ALLA MIA DOLCE LUNA

a Isabella da Nicolò

Ciao Amor mio !
Si sta approssimando la “Luna Piena” (6 di novembre) ed il tuo Lupo l’aspetta impaziente per contemplarti nel tuo splendore celeste.
Purtroppo seguirà a breve la data in cui un rio destino decise di separarci (11 di novembre); questa attesa è colma di sofferenza ed il canto del tuo Lupo si affievolisce, allora chiede conforto a chi in passato ha sofferto le stesse angosce per inviarti il suo “Messaggio d’Amore”.
Il “primo aiuto” me lo offre Mia Martini con una sua straziante lirica, “Del mio Amore”, che canta un sentimento che brucia dentro, un amore grande e tormentato, destinato a spegnersi nel tempo o a resistere fino a quando il cuore riuscirà a sopportalo ed a tenerlo vivo.
L’arrangiamento, realizzato solo con chitarra e con il sottofondo della risacca del mare di Sciacca, crea una atmosfera di forte intimità ed accentua il pathos trasmesso dalla voce di Mimì.
Non a caso, il brano, inserito in un recital del 1992, fu intitolato dalla stessa Mia Martini:“Per aspera ad astra”.

 

“DEL MIO AMORE”
(parole e musica di Mia Martini – adattamento di NIKISA)
https://www.youtube.com/watch?v=nZ9p4171pDg

Dal tuo amore,
da questo tuo amore fatato
è nato un fiore, un fiore stregato.
Non ha radici, non è profumato,
non puoi coglierlo, non puoi toccarlo
puoi solo guardarlo finche ci sarà.
Questo povero amore è come un bambino,
testardo e crudele mi vuole vicino.
Non sa cosa fare, non sa dove andare …
mi prende la mano e mi fa correre …
finché qualcosa lo fermerà!
Del mio amore …
di questo mio amore stregato,
del mio amore ammalato …
Che cosa farò !!!
Io non posso curarlo,
posso solo guardarlo
e lasciarmi portare
fino a quando …
il mio cuore ce la farà.

Alcuni giorni fa, una cara amica mi ha inviato una poesia di Padre Frederick William Faber (Calverley, Inghilterra, 28 giugno 1814 – Londra, 26 settembre 1863): “IL VALORE DI UN SORRISO”, con il dichiarato intento di aiutarmi a superare il mio attuale stato di prostrazione.

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“IL VALORE DI UN SORRISO”
Un sorriso non costa nulla,
ma vale molto.
Arricchisce chi lo riceve
e chi lo dona.

Non dura che un istante,
ma il suo ricordo è talora eterno.
Nessuno è così ricco
da poterne fare a meno.
Nessuno è così povero
da non poterlo donare.
In casa porta felicità,
nella fatica infonde coraggio.
Un bene che non si può comprare,
ma solo regalare.
Se voi incontrerete
chi un sorriso non vi sa dare,
donatelo voi.
Perché nessuno ha tanto bisogno di un sorriso,
come colui che ad altri donarlo non sa.

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Ho molto apprezzato l’affettuoso tentativo della cara Elisa e, nello scorrere quei versi, lentamente allo scritto si sovrapponevano delle immagini:

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il viso

IL VISO DI ISABELLA

gli occhi

GLI OCCHI  DI ISABELLA

il sorriso

ILSORRISO DI ISABELLA

di  ISABELLA

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Poi, girovagando nella “rete”,  ho trovato il “secondo aiuto”: uno“stornello” in dialetto romanesco:

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“AMORE E CORAGGIO” (degli  ENNESSEPI)
https://www.youtube.com/watch?v=FG1uOQjOWyM
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Passata ormai ‘na vita e a me me pare ieri
che t’ho vista a prima vorta, stavi lì coi tuoi pensieri:
eri sola, ‘n po’ sognante, sulle scale da fontana
e io semplice passante … e tu eri già lontana.
Ad un tratto m’hai guardato come ‘n furmine ‘mprovviso,
me sentivo esplode er core, m’è scoppiato un paradiso.
Una ciocca de capelli sulle guance bianche, eppure …
poi di nuovo quer soriso e … m’è esploso il paradiso!
E adesso che m’aritrovo qui allo specchio
con la faccia un po’ da fesso
e ripenso a quante vorte t’avrei voluto chiamà amore!
E nun l’ho fatto mai pe’ nun sembrà un poro cojone:
er motto mio era sempre stato: “né rimorsi né rimpianti”,
ma poi sei annata via, saluti e baci a tutti quanti,
e quella nave maledetta che me t’ha portato via,
l’occhi, er core, er tuo soriso, sale della vita mia,
ma t’aritroverò stanotte … nei sogni mia!

