NOVE LUSTRI SON PASSATI

a Isabella da Nicolò

NOVE LUSTRI SON PASSATI

NOVE LUSTRI SON PASSATI

UNA LUNGA STORIA D'AMORE

UNA LUNGA STORIA D’AMORE

NOVE LUSTRI SON PASSATI

(15 agosto 2015)

a Isabella da Nicolò

Nove lustri sono già passati

dal dì in cui noi ci sposammo,

più quattro anni da fidanzati,

che  trascorsero senza affanno.

Saran fole? … forse un poco,

ciò che dico non è un  “giuoco”,

per me è il “giogo” d’Amore,

sempre vivo, che non muore.

Mancano oggi solo cinque anni

per raggiunger le “Nozze d’Oro”:

auguro che  passino senza danni

pur se sono preda dell “accoro ”.

Hanno tentato di separarci …

ma riuscirono solo a distaccarci

e pur se non posso abbracciarti

continuerò ancora ad amarti.

Nessun mai lo potrà impedire

perché l’Amore non può finire;

se Tempo vuol che si concluda,

che la sua porta venga chiusa,

allorché  ci ricongiungeremo

quella porta noi riapriremo.

Amore vince qualsiasi Sorte

e sconfigge anche la Morte:

la sua Forza vince il Male,

perché è Amore Universale.

 

in Sanvito lo Capo (TP), il 15 di agosto del 2015 alle ore 05,00

 

Credi nel mio Amore!

Se avrai fiducia, un giorno la Felicità batterà di nuovo alla tua porta,

per abitare nei nostri cuori. 

La tua “LUNA”.

AMOR VINCIT OMNIA

 

COMMENTO: dell’Autore

A sei anni dalla scomparsa della sua amata sposa Isabella questo Autore, in occasione del 45° anniversario di matrimonio, scorre con la memoria il cammino trascorso insieme e gli anni seguenti la sua dipartita.

La sua composizione è permeata dalla “malinconia” e dalla “tristezza”, sentimenti che trovano conforto solo nel colloquio poetico che ha istaurato con Isabella e conclude con  l’Augurio di festeggiare ugualmente insieme la ricorrenza delle loro “NOZZE D’ORO”.

 

OMAGGIO musicale  di Nicolò ad Isabella

Nicolò, nel suo peregrinare nel WEB,  ha trovato nella sua “rete” questa malinconica canzone di Gino Paoli che, pur avendo ottenuto un ottimo successo di critica, non ha trovato uguale corrispondenza nel pubblico.

Il testo sembra raccontare la storia di Isabella e Nicolò, con un finale però, seppure ugualmente dolorosa, meno drammatico.

Un particolare ha colpito profondamente Nicolò: nella fase conclusiva del Video appare improvvisamente il nome “ISA”, che lui usava abitualmente per chiamare la sua dolce Sposa.

 

UNA LUNGA STORIA D’AMORE (di Gino Paoli)

Una lunga storia d’amore, che Paoli compone in origine per la colonna sonora de Una donna allo specchio, (film del 1984), interpretato dalla Sandrelli; il brano verrà inserito nell’LP: La Luna e il Sig. Hyde  nell’ottobre 1984 e viene premiato con la Targa Tenco come miglior canzone dell’anno.

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https://youtu.be/r1rvTlloCM4 (Gino Paoli 1984)

 

UNA LUNGA STORIA D’AMORE

(Gino Paoli)

Quando ti ho visto arrivare 
bella così come sei 
non mi sembrava possibile che 
tra tanta gente che tu 
ti accorgessi di me. 
E’ stato come volare 
qui dentro camera mia 
come nel sonno più dentro di te 
io ti conosco da sempre 
ti amo da mai. 
Fai finta di non lasciarmi mai 
anche se dovrà finire prima o poi 
questa lunga storia d’amore 
ora è già tardi ma è presto se tu te ne vai. 
Fai finta che è solo per noi due …
passerà il tempo ma non passerà 
questa lunga storia d’amore …
Ora è già tardi ma è presto se tu te ne vai ! 
È troppo tardi ma è presto se tu te ne vai !

