerini e tunisini sono gli uomini del C.E.F., il Corpo di Spedizione Francese, guidato dal generale JUIN, comandante deciso e ostinato. Ai suoi ordini anche i 12 mila “goumiers”, arruolati e addestrati sulle montagne dell’Atlante in Marocco.

Il contingente marocchino agli ordini del generale JUIN, i “goumièrs”, sfondano per primi il 13 maggio 1944, i capisaldi della linea Gustav. I tedeschi sono costretti ad arretrare. I profughi vedono arrivare i liberatori. Ma proprio in questi giorni di liberazione ha inizio un saccheggio senza precedenti: i goumiers devastano, rubano, uccidono, violentano.

Donne, bambini, ma anche uomini, sono il loro “bottino di guerra”.

Le marocchinate, una brutta definizione, ma da allora usata da tutti in quei luoghi e si capisce subito di cosa si parla. Sono le donne che hanno subito la violenza dei soldati marocchini, gli efferati “liberatori dall’occupazione tedesca”.

I “goumiers” inoltre andavano all’attacco salmodiando il “CHAHADA” (*), catturavano i tedeschi per rivenderli (500-600 franchi per un soldato semplice, il triplo per un ufficiale superiore) ai militari americani desiderosi di costruirsi una reputazione guerriera senza rischiare. In Marocco ovviamente sono gli eroi di Cassino.

GOUMIERS

Proclama del Gen. Alphonse Juin.

 Ma quanti furono gli stupri? Le cifre non sono mai state precise. La furia delle truppe marocchine ha sin dal primo momento assunto le caratteristiche di uno stupro di massa. Ma come è stato possibile che soldati comandati da ufficiali francesi, inquadrati nella V armata americana, abbiano potuto infierire sulla gente del luogo senza alcun controllo? In questa ricerca della verità partiamo, anche se può sembrare paradossale, da un misterioso proclama, attribuito proprio ad Alphonse JUIN:

“Il vostro generale vi annuncia, vi promette solennemente, vi giura, sul suo onore di soldato e sulla bandiera di Francia, che si alza, per l’ultima volta, il sole sulle vostre sofferenze, sulle vostre privazioni, sulla vostra fame. Oltre quei monti, oltre quei nemici che stanotte ucciderete, c’è una terra larga … ricca di donne, di vino, di case. Se voi riuscirete a passare oltre quella linea senza lasciare vivo un solo nemico, il vostro generale vi promette, vi giura, vi proclama che quelle donne, quelle case, quel vino, tutto quello che troverete sarà vostro, a vostro piacimento e volontà. Per 50 ore. E potrete avere tutto, prendere tutto, distruggere o portar via, se avrete vinto, se ve lo sarete meritato.”

Di questo documento non è rimasta traccia. Molto presumibilmente è stato letto via radio in arabo, considerando sia  la lingua dei destinatari a cui era diretto, sia l’imprudenza che le popolazioni ne venissero a conoscenza. (n.d.r.)

La causa diretta del comportamento dei marocchini verrebbe dunque ricondotta al generale JUIN e al suo proclama, con il quale egli avrebbe incitato le truppe alla battaglia, promettendo 50 ore di saccheggio libero. Una sorta di carta bianca che fa ancora discutere gli storici, e resta viva nella memoria della gente.

Ma di questo documento non è rimasta traccia.

A metà luglio Alphonse JUIN e il C.E.F. abbandoneranno il fronte italiano, destinazione la Francia meridionale. Nei paesi coinvolti dagli stupri restano solo la povertà, l’emarginazione, la malattia. Invece di una solidarietà che era lecito aspettarsi, queste donne furono rifiutate, furono oggetto di giudizi pesanti, stentarono a sposarsi, a trovare un minimo di intesa nel tessuto familiare quelle che erano sposate e stentarono a trovare un posto di lavoro, ci furono molti casi e casi di suicidio.

