!!! IL SILENZIO HA VOCE !!!

!!! IL SILENZIO HA VOCE !!!

a Isabella da Nicolò

Oggi è domenica e gironzolo per casa.

sono sereno … non voglio andare fuori,

sto bene solamente qui, nella mia tana,

il tempo scorre e distillo i miei liquori .

Intorno a me è il silenzio … tutto tace

perché ho spento anche la televisione:

ti penso … più non risuona la tua voce

e mi manca ognor questa consolazione.

Poi … ecco, un mormorio indistinto,

come se fuori qualcuno stia cantando,

presto attenzione, non ci sono suoni,

son desto? …  o forse sto sognando?

Che strano! non ci sono spiegazioni,

è come se il Silenzio stia parlando,

il mormorio s’è mutato in una “voce”

che lentamente io vo’ riconoscendo.

E’ la tua anima, Amore, che mi parla

e che mi giunge direttamente al cuore,

per scaldarmi, al Silenzio hai dato voce,

per confortarmi col tuo Grande Amore.

Per mitigare la mia grande sofferenza

ho acceso nuovamente la televisione

e in un programma di intrattenimento

iniziano a trasmettere una canzone:

“La voce del Silenzio”, canta la Berti:

è giunto puntuale il tuo intervento,

dall’alto mi proteggi e mi soccorri  …

col tuo Amore curi il mio tormento.

Ti amo Amore mio, sei la mia luce,

sei la mia forza, sei la mia salvezza;

attenderò pazientemente la mia sorte

fino a quando non ci riunirà la Morte.

.

in Roma, il 20 di aprile del 2015 alle ore 01,00

.

COMMENTO : dell’Autore

            Questo Autore sta passando un altro giorno fra le braccia della sua “melanconia”; è triste e demoralizzato, ed alterna la sua attività fra la divulgazione dell’Arte di Isabella, la composizione delle liriche a Lei dedicate e le incombenze casalinghe.

            Puntuale, nei momenti di maggior abbattimento, giunge il soccorso della sua Luna, per aiutarlo a sopportare la gravosa attesa.

            In proposito riporto il pensiero di Elisa, una cara amica che ha conosciuto Isabella solo attraverso la sua Arte e le mie liriche, e lo ha espresso sul sito in un “commento” alla mia ultima lirica:

< LA FEDE PERSA … >

Caro Nicolò …
fortunatamente la tua Isa, dolce e comprensiva, continua a sostenerti … continua a “versare l’azzurro nel tuo cuore“.
La solitudine pesa … pesa sentirsi estranei in un mondo in cui, senza la Tua Luna, ti senti un alieno … che si aliena.
Parlare del tuo Amore, narrandolo in versi, è un segno del motivo del tuo essere ancora tra noi. A questa folle umanità serve leggere (come direbbe una mia paziente) “un soffio di bellezza”, che le tue liriche e l’arte di Isabella, che tu mantieni viva, riescono a trasferire….
Ci sarà un momento in cui Lei ti accarezzerà il volto e sorridendoti … ti sussurrerà che il giorno seguente la tua solitudine avrà fine e … vi riunirete … per sempre … !
Ci sarà … ma non ora ! Aiuta questa umanità, caro Comandante, … in modo diverso rispetto al servizio reso alla Patria per tanti anni …
Ma … non desistere … c’è ancora bisogno di te !
La Romagnolina Vi sorride …Vi sostiene … come può … come sente … !

.

1994 Casa di San Salvador

1994 Casa di San Salvador

.

LA VOCE DEL SILENZIOSANREMO 1968

(di Isola-Limiti-Mogol, eseguita da Tony Del Monaco e Dionne Warwick)

La canzone si classificò 14^, ma ben presto si rivelò il brano di maggior successo sul mercato internazionale con le interpretazioni di: Albano – Andrea Bocelli – Anna Altieri – Francesco Renga – Laura Pausini – Le Orme – Massimo Ranieri – Matteo Macchioni – Mina – Mirna Doris – Orietta Berti – Ornella Vanoni .

L’inizio della melodia corrisponde al tema principale del preludio in DO minore del secondo volume per Clavicembalo di Johann Sebastian Bach.