UNA LUNGA STORIA D'AMORE

 

LA LONTANANZA 2015

LA LONTANANZA 2015

a Isabella da Nicolò

Il quindici di agosto è il natale nostro

ed è già passata più d’una settimana:

ho preso una penna … con l’inchiostro

per celebrare una Lontananza strana.

Son quasi sei anni che stiamo lontano

solo fisicamente, ma vicino è il cuore,

questa lontananza ci tiene per la mano

e tiene insieme le corde dell’Amore.

Siamo uniti … come e più di prima,

anche se più non c’è … la Vicinanza,

ma la Forza dell’Amore e della Rima

fanno sì che ci unisca la Lontananza.

E l’Amore che noi abbiamo già vissuto,

la Lontananza l’ha reso ancor più grande:

“tu si’ ‘na cosa grande pe mme” han cantato,

per me, più tempo passa, più si fa “grande”.

COMMENTO:

Nicolò è ancora sotto attacco de “I QUATTRO CAVALIERI” (vds  Poesia esistenziale) ed al momento sta lottando contro l’Agorafobia; a volte gli fa compagnia la televisione e questa sera, per un improvviso cambiamento del “palinsesto” di RAI 1, è stata trasmessa una “serata” in memoria di Domenico Modugno.

Il “Lupo Solitario”, seguendo le più belle canzoni di “Mimmo”, ha rivissuto i momenti in cui le ascoltava insieme alla sua “Luna”; in particolare due “brani” lo hanno toccato profondamente:

  • LA LONTANANZA”, dove il senso del “rimpianto”,  a loro sconosciuto in quel tempo, li aveva colpiti per la sua velata “malinconia”, quasi avessero inconsciamente percepito quanto il Destino gli aveva riservato,

  • TU SI’ ‘NA COSA GRANDE”, che all’epoca interpretava fedelmente i loro sentimenti.

Nicolò, in memoria di quei momenti felici, ha sentito forte il desiderio di ricordare queste due canzoni che, comunque in tempi diversi, hanno rappresentato e rappresentano la Forza immortale dell’Amore con Isabella.

“DIO COME TI AMO”

GRAZIE MIMMO, DALLA “LUNA” E DAL SUO “LUPO”.

 in Sanvito lo Capo, sabato 29 agosto 2015 alle h. 03,30

 .

LA LONTANANZA Domenico Modugno

E.Bonaccorti – D.Modugno (1970)

https://youtu.be/irZIRa9-VDs

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LA LONTANANZA

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(parlato)

Mi ricordo che il nostro discorso
fu interrotto da una sirena
che correva lontana, chissà dove?
Io ebbi paura perche sempre
quando sento questo suono,
penso a qualcosa di grave
e non mi rendevo conto, che per me e per te,
non poteva accadere in nulla di più grave,
del nostro lasciarci . . .
allora come ora
Ci guardavamo!
avremmo voluto rimanere abbracciati, invece
con un sorriso ti ho accompagnata per la solita strada.
Ti ho baciata come sempre, e ti ho detto dolcemente . . .
“la lontananza sai, è come il vento
spegne i fuochi piccoli, ma
accende quelli grandi . . . quelli grandi.”

.

(canto)

La lontananza sai è come il vento,

che fa dimenticare chi non s’ama
è già passato un anno ed è un incendio
che, mi brucia l’anima.
Io che credevo d’ essere il più forte
mi sono illuso di dimenticare,
e invece sono qui a ricordare

… a ricordare te.
La lontananza sai è come il vento
che fa dimenticare chi non s’ama,
è già passato un anno ed è un incendio
… che brucia l’anima.
Adesso che è passato tanto tempo
darei la vita per averti accanto,
per rivederti almeno un solo istante
per dirti “perdonami”!
Non ho capito niente del tuo bene
ed ho gettato via inutilmente
l’unica cosa vera della mia vita
… l’amore tuo per me

.

(parlato)

Ciao amore,

ciao non piangere,
vedrai che tornerò.
Te lo prometto ritornerò,
te lo giuro amore ritornerò
perché ti amo,
ti amo, ritornerò.
Ciao amore, ciao …
Ti amo!

.

