Matrimonio di ISABELLA

IL MATRIMONIO DI ISABELLA E NICOLO’

15 agosto 1970 – Basilica di SANTA CECILIA (Cripta)

ROMA – Trastevere

1970_ROMA Matrimonio NIK-ISA

Ciao Amor mio,

come ti ho anticipato, ho donato la nostra barca “AZZURRA” alla “REPUBBLICA DEI RAGAZZI” di Civitavecchia, affinché la possano utilizzare per fini “addestrativi” e “ricreativi”.

La struttura affaccia sul mare ed ha un bel “porticciolo” finora tristemente vuoto; d’ora in poi ci sarà la nostra “AZZURRA” che, così,  tornerà a navigare con quei ragazzi meno fortunati  e sarà come se a bordo ci fossimo ancora noi, come nei bei tempi felici.

So che ne sarai contenta anche tu, anzi credo che questa decisione sia stata un tuo “suggerimento”.

A presto AMOR MIO, la nostra “UNIONE” ha vinto anche la “MORTE” !!!!

Il tuo, sempre più “innamorato” Nicolò.

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A TUTTI I VISITATORI

Riordinando il mio archivio, ho ritrovato i “file” contenenti i “CANTI” che hanno accompagnato il nostro matrimonio.
Sono tre brani contenuti nell’Albo “La Messa dei giovani”, più noto come “MESSA BEAT”, eseguita per la prima volta il 27 aprile del 1966  nell’Aula Borrominiana dell’Oratorio di San Filippo Neri, eseguita dal Complesso “The Bumpers” (è lo stesso anno in cui Isabella e Nicolò s’incontrarono sotto il cielo di Anzio (RM).

Per esaudire numerose  richiesta  inserisco il testo dei 3 Canti con l “URL”  per aprire il relativo “video” :

 A TE CANTO, VORREI GRIDARE AL MONDO, I CIELI PARLANO, a cui aggiungo la “Storia della Messa Beat”.

Scusatemi, ma sono assediato dai “ricordi” e (continuamente) trovo occasioni perché io li riviva).

A tutti un abbraccio affettuoso da NIKISA.

BRANI  ESEGUITI  DAL  “CLAN ALLELUJA”

hanno accompagnato il matrimonio di Isabella e Nicolò nella basilica di S. Cecilia in Roma-Trastevere – 15/08/1970

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https://youtu.be/kwo4nSDxkzk

A TE CANTO

A Te canto Alleluja,

a Te dono i miei giorni,

a Te grido mio Signore,

a Te offro ogni dolore.

Alleluja!

Alleluja! Allelujà!

A Te dico io ti amo,

a Te dedico la vita,

a Te chiedo dammi pace,

a Te urlo la mia Fede.

Alleluja!

Alleluja! Allelujà!

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https://youtu.be/dMFaUpzY4Ws

VORREI GRIDARE AL MONDO

Vorrei gridare al mondo che cosa sei per me.

Vorrei gridare al mondo che cosa fai per me.

Così molti capirebbero perché sono felice

e non si stupirebbero se  … non ho mai paura.

Vorrei gridare al mondo che cosa sei per me.

Vorrei gridare al mondo che cosa fai per me.

Così molti capirebbero perché sono felice

e non si stupirebbero se  … non ho mai paura.

Vorrei gridare al mondo che cosa sei per me.

Vorrei gridare al mondo che cosa fai per me

che cosa fai per me … che cosa fai per meeeeee.

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https://youtu.be/uOAbk_f7rG8

I CIELI PARLANO

I cieli parlano del mio Signore,

le stelle cantano canzoni nuove.

Gloria  Gloria  Gloria  Signore

Gloria  Gloria  Gloria  Signore.

Il sole splende alto nel cielo

e mi riscalda col suo calore.

Gloria  Gloria  Gloria  Signore

Gloria  Gloria  Gloria  Signore.

Tutto è perfetto nel mio Signore,

ogni Sua legge parla d’amore.