O Trilussa, o mio Trilussa, che me fai da compagnia,
coricato sur selciato fra ‘mbriaconi e polizia,
‘sta fiumana qua de gente che non je ne frega niente
quali so i problemi mia, tanto passa e tira via:
e ‘sto povero cristiano che se deve da ‘nventà …
gira co ‘na bira ‘n mano pe’ provà a dimenticà
quer soriso maledetto che un ber giorno poi j’ha fatto!
M’hai visto pe’ a prima vorta e nun me poi dimenticà.
E adesso che m’aritrovo qui allo specchio
con la faccia un po’ da fesso
e ripenso a quante vorte t’avrei voluto chiamà amore!
E nun l’ho fatto mai pe’ nun sembrà un poro cojone;
er motto mio era sempre stato: “né rimorsi né rimpianti”,
ma poi sei annata via, saluti e baci a tutti quanti,
e quella nave maledetta che me t’ha portato via,
l’occhi, er core, er tuo soriso, sale della vita mia,
ma t’aritroverò stanotte … nei sogni mia!

Ma la vita è questa, co’ ‘sto strazio che ho ner core,
co’ ‘sta lacrima asciugata pe’ provà a sarvà l’onore:
piagni pure si ‘nte pensa, rompi tutto si ‘nte passa,
pe’ esse omo più de ieri serve un pugno nella panza.
Ave’ perso e sofferto sulle scale de ‘na fonte,
tra li vicoli der borgo, ‘n mezzo agli angeli de ‘n ponte,
basterebbe quel soriso a ricordà ‘sto paradiso,
sento ancora il mio respiro, sento ancora che so vivo!
E adesso che m’aritrovo qui allo specchio
con la faccia un po’ da fesso
e ripenso a quante vorte t’avrei voluto chiamà amore!
E nun l’ho fatto mai pe’ nun sembrà un poro cojone;
er motto mio era sempre stato: “né rimorsi né rimpianti”,
ma poi sei annata via, saluti e baci a tutti quanti,
e quella nave maledetta che me t’ha portato via,
l’occhi, er core, er tuo soriso, sale della vita mia,
ma t’aritroverò stanotte … nei sogni mia!

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Infine, continuando nella navigazione, è giunto anche il “terzo aiuto”: un commovente canto d’Amore e di Speranza, interpretato da Josh Groban: “UN DIA LLEGARÀ” (Arriverà quel giorno)

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“UN DIA LLEGARÀ” (canta Josh Groban – Autori originale: Oksana Grigorieva, Claudia Brant)
https://www.youtube.com/watch?v=DUEy9HnZWS8

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UN DIA LLEGARA’
Las hojas secas caerán y cuando llegue abril,
Mi alma tocaras, me acercarás, vendrás por mí.
Después de tanta soledad, yo volveré a sentir.
Encontraré mi paz en ti.
Cuando se duerma la ciudad, y se despida el sol.
Te buscare otra vez, hasta alcanzar esta ilusión.
Te encontraré y me amaras así.
Y escucharé del silencio la voz del corazón,
Y la tormenta se calmara en tus brazos.
Vale la pena esperar por tu amor porque un día llegará.
e encontraré y me amarás así.
Y escucharé del silencio la voz del corazón,
Y la tormenta se calmara en tus brazos.
Vale la pena esperar por tu amor el mañana.
Te abrazaré en el silencio,
Toda la vida esperé por tu amor.
Si ese día llega, se que vendrás a mí.

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ARRIVERA’ QUEL GIORNO
Le foglie secche cadranno e quando arriverà Aprile
toccherai la mia anima, mi avvicinerai, verrai per me.
Dopo tanta solitudine, tornerò ad esistere,
ritroverò la mia pace in te.
Quando la città si addormenta, ed il sole si scolora
ti cercherò ancora, per realizzare questa illusione.
Ti rincontrerò e tu mi amerai ancora …
ed in silenzio ascolterò la voce del cuore …
ed il mio tormento si calmerà tra le tue braccia.
Vale la pena attendere che un giorno il tuo amore ritorni !
E ti ritroverò e mi amerai ancora …
ed in silenzio ascolterò la voce del cuore …
ed il mio tormento si calmerà tra le tue braccia.
Vale la pena aspettare domani per il tuo amore.
Ti stringerò in silenzio !
Tutta la vita aspetterò per il tuo amore
E quel giorno arriverà se tu tornerai da me “.

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Mia dolce Luna, il tuo Lupo Solitario ora si tace e ti da appuntamento a quando risplenderai “Piena” nel cielo, per ascoltare insieme queste meravigliose “melodie”, in attesa del nostro “ricongiungimento” nel “Mondo Iperuranio, dove mi stai aspettando.

!!! ARRIVERÀ QUEL GIORNO !!!