TU SÌ ‘NA COSA GRANDE Domenico Modugno

Gigli – D. Modugno (1964)

https://youtu.be/blny7pAFjns

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TU SÌ ‘NA COSA GRANDE

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Tu sì ‘na cosa grande pe’ mme,
‘na cosa ca me fa ‘nnammurà,
‘na cosa ca si tu guard’a me,
ie me ne moro accussì guardanno a tte.
Vurria sape’ ‘na cosa da tè,
pecchè cuanno ie te guardo accussì,
si pure tu te siente ‘e murì
nu’ me ‘o ddice e nu’ me ‘o fai capì,
ma pecchè …
E dille ‘na vota sola
che pure tu staje tremmanno,
dillo ca me vuo’ bene
comm’io, comm’io,

comm’io voglio bene a tte …

Tu sì ‘na cosa grande pe’ mme,
‘na cosa ca tu stessa nun saje,
‘na cosa ca nun aggio avuto maje,
‘nu bene accussì, accussì grande …

Si pure tu te siente ‘e morì
nu’ me ‘o ddice e nu’ me ‘o fai capì,
ma pecchè …
E dille ‘na vota sola
si pure tu staje tremmanno,
dillo ca me vuo’ bene
comm’io, comm’io,
comm’io voglio bene a tte…

Tu sì ‘na cosa grande pe’ mme,
‘na cosa ca tu stessa nun saje,
‘na cosa ca nun aggio avuto maje,
nu bene accussì, accussì grande,
accussì grande …
accussì grande …

 

IL MIO SOLO AMORE

a Isabella da Nicolò

IL MIO SOLO AMORE

IL MIO SOLO AMORE

 

La Leggenda della bella IsaBELLA

La Leggenda della bella Isabella

IL MIO

SOLO AMORE

a Isabella da Nicolò

Fra la nascita e la morte

solamente un Amore è forte,

è il calore per una vita insieme

è sentimento che ognora ci sostiene.

È duro poi vivere da solo

se parte di te ha preso il volo:

l’invochi e non te ne fai ragione

prigioniero nel mondo ch’è prigione.

Allora sogni e vivi di ricordi,

tutto concorre perché non la scordi,

volgi lo sguardo a ciò che ti circonda

ed i suoi messaggi giungono come onda

che travolge il naufrago e lo sommerge …

con l’acqua che lo bagna le sue lacrime terge.

Tutto ciò ti riempie di dolore

che si tramuta in sordo furore,

poi subentra una strana dolcezza

che allevia le tue pene come brezza.

È i nostro Amore che vince la tenzone,

che sconfigge la Morte e la separazione,

che scaccia la mia tristezza ed il mio rimpianto,

e che porta soccorso a chi ti ha amato e ti ama tanto.

in Sanvito lo Capo, il 15 di agosto del 2015 alle ore 03,35

COMMENTO

DELL’AUTORE

L’Autore, in questa sua lirica, vuol celebrare l’Amore profondo

che ancora lo lega alla sua sposa, dando alla presentazione

grafica la forma  di un albero rigoglioso, quasi una

“allegoria” per indicare che il loro sentimento

non è morto e che  continuerà a crescere

oltre i confini del Tempo.

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l'Albero dell'Amore

l’Albero dell’Amore

Nicolò nel suo vagabondare nella Rete si imbatte in questa bellissima immagine, con il titolo di “Albero dell’Amore”. L’Allegoria è così delicata che subitamente l’accosta a quella che nelle sue liriche è ricorrente: la “LUNA” ed il suo fedele “LUPO”. Per il  poeta, le due figure allacciate in un amplesso appassionato, sono il simbolo dell’AMORE ETERNO che  sfida il destino mortale delle creature per raggiungere la perfezione immortale della “ARMONIA DELLE SFERE”, dove il loro Amore, nato nel Mondo caduco, potrà accedere ad un Mondo senza Tempo, quello che i Greci chiamarono:

     “MONDO IPERURANIO”  

Armonia delle Sfere (Pitagora)                               https://youtu.be/HLdxwCSFeBI

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LA LEGGENDA DELLA BELLA ISABELLA

 

La danza al chiaro di Luna

C’era una volta una coppia di ragazzi bellissimi:

lui si chiamava Mirko e lei Isabella.

Vivevano in un villaggio vicino al bosco e stavano per sposarsi. 

Mirko faceva il cacciatore e Isabella lo aspettava ogni sera, cantando alla finestra.