Alla fine della guerra, il Comando francese concesse un indennizzo di 150 mila lire a testa, ma da questo scaturisce un groviglio di questioni burocratiche, ritardi, lamentele. Le uniche a protestare e a ricordare le violenze saranno le comuniste dell’UDI (Unione Donne Italiane). Nel 1951 un’affollatissima assemblea di donne in un cinema di Pontecorvo affronta la questione delle marocchinate, provocando un infuocato dibattito parlamentare. Per le donne violentate ora c’è la possibilità di ottenere la pensione come vittime civili della guerra, ma tempi delle pratiche sono interminabili e viene vietato di cumulare l’indennizzo con la pensione. Un lungo calvario che spesso non porta al risarcimento.

Dopo vergogna, reticenza e silenzio, sulla vicenda delle marocchinate, solo oggi a oltree 60 anni da quella violenza lontana viene dato un risarcimento morale. Il 15 marzo del 2004 la più alta carica dello Stato italiano, l’allora presidente CIAMPI e l’Associazione Nazionale dei Reduci Marocchini, hanno ricordato le vittime degli stupri e del bombardamento di Montecassino. Ma il riscatto autentico viene dal riconoscimento dello stupro in guerra come un crimine contro l’umanità. Però l’aspetto storicamente più significativo è inerente l’attribuzione delle responsabilità di questa triste pagina della storia d’Italia. Infatti, se sino ad ora una storiografia artatamente miope ha individuato come unico e solo responsabile il Generare JUIN, oggi si può senz’altro affermare che le maggiori responsabilità ricadono su ben altre persone, quali il generale DE GAULLE diretto superiore di JUIN ed il ministro degli affari economici del governo francese in esilio a Londra, André DIETHELM, che nei giorni del terrore “goumiers” si trovavano in Ciociaria, per la precisione ad Esperia.

Non poterono quindi non vedere come si comportarono i loro coloniali.

Altrettanto evidente, a chi guardi ai fatti con obiettività, è la responsabilità del Generare Harold ALEXANDER, che sentitosi chiedere da JUIN l’autorizzazione a mettere in pratica tale scellerato disegno, anziché farlo immediatamente arrestare, diede il suo consenso, limitandosi a contrattare il termine temporale dello scempio (50 ore) senza curarsi minimamente della sorte delle inermi popolazioni. Per lui l’impresa dei “goumiers” significava soltanto aver fatto una breccia nelle difese tedesche, attraverso la quale far passare comodamente gli inglesi della 78a divisione, tenuta sinora di riserva.

A fronte di quanto detto, si può certamente sostenere che non si trattò di azioni casuali e sporadiche, derivanti da una concezione ancestrale e tribale della guerra propria dei nordafricani, come qualcuno in passato ha affermato. Vista la presenza in quei luoghi del comandante del C.L.N. francese, DE GAULLE, e di un ministro del governo, DIETHELM, e visto il consenso di ALEXANDER, anche se mancano prove documentali, non si può non esser legittimati a pensare che tale infame azione possa essere anche stata pianificata direttamente al tavolo dello stato maggiore alleato. Inoltre non si deve dimenticare che il 13 ottobre del 1943 il governo BADOGLIO dichiarò guerra alla Germania, divenendo il cobelligerante degli angloamericani, e dunque corresponsabile delle azioni dello stato maggiore alleato. A riprova di quanto affermato, sta il fatto che, per quanto se ne sa, in merito a questi episodi mai fu sollevata una protesta da parte del governo di Unità Nazionale presieduto da Ivanoe BONOMI, così come del resto nulla è stato fatto dai vari governi negli anni successivi: per “loro” i fatti della Ciociaria semplicemente non sono mai accaduti.

 Comune di Pignataro – Comitato Civico Permanente CP

© Riproduzione riservata

 

Quanto sopra è frutto di una mia recentissima “ricerca” circa gli eventi bellici di Montecassino (1944/455): un “documento” ufficiale del Comitato Civico Permanente del Comune di Pignataro (FR) “Stuprate le italiane”, edito nel 2009 che cita il Proclama (a tutt’oggi introvabile) del Gen. Alphonse Juin, all’epoca Comandate delle truppe coloniali francesi che operavano su quel “fronte”, a ridosso della linea difensiva tedesca “ GUSTAF” nell’ambito delle truppe “alleate”.