LA VITA SCORRE ANCORA

LA VITA SCORRE ANCORA

LA VITA SCORRE ANCORA

COMMENTO: dell’Autore
Questo Autore riprende una sua vecchia lirica, “SCORRE LA VITA” (copia in calce a questa pagina), scritta in piena “crisi” di disperazione a pochi mesi dalla perdita del “BENE” più importante della sua vita: ISABELLA.
Da allora sono trascorsi quattro anni, in un’altalena di sentimenti contrastanti, che lo hanno portato a sfiorare sempre più da vicino la “depressione”.
Solamente il continuo dialogo con Isabella, attraverso le liriche a Lei dedicate,  gli hanno permesso di iniziare un percorso che “ man mano” stanno allontanando da lui i “fantasmi” dei “4 Cavalieri”, portandolo a comprendere  che la “rassegnazione” è l’unica “via” che lo può salvare dall’angoscia che lo attanaglia, la “via” che Isabella continua ad indicargli dal suo “Mondo Ultraterreno”, da dove continua ancora a vegliare su di lui con il Suo “Amore senza tempo”.
il mio Angelo

il mio Angelo

A questo punto è maturata nell’Autore l’idea di dare un seguito a quella “vecchia lirica”: idea che si è concretizzata con l’attuale “LA VITA SCORRE ANCORA”, dove riconosce che un dolore “personale” rimane “sterile”, finché è fine a sé stesso, se non si “sublima” in un concetto più ampio, quello dell”Amore Universale”.
Così il “grido di dolore” disperato, che lancia a chiusura della “vecchia lirica”,

Questa è la vita eterna, sol questo è il paradiso …
la memoria che rimane di chi in vita ti ha sorriso.
si trasforma nel finale della “nuova lirica” in un “grido di speranza”
Nostro Nume Tutelare sia “Amore Universale”,
unica Forza al Mondo che può vincere il Male.

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LA VITA SCORRE ANCORA

poesia esistenziale

Scorre, scorre la vita mia!
scorre in un gran deserto,
… solitudine e sofferenza
si riuniscono in concerto
Quello che mi circonda
non mi dà soddisfazione,
nel mondo vedo solo
dolore e frustrazione.
Il dolore che io provo,
il mio dolore personale,
forse è atto d’egoismo:
il dolore, quello che vale,
è quello del mondo intero …
è quello che fa più male.
Soffro nel veder soprusi,
la vita è un Carnevale:
siam tutti delle maschere,
primeggia la prepotenza
e i deboli sono travolti …
son ridotti all’impotenza.
L’innocente popolazione
è in mezzo alla tempesta,
ma gli dei della finanza
continuano a far Festa !
Scorrono le mie lacrime,
quasi me ne vergogno
e quando sono in pubblico
nascondo il mio bisogno;
bisogno di compiangere,
il bisogno di partecipare
al Dolore dei miei simili,
… non so che altro fare !
È l’ora della riscossa …
è l’ora della Ribellione,
sfidiamo i Poteri Forti …
… a Singolar Tenzone.
Nostro Nume Tutelare
sia Amore Universale,
unica Forza al Mondo
che può vincere il Male.

in Roma, venerdì 3 di ottobre del 2014 alle ore 02,45

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SCORRE LA VITA
poesia esistenziale
Fra spirali di memoria la vita scorre lenta:
memoria di felicità passata, di sorrisi e di sguardi,
di carezze e di passione, d’intesa, di complicità … d’amore.
! Che dolce compagnia !
Compagnia dell’anima, compagnia dell’intelletto.
Di tutto ciò che fu, sol polvere rimane:
polvere di ricordi … solitudine … dolore.
! Scorre la vita !
Scorre qual sabbia fra le dita di un bambino
che felice giocava innocente sulla spiaggia:
ed il sol gliela asciugò col suo calore,
ed insieme così infranse sogni e fantasie.
Tutto svanì nel nulla … castello, dame e cavalieri.
Restò sol sabbia informe, che il vento disperse nel mare.
Così,  come il bambino, sono rimasto anch’io,
… attonito … abbattuto …
con tutti i sogni infranti, dissolti in un momento.
! E rimangono soltanto cose !
Mi guardo attorno, e vedo solo cose ,
memorie di un passato ormai sfiorito;
cose che appaiono in forma di ricordi,
che come sabbia si dileguano nel gran mare del tempo.
Son oggi memorie ancora vive, brillano di luce propria,
pur se tempo e senescenza presto le disperderanno.
Temo quei tristi giorni … quando la rimembranza
s’offuscherà sfumando e abbandonerà la mente,
e seguirà la sorte della sabbia emersa dal mare,
che  dapprima  servì a far nascere castelli,
poi invece violerà la sua natura
per tramutarsi in sabbia del deserto,
dove svaniscono sogni e fantasie,
dove primeggia e domina il Ghibli,
che tutto spazza, livella e rende uguale.
Prima che mia vita giunga a questa dimensione,
meglio è fuggir per l’aere, lasciare questa terra,
sì ch’io rimanga vivo soltanto nel ricordo
di chi mi ebbe caro quando abitai il mondo.
Questa è la vita eterna, sol questo è il paradiso …
la memoria che rimane di chi in vita ti ha sorriso.
Nicolò in Roma  alle ore 02,45 del 9 agosto 2010

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