Quando arrivava il suo amore, la prendeva tra le braccia e ballavano alla luce della luna.

danza al chiaro di luna

Il sindaco del villaggio, un vecchio cattivo, era innamorato di Isabella …

Per dividere gli innamorati inventò un piano.

Una notte uscì, si travestì da lupo e si mise a ululare alla luna, spaventando donne e bambini.

Mirko, che era molto coraggioso, decise di risolvere la situazione e di andare a cercare il misterioso animale.

La notte dopo uscì, anche se Isabella aveva un brutto presentimento. 

Andò nel bosco e qui trovò il sindaco, con una pelle di lupo addosso: il perfido lo aggredì e lo uccise.

Appena saputo della morte del suo amato Mirko, Isabella si disperò e decise di togliersi la vita.

Il sindaco rimase un po’ male perché così non poteva più sposare la ragazza; ma non la amava di vero amore, e presto si mise il cuore in pace.

Tuttavia, dopo qualche tempo, cominciò a svegliarsi la notte … sentendo l’ululato di un lupo.

Una notte, due notti, tre notti …

Il sindaco si diceva che era solo “immaginazione”: ma il verso del lupo era sempre più forte e vicino a casa sua. La settima notte si alzò tremante, per affacciarsi alla finestra e vedere cosa succedeva. 

E la vide … La bella Isabella, pallida e coperta di sangue, danzava alla luce della luna…

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Il sindaco urlò, si voltò e fece per scacciare quell’orrenda visione.

Ma appena si allontanò e si girò  …

Ecco che si trovò davanti lo spettro di Mirko, che lo fissava.

Per la paura e il rimorso, il sindaco morì all’istante.

 

E si dice che ancor oggi, al chiaro di luna,

due innamorati si incontrino per danzare insieme,

dancing-under-the-moonlight

… mentre lontano ulula il Lupo che … 

il Lupo canta alla Luna

         MANDA LA SUA SERENATA ALLA LUNA

………. ER TERZO MILLENNIO ………. …………. (er monno d’oggi) ………….

ER TERZO MILLENNIO

(er monno d’oggi)

Poesia esistenziale

Quant’è triste ‘sto millennio

ndò’ l’Amore s’è niscosto …

solo er sesso vince er premio,

per sentimento nun c’è posto.

Prima c’era er “fidanzamento”,

mò è rapporto de un momento:

quello ch’era un “matrimonio”

mò … è n’affare de “portafojo”.

Oggi ormai c’è “convivenza” …

solo si …  aregge la pazienza:

basta poco e poi … se scioje …

nun c’è più “marito e moje”.

Arimangheno li regazzini,

frutto de ‘sti brev’incontri,

che colla loro sofferenza

ce pareggeno … li conti.

Nun ce so’ più “educatori”,

vonno esse’ … “tutti dottori”,

ma solo so’  “ ‘nfami maestri”

né mancini e manco destri.

C’è puro la “classe dirigente”

che arubba e nun fa gnente,

penza solo a la pagnotta …

Che gran fiji de ‘na m……… !

Questo è frutto der momento

ndo’ difetta er “sentimento”,

ndo’ l’Amore pare un “lusso”

perché … tutto va “discusso”.

S’è involato l “artruismo”,

solo c’è “menefreghismo”,

der “cammino” che ce aspetta

c’è rimasta solo ‘na “fetta”.

Piagne er popolo, è sofferente,

chi cià tutto e chi ‘ncià gnente,

sicché  “poveracci” e “derelitti”

fanno a botte co’… ‘sti “dritti”.

Finirà ‘sta “gran cuccagna” … !

Sarà co’ la forza dell “AMORE” ?

Ma oggi, la gente che nun magna …

cià un’arma forte, cià “ER CORE”.

in Sanvito lo Capo, sabato 1° d’agosto del 2015 alle ore 01,40

COMMENTO dell’Autore:

Questo Autore, nei suoi momenti di maggior “sconforto sociale”, ricorre al dialetto “romanesco” per esprimere il suo profondo “disagio” perché si vede costretto a vivere in una “società” che ha perso tutti quei “valori” che gli hanno infuso i genitori, malgrado  abbiano vissuto prima un’epoca martoriata da una “feroce guerra” e poi oltre tre lustri definiti a ragione “anni di piombo” .

