QUANTO TI AMO

QUANTO TI AMO

a Isabella da Nicolò

T’ho amato, t’ho amato, quanto t’ho amato!

ed ancora ti amo, ti amo, quanto ti amo!

Continuo ad amarti per il tempo passato,

seguo ad amarti per quel che mi hai dato.

Qualcuno ci ha diviso … sorte crudele,

adesso mi manchi … mi par di morire !

Oggi il mio cuore ormai è colmo di fiele,

e aspetta quel giorno che ci potrà riunire.

Eppur non è vero, ora tu non mi manchi,

io attendo solamente il dì del tuo ritorno

per poter ancora stringere i tuoi fianchi

e per amarci ancora giorno dopo giorno.

Per sempre insieme … avverrà il miracolo,

ci abbracceremo … è il cielo che lo vuole,

è scritto nelle stelle, lo confermò un oracolo,

ci basta aver fede … non ci servono le prove !

Lassù, finalmente, nel cielo ove tu mi attendi

questo vecchio Lupo raggiungerà la sua Luna

e le parole che lui ti ha inviato coi suoi canti

ora te le sussurrerà da presso ad una ad una.

Ed insieme, similmente al volo degli storni,

con il loro Amore semineranno il Mondo,

per convincere i mortali, d’Amore scarni,

che dell’Amore nulla c’è di più facondo. (*)

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in Sanvito lo Capo, sabato 27 di agosto del 2016 alle ore 17,00

 

(*)Facondo: Come al racconto di pietosa istoria, / letta da malinconica pupilla, / ad or ad or su la faconda pagina // piove una stilla. // Così i miei versi, quasi fosser lagrime, / piovon sul triste foglio, or che t’invio. / Questi canti di lei, che troppo giovine // ascese a Dio.

(Aleardo Aleardi, Elegie)

 

COMMENTO: dell’Autore

Prima di rientrare a Roma, il Lupo vuole inviare alla sua Luna  un saluto dal loro “nido” siciliano che sublimò il loro Amore, nato nel mare laziale e si esaltò in quello che fu dell’antica “Magna Grecia”.

Quel sentimento, nato in una “culla”, nel successivo “talamo” si trasformò, rinsaldò “cuore e intelletto” e cementò le loro “promesse”.

“LAZIO e SICILIA” ! che felice “matrimonio”: si fecero “fidanzati” quando il loro nome era  “ROMA” e “MAGNA GRECIA”.

alterne furon poi le lor vicende

ma non c’è ostacolo quando Amore prende

il tuo Lupo sconsolato

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DEDICATA AD ISABELLA

 

IO VORREI, NON VORREI, MA SE VUOI  :  (Lucio Battisti)

https://youtu.be/5oKHQeLc7UE

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TESTO

Dove vai quando poi resti sola

il ricordo come sai non consola !

Quando lei se ne andò per esempio

trasformai la mia casa in tempio

e da allora solo oggi non farnetico più,

a guarirmi chi fu …

 ho paura a dirti che sei tu !

Ora noi siamo già più vicini …

… io vorrei non vorrei ma se vuoi !

Come può uno scoglio arginare il mare,

anche se non voglio torno già a volare !

Le distese azzurre e le verdi terre,

le discese ardite e le risalite …

su nel cielo aperto e poi giù il deserto

 e poi ancora in alto … con un grande salto.

Dove vai quando poi resti sola

senza ali tu lo sai non si vola,

io quel dì mi trovai per esempio

quasi sperso in quel letto così ampio.

Stalattiti sul soffitto i miei giorni con lei

… io la morte abbracciai …

ho paura a dirti che per te mi svegliai.

Oramai fra di noi solo un passo

… io vorrei non vorrei ma se vuoi !

Come può uno scoglio arginare il mare

anche se non voglio torno già a volare !

Le distese azzurre e le verdi terre,

le discese ardite e le risalite …

su nel cielo aperto e poi giù il deserto

e poi ancora in alto … con un grande salto.

.

Nicolò già conosceva questa commovente canzone di Lucio Battisti: l’ha recuperata per dedicarla ad Isabella, quasi potesse con questa operazione riesumare il loro Amore terreno.

Per questa volta non cerca immagini che illustrino i suoi “ricordi”: questi sono gelosamente conservati nel profondo del suo cuore ed il testo della canzone, nel riascoltarla, ha rispecchiato più di ieri i sentimenti che oggi affollano il suo animo.

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io in quel dì mi trovai ...

io vorrei, non vorrei, ma se vuoi

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