DEDICATO AD ISABELLA

“PITTURA E POESIA”

La Galleria d’Arte denominata “ART & CO Gallerie” ha distribuito un dipinto “a tiratura limitata” (25 esemplari) del pittore/scultore “Valentino Marra” (Lecce 1956) dal titolo:

 

“LA MATERNITÀ”

1_''La Maternità'' di Valentino MARRA

Per “Opere grafiche a tiratura limitata” si intendono le litografie, le serigrafie, le incisioni, le acqueforti, eseguite da artisti che vantano numerosi riconoscimenti sia a livello nazionale sia internazionale ed hanno il merito di far rivivere la bellezza dell’arte dei “maestri della pittura”: sono realizzate in “copie numerate” (generalmente  alcune decine) ed accompagnate sempre da un “certificato d’autenticità

 

Foto di ”OPERA GARANTITA”

2_Foto di ''OPERA GARANTITA''

Valentino Marra si è diplomato Maestro d’Arte presso l’Istituto Statale “Gioacchino Toma” di Galatina e successivamente ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Lecce. Ha partecipato a qualificate mostre personali e collettive in diverse città italiane e straniere dal 1980 in poi. Le sue Madonne dominano gli altari di alcune delle cappelle private più prestigiose del Salento.

Ha eseguito le Pale d’altare della Chiesa degli Angeli a Lecce (2009).

Le sue opere sono presenti  nelle più  importanti fiere d’arte contemporanea nazionali ed estere.

 

CERTIFICATO DI ”OPERA GARANTITA”

3_Certificato di ''OPERA GARANTITA''

 

“ART & CO Gallerie” ha voluto rendere “omaggio” al Maestro Isabella Benadduci, l’amatissima sposa di Nicolò, corredando l’Opera del Marra con una lirica che il marito le ha dedicato:

 

“M’HA BACIATO”

4_''M'ha baciato'' a Isabella da Nicolò

Analogamente lo stesso Marra, dopo aver pubblicato una sua “monografia pittorica, contenente circa 100 delle sue opere,  dal titolo

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“DREAMS ON CANVAS”

5_''Dreams on Canvas''Opere di Valentino Marra

e ne ha donato una copia ad Isabella e Nicolò con la seguente delicata “dedica”:

6_Dedica a Isabella e Nicolò

a Isabella e Nicolò

la purezza è un dono

che vive nel nostro cuore

che apre la parte dell’anima

svelando la bellezza delle cose

con stima

Valentino Marra

BALLATA PER PADRE PIO

BALLATA PER PADRE PIO

BALLATA PER PADRE PIO

BALLATA PER PADRE PIO

a tutti i Visitatori

Padre Pio … Padre Pio …

Tu sei ora accanto a Dio!

La tua vita gli hai donato,

ma ti han perseguitato. (1)

Tu eri burbero, eri severo,

il tuo Amore era sincero,

il tuo Amore per la gente,

quella che … aveva niente.

Non cercavi grandi allori,

tu parlavi ai loro cuori

con la Fede nel Signore,

con la forza dell’Amore.

Han provato a denigrarti

quando eri ancor fra noi,

ora cercan d’arruolarti

sempre col … senno del poi.

Fosti preda dell’invidia

del Potere … religioso

che ora cerca di sfruttarti

senza chiederti “perdono”.

In questa “Fiera Giubilare”

si organizzano celebrazioni,

ti affiancano un confratello (2)

per celare le vere intenzioni:

CON LA SCUSA DI ONORARTI

VOGLION SOLO UTILIZZARTI.

Il popolo ingenuo dei Fedeli

cade credulo nell’inganno

e  … fa il gioco dei “potenti”,

non s’accorge di far danno.

E così questa nuova “frode”,

approfittandosi della “FEDE”,

sfrutta ancor l’ingenua gente

CHE TUTTO DÀ E NULLA CHIEDE.

in  Roma, il 6 di febbraio del 2016 alle ore 23,00

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(1) San Pio:  al secolo Francesco Forgione (Pietrelcina, 25 05/1887 – San Giovanni Rotondo, 23/09/1968),

 (2 ) San Leopoldo Mandic: (Castelnovo /Herceg-Novi)12/05/1866  –  Padova, 30/07/1942)

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COMMENTO: dell’Autore

Nicolò ha composto questa “ballata” in “ricordo” e “onore” di un Frate Francescano, Padre Pio da Pietralcina: un uomo eccezionale che, per la sua “umanità” e la sua “modestia”, non disgiunte da un “carattere duro e severo”, ha avuto il merito di richiamare il “clero”(suo contemporaneo) all’osservanza della “via francescana”, affinché improntasse il proprio “apostolato” ai principi dell”Amore Universale” (vds. “Il Cantico delle Creature”) (*), ossia ad essere “pastori di anime e non di greggi).