Così la sua “sofferenza privata” si accomuna alla “sofferenza dell’Umanità” ed il suo animo esasperato, lancia, ancora una volta, “un grido accorato” all’unica “Forza” che potrebbe ricondurre la nostra “Società” a quei valori “primari” dettati dal “CUORE”, quelli dell “AMORE UNIVERSALE”.

Anche stavolta questo Autore si astiene dall’illustrare il proprio componimento, ritenendo che la forza delle “parole” sia di per sé sufficiente all’interpretazione del suo “pensiero”.

x

ASSENZA DI TE

ASSENZA DI TE

ASSENZA DI TE

a Isabella da Nicolò

In questa Assenza di Te nel Mondo,

triste e malinconica scorre la mia vita.

da un ricordo all’altro, in un secondo,

io percorro spazio e tempo con fatica.

Mi manchi Amore mio, sempre di più,

e notte e giorno dovunque io ti cerco:

tutte le immagini del bel tempo che fu

s’inseguono come note di un concerto,

di cui i nostri ricordi sono le sue note

e la memoria è il suo filo conduttore,

che risuona nelle mie giornate vuote

che contengono ormai solo … dolore.

Ma tutto ciò non avrà il sopravvento,

la tua Luce risplende sempre più forte,

giungerà quel dì che mi farà contento,

quando ci riuniremo nella dolce Morte.

in Brindisi, lunedì 29 di giugno del 2015 alle ore 02,00

 

COMMENTO: dell’Autore

Questo Autore questa volta si astiene dal proporre un commento alla propria composizione, ritenendo sufficiente il corredo di immagini con cui lo ha illustrato.

Però, nelle sue ricerche in rete, si è imbattuto in un romanzo d’Amore poco noto, “Stringimi le mani” di Massimo PETRUCCI e, scorrendone alcune pagine, ne ha tratto il seguente “brano”che rispecchia pienamente il suo “sentire”

Ti scrivo parole, ma prima di scriverle le penso e prima di pensarle … le sento vivere nel cuore.

Le sento nascere come magia, come emozione forte, mi arrivano alla mente, accendono i ricordi e poi le scrivo…

C’è però un istante tra quando le “sento” come sola emozione e quando poi diventano parole.

È un luogo infinito che non appartiene al mondo fisico.

È dove esiste ogni cosa, dove ci sei tu, dove ci sono io, i nostri sorrisi, le tue parole, i nostri sguardi, e tutto il mondo dell’impossibile.

È lì che ti amo tantissimo, è lì che ti ritrovo ogni istante della mia vita, è lì che sono adesso mentre ti scrivo … 

e scrivendoti ti amo tantissimo.

8_Ti scrivo parole ...

Tratto dal romanzo di Massimo Petrucci

“Stringimi le mani” (Feltrinelli Editore)

 http://www.stringimilemani.it

 

Sinossi : La Repubblica
“Una storia d’amore intensa e vera, un viaggio alla ricerca di se stessi”

L’amore ha un suo tempo, un suo spazio, le sue regole. L’inizio è fulminante: una stanza, una tv accesa, lei che stringe tra le mani un lembo della coperta, lui che recita una parte, la solita parte. Poi tutto finisce: la porta si chiude e la sofferenza che trascina l’universo in un punto, un unico quanto immenso punto che ti esplode dentro proprio lì dove prende sostanza il dolore. La storia si allarga incorporando nuovi personaggi, nuove vite ma a volte il passato è come un’ombra: anche se non vuoi, continua a starti dietro… improvviso il destino: una curva a gomito che non ti aspetti, che vira e ti spiazza.

È in momenti come questo che puoi perdere per sempre te stesso oppure ritrovare ciò che eri.