Gloria  Gloria  Gloria  Signore

Gloria  Gloria  Gloria  Signore.

Ogni Suo gesto mi dà coraggio

e mi fa fare cose grandiose.

Gloria  Gloria  Gloria  Signore

Gloria  Gloria  Gloria  Signore

Gloria  Gloria  Gloria  Signore

Gloria  Gloria  Gloria  Signore.

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MESSA BEAT

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

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Viene denominato Messa beat un particolare filone della musica beat sviluppatosi in Italia a partire dalla metà degli anni ’60, caratterizzato dall’associare a testi con tematiche cristiane o, più in generale, religiose, questo stile musicale, allora molto diffuso ed amato, soprattutto nel mondo giovanile.

Il complesso The Bumpers durante l’esecuzione della prima messa beat nel 1966

Più in generale (sebbene in maniera impropria), il gergo in uso fra i collezionisti di vinile tende a denominare “messa beat” tutte le varie correnti di musica religiosa “leggera” (con sonorità pop, rock, jazz, spirituals, etno ecc.), sviluppatesi negli anni successivi, a fianco del canto gregorianoe della musica sacra più tradizionale. Si tratta della corrente del Rinnovamento, tuttora molto vivace e con svariate decine di autori e compositori coinvolti, ma con sound radicalmente evolutosi e con ogni evidenza assai diverso dall’originaria “messa beat”.

 https://youtu.be/6-DMZBq57wI  (Video “La Messa Beat)

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 La Nascita della Messa Beat

La “messa beat” trae ispirazione dalle innovazioni impresse alla Chiesa cattolica dal Concilio Ecumenico Vaticano II. Con la successiva Riforma liturgica, si è teso in particolare ad ottenere un maggior coinvolgimento del popolo nelle celebrazioni. Viene così introdotto un nuovo rito della messa, con varie modifiche, compreso l’uso della lingua nazionale (generalmente invalso) accanto al latino e il sacerdote rivolto verso l’assemblea e non più verso l’altare[1].

Verso la metà degli anni ’60, il maestro Marcello Giombini, autore di colonne sonore di western all’italiana, ebbe così l’idea di scrivere, in collaborazione con il paroliere Giuseppe Scoponi, canzoni a sfondo religioso, con sonorità beat, volte soprattutto a fare presa sui giovani. Nel 1965 appare sul mercato discografico il 45 giri Non uccidere, interpretato dal complesso sardo I Barrittas.

Sempre nel 1965, il complesso Gli Amici pubblica, su etichetta Edizioni Paoline, l’EP Chinati ai tuoi piedi/Osanna nell’alto dei cieli/Ave Maria no morro che, al momento, pare essere l’antesignano della nuova corrente in ambito liturgico.

È utile osservare che sul numero di maggio 1965 della rivista Rocca, il padre gesuita Pedro Arrupe scriveva: “”Nei giovani c’è molto dinamismo e soprattutto molta sincerità. Ci appaiono talvolta ostili alla religione ma sono soltanto insofferenti dei formalismi e delle esteriorizzazioni della fede””. Questa considerazione comparirà l’anno successivo come slogan in copertina all’album discografico della messa beat.

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La Messa dei Giovani – 27 aprile 1966

Incoraggiato dai risultati, Giombini su proposta di Giuseppe Scoponi decide di comporre La Messa dei Giovani, divenuta la “messa beat” per antonomasia. Consulente religioso e sostenitore dell’iniziativa fu il padre Gabriele Sinaldi, undomenicano vicino al mondo della cultura (noto docente della Università Internazionale di Scienze dell’Opinione Pubblica “Pro Deo”), collega e consigliere spirituale di Giuseppe Scoponi. La Messa dei Giovani fu eseguita per la prima volta presso l’Aula Borrominiana dell’Oratorio di San Filippo Neri alla Vallicella, il 27 aprile del 1966, alla presenza di un foltissimo pubblico (2000 persone non riuscirono ad entrare e fu necessario allestire degli altoparlanti per l’esterno[2]) e dei mass media, compresa una troupe televisiva della RAI.