Ciò, però, non fu gradito dalla gerarchia Vaticana, che lo tenne sotto stretta osservazione, promuovendo una serie d’indagini e procedimenti disciplinari a suo carico finché, a furor di popolo, fu costretta a rivalutare la “predicazione” di questo frate “anomalo, che seppe far convivere “la cura delle anime” con “la cura del corpo”; infatti fu promotore di varie iniziative “benefiche” che permisero la nascita della Fondazione “Casa  Sollievo della Sofferenza” (con annesso “Ospedale” in San Giovanni Rotondo – FG)(** )

La struttura originaria fu iniziata con le donazioni dei fedeli che, successivamente, furono incrementate dall’intervento di Enti pubblici, Religiosi e privati e che permisero il decollo della struttura.

Tutto ciò permise maggiori possibilità sia di migliori cure, sia di maggiore assistenza, specialmente per la fascia di popolazione meno abbiente .

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(*) “IL CANTICO DELLE CREATURE”(San Francesco)

Altissimu, onnipotente bon Signore,

tue sò le laude, la gloria e l’honore

et onne benedictione.

Ad te solo, Altissimo, se konfane

et nullu homo éne dignu te mentovare.

Laudato sie, mi’ Signore,

cum tucte le tue creature,

spetialmente messor lo frate Sole,

lo qual è iorno et allumini noi per lui.

Et ellu è bellu e radiante cun grande splendore:

de Te, Altissimo, porta significatone.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora Luna e le stelle:

in celu l’ài formate clorite et preziose et belle.

Laudato si’, mi’ Signore, per frate Vento

et per aere et nubilo et sereno et omne tempo,

per lo quale a le Tue creature dài sostentamento

Laudato sì’, mi’ Signore, per sor’Acqua,

la quale è multo utile et humile et preziosa et casta.

Laudato si’, mi’ Signore, per frate Focu,

per lo quale enallumini la nocte:

et ello è bello, et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si’, mi’ Signore,

per sora nostra matre Terra,

la quale ne sustenta et governa,

et produce diversi fructi con coloriti fiori et herba.

Laudato sì’, mi’ Signore

per quelli ke perdonano per lo Tuo amore

et sostengono infirmitate et tribolazione.

Beati quelli ke ‘l sosteranno in pace,

ke da Te Altissimo, saranno incoronati.

Laudato sì’, mi’ Signore,

per sora nostra Morte corporale,

da la quale nullu homo vivente po’ skappare:

guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;

beati quelli ke troverà ne le Tue santissime voluntati,

ka la morte seconda no ‘l farrà male.

Laudate e benedicete mi’ Signore

et rengratiate e serviateli cum grande humilitate.

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(**) “Casa Sollievo della Sofferenza” in San Giovanni Rotondo (provincia di Foggia)

Oggi  è una struttura sanitaria creata e inaugurata da Padre Pio il 5 maggio 1956. Casa Sollievo della Sofferenza è un “ospedale religioso” classificato ad elevata specializzazione: dispone di circa 900 posti letto suddivisi tra 30 reparti di degenza, medici e chirurgici, 50 specialità cliniche, con un “catalogo” di circa 4300 prestazioni diagnostiche e terapeutiche. Ogni anno si registrano 57. 000 ricoveri de oltre 1,3 milioni di prestazioni ambulatoriali. Padre Pio durante un sopralluogo sul sito prima della costruzione disse: « Smembreremo tutta la montagna e faremo il resto con l’aiuto di Dio ».