Tale operazione fu propedeutica all’attacco frontale operato dal complesso delle forze alleate (raggruppate nella 5ª Armata americana del generale Mark Wayne Clark) che provocò il successivo sfondamento della linea “GOTICA”,  principale perno del fronte difensivo tedesco.

Nel corso di tali eventi bellici, nelle provincie di Caserta e di Frosinone si verificarono feroci stupri di massa a opera dei “Goumier”, soldati marocchini e algerini, resisi responsabili di indicibili atrocità.

Nella Provincia di Frosinone le cittadine di Esperia], Castro dei Volsci, Vallemaio, Sant’Apollinare, Ausonia, Giuliano di Roma, Patrica, Pignataro, Ceccano, Supino, San Giorgio a Liri, Coreno Ausonio, Morolo e Sgurgola.

Nella Provincia di Latina si segnalano le cittadine di Lenola, Campodimele, Spigno Saturnia, Formia, Terracina, San Felice Circeo, Roccagorga, Priverno, Maenza e Sezze, in cui numerose ragazze e bambine furono ripetutamente violentate, talvolta anche alla presenza dei genitori.

In proposito abbiamo una preziosa testimonianza (non certo di parte) dello scrittore Norman Lewis, all’epoca ufficiale britannico sul fronte di Montecassino, che narrò alcuni eventi:

« Tutte le donne di Patrica, Pofi, Isoletta, Supino, e Morolo sono state violentate… A Lenola il 21 maggio hanno stuprato cinquanta donne, e siccome non ce n’erano abbastanza per tutti hanno violentato anche i bambini e i vecchi. I marocchini di solito aggrediscono le donne in due – uno ha un rapporto normale, mentre l’altro la sodomizza. »

(Norman Lewis nel libro: Napoli  ’44)

https://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Montecassino#Le_.22marocchinate.22

 

(*): il “CHAHADA” (*)  da Wikipedia

Il Chahada, o Shahada, in arabo : شهادة [ʃahādaʰ] 

“Attestato” o “Testimonianza”): “ professione di fededell’  Islam , e costituisce il primo dei cinque pilastri . Essa è direttamente collegata al principio dell’unicità di Dio: TAWHID ( monoteismo, dogma fondamentale dell’ Islam) e si compone di due fasi:

la prima,  “io testimonio che non c’è altro Dio “: attesta l’unicità di Dio, proclamandolo UNO ( TAWHID );

la seconda,  ” Muhammad  è il messaggero di Dio (Allah)”: è la testimonianza della profezia di Maometto . 

In altre parole, ogni atto di culto deve essere rivolta solo a Dio ,  ossia ogni atto deve essere fatto sinceramente per Dio e, nello stesso tempo, essere in linea e coerente con gli insegnamenti di Maometto.A sostegno di questo concetto di “Unicità di Dio”, la professione di fede a volte è accompagnata dal gesto di puntare il dito indice verso il cielo.

SHAHADA

SHAHADA

Il “shahada”
Iscrizione calligrafica araba:   Moschea Khan Wazir  –  Lahore - Pakistan

 

P.S.: 15 febbraio 2017

RICERCHE DEL COL. CC (CONGEDO) NICOLÒ MAZZACCARA

OMNIA VINCIT AMOR (matrimonio di Elisa)

dedicato ad Elisa

Il giorno 3 luglio 2015, Elisa ha scritto:

Care mie “soulguards “…

Vi ho allegato il messaggio vocale che ho inviato oggi alla mia famiglia di origine, lo condivido anche con voi….

Il 15 luglio, ognuno a proprio modo e sentire, vi chiedo di esprimere, dentro il vostro animo, una benedizione per me e per la nuova famiglia il cui legame verrà sancito….

Con affetto e stima, la vostra Romagnolina.

