BUONA PASQUA 2016

BUONA PASQUA 2016

a Isabella da Nicolò

alla mia LUNA

dal suo LUPO SOLITARIO

Tanti Auguri dolce Amore,

te li manda questo Cuore :

è un cuore molto afflitto,

crede d’essere … sconfitto.

Però questo non è esatto,

forse è solo un po’ “matto”,

 matto SI, ma innamorato

come un fresco fidanzato.

Molti anni son trascorsi

dal dì che me ne accorsi

e Tu, giovane e sincera,

m’accogliesti quella sera.

Così cominciò il “romanzo”

di due corpi e un’Alma sola,

il Destino ci servì il “pranzo”,

noi aggiungemmo la “parola”.

Forte fu la nostra intesa,

ma poi il Fato si accanì,

ci sottrasse ogni “difesa”

e la “vita” tua …… rapì.

Fu un colpo a tradimento

e cercammo invano  ausilio,

per tre anni durò il “tormento”

finché … cedesti al suo artiglio.

Non potrà mai averla vinta !!!

Ci ha soccorso un “difensore”,

ci donò un’Arma, la “Spinta”,

fu la Forza del nostro Amore.

E seppure … in Mondi separati

questo Amore è così “GRANDE”

che siamo ancora fidanzati e …

più passa tempo … più si espande.

Ma questo nostro GRANDE  AMORE

non è  mai finito e mai finir potrà:

è la prova che vince sempre il Cuore

e chi lo segue la Morte sconfiggerà.

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in Roma,  nella  Pasqua del 2016 alle ore 02,30

COMMENTO :   dell’Autore

Nicolò continua il suo dialogo con la sua dolce Sposa Isabella e percorre, ancora una volta, il cammino che hanno fatto felicemente insieme.

Lo accompagna sempre una triste Melanconia, ma l’immagine della sua Sposa è sempre sorridente e gli dà la forza di attendere paziente il giorno della Resurrezione che la Pasqua cristiana celebra quest’oggi.

A corredo di questa lirica Nicolò ha scelto, ovviamente,  “GRANDE AMORE” dei VOLO .

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“GRANDE AMORE”           dei VOLO

https://youtu.be/w1f6o1HQBvg

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TESTO

Chiudo gli occhi e penso a lei

Il profumo dolce della pelle sua

È una voce dentro che mi sta portando

dove nasce il sole.

Sole sono le parole

Ma se vanno scritte tutto può cambiare

Senza più timore te lo voglio urlare

questo grande amore

 Amore, solo amore è quello che sento

Dimmi perché quando penso, penso solo a te

Dimmi perché quando vedo, vedo solo te

Dimmi perché quando credo,

credo solo in te grande amore

Dimmi che mai

Che non mi lascerai mai.

Dimmi chi sei

Respiro dei giorni miei d’amore.

Dimmi che sai

Che solo me sceglierai

Ora lo sai

Tu sei il mio unico grande amore

 Passeranno primavere,

Giorni freddi e stupidi da ricordare,

Maledette notti perse a non dormire

altre a far l’amore

Amore, sei il mio amore

Per sempre, per me.

Dimmi perché quando penso,

penso solo a te

Dimmi perché quando amo,

amo solo te

Dimmi perché quando vivo,

vivo solo in te grande amore

Dimmi che mai

Che non mi lascerai mai.

Dimmi chi sei

Respiro dei giorni miei d’amore.

Dimmi che sai

Che non mi sbaglierei mai

Dimmi che sei

Che sei il mio unico grande amore

 

SON TORNATI ….

a Isabella da Nicolò

SON TORNATI ....

SON TORNATI ….

SON TORNATI ….

a Isabella da Nicolò

Son tornati i Cavalieri …

son tornati già da ieri !

M’han di nuovo circondato

e sono stanco … affaticato.

 Questa lotta sempre più dura

 sembra non trovare “stura”,

sto perdendo le mie “difese”

nel crescendo delle “offese”.

La tua “voce”, caro Amore,

pare perdere il suo “ardore”

e mi giunge più confusa …

sto perdendo la mia “MUSA”?

!!! NOOOO !!!

Mentre queste rime vergo

sento un alito da tergo …

un soffio d’aria sì(*) leggero

giunge quasi messaggero.

Son confuso, guardo attorno,

tutto tace, non c’è frastorno …

dolcemente cade qualcosa

che sul foglio lenta si posa.

È un capello castano chiaro,

giunge come un dono caro,

sembra essere uno dei tuoi

che vuole fondersi coi miei.