Per l’occasione vengono reclutati, oltre ai ricordati I Barrittas, i complessi Angel and the Brains e The Bumpers.

Ai testi collaborarono ben tre autori: Giuseppe Scoponi, il prof. Tommaso Federici e padre Carlo Gasbarri. Scoponi introdusse alcune modifiche anche alle formule sancite dall’ordinarium missae, lasciandone comunque inalterato il significato. I brani erano volti a sottolineare i momenti della celebrazione liturgica secondo lo schema tradizionale:

IntroitoPenso pensieri di pace (autore testo: Carlo Gasbarri) – interpretato da Angel and the Brains

GloriaGloria al Signore (testo dall’ordinarium missae con modifiche di Giuseppe Scoponi) – I Barrittas

GradualeCon voci di gioia (testo: Tommaso Federici) – Angel and the Brains

CredoIo credo (testo dall’ordinarium missae con modifiche di Giuseppe Scoponi) – The Bumpers

OffertorioA te offro mio Dio (testo: Tommaso Federici) – Angel and the Brains

SanctusSanto (testo dall’ordinarium missae con modifiche di Giuseppe Scoponi) – The Bumpers

Pater nosterTu che sei nei cieli (testo dall’ordinarium missae con modifiche di Carlo Gasbarri) – I Barrittas

Agnus DeiAgnello di Dio (testo dall’ordinarium missae con modifiche di Giuseppe Scoponi) – I Barrittas

CommunioRendete grazie a Dio (testo: Giuseppe Scoponi) – The Bumpers.

Per quanto il sound beat venga presto superato sia nella musica liturgica sia nel panorama della musica profana, La Messa dei Giovani non si rivelò una semplice ed effimera moda, ma rappresentò una svolta, destinata a contrassegnare profondamente la musica liturgica che, da quel momento, non fu mai più la stessa. Le sonorità destinate ad accompagnare il canto dell’assemblea subirono profondi sconvolgimenti, mal tollerate dai tradizionalisti, inesorabilmente legati alla musica gregoriana, ritenuto genus unicum, e alle forme canore ad essa intimamente fedeli.

L’evento incusse infatti una forte spinta verso una profonda evoluzione del canto liturgico, favorita dal clima innovativo postconciliare. In quegli anni, le celebrazioni eucaristiche proponevano frequentemente questa nuova forma musicale.

La grande attenzione suscitata e il successo ottenuto fecero ipotizzare la rappresentazione de La Messa dei Giovani all’estero, essendo giunte prenotazioni anche dalla Royal Albert Hall di Londra, da Broadway, dall’Olympia di Parigi e dal Giappone [5] Nel settembre 1966, la tournée venne però annullata all’ultimo momento per motivi non chiari.

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Edizioni discografiche de “La Messa dei Giovani”

La Messa dei Giovani è stata più volte incisa su disco e CD. È del 1966 la prima incisione su LP in vinile (etichetta Ariel), nell’originaria interpretazione de I BarrittasAngel and the Brains e The Bumpers. L’album diventa presto un cult per i collezionisti. Qualche tempo dopo viene ristampato su etichetta Roman Record Company.

I Barritas realizzano in seguito un proprio LP, con l’originario titolo di La Messa dei Giovani, ove si esibiscono da soli.

Gli stessi Barritas (con il nome di circostanza The Berets), incidono contemporaneamente la messa in inglese, sull’LP dal titolo The Mass for peace, pubblicato negli Stati Uniti dalla Avant Garde, con produzione Clay Pitts.

Nel 1970 I Barritas ristampano il medesimo disco con il titolo Messa Folk.

La Messa dei Giovani, nell’interpretazione dei soli Barritas, è stata successivamente ristampata altre volte, da ultimo in un CD del 2005.