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La canzone di Elisa e di Luca … < https://youtu.be/7q-s4xFO8fE >

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“THINKING OUT LOUD” di Ed Sheeran

When your legs don’t work like they used to before
And I can’t sweep you off of your feet
Will your mouth still remember the taste of my love
Will your eyes still smile from your cheeks

And darling I will be loving you ’til we’re 70
And baby my heart could still fall as hard at 23
And I’m thinking ’bout how people

fall in love in mysterious ways
Maybe just the touch of a hand
Oh me I fall in love with you every single day
And I just wanna tell you I am So honey now
Take me into your loving arms
Kiss me under the light of a thousand stars
Place your head on my beating heart
I’m thinking out loud
Maybe we found love right where we are

When my hair’s all but gone

and my memory fades
And the crowds don’t remember my name
When my hands don’t play the

strings the same way, mm
I know you will still love me the same

Cause honey your soul

can never grow old, it’s evergreen
Baby your smile’s forever in my mind and memory

I’m thinking ’bout how people

fall in love in mysterious ways
Maybe it’s all part of a plan
I just keep on making the same mistakes
Hoping that you’ll understand

But baby now
Take me into your loving arms
Kiss me under the light of a thousand stars
Place your head on my beating heart
I’m thinking out loud
That maybe we found love right where we are, oh

(Ah, la la, la la la, la la la, la la la la)

So baby now
Take me into your loving arms
Kiss me under the light of a thousand stars
Oh darling …

place your head on my beating heart
I’m thinking out loud
That maybe we found love right where we are

Oh maybe we found love right where we are
And we found love right where we are

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“PENSANDO AD ALTA VOCE” di Ed Sheeran

Quando le tue gambe non funzionano più come prima
ed io non riesco a tenerti in piedi

la tua bocca ricorderà ancora il sapore del mio amore?
i tuoi occhi sorrideranno ancora dalle tue guance?

Tesoro, io ti amerò fino a quando non avremo70 anni
ed il mio cuore, Baby, si innamorerà come a 23 anni.
E sto pensando a come le persone

si innamorano in modi misteriosi
a volte anche solo sfiorando una mano
Oh, io mi rinnamoro di te ogni singolo giorno
e perciò, dolcezza mia, ora voglio dirti:

“prendimi tra le tue dolci braccia”
“baciami sotto la luce di mille di stelle”
“posa la tua testa sul mio cuore palpitante”!
Sto pensando ad alta voce …
forse abbiamo trovato l’amore dove siamo ora!

Quando i miei capelli cadranno

e la mia memoria sarà svanita
e la gente non ricorderà il mio nome,
quando le mie mani non suoneranno

più nello stesso modo,
so che tu mi amerai ugualmente

perché dolcezza, la tua anima

non può invecchiare, é sempreverde
Baby, il tuo sorriso sarà sempre nei miei ricordi.

Sto pensando a come le persone

si innamorano in modi misteriosi
Forse è tutto parte di un piano:
io continuerò a fare gli stessi errori
sperando che tu capisca.

Ma tesoro, ora …
prendimi tra le tue dolci braccia,
baciami sotto la luce di mille stelle,
posa la tua testa sul mio cuore palpitante!
Sto pensando ad alta voce …
forse abbiamo trovato l’amore dove siamo ora!

(Ah, la la, la la la, la la la, la la la la)

Quindi Baby ora …
accoglimi nelle tue amorevoli braccia.
baciami sotto la luce di migliaia di stelle
Oh tesoro…

posa la tua testa sul mio cuore palpitante!
Sto pensando ad alta voce …

che forse abbiamo trovato l’amore proprio dove siamo ora,

o, forse, abbiamo trovato l’amore proprio dove siamo,

abbiamo trovato l’amore dove siamo ora

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Il giorno 4 luglio 2015, Nicolò ha scritto:

Cara Romagnolina,

la “Luna” ed il suo “Lupo” ti rinnovano gli auguri per il 15 di luglio con l”auspicio” che quel giorno sia precursore di ogni bene, come lo fu per noi.