“Cosa ti spinge a tornare sempre sugli stessi passi? Cosa ti è rimasto dentro? Il profumo? Una melodia? O le parole non dette? Le domande sono così tante da diventare un rumore di fondo, monotono come un treno nella notte. Se la vita avesse un’uscita d’emergenza, farei scattare l’allarme… farei di tutto, credimi, se solo potessi cambiare il destino. Se alla fine della strada ci fossi tu, la percorrerei correndo tutto d’un fiato, senza fermarmi, fino a sfinirmi, fino allo stremo, se solo alla fine ci fossi tu…”                                                            (brano tratto dal libro)

A completamento della lirica, l’Autore ha voluto inserire una accorata canzone di Laura Pausini, proponendone ai visitatori il “testo” ed il “video” :

IN ASSENZA DI TE

https://youtu.be/MLzJMCUurTg

(Musica di Antonio Galbiati – testo di Laura Pausini e Cheope)

 

IN ASSENZA DI TE

(testo) 

Io come un albero senza te, senza foglie e radici ormai.
Abbandonata così per rinascere mi servi qui.
Non c’è una cosa che non ricordi noi
in questa casa perduta ormai, mentre la neve va giù,
è quasi Natale e tu non ci sei più.
E mi manchi Amore mio …
Tu mi manchi come quando cerco Dio.
E in assenza di te io ti vorrei per dirti che
Tu mi manchi Amore mio
Il dolore è forte come un lungo addio.
E l’assenza di te è’ un vuoto dentro me,
perchè di noi è rimasta l’anima, ogni piega, ogni pagina …
Se chiudo gli occhi sei qui che mi abbracci di nuovo così
e vedo noi stretti dentro noi, legati per non slegarsi mai.
In ogni lacrima tu sarai per non dimenticarti mai !
E mi manchi Amore mio, così tanto
che ogni giorno muoio anch’io !
Ho bisogno di te … di averti qui per dirti che …
Tu mi manchi Amore mio !
Il dolore è freddo come un lungo addio
e in assenza di te il vuoto è dentro me.
Tu mi manchi Amore mio
e mi manchi come quando cerco Dio.
Ho bisogno di te … di averti ancora qui con me
e mi manchi Amore mio,
così tanto che vorrei seguirti anch’io.
E in assenza di te il vuoto è dentro me.
Grido il bisogno di te perché non c’è più vita in me.
VIVO IN ASSENZA
IN ASSENZA DI TE

 

IN ASSENZA DI TE di LAURA PAUSINI

(Significato e storia della canzone)

“Perché di noi è rimasta l‛anima, ogni piega, ogni pagina. Se chiudo gli occhi sei qui che mi abbracci di nuovo, così…”

Questa canzone «è dedicata a tutti coloro che hanno perso qualcuno di importante, quando poi, spesso, si ritrovano con gli oggetti, le cose appartenute a questa persona che fanno loro pensare quanto gli manchi. È come una fotografia, nella quale mi immagino come un albero completamente spoglio perché la linfa vitale e le foglie erano rappresentate da quella persona che ora non c’è più».

Così Laura Pausini (fonte) commenta “In assenza di te”, canzone facente parte dell’album “La mia risposta” del 1998.

Continua dicendo: «forse qui emerge la mia parte più immatura, quella che non mi permette di concepire una vita senza altre persone. Non so vivere da sola ed in quei pochi momenti in cui ho provato a farlo mi sono sentita inutile».

“In assenza di te” ha un testo struggente ed una melodia malinconica ma intensa.

Esistono, di questa canzone, i “Video”:

La musica è stata composta in collaborazione con Antonio Galbiati. Egli ha scritto non solo per la Pausini, ma anche per i Backstreet Boys, Eros Ramazzotti, Alessandra Amoroso, Emma e altri artisti, oltre ad essere apparso durante l’11ª edizione di Amici di Maria De Filippi come collaboratore di Grazia di Michele, quest’ultima coach della squadra gialla.

La storia completa della composizione di “In assenza di te” ce la racconta Emanuela Cortesi (Manu), corista di Laura Pausini, in due post su FaceBook (reperibili direttamente sul profilo della Cortesi)  risalenti ad agosto 2012 e riportati qui di seguito (con alcune piccole modifiche ai fini della lettura e con aggiunti alcuni grassetti non presenti nell’originale):

«Eravamo rimasti a “In assenza di te”. Laura in quel periodo aveva già chiuso l’album “La mia risposta” avendo già fatto una scelta accurata delle canzoni e di tutto il resto. Insomma, la “grande macchina” (pubblicità, promozione, foto, eccetera) stava per partire alla grande.