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STORIA RECENTE:

La Casa Sollievo, nata come Clinica privata di 250 posti letto, nel 1971 ha ottenuto il primo riconoscimento giuridico, quale Fondazione di religione e di culto senza scopo di lucro (Decreto del Presidente della Repubblica n. 14 del 14 gennaio 1971). Successivamente assume la qualifica di Ospedale Provinciale (Decreto del Medico Provinciale del 4 agosto 1971) e quindi di Ospedale Generale Regionale (Decreto del Presidente della Regione Puglia n. 943, del 2 giugno 1980), provvedimento che ne ha determinato l’inserimento nel Sistema Sanitario Nazionale. La natura giuridica dell’Ospedale è quella di un ente privato, di proprietà della Santa Sede che eroga, pertanto, un servizio pubblico.

Il 16 luglio del 1991, Casa Sollievo della Sofferenza ha ricevuto la qualifica di Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico nel settore delle “malattie genetiche ed eredo-familiari”, dal 5 dicembre 2012 ampliata al settore delle “Malattie genetiche, terapie innovative e medicina rigenerativa”.

La classificazione quale Istituto scientifico ha rappresentato il riconoscimento ufficiale e il completamento operativo del pensiero del Fondatore che nel suo ispirato disegno aveva intuito, già 50 anni prima, che la ricerca deve costituire parte integrante dell’impegno professionale dei medici in genere, in particolare di quelli della “Casa”, e parte attiva del progresso scientifico. Presidente attuale della struttura sanitaria è l’Arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo Mons. Michele Castoro.

Attualmente la struttura occupa il 30% del settore terziario della città in cui ha sede.

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Vicende che hanno permesso di approfondire la conoscenza di Padre Pio

Nicolò ha avuto un’educazione religiosa prettamente “cattolica”, avendo frequentato le scuole elementari presso l’Istituto parificato “San Filippo Neri”, condotto dall’Ordine dei “Salesiani”: in questo periodo si distinse nell’attività di “chierichetto” frequentando prima  la “Sezione Aspiranti” dell’A.C.I. (Azione Cattolica Italiana) e poi l”A.S.C.I.” (Associazione Scautistica Cattolica Italiana)in qualità di “Lupetto”.

Successivamente frequentò le scuole Medie e Superiori presso gli Istituti Statali, completando la sua istruzione religiosa ancora nell”A.S.C.I.”come “Boy Scout” e successivamente, verso la fine del Liceo (scientifico), dopo una prima crisi “confessionale”, dedicandosi privatamente allo studio comparato delle grandi Religioni Monoteistiche e transitando poi nell’associazione scoutistica laica “C.N.G.E.I.” (Corpo Nazionale Giovani Esploratori Italiani) come “Rover”.

Queste esperienze, pur distaccando Nicolò dal “cattolicesimo”, non scalfirono però il suo  radicato sentimento religioso ma, solamente, lo convinsero che l’appartenenza ad una singola “CHIESA” (comunità religiosa) non gli era più sufficiente.

Tutto ciò provocò un grande dispiacere alla madre (donna appartenete ad un famiglia religiosissima), figlia di un sottufficiale dei Carabinieri (Celso Nanetti), i cui fratelli Silvio (il maggiore) e Clelia (la minore) erano entrati ambo due  nell’ordine Francescano come “Missionari”, svolgendo il loro apostolato in Cina (ancora imperiale), dove Clelia (divenuta Madre Maria Chiara” durante la “rivoluzione dei Boxer” (1900), a solo 28 anni,  nella Missione di “TAI-JUAN-FU”, subì il martirio per decapitazione insieme a 6 consorelle; il fratello Silvio (divenuto Padre Barnaba), dopo aver assistito al “supplizio”, riuscì a trafugare la cuffia insanguinata dalla testa mozza della sorella, consegnandola alla famiglia non appena riuscì a rientrare in patria. La “cuffia”, conservata religiosamente dalla famiglia Nanetti, fu destinata alla figlia di Celso, “Clelia” nata nel 1902 e consegnatale quando si sposò; Clelia la conservò gelosamente, con l’intenzione di affidarla alla figlia femmina “Maria Chiara” (nata nel 1946 dopo 3 fratelli maschi) ma quando, prossima alla morte (10/06/1977), nel corso del “processo di canonizzazione” della Beata Maria Chiara concluso il 1° ottobre del 2000 in San Pietro da Papa Giovanni Paolo II, decise di consegnare la “Sacra Reliquia” alla Casa Generalizia  delle Suore Francescane di Maria, ubicata nella via Giusti di Roma, perché potesse ricevere la “Venerazione” dei fedeli.