Ti allego due mie liriche che ho scritto in tempi diversi (la 1^ per due giovani amici) e ve ne faccio dono come nostro modesto regalo di nozze.

siate felici come lo siamo stati noi e (malgrado tutto) come lo siamo e lo saremo ancora.

Un forte abbraccio, la “Luna” ed il suo “Lupo”.

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AMORE DI COPPIA

 

Son venuto al matrimonio del figliol di amici cari:

sia felice questa unione, … che nessuno li separi.

Il sermon del sacerdote, agli astanti indirizzato,

narra che l’Amor terreno col Divino è accumunato.

Della tradizion la formula é che duri fino alla morte:

ma io questo lo contesto … ci dev’esser miglior sorte.

L’Amor che in noi divampa non può avere una durata,

è una forza senza confini e non può esser calcolata.

Che cos’è “AMORE DI COPPIA”? Esprime l’Amore Universale:

suo fin è perseguire il Bene, suo anelito fuggire il Male.

Mentre corrono i miei pensieri ho abbandonato la cerimonia,

a me sembro essere un  alieno … il Mondo m’appare una pastoia.

E penso a te, mia dolce Sposa, che mi assisti in lontananza,

che ancora mi dai sostegno, che ancora mi dai speranza.

Questa è la forza dell’Amore che governa la nostra sorte,

che ci unisce su questa terra, che vincerà anche la Morte.

Due spirti che s’incontrano devono ritenersi fortunati:

quando Amore è corrisposto corrispondono anche i Fati.

Ed a voi due amici, novelli Sposi, con te mia Sposa voglio augurare

un Avvenir felice e pien d’Amore, che questo Mondo possa superare .

E che la vostra unione, cari Sposi, travalichi la dimensione naturale,

che duri  al di là di spazio e tempo … testimonianza di Amore Universale.

in Roma, sabato 23 luglio 2011 alle ore 18,00

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OVUNQUE IL GUARDO IO GIRO

(il Cantico della Natura)

a Isabella da Nicolò

Ovunque il guardo io giro … ti cerco Amore mio !

ti cerco per i mari dove ti feci allor la corte …

ti cerco sulla terra dove ci dicemmo addio …

ti cerco fra le stelle per mutare la mia sorte …

TI CERCO SU NEL CIELO DOVE VINCEREM LA MORTE

In tutto l’Universo vado cercando Amore,

quello che m’hai dato e m’ha colmato il cuore.

Nel mare, fra i marosi, nuotano i pesci spada,

monogami nella vita,  qualunque cosa accada,

così come i pinguini, fedeli per eccellenza,

formano coppie felici per tutta l’esistenza.

Anche sulla terra, animali fra i più diversi

restano sempre uniti anche in luoghi avversi:

il lupo con la lupa … il cigno e la compagna …

la coppia delle antilopi: ognuno ci guadagna.

La fedeltà nel cielo più spesso entra nel ballo,

dall’indomita aquila reale al mite pappagallo,

ed il corvo imperiale, naturalmente seduttore,

se incontra la compagna le dona tutto il cuore.

La Natura intorno a noi è un cantico d’Amore

accompagnata dalle musiche di Celesti Sfere,

è un’Armonia Eterna di luci,  suoni e colore,

più dolce per noi del canto di mille capinere.

Per me Tu sei l’Amore … l’Amore Universale,

incarni tutto ciò che al Mondo voglio amare.

Finora eri solo mia … il solo Amor  che vale,

per me ora sei un simbolo che voglio regalare.

  in Roma, domenica 3 di marzo del 2013

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Il 10/07/ 2015 Elisa Rossi ha scritto:

Caro Nicolò ….

una mia paziente, classe 1940, mi ha donato questa poesia, per il mio matrimonio …

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HO SCELTO TE

(originale)

 

Nel silenzio della notte,
io ho scelto te.
Nello splendore del firmamento,
io ho scelto te.

​​Nell’incanto dell’aurora,
io ho scelto te.
Nelle bufere più tormentose,
io ho scelto te.

Nell’arsura più arida,
io ho scelto te.
Nella buona e nella cattiva sorte,
io ho scelto te.