Mi stavo preparando proprio per andare a Milano, dove lei avrebbe cantato con Phil Collins in  uno special televisivo con tutta la Band, quindi live e dove nel pomeriggio ci sarebbero state le prove, quando, durante il viaggio mi chiama Antonio Galbiati.

Con Antonio abbiamo lavorato molto insieme. Me lo presentò Alex Baroni (che a metà anni ’90 era quasi sempre a casa mia )…

Ricordo che andammo da lui e che ci fece sentire delle cose bellissime fatte con le voci e un sacco di cori. Io e Alex eravamo impazziti …

Ma Antonio non cantava solo bene. Scriveva ANCHE molto bene.

Durante quel viaggio ricordo che risposi alla sua chiamata un po’ innervosita perché ero in ritardo e perché lui insisteva da un po’ di tempo sul fatto che aveva scritto una canzone bellissima, che dovevo sentirla, che la dovevo avere per farla sentire.

E dai con questa canzone, e dove ci possiamo incontrare … INSOMMA, non ne potevo più.

E così, stremata, gli dico che l’avrei ascoltata per telefono:

MI SONO DOVUTA FERMARE … dopo la prima strofa mi scendevano le lacrime …

eppure era in finto inglese!

 Ma la musica e come la interpretava mi avevano fatto un effetto incredibile. In più, la immaginavo cantata da Laura, con le sue parole. E così, ricordo che urlavo al telefono:

“ANTONIO, ANTONIO! Fai un CD e vieni al locale dove stiamo provando a Milano!”

Arrivai al locale a Milano dove era già tutto pronto per le prove.

Non sapevo come dirlo a Laura. 

Non sapevo come potevo introdurre l’arrivo di Antonio per poi presentarlo sia a lei che al suo manager di allora, in quanto lei era molto presa dal programma e dalla performance con Phil Collins, giustamente.

MA LA CANZONE ERA TROPPO BELLA … era troppo giusta per lei.

Le avrebbe dato queltocco di internazionalità che forse le mancava. Almeno, io la pensavo così. E quindi aspettai che arrivasse Antonio e, con tutto il coraggio del mondo, mi avvicinai a lei e al suo manager dicendo: “Ascoltate questa canzone, vi prego Lui è Antonio Galbiati e l’ha scritta per me … è eccezionale”

Naturalmente la risposta fu: “… Manu, grazie, ma il disco è chiuso ormai. Le canzoni ci sono già tutte e non si può più fare niente” Ma io sapevo di avere fatto una cosa giusta. Infatti … il disco fu riaperto e la canzone incisa con un testo struggente e anche un poco insolito, ma semplicemente meraviglioso.

Se non ricordo male mi chiamarono la notte stessa entusiasti sia Laura che il suo manager.

Che bella sensazione, che felicità aver CAPITO che quella canzone poteva essere per lei una nuova opportunità per manifestare il suo talento. E sono stata felice anche per Antonio.

Questa esperienza mi ha fatto capire che le persone vanno ascoltate sempre. In ogni “prodotto” ci può essere tanto talento e tantissima creatività che non va MAI snobbata. […]».

Il testo esprime chiaramente il dolore per una presenza costante nella vita della protagonista che, all’improvviso, è diventata “assenza”, lasciando un enorme vuoto. Ciò si ripercuote su tutti gli aspetti del quotidiano: la perfetta armonia di cui quella persona era il fulcro ora sembra essersi disfatta senza possibilità di ritorno. È questa la faccia più amara dell’amore: rendere qualcuno vitale per la propria esistenza equivale, in un certo senso, a perdere una parte della vita stessa, se quella persona va via.

Non è ben chiaro a chi in particolare questa canzone sia dedicata. In questa discussione nel “Laura Pausini Fan Forum” sembra abbastanza chiara l’idea che la persona destinataria di questo testo non sia semplicemente un amore finito, bensì una persona amata tragicamente scomparsa.

I versi:

«tu mi manchi come quando cerco Dio»,

 «così tanto che ogni giorno muoio anch’io,»

«e mi manchi amore mio / così tanto che vorrei seguirti anch’io»,

 sembrano avvalorare fortemente questa malinconica interpretazione.

Tratto da “ http://www.unamusicapuodire.it/in-assenza-di-te-laura-pausini/

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