IL VINO DI “NIKISA”

a tutti i Visitatori

                    IL VINO DI “NIKISA”

CHARDONNAY: 85% Chardonnay – 15% Altri Vitigni Raccomandati prodotto nella tenuta“CANTALUPI” 

IL VINO DI “NIKISA”

Vino ''LUNA'' bottiglia

 STORIA di FAMIGLIA

dei CONTI ZECCA

UNA STORIA DI GENERAZIONI DAL 1580

 

Da cinque secoli i Conti Zecca abitano le terre di Leverano, nel cuore del Salento.

Da sempre la terra è stata da loro ascoltata, capita e messa a frutto, fino a completare, nei primi del ‘900, il ciclo produttivo dalla coltivazione alla vinificazione delle uve dei propri possedimenti, senza mai alterare i sottili equilibri del luogo.

 

Francesco Antonio Zecca, imprenditore agricolo di origini napoletane, si trasferisce nelle fertili terre di Leverano.

XVII secolo

Intensi scambi commerciali con Francia, Inghilterra, Svezia e Danimarca. In questo periodo, il Salento rappresenta la regione vitivinicola europea per eccellenza e l’esportazione di uva e vino sfuso è fra le principali risorse finanziarie del Regno borbonico.

1884

Per il ruolo propulsivo svolto nello sviluppo del territorio, la famiglia Zecca da notabile diviene nobile nel giugno 1884, quando papa Leone XIII conferisce il titolo comitale a Giuseppe.

1909

I figli di Giuseppe, Alcibiade e Giuseppa, sposano discendenti della casata ducale di Taurisano Lopez y Royo.

Inizi ‘900

Alcibiade sperimenta i primi metodi di imbottigliamento e vengono prodotti i primi fiaschi di vino rosso denominati Saraceno, dall’omonima tenuta.

1927

Il titolo nobiliare della famiglia Zecca viene riconosciuto dal Regno d’Italia.

1935

Alcibiade fonda una moderna ed efficiente cantina a Leverano.

Anni ’40

Giuseppe, figlio di Alcibiade, riforma il sistema di conduzione a colonìa, ammoderna la cantina e si dota di macchinari necessari alla gestione in proprio dell’intero ciclo produttivo. Nasce la prima etichetta di vino Conti Zecca: Donna Marzia.

Anni ’90

Passaggio generazionale della direzione ai fratelli Zecca Alcibiade, Francesco, Luciano e Mario, attuali proprietari.

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LA LEGGENDA

Tra i filari di Negroamaro e Malvasia del Salento (Puglia) aleggia un racconto di passione e rimpianto, sospeso in un tempo indefinito come i destini dei suoi protagonisti.

Concetta, figlia minore di un vignaiolo, con un sorriso fece innamorare Pietro, giovane contadino al servizio del padre, complice l’estate delle calde terre salentine e gli aromi succosi delle sue uve mature.

Gli amanti s’incontravano ogni notte alla luce bianca della Luna e passavano il giorno in attesa dell’astro, custode del loro segreto. L’amore sembrava crescere di notte in notte, come seguendo il lento incedere delle fasi lunari. Sotto il plenilunio le loro anime sembrarono vibrare all’unisono, cullate dal canto dei grilli ma, al primo spicchio mancante, Concetta si mostrò silenziosa. Quando Pietro le sussurrò le consuete parole suadenti, lei volse lo sguardo alla Luna ed un vento freddo serpeggiò tra i filari: gli occhi di Concetta rimasero fissi sul riverbero del cielo.

La notte seguente Pietro l’aspettò invano seduto a terra tra le vigne, contando i fili di erba bagnata, e così la notte successiva.

Nel podere circolò la notizia che Concetta non si era più alzata dal letto, dove giaceva muta con quei nuovi occhi senza luce. Pietro non volle credere alle dicerie e tornò ogni notte ad attendere il suo amore sotto la Luna calante che sembrava non curarsi più di lui: la attese per mesi, senza più cibo e parole.