Nella gioia e nel dolore,
io ho scelto te.

Nel cuore del mio cuore,
io ho scelto te.

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HO SCELTO

(rielaborazione di Nicolò)

 

Nel silenzio della notte,
io ho scelto te.

Nello splendore del firmamento,
tu hai scelto me.

​​Nell’incanto dell’aurora,
io ho scelto te.

Nelle bufere più tormentose,
tu hai scelto me.

Nell’arsura più arida,
io ho scelto te.
Nella buona e nella cattiva sorte,
tu hai scelto me.

Nella gioia e nel dolore,
io ho scelto te.

Nel cuore del tuo cuore,
tu hai scelto me.

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COMMENTO DI NICOLÒ (13 di luglio del 2015)  

Questa lirica, composta da un’anziana signora, dimostra una rara sensibilità d’animo e Nicolò ne è rimasto talmente colpito che ha voluto farne una piccolissima “rielaborazione”, che rispecchia il suo stato d’animo e che certamente non dispiacerà alla sua Autrice..

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GLI AUGURI DELLA “LUNA” E DEL SUO “LUPO” (Isabella e Nicolò)

AUGURI

AUGURI

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 IL “REGALO DI NOZZE” DELLA “LUNA” E DEL SUO “LUPO” (Isabella e Nicolò)Amore di coppia

AMORE DI COPPIA

 

AL CUGINO FRANCESCO

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CIAO FRANCESCO,

GRAZIE PER LE TUE CHIACCHIERE E PER IL VOSTRO AFFETTO: MI SONO DI CONFORTO E MI AIUTANO A COMBATTERE ….. I 4 CAVALIERI, CON CUI MI CONFRONTO TUTTI I GIORNI, CON ALTERNA FORTUNA.

TI RISPONDO SUL SITO PERCHE’ COSI’ MI SEMBRA FARLO INSIEME ALLA NOSTRA ISABELLA, CHE ISPIRA I MIEI PENSIERI E GUIDA LA MIA PENNA.

E’ NOTTE INOLTRATA E SONO APPENA RIENTRATO A CASA DOPO UNA PASSEGGIATA SULLA SPIAGGIA DOVE MANCAVO DA TRE ANNI.

SONO ANDATO SUL BAGNASCIUGA E FINALMENTE HO RIMESSO I PIEDI IN ACQUA, FACENDOMI ACCAREZZARE DALLE ONDE LEGGERE CHE SI FRANGEVANO SULLA SABBIA.

E’ STATA UNA SENSAZIONE DOLCISSIMA; SEMBRAVANO CAREZZE … QUELLE DI CUI SONO STATO CRUDELMENTE PRIVATO.

LA SPUMA DEL MARE ….. LA MUSICA DELLA RISACCA ….. LA LUCE DELLA LUNA SULLO SFONDO DI UN CIELO STELLATO …..

SEMBRAVA UN MAGICO “NIGHT” DOVE PURTROPPO SEDEVO SOLITARIO.

….. E LA MENTE VAGAVA FRA MILLE PENSIERI ANGOSCIANTI !

NEL CIELO SOLO IL BUIO ….. LA SPUMA SI SCIOGLIEVA APPENA FORMATA ….. L’ONDA CHE SI RITRAEVA PAREVA LAMENTARSI … TUTTO ‘INTORNO SOLO … SOLITUDINE.

INFINE E’ STATO IL MARE CHE MI HA SOCCORSO ….. QUELLO STESSO MARE, CHE SOTTO TUTTE LE LATITUDINI HA ACCOMPAGNATO L’AMORE DI ISABELLA E MIO, HA DOMATO L’ONDA RIBELLE RALLENTANDONE IL RIFLUSSO.

COSI’ MI E’ PARSO CHE L’ACQUA PRENDESSE LA CONSISTENZA DI DITA DELICATE, CHE CON ALTERNO FLUIRE RAGGIUNGEVANO LE MIE CAVIGLIE, TENTANDO, DIMENTICHE DELLA GRAVITA’, DI AVVOLGERE CON LA LORO CAREZZA TUTTO IL MIO ESSERE.

