! AMORE … DOLORE … AMORE !

poesia esistenziale
! AMORE ... DOLORE ... AMORE !

! AMORE ... DOLORE ... AMORE !

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! AMORE … DOLORE … AMORE !

poesia esistenziale

Che stanchezza vivere
sono stanco di soffrire
nulla c’è da attender
nulla c’è più da dire.
Non ho nulla da finire
non ho nulla da iniziare
non devo più aspettare
non resta che partire.
Pian piano scivolare
e nell’oblio annegare :
lo smettere d’amare
condanna a scomparire.
L’Amore fa soffrire
quando lo fan finire !
Se lo vorrai conservare
ti farà solo impazzire.
? Allora perché restare ?
! Allora è meglio andare !
È l’ora di sparire
Nulla c’è più da dire


in San Vito lo Capo nel 4° anniversario
Roma 11 novembre 2009 alle ore 06,00

la dolce morte

la dolce morte

COMMENTO DELL’AUTORE :
L’Autore, dopo una lunga notte insonne, cade in un dormi-veglia sofferto e, verso l’alba, rivive il tragico momento della dipartita della sua amata sposa Isabella.
Insofferente al ricordo, si leva dal letto e, messosi alla scrivania, scrive di getto questa disperata lirica dove dà sfogo a tutto il suo inconsolabile dolore, preda del di un profondo pessimismo che lo porta a considerare l’inutilità della sua solitaria esistenza, fino all’estremo auspicio di una “dolce morte” che lo ricongiunga al suo Amore, ovunque la sua Anima alberghi in attesa che la loro unione si ricomponga per l’Eternità