Dedicai ad Isabella questa stessa canzone a corredo della mia lirica

“IL SILENZIO (San Valentino 2015)”

(vds. sito www.isabelarte.it)

 

https://youtu.be/e0zZY_CUgEI (esegue Tony Del Monaco)

https://youtu.be/sMsLj91mI5A  (esegue MINA)

 

TESTO

Volevo stare un po’ da solo per pensare tu lo sai,

e ho sentito nel silenzio una voce dentro me

e tornan vive troppe cose che credevo morte ormai ….

vorrei una voce

e chi ho tanto amato dal mare del silenzio

ritorna come un’ombra nei miei occhi,

e quello che mi manca nel mare del silenzio

mi manca sai molto di piu’.

Ci sono cose in un silenzio che non m’aspettavo mai

vorrei una voce,

e improvvisamente ti accorgi che il silenzio

ha il volto delle cose che hai perduto

e io ti sento amore, ti sento nel mio cuore

stai riprendendo il posto che tu non avevi perso mai

che non avevi perso mai … che non avevi perso mai

…. … …. …. ….

Volevo stare un po’ da solo per pensare tu lo sai

ma ci son cose in un silenzio che non m’aspettavo mai

vorrei una voce

e improvvisamente ti accorgi che il silenzio

ha il volto delle cose che hai perduto

e io ti sento amore, ti sento nel mio cuore

stai riprendendo il posto che tu non avevi perso mai,

che non avevi perso mai, che non avevi perso mai.

… che non avevi perso mai …

LA FEDE PERSA …

LA FEDE PERSA …

a Isabella da Nicolò

Ancora un altra Pasqua … Pasqua di Resurrezione !

La mia Fede è vacillante, cerca una giustificazione.

Da giorni voglio scriverti … cercare il tuo consiglio

ma sono così confuso che …… non trovo appiglio.

Aspetto un suggerimento che mi indichi una via,

che possa illuminarmi e vincere l’incertezza mia.

Tornavo a casa in auto alle prime ore della Pasqua

quando all’improvviso odo una musica che fluttua:

debole la connessione, ma fu più chiaro un verso,

era una preghiera, “dammi la Fede che ho perso”.

Preso dall’emozione tutto il testo non l’ho afferrato

ed appena giunto a casa su “Internet” l’ho ricercato;

Così scovo una canzone a me del tutto sconosciuta,

suo titolo “La Folle corsa”, da Battisti interpretata.

Tutta d’un fiato io l’ho letta, tre quattro volte e più,

… ero convinto che dal cielo mi stavi parlando Tu !

Ancora mi hai dato appoggio nelle mie avversità

indicandomi la strada che sconfigge la mia ansietà.

Seguirò l’indicazione … ho capito il tuo messaggio

rivedrò le mie “credenze” … e mi farò “coraggio”.

So che mi assisti sempre, con Amore e Dedizione

e con te ritroverò un’antica e “persa convinzione”.

