SCRITTI D’AMORE

a Isabella da Nicolò

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SCRITTI D'AMORE

SCRITTI D'AMORE

SCRITTI D’AMORE

a Isabella da Nicolò

Che rimane del mio Amore?
mi resta solo la scrittura …
tu sei viva nel mio cuore,
io avrò vita finché dura !
Il mio triste peregrinare
si trascina qui nel mondo,
non so dove devo andare,
cerco PACE nel profondo.
Nel profondo dell’Amore,
nel profondo dei ricordi,
trovo ancora quell’ardore
perché mai io ti scordi.
M’accompagna la poesia
che riempie le mie notti:
è la voce dell’alma mia
che mi sprona perché lotti.
Questa è la consolazione,
che permette andare avanti,
che aprirà quella prigione
del domani che ho innanzi.

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in San Vito lo Capo, lunedì 11 novembre 2013 alle ore 06,00
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COMMENTO DELL’AUTORE : L’autore arranca nel percorrere quest’ultimo tratto del suo cammino terrestre. Il suo passo si fa più incerto, la sua volontà vacilla ed anche la sua penna … è stanca. Ormai vive solo nell’attesa del … DOMANI, l’unico AMICO che gli restituirà … la PACE.

CIELI TERSI

a Isabella da Nicolò
CIELI TERSI - San Vto lo capo

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CIELI TERSI

a Isabella da Nicolò

Sono qui nel nostro nido
proprio quello di San Vito.
Il pensiero vola in alto,
il mio mondo è capovolto.
Fan quattr’anni che mancasti,
che orfanello mi lasciasti.
La presenza tua amorosa
“nunca màs” mi fu ascosa:
m’accompagni ogni giorno
e ti sento sempre attorno.
Mi dai forza per campare,
a me sembra “vegetare”,
vivo nella tua memoria,
il futuro non ha storia.
Mentre scrivo questi versi
sogno solo “CIELI TERSI”,
dove finalmente insieme
dell’Amor risorge il seme.
CIAO AMOR MIO … QUANTO TI AMO
VIENI A PRENDERMI ED ANDIAMO

in San Vito lo Capo,
alle ore 06,00 del lunedì 11 di novembre del 2013


ALLE ORE 06,00 DEL GIORNO 11 DI NOVEMBRE DEL 2009
IL TEMPO SI È FERMATO

LA MIA MARINELLA

a Isabella da Nicolò

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LA MIA MARINELLA pag.1

LA MIA MARINELLA pag.1

La canzone di Marinella pag.2

La canzone di Marinella pag.2

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LA MIA MARINELLA

a Isabella da Nicolò

? Marinella ? o ! Isabella !
La mia mente si confonde …
Forse è una sola STELLA!
Io ho vissuto l’avventura
d’amar senza aver paura!
Mio era il mondo , nulla mi spaventava,
con il domani in pugno cosa mi mancava?
Quarant’anni di felicità via son volati …
ma quattro anni di pena sono sconfinati!
Tu Marinella nel fiume scivolasti …
Tu Isabella all’alba ti spegnesti,
quale lume che l’olio ha consumato
per illuminare un cuore innamorato.
Le Parche hanno filato il nostro Amore
e poi decisero d’infrangere quel cuore.
Il tuo amante bussò cent’anni alla tua porta
ed io, per mille anni, mai ti crederò morta.
Tu ancora mi accompagni, sei al mio fianco
per consolare ogni giorno il cuor mio stanco.

in San Vito lo Capo, venerdì 8 novembre del 2013 alle ore 02,30

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COMMENTO DELL’AUTORE :
L’Autore, mentre sta consumando una solitaria cena, viene d’improvviso raggiunto dalle note della commovete canzone di Fabrizio de André, “La Canzone di Marinella”, eseguita in coppia da Fabrizio e da Mina.
E’ stato un momento struggente: la storia di Marinella e quella di Isabella si sono confuse nella sua mente, così è nato, prepotente, il desiderio di celebrarle ambedue.
Grazie Fabrizio … Grazie Isabella …

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LE PARCHE :
Cloto, Lachesi ed Atropo sono le divinità che presiedono al destino dell’uomo. La prima filava il filo della vita, la seconda dispensava i destini, assegnandone uno a ogni individuo e decidendone anche la durata, e la terza, l’inesorabile, tagliava il filo della vita al momento stabilito. Le loro decisioni erano immutabili, neppure gli dèi potevano cambiarle.

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LA CANZONE DI MARINELLA
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http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=U-5XKS9dwxE#t=18

eseguono Mina e Fabrizio de André
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Questa di Marinella è la storia vera
che scivolò nel fiume a primavera
ma il vento che la vide così bella
dal fiume la portò sopra una stella
Sola senza il ricordo di un dolore
vivevi senza il sogno di un amore
ma un Re senza corona e senza scorta
bussò tre volte un giorno alla tua porta
Bianco come la luna il suo cappello
come l’amore rosso il suo mantello
tu lo seguisti senza una regione
come un ragazzo segue l’aquilone
E c’era il sole e avevi gli occhi belli
lui ti baciò le labbra ed i capelli
c’era la luna e avevi gli occhi stanchi
lui pose le sue mani sui tuoi fianchi
Furono baci e furono sorrisi
poi furono soltanto i fiordalisi
che videro con gli occhi delle stelle
fremere al vento e ai baci la tua pelle
Dicono poi che mentre ritornarvi
nel fiume, chissà come, scivolavi
e lui che non ti volle creder morta
bussò cent’anni ancora alla tua porta
Questa è la tua canzone Marinella
che sei volata in cielo su una stella
e come tutte le più belle cose
vivesti solo un giorno come le rose
e come tutte le più belle cose
vivesti solo un giorno come le rose

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La vera storia di Marinella :
La storia, quella vera, della giovane Marinella la racconta Roberto Argenta in un libro.
Marinella era Maria Boccuzzi, un ragazza di origine calabrese emigrata a Milano, lasciò il lavoro da operaia per entrare nel mondo dello spettacolo come di ballerina di fila col nome di Mary Pirimpò.
Fu un sogno che durò poco, finì in un giro di prostituzione e fu uccisa nel gennaio del 1953. Il suo corpo venne gettato nel fiume Olona, a Milano e le indagini non portarono mai all’arresto del suo assassino.
Fabrizio, aveva solo 13 anni quando lesse la notizia e nel 1964 scrisse la celebre canzone.
Argenta è uno psicologo di Asti che decise di scoprire chi era Marinella, la donna morta nel fiume a cui De André aveva dedicato “La canzone di Marinella” che, come dichiarò lo stesso De André in un’intervista, doveva servire per “reinventare una vita e addolcirne la morte”.

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