Quell’ inverno, il più rigido di sempre, nelle notti di Luna piena i contadini sentirono per la prima volta ululare un Lupo che non aveva mai abitato le loro terre;  c’era qualcosa di straziante in quel suono senza pace, che ricordava il lamento di un uomo. Si mormorava che il Lupo si recasse sempre nello stesso luogo, come in attesa di qualcosa che non arrivava mai.

Gli abitanti, commossi dal suo canto struggente, videro il Lupo non più come una minaccia, ma come perenne protettore della vigna.

I prodotti della Tenuta Cantalupi, che da qui trae il suo nome, ancora oggi custodiscono questo segreto.

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LA “VOCAZIONE”

Tenuta Cantalupi: i Vigneti

Tenuta Cantalupi: i Vigneti

Il passaggio dalla vigna alla cantina è stata una naturale conseguenza, seguito nell’azienda agricola ancora oggi con la stessa dedizione.

Nel tempo l’identità di persone e luogo si è sovrapposta fino a sfumare in un intreccio di memoria e natura. Una corrispondenza armoniosa fatta di passione e rispetto, custodita con la pacatezza e la discrezione di chi è impegnato a fare le cose con cura.

Questo spirito permea di sé tutto ciò che a Leverano nasce, come i vini Conti Zecca, che da soli raccontano una storia di qualità fondata sui vitigni autoctoni Negroamaro, Primitivo, Malvasia Nera e Bianca, oltre a varietà alloctone pregiate che ben si adattano al territorio salentino.

Le quattro tenute di famiglia,

“Cantalupi”, “Donna Marzia”, “Saraceno”, “Santo Stefano”,

per un totale di 320 ettari, sono sfaccettature di questo unico sentire e danno vita a vini armoniosi di cui tutti ne possono godere

 

LA NASCITA DI NIKISA

IL LUPO INNAMORATO

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LA LEGGENDA DEL LUPO INNAMORATO DELLA LUNA

Lupo innamorato

C’erano una volta due fratelli: il Sole e la Luna.

Essi facevano parte della schiera di Dei immortali, a cui era stato affidato il compito di guidare il creato nel suo corso, e insieme si contendevano il cielo. Il primo governava il giorno, la seconda la notte. Erano molto uniti e il fratello amava la sorella tanto quanto la sorella amava il fratello.

Ma qualcosa opprimeva il cuore della Luna: per tutta la durata della sua vita aveva guardato il mondo solo dall’alto, senza mai potersi avvicinare al suolo. Gli altri Dei non avrebbero mai permesso che ella lasciasse la notte incustodita. E come ogni cosa proibita, la terra era per lei un richiamo irresistibile, che le straziava il cuore. Tutto ciò rendeva la Luna infelice e nemmeno il fratello riusciva a ridonarle il sorriso.Così, un giorno, il Sole decise di aiutarla a scendere dal cielo, con la promessa che sarebbe tornata prima del calar della notte, così nessuno si sarebbe accorto della sua assenza.

La Luna, felice, poté finalmente toccare quella terra, che per molto tempo aveva bramato e fu proprio qui che ella incontrò il Lupo. Egli era molto bello, col pelo bianco e i muscoli possenti e si guardarono per un attimo. Gli occhi oro del Lupo incontrarono quelli argento della Luna: fu così che il Lupo si innamorò della Luna. Ma egli non sapeva chi lei fosse ed ella dovette tornare nel cielo, come promesso. Così furono costretti a lasciarsi, ma il Lupo aveva piantato nel cuore della Luna il germoglio del primo amore ed ella non poté dimenticarlo.

Il Sole si accorse del cambiamento avvenuto nel cuore della sorella e, quando vide il Lupo sulla terra cercare una bellissima fanciulla con occhi e capelli d’argento, capì cosa era accaduto.