in Roma, nella Pasqua  del 2015

Isabella

COMMENTO: dell’Autore :
            Questo Autore è ancora in preda ai dubbi che gli son sorti quando ha trattato l’argomento della “FEDE” nella sua lirica: “Cosa è la Fede ???”, del 30/09/2014.
(vds. sito < www.isabelarte.it > Epistolario-Poesia Esistenziale).
            Nel corso della sua vita, dopo un’educazione prettamente cattolica, quanto appreso non gli è stato più sufficiente ed ha iniziato una ricerca, studiando le altre grandi religioni monoteiste esistenti. Purtroppo  questa ricerca lo ha portato ad allontanarsi dalla sua formazione religiosa originaria, fino a formarsi un suo “Credo”  personale, comunque fondamentalmente aderente all’educazione ricevuta.
            Inoltre, nel quinquennio 2004-2009, una serie di perdite di persone care iniziata con il fratello e sua moglie, proseguite poi con la sorella, con l’altro fratello e sua moglie, con i tre suoi amici fraterni, arrivando infine alla perdita della propria amata Sposa, lo hanno portato a dubitare della valenza della “Fede”, generando in lui un doloroso “vuoto” che negli anni seguenti non è ancora riuscito a colmare.
            Verosimilmente il suo percorso personale è stato influenzato anche dal decadimento morale e materiale della società, verificatosi principalmente negli ultimi decenni del XX secolo ed all’inizio del nuovo Millennio
            Quando poi, nel decorso anno, si è imbattuto in una poesia del poeta romanesco Trilussa, “La Fede”, ha voluto approfondire il tema e, con sua grande sorpresa, ha trovato dei documenti in cui il Patriarca di Venezia, Cardinale Albino Luciani (eletto nel 1978 Papa col nome di Giovanni Paolo I), in suo scritto del 1971 criticò “severamente” il Poeta, rimproverandogli di essersi avventurato in un campo in cui non aveva competenza. Lo stesso cardinale Luciani, una volta Papa, in occasione dell’Udienza Generale del 13/09/1978, si è servito della poesia del Trilussa per esaltarne il significato religioso, recitandola a memoria nell’originale versione dialettale e tralasciando quanto aveva detto pochi anni prima.
            Queste vicende hanno maggiormente confuso questo Autore, trasformando la sua primitiva curiosità speculativa in una critica severa nei confronti del concetto di “Provvidenza Divina”, che il Manzoni ha esaltato in tutte le sue opere, particolarmente nel romanzo ” I promessi sposi”.
            Le ricorrenti dolorose ferite che il “FATO” (nella sua accezione storico-filosofica) gli ha inflitto hanno infranto le sue originarie convinzioni religiose, acutizzando i suoi “dubbi”.
            Però, nell’aggravarsi di questa sua crisi, può contare su un’ancora di salvezza:
“L’AMORE DI E PER LA SUA SPOSA ISABELLA”
così ha iniziato, sempre più spesso, a confidarLe questo suo crescente “malessere” attraverso le liriche che continua a dedicarLe.
            Nell’attesa della Pasqua Nicolò non riusciva a comporre la consueta lirica: il foglio bianco sulla sua scrivania rimaneva tale. Ciò fino a quando, mentre nelle prime ore della ricorrenza rientrava a casa in auto, la radio inizia a diffondere una canzone di Lucio Battisti, “La folle corsa”  a lui sconosciuta ed il testo di Mogol, quasi una preghiera, lo ha turbato a tal punto da percepirlo come un chiaro messaggio della sua Isabella, che voleva aiutarlo a recuperare la serenità perduta; il verso che il protagonista del canto ripete ossessivamente è:
“… DAMMI LA FEDE PERSA”
Finalmente Nicolò ha impugnato la penna e ha compilato la sua lirica.
 GRAZIE AMORE MIO
TU MI RIAVVICINI A DIO
ANCOR NON SO QUALE ESSO SIA
MA CERTO ESISTE
E … COSÌ SIA

 

LA FOLLE CORSA
(di  Lucio Battisti – Donida – Mogol) Festival di Sanremo 1971

 

Io di notte con lei vedo il sole lo sai, ma svegliandomi poi … il buio.
Il denaro che ho, anche lui brilla un po’, ma ritorna però … il buio.
Io vorrei pregare ma le mie mani non so unire.
Tu dammi la fede persa, tu l’azzurro in cuore versa,
io senza di te cadrei perché la mia è solo una folle corsa.
Tu dammi la fede persa, tu l’azzurro in cuore versa,
Tu che lo puoi … che lo puoi, fallo per me, fallo …
perché la mia è solo una folle corsa.
Se la mia voce non ha più eco, se nel mio cuor non c’è più fuoco,
se nei miei occhi è sceso un velo, se nel mio mondo non c’è più cielo,
allora Tu dammi la fede persa, Tu l’azzurro in cuore versa
… Tu dammi la fede persa …
Corro in auto perché scordarti io provo,
ma fuggendo non vivo … io muoio;
io vederti vorrei,  nel bicchiere non sei,
voglio luce e mi dai … il buio.
Io vorrei pregare … ah! ma le mie mani non so unire.
Tu dammi la fede persa, Tu l’azzurro in cuore versa,
io senza di Te cadrei perché … la mia è solo una folle corsa.
Tu dammi la fede persa, Tu … l’azzurro in cuore versa,
fallo per me, fallo perché …
la mia è solo una folle corsa.
Se la mia voce non ha più eco, se nel mio cuor non c’è più fuoco,
se nei miei occhi è sceso un velo, se nel mio mondo non c’è più cielo,
allora Tu … dammi la fede persa, Tu … l’azzurro in cuore versa,
Tu … dammi la fede persa, Tu … dammi la fede …… !
Tu che lo puoi … Tu che lo puoi … dammi la fede !
La fede che non ho più … la fede che non ho più …
Tu che lo puoi … Tu che lo puoi …
Tu che lo puoi dammi la fede, Tu che lo puoi la fede che non ho.
La fede che non ho più … La fede che non ho più …
La fede che non ho più …  La fede che non ho più …
!!! TU !!!
nananananana nananananana  nananananana
nana nana ah ah !

.