Ho compreso Amore mio …

è un messaggio invero tuo,

… se la voce tua non odo

sopperisci  in altro modo.

Io non cerco spiegazioni,

 bastan solo le tue attenzioni,

tu m’hai infuso nuova Forza,

s’è indurita la mia “scorza”.

Vengano pure i Cavalieri,

di Dolore sempre “forieri”:

mi troveranno più agguerrito

anche se il “cuore” è ferito.

in Roma, il 21 di marzo del 2016 alle ore 05,30

(*)  (così) cominciò lo mio duca a parlarmi (Dante)

COMMENTO: dell’Autore

Nicolò, di nuovo sotto l’attacco dei 4 Cavalieri, sente venir meno le proprie forze ma, puntuale, Isabella soccorre il suo sposo dando corpo alle sue “fantasie”.

Rimane il fatto, però, che il “capello” (per lunghezza e colore simile a quelli di Isabella) si è posato realmente sul foglio su cui stava scrivendo: Nicolò lo ha raccolto e lo ha attaccato in calce a questa “lirica” che poi ha “scannerizzato”..

 

IL MIO CUORE

a Isabella da Nicolò

IL MIO CUORE

IL MIO CUORE

a Isabella da Nicolò

Il mio cuore è sofferente

perché  stanco di soffrire

e s’aggira fra la gente

che non sa o vuol capire.

Il dolore va crescendo,

e il fisico e il sentimetale,

il cammino è meno lungo

ma fa sempre meno male.

Tu ancora m’accompagni,

Tu dal cielo mi proteggi,

Tu capisci i miei bisogni,

io aspetto sol che albeggi,

che smettano i tristi sogni.

Giungerà infine quel giorno,

quando chiuderò col mondo:

 il cuore, preda del ‘trastorno’(*),

chiuderà un folle girotondo.

S’avvicina quel momento

in cui noi ci ritroveremo,

 avrà fine il mio tormento

nel … Mondo Ultraterreno.

in Roma, il  2 marzo del 2016
alle ore 03,40
 (*) vocabolo spagnolo che indica:
     sia un disturbo fisico, sia un malessere intimo

 

9_la LUNA ed il suo LUPO

COMMENTO: dell’autore

Nicolò, a causa di una diminuita integrità fisica, cade di nuovo preda dei feroci “4 CAVALIERI” ma,  forte del sostegno della sua Sposa, ravvede in questa nuova difficoltà un segnale positivo: la riduzione del  tempo d’attesa che permetterà il ricongiungimento, nell’incorruttibile Mondo Iperuranio, della Luna e del suo Lupo.

L’ORGOGLIO ACCECA

da NikIsa alla Romagnolina

L'Orgoglio acceca

L’Orgoglio acceca

L’ORGOGLIO ACCECA

da NikIsa alla Romagnolina

Un sano ORGOGLIO può essere una virtù,

ma se s’intestardisce ti può buttare giù,

credi esser nel giusto, indietro non torni,

 muta in prigione il resto dei tuoi giorni.

L’Orgoglio soffoca l’Amor nei nostri cuori,

per colpa sua possiamo fare degli errori

per poi indossare la sua maschera crudele

che ottenebra i sentimenti con il suo fiele.

Fa soffrire ma non lo vogliamo confessare

e ci allontana da chi ancor ci vuole amare;

rimane la “Solitudine” a farla da padrone

e mancano le forze per scender nell’agone.

Gettiamo orsù quella maschera alle ortiche

pure se questo ci potrà costar molte fatiche.

Ci dobbiamo far coraggio e stringere i denti

e gridare “MI MANCHI” ai “quattro venti”,

smascheriamo finalmente questo imbroglio

che si camuffa con la faccia dell’Orgoglio:

il mio, con affetto, al tuo manda tanti baci

e fa’ che tutti possan tornare ad esser soci.

in Roma, il 27 Febbraio del 2016 alle ore 04,30

COMMENTO : di NikIsa

Quest’Autore ha riflettuto a lungo sul tema dell’ORGOGLIO e della SOLITUDINE e, appositamente, ha voluto spersonalizzare l’argomento, trattandolo in “chiave” astratta.

Fatta questa premessa, ritiene superfluo aggiungere commenti a quanto sopra espresso, convinto che la sensibilità del destinatario sia più che sufficiente a raccogliere il messaggio contenuto in questa lirica e che ne sappia trarre beneficio per sé e per tutte le parti interessate.

NikIsa
NikIsa

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