Come si è già detto, il Sole amava molto la sorella e non poteva sopportare la sua infelicità  così  decise che avrebbe aiutato il Lupo e la Luna ad incontrarsi: essi si sarebbero visti di giorno, mentre il Sole distraeva gli Dei e gli uomini con la sua luce abbagliante, così il Lupo e la Luna divennero amanti.

Il Lupo prese sembianze umane per poter amar meglio la Luna, ma così egli incominciò a invecchiare; la Luna però non poteva sopportare di continuare a vivere mentre il Lupo era destinato a morire, così decise di rinunciare alla sua immortalità e di non tornare mai più in cielo.

Gli dèi si adirarono: non potevano sopportare un simile affronto, non potevano sopportare che uno di loro abbandonasse il suo compito per amore di un mortale e decisero di punire i due amanti: la Luna venne imprigionata per sempre nel cielo, con le stelle a sorvegliarla, ed il Lupo fu condannato a chiamarla incessantemente con il suo malinconico ululato, ogni notte per tutta l’eternità.

Ancora una volta il Sole non poté sopportare la sofferenza della Luna e convinse gli Dei a conceder loro la possibilità di incontrarsi ancora.

Per questo una volta al mese non si vede la Luna nel cielo: ella è scesa sulla terra per incontrare il suo amato, che solo in quella notte può riprendere una forma umana.

Ancora oggi, a distanza di secoli, il Lupo ogni notte rincorre la Luna nel cielo, senza mai poterla avvicinare. Ancora oggi la Luna guarda dall’alto, infelice e pallida, il suo Lupo cercarla e aspetta con ansia la notte in cui potrà stringersi di nuovo al suo petto.

Ancora oggi, a distanza di secoli, l’amore della Luna per il Lupo e del Lupo per la Luna arde nei loro cuori.

Il Lupo e la Luna sono innamorati e nulla e nessuno, neanche gli Dei, potranno mai cambiare la realtà.

 

COMMENTO di NIKISA

NIKISA hanno vissuto il loro Amore dapprima nel Mondo reale ed ora continuano a viverlo, con intensità  ancora maggiore, in due dimensioni diverse ma strettamente correlate dalla legge che governa tutto il Creato: l”AMORE UNIVERSALE”.

L”AMORE” è un sentimento immortale che, pur nascendo nel mondo reale, travalica le sue “leggi naturali” perché appartiene al “MONDO IPERURANIO”, dove continuerà per l’Eternità a donare i suo frutti a tutti coloro che lo hanno vissuto generosamente con “sincerità e dedizione”, scevri da qualsiasi pulsione egocentrica.

NIKISA sono convinti che l’Amore, così inteso, è la vera forza motrice dell’Universo e che tutto il “CREATO”, alla fine dei tempi, ricostituirà un “UNICUM” con il suo “CREATORE”

COLLAGE D’AMORE

a tutti i Visitatori

!!! WELCOME !!!0

il Maestro

Isabella Benadduci

Vi invita a visitare

ATELIER GALLERY

https://youtu.be/as7gQjU0Y90

(cliccare 2 volte sull’icona)

BUONA VISIONE

 

AMORE MI MANCHI

a Isabella da Nicolò

Io scrivo …
di Te … di Me … di Noi …
perché Io Ti cerco …
perché Tu mi vuoi …
! OVUNQUE TU SEI … MI MANCHI !
Il mio Amore per Te
oggi per Me è Universale …
domani ci ritroveremo…
avrà fine il mio male !
Oggi il mio cuore
è chiuso nel gelo…
ma ci riuniremo.
! Credo ancora nel Cielo !

... NEL MIO CUORE.

Sanremo Arte Gallery 28 giugno 2014

Sanremo, 28 giugno 2014

Teatro "ARISTON" Cerimonia Premiazione

Teatro “ARISTON” Cerimonia Premiazione

Commenti dell'Autore

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Lettera per tutti gli Angeli

Lettera per tutti gli An

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