“LA FOLLE CORSA” Notizie
            Su YouTube è possibile ascoltare Battisti cantare un’inedita versione de “La folle corsa”, una sorta di “gospel blues” che tocca le corde dell’anima e racconta di un uomo che sogna di recuperare “la fede perduta”.
            Fiumi di inchiostro si sono versati per raccontare la vita e le canzoni di Lucio Battisti. Decine di puntate televisive e radiofoniche: il suo rapporto con il pubblico, con lo “star system” dell’industria discografica, con i mezzi di comunicazione. Mai si è parlato della sua arte rispetto al trascendente, al rapporto con una realtà divina. E’ vero, era essenzialmente un musicista, le parole gli erano dettate dal grande Mogol, ma non è possibile immaginare un totale suo disincanto rispetto  al contenuto delle sue canzoni. In qualche modo si trovava a interpretare pensieri altrui, dando a quelle parole una credibilità e un’umanità, segno di una simbiosi che non poteva essere casuale.
             E’ quello che possiamo riscontrare nell’ascolto di un inedito (almeno su “supporto” fonografico) che da tempo viaggia su YouTube: un provino, oggi lo chiameremmo “demo”, in cui il grande cantautore con chitarra e uno sparuto coro esegue “La folle corsa”, canzone ufficialmente (almeno qualche anno fa) riconosciuta alla coppia Mogol – Donida, (la stessa di “Prigioniero del mondo, La compagnia e La spada nel cuore”). Fu presentata al Festival di Sanremo 1971 da Little Tony con la Formula 3, complesso già nell’area “battistiana” e forse per questo sorsero subito dei dubbi sulla totale estraneità dell’artista di Poggio Bustone al progetto compositivo: infatti, ormai da diversi anni, i crediti sulle note di copertina di questo pezzo vedono celebrare anche il nome Battisti, al contrario di quanto accade per “La spada nel cuore”.
            I testi di Mogol per Battisti non hanno mai espressamente parlato di Dio (solo un fugace “…tu sola sai se credo in Dio” in “Pensieri e Parole”) e l’unica canzone “esistenziale” del duo risulta “Anche per te”. Anche “La folle corsa” sentita nell’interpretazione di Little Tony e Formula 3 è così intrigante nella sua confezione rock (più classico per il primo, progressivo per i secondi) che il testo scivola via con facilità.
            E’ da questa interpretazione “inedita” di Lucio, invece, che esce in tutta la sua potenza drammatica; è nella voce accorata, quasi come a chiedere “veramente”, con sincerità
“TU … DAMMI LA FEDE PERSA … TU CHE PUOI …”
            E’ la voce politicamente scorretta (all’epoca) di Battisti, accompagnata da il suono concitato di una chitarra, da lui stesso suonata, che rende il brano un “gospel blues” che ti tramortisce e ti procura vertigini inaspettate. C’è tutta la straziante inadeguatezza della condizione umana, che si dibatte tra amore carnale e fatue ricchezze a cui manca un senso:
“ IO DI NOTTE CON LEI, VEDO IL SOLE LO SAI, MA SVEGLIANDOMI POI … IL BUIO !
    IL DENARO CHE HO, ANCHE LUI BRILLA UN PO’,
MA RITORNA PERÒ IL BUIO !
IO VORREI PREGARE, MA LE MANI NON SO UNIRE”
è il desiderio di qualcosa, di qualcuno che dia un senso alla propria vita, altrimenti, si, tutta la vita è una “folle corsa” se tu non mi dai indietro “la fede persa”, perché
“senza di Te cadrei … la mia è solo una folle corsa”
            E così, tra buio e luce, tra corse in auto e bicchieri d’alcool, si cerca un senso che si scopre perduto con la propria fede.  Ma attenzione:
non è
“voglio cercare in senso a questa vita, anche, se questa vita un senso non ce l’ha!”
è
“ TU CHE LO PUOI, DAMMI LA FEDE PERSA !”
Per quanti decenni abbiamo “sentito” questa canzone e non l’abbiamo mai “ascoltata” !
Ancora una volta, grazie Lucio.
http://www.tempi.it/la-folle-corsa-di-lucio-battisti#.VSsH-fmsWv0
Carlo Candiani  – 1° Settembre 2011

*** DISCLAIMER & COPYRIGHT *** La consultazione del contenuto del sito é consentita, limitatamente all'uso strettamente personale e con divieto di commercializzazione dei contenuti anche a scopo pubblicitario. E' consentuita, altresì, la diffusione di detto materiale, purché sia data notizia della fonte.