POI, IMPROVVISAMENTE, MI SON RESO CONTO CHE MI STAVO INOLTRANDO NELLE ACQUE, QUASI DA LORO GIUNGESSE UN RICHIAMO IRRESISTIBILE COME IL CANTO DELLE MITICHE SIRENE.

PROPRIO QUESTO PENSIERO MI HA SVEGLIATO DA UN SONNO QUASI IPNOTICO: ISABELLA, LA MIA SIRENA, HA TACIUTO IL CANTO MENZOGNERO DELLE ALTRE.

L’ACQUA MI LAMBIVA APPENA LE GINOCCHIA, LE STELLE E LA LUNA SPLENDEVANO ANCORA NEL CIELO, LA RISACCA AVEVA RIPRESO IL SUO CANTO MELODIOSO.

….. ED UNA DOLCE SENSAZIONE DI PACE PERVADEVA IL MIO ANIMO ….. NON PIU’ SOLITARIO.

COSI’, LENTAMENTE, CON L’ANIMO PIU’ SERENO, HO PRESO LA STRADA DI CASA DOVE HO TROVATO IL TUO AFFETTUOSO MESSAGGIO A CUI RISPONDO CON LA SPERANZA DI NON APPROFITTARE DELLA TUA PAZIENZA NEL RACCOGLIERE LE DOGLIANZE DI UN CUGINO ORFANELLO.

BUONA NOTTE FRANCESCO, O MEGLIO … BUON GIORNO: IL CANTO DELL’ALLODOLA ANNUNCIA L’APPROSSIMARSI DELL’ALBA: ME NE VADO A LETTO SPERANDO CHE ORFEO MI ACCOLGA FRA LE SUE BRACCIA CARITATEVOLI.

CON TANTO AFFETTO, NICOLO’

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IL CANTO DELL’ALLODOLA: VIDEO  di Paul Humbert Brennan
http://www.dailymotion.com/video/xgdjzj_il-canto-dell-allodola-nei-prati-primaverili_animals
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Il simbolismo dell’allodola è stato ispirato dal suo comportamento: canta fin dai primi giorni della primavera sollevandosi quasi verticalmente sino a una altezza tale che il suo corpicino quasi scompare nel cielo.
Dall’alto lancia una cascata di suoni simili ad un crescendo musicale.
Poi, chiuse le ali, si lascia cadere a perpendicolo come corpo morto fin presso il suolo; infine risorge ricominciando a cantare.
Per questo suo rapido volo ascensionale e discendente ispirò la correlazione tra il cielo e la terra ed infine fu reputata il messaggero tra l’umano e il divino.
Nella tradizione greca l’allodola era l’emblema di Artemide.
Anche presso i Galli era un animale sacro, considerato un uccello augurale.
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in San Vito lo Capo, martedì 21 di maggio del 2013 alle ore 04,30

RINGRAZIAMENTO

Dedico questa mia missiva a tutti gli Amici che in questo triste momento mi sostengono con le loro parole piene di sentimento, a dimostrazione dell’affetto che portano alla cara Isabella ed a me medesimo.

Inserisco nella loro schiera anche coloro che non hanno avuto in sorte di conoscerla personalmente, ma hanno cominciato ad apprezzarla principalmente visitando il suo sito ed anche un po’ attraverso i miei componimenti a lei dedicati.

Chiedo scusa se non rispondo puntualmente ai vostri messaggi, ma sono certo comprenderete il mio stato d’animo che mi porta, purtroppo, a rinchiudermi nel mio guscio in compagnia del mio dolore.

Vi assicuro, però, che la vostra affettuosa solidarietà mi sta dando la forza per superare il mio abbattimento, evitandomi il rischio di cadere nella depressione che sta sempre in agguato.

Siatene certi: il vostro sincero affetto, insieme ai miei sfoghi poetici, riusciranno sicuramente a farmi uscire da questo buio tunnel che sto attraversando.

In questa dura lotta, fondamentale però é il sostegno che mi sta dando, e continuerà sempre a darmi, la mia amata sposa che, da quella dimensione in cui si trova, mi assiste in un‘intima comunione di spirito, nell’attesa che si compia finalmente il nostro indissolubile ricongiungimento.

ANCORA GRAZIE !

Vi abbraccio tutti con il mio affetto più grande

NICOLO’

A TUTTI GLI AMICI da Nicolò in Roma, il 1° febbraio 2011 – h. 02,15

LETTERA AI VISITATORI

da Nicolò in Roma, 26 giugno del 2010 – h. 10,00

Cari Amici,

voglio dedicare lo spazio “ISABELARTE” alla presentazione analitica di alcune opere della cara Isabella, corredate (con un pizzico di presunzione) da un mio commento; la prima che offro alle vostre considerazioni é l’ultima da lei dipinta, “INNO ALLA VITA” , forse quella più densa di significati.

Alcuni amici, a cui l’ho anticipata, hanno ritenuto opportuno esprimere le loro impressioni, sicché queste prime manifestazioni spontanee mi hanno suggerito l’idea di offrire questo spazio a tutti i visitatori del sito, affinché la forza allegorica che l’arte è capace di sprigionare possa generare uno scambio di idee sulle problematiche che una singola opera vuol mettere in luce, evidenziando quindi quei significati e simbolismi diversi che ciascuno, in base alle proprie esperienze ed alla personale sensibilità, vorrà intravedere.

Questa ritengo sia sempre stata la principale missione dell’Arte in tutte le sue espressioni, in quanto capace di anticipare, tramite le ispirazioni e le intuizioni degli artisti, i problemi, i malesseri e gli entusiasmi di cui l’umanità si renderà cosciente solo in tempi successivi.

Chissà se questo scambio di idee non possa far maturare iniziative più concrete, tese a costruire una società dal volto più umano, dove bambini, donne e uomini, con la forza della buona volontà, possano finalmente portare il loro piccolo mattone per costruire una casa comune, dove tutti i popoli, con onestà e purezza d’intenti, possano convivere in pace con sé stessi e conseguentemente col il loro prossimo.

E’ come gettare un sasso in uno stagno immobile, ed attendere che si formino delle increspature che, propagandosi con forza concentrica, possano coinvolgere tutto lo specchio d’acqua, ridandogli vita e movimento. Possa questa similitudine destare sopiti sentimenti di solidarietà umana che, sono convinto, albergano ancora nella maggior parte di noi e che, quale diapason, hanno bisogno solamente della giusta nota musicale che lo attivi.

Se questa iniziativa avrà un futuro, sarà un meritato omaggio alla sensibilità di Isabella che con la sua umanità, rinvigorita da una pregevole intuizione artistica, ha saputo creare quelle opere che hanno risvegliato in me antichi entusiasmi giovanili, propri delle anime ancora candide ed innocenti.

Questo, tuttavia, non significa che non si possa tornare ad inseguire quegli antichi ideali, fortificati però dall’esperienza della vita che, con la sua alternanza di gioie e dolori, ci ha sicuramente reso più determinati ed idonei ad affrontare le avversità che il futuro sempre ci propone.

A seguire presento un’altra opera, “IL MORO”: quest’immagine ha ravvivato in me l’antica curiosità che, in età giovanile, mi spinse ad approfondire il momento storico e le vicende socio-politiche del periodo in cui visse il personaggio rappresentato. Seguiranno altre presentazioni  man mano che, tornando a scorrere la Galleria di Isabella, le sue opere desteranno in me ricordi e riflessioni.

Rammento, per i meno pratici del mezzo informatico, che è possibile inserire direttamente sul sito il proprio commento, che apparirà al pubblico solamente dopo la convalida dell’amministratore (cioè io): questo al fine di evitare interventi impropri.

È comunque possibile inviare i propri commenti all’indirizzo E-mail: isabelarte@alice.it , autorizzando l’eventuale pubblicazione a cui provvederei io stesso.

Un saluto affettuoso a tutti, anche da parte di Isabella.

Nicolò

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