Intanto Nicolò il 15 di agosto del 1966 aveva conosciuto Isabella e  programmato le nozze  per il 15 di agosto del 2000; prima del matrimonio, però, Nicolò volle fare un regalo a sua madre e così decise di offrirle nel periodo Pasquale del 1968 in un viaggio durato circa 1 mese, in Puglia, sua terra d’origine, per farle salutare i parenti ma, principalmente, per assistere alle celebrazioni religiose della Settimana Santa, colà molto sentite, fra cui  in San Giovanni Rotondo (Padre Pio spirò il 23  settembre successivo).

 

Abbiamo visitato, fra l’altro:

  • il Santuario di Monte Sant’Angelo,

  • il santuario dei Santi Cosma e Damiano,

  • Taranto Vecchia in occasione della Processione del “Cristo Morto”,

  • un Funerale “tradizionale”in Barletta con “figuranti” nei loro costumi “folcloristici”.

Con l’occasione le ho fatto visitare anche alcune località turistiche che aveva quasi dimenticato o che non conosceva:

  • Capo Santa Maria di Leuca, al tramonto, con gli effetti cromatici dei due mari che s’incontrano,

  • la grotta marina della “Zinzulusa” a Castro (LE) con le sue eccezionali formazioni “carsiche”,

  • le grotte di “Castellana” vicino Bari, create dalla natura in milioni di anni,

  • il Gargano, coi suoi laghi costieri e la sua “Foresta Umbra”,

e tante altre località minori “per fama” ma non per la loro “bellezza”.

La visita più importante, però, è stata quella  fatta al Santuario di San Giovanni Rotondo.

Ci andai volentieri, più per curiosità che per “Fede” ed ebbi il mio primo ed unico incontro con Padre Pio (preferisco chiamarlo ancora così).

Quando quel Frate dall’aspetto burbero ed austero mi passò davanti, contrariamente alle sue abitudini, sostò per un attimo davanti a me, mi scrutò con i suoi occhi indagatori e poi, con un gesto fra il brusco e complice, mi arruffò i capelli; quindi, senza proferir parola, proseguì nel suo incedere. Al momento la cosa non mi turbò, ma nella mia mente è rimasta impressa quella figura silente, quel gesto e quello sguardo severo.

7_Settimana Santa-Puglia

EPILOGO

Sono trascorsi 60 anni da quando i “dubbi” e le “perplessità” di Nicolò lo allontanarono dalla Chiesa ed oggi, lentamente, sta prendendo coscienza del “travaglio” che finora lo ha accompagnato; così ha cominciato a ripercorrere all’inverso il “cammino”percorso, cercando di capire se gli “interrogativi” che finora lo hanno accompagnato non debbano ancora trovare delle “risposte”.

Sotto questi “auspici”, Nicolò ha “Fede” che la “Luna”, sua dolce “Sposa, dal “Mondo Ultraterreno”continuerà ad aiutarlo e sorreggerlo finché non troverà la giusta “via” che lo affranchi dallo “smarrimento” che ancora lo pervade e che avrà termine solo quando si ricongiungerà con Isabella in quel Mondo Incorruttibile dove riposano le

“ANIME ELETTE”

 

A egregie cose il forte animo accendono
l’urne de’ forti, o Pindemonte,

e bella e santa fanno al peregrin

la terra che le ricetta.

Io quando il monumento vidi ,

ove posa il corpo di quel grande
che temprando lo scettro a’ regnatori
gli allòr ne sfronda, ed alle genti svela
di che lagrime grondi e di che sangue

“DEI SEPOLCRI” di Ugo Foscolo (vv.150-160)

8_U.Foscolo

Firma N.Maz.

da “Commento 2 fran”

…   alla tua splendida poesia collocherei a contorno la Carica dei Cavalieri dell’Arma dei Carabinieri …

… FATTO …

“Bicentenario dell’Arma dei Carabinieri – Carosello Storico”  link:

https://youtu.be/5kW976pxUDY

Roma, Piazza di Siena 5 Giugno 2014. Bicentenario della Fondazione dell’Arma dei Carabinieri, Carosello Storico.

Riprese e Commento realizzati dalla RAI. Il video integrale è visibile sul sito RAI.

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