Nel 2008 il gruppo rock Gli Illuminati ha riproposto nel suo album Prendi la chitarra e prega, numerosi brani di messa beat, fra cui il Gloria e il Communio (Rendete grazie a Dio), tratti dalla Messa dei Giovani. Di nuovo nel 2013, lo stesso gruppo propone un altro LP, sempre a sfondo rievocativo, dal titolo “Lumen Gentium”, con brani quasi tutti del maestro Giombini, a sottolineare un qual certo interesse tuttora vivo per la musica religiosa innovativa degli anni ’60.

ARIECCOCE … COLL’INVASIONE

ARIECCOCE … COLL’INVASIONE

a tutti i visitatori

Pora Italia … che destino ‘nfame ! De civirtà Roma fu er “fanale” …

poi … li barbari che l’invasero e … amaro e tragico fu er “finale”.

Così la Capitale der Monno se ridusse come ‘n’osteria:

sia la“ròbba” che la “cultura” l’invasori je portarono via.

Oggi la Storia se aripete, perché ariva la marmàja,

co la scusa de le guere fanno solo er “pija pija”.

Ce so’ pure quelli bboni, che la scònteno pe’ tutti

e che se pijano le colpe anche de … li “farabutti”,

ché nun je basta l“accojenza”, vonno er bello e no er  brutto;

tutto quello che je se arigala pare “poco”, vonno “tutto”.

E li nostri “governanti” foderati c’hanno l’occhi

cor prosciutto arubbato da li piatti dell”alocchi”

che je credono cor “voto” che je danno all”elezioni”,

quanno ‘nvece se dovrebbe daje ar “culo” bei “carcioni”.

Questo è quello che succede si er popolo se “appecorona”,

quanno nun  più coraggio de difenne la sua “portrona”;

la portrona der “Comanno”, quella de le “Istituzioni” …

a “raggione” o pe’ “bisogno” l’arigala a ‘sti … “cojoni”.

So’ cojoni? … no … me sbajo, chi c’ha “cojoni” c’ha le “palle”,

‘nvece oggi chi ce commanna dell’italiani venne la “pelle”.

in Sanvito (TP) il 2 di settembre del 2015 alle h. 20,30

COMMENTO: dell’Autore

Questo Autore non ritiene aggiungere “commenti” a quanto ha espresso nella sua “sofferta” lirica.

Solo una breve nota sui “Funerali” e qualche immagine.

I FUNERALI

I FUNERALI

http://3.citynews-cataniatoday.stgy.it/~media/originale/38467396649730/comune.jpg
http://2.citynews-cataniatoday.stgy.it/~media/originale/5923482565183/funerale-4.jpg
http://www.cataniatoday.it/foto/cronaca/omicidio-palagonia-i-funerali/funerale-5.html

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Giorno di lutto per i coniugi SOLANO uccisi a Palagonia.

Oggi pomeriggio, nella chiesa San Giuseppe, in un clima di raccoglimento e silenzio nel rispetto del dolore e del lutto e della famiglia, si sono celebrati i funerali di Vincenzo Solano e di Ibanez Mercedes.

Accompagnate dal suono della banda musicale di Palagonia, le due bare hanno lasciato la camera ardente allestita nel Municipio del paese e sono state trasportate a spalla verso la chiesa di San Giuseppe dove si sono tenuti i funerali.

A scortarle alcune centinaia di persone.

MINEO -  la fiaccolata

MINEO – la fiaccolata

http://catania.livesicilia.it/wp-content/uploads/2015/03/IMG-20150330-WA0008.jpg

 

IL LUPO PERDE IL PELO …

a Isabella da Nicolò

IL LUPO PERDE IL PELO

IL LUPO PERDE IL PELO

I RICORDI DEL CUORE

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IL LUPO PERDE IL PELO …

a Isabella da Nicolò

Che ci faccio qui nel Mondo ?

Io ci faccio …  il girotondo,

il girotondo Matisse 1910

il girotondo Matisse 1910

girotondo dei pensieri

ancorati nello “ieri”.

Il passato mi rincorre,

non si può dimenticare

ché l’Amor della mia vita

se ne è dovuto andare.

Da lassù l’hanno chiamata,

… è partita … addolorata

ed io qui sono rimasto

con il peso del mio “basto”.

È un peso assai gravoso

ed in tana resto ascoso,

la mia Luna è ora in cielo

ed il Lupo … perde il pelo.

Finirà questo supplizio ?

Perderò questo mio vizio

per raggiungere quel Cielo

dove c’è l’Amore vero ?

11 ... l'amore vero

in Sanvito lo Capo, il 30 agosto del 2015 alle h. 09,15

 (*)   Questo quadro di Henry Matisse, tra i più famosi della sua produzione espressionistica, esprime in maniera esemplare la sua poetica e il suo stile.

 Il senso della danza, che unisce in girotondo cinque persone, è qui sintetizzato con pochi tratti e con appena tre colori; la loro danza può essere vista come allegoria della vita umana, fatta di un movimento continuo in cui la tensione è sempre tesa all’unione con gli altri.

Tutto ciò avviene sul confine del mondo, in quello spazio precario tra l’essere e il non essere.

Il vortice circolare in cui sono trascinati ha il senso angoscioso della necessità di dover danzare per forza, senza sosta.

In questo quadro Matisse giunge ad una sintesi totale tra contenuto e forma, riuscendo ad esprimere alcune delle profonde verità che regolano, non solo la vita dell’uomo, ma dell’intero universo.

 

COMMENTO: dell’Autore

Questo Autore trascina la sua esistenza nutrendosi dei suoi Ricordi, l’unica cosa che gli dà ancora linfa vitale per sopravvivere.

Da quando accompagna le sue liriche, dedicate alla sua Sposa scomparsa, con brani musicali, la sua attenzione si è rivolta preferibilmente ad una produzione meno commerciale ma, indubbiamente, dai contenuti ricchi di “pàthos”(*) che meglio si identificano con il suo stato d’animo.

Anche questa volta Nicolò ha trovato una canzone di Amedeo Minghi, “I RICORDI DEL CUORE”, un autore che fa parte di quello sparuto schiera di “poeti” che, con i loro “versi”, vogliono esprimere stati d’animo in cui, generalmente, domina la “sofferenza” per un “amore perduto” che non riescono a dimenticare. 

 

(*)    Parola acquisita dalla lingua italiana, derivante dal greco: dal sostantivo πάϑος «sofferenza», e dal tema παϑ- del verbo πάσχω «soffrire».

È un termine tecnico della retorica greca (di origine peripatetica) che indica l’insieme di passionalità, concitazione, grandezza propria della tragedia. 

Nell’accezione moderna è la capacità che un’opera d’arte, anche musicale o figurativa (o un’espressione, un momento dell’opera), ha di suscitare, con la potenza drammatica in essa contenuta, intensa emozione affettiva e commozione estetica.

 

I RICORDI DEL CUORE

(P. Panella – A. Minghi 1992)

https://youtu.be/ZIPbFD5_SCM

 

I RICORDI DEL CUORE

(Amedeo Minghi)

Noi …

Speranze che sperai,
sorrisi e pianti miei,
promesse di allegria
e sogni in cui volai.
Ed il primo spietato amor mio
… è stato per me.
Perduti e persi mai
mi appassionai di lei,
su di lei giurai
e mi ci tormentai.
Sembra niente,

 ma il cuore era il mio
e poi … c’eri tu!

Vento soffierà,
la pioggia pioverà,
la nebbia velerà,
il sole picchierà …
ed il ricordo … il ricordo di te

non passa mai, non passa mai!
I ricordi stanno con noi … eccoli qui !
Ma che buoni quei baci tra noi,
forse tu non vuoi smettere mai,
per vederti mi bastano …
gli occhi lucidi.
Se ti piace e se ancora tu vuoi
nel ricordo, anche senza di noi,
tutto torna possibile,
anche tu sei qui

ooh ooh … ooh ooh ooh ooh !!!
qui nel cuore mio!
Ma i ricordi non passano mai,
stanno con noi …

sono molto più forti di noi,
………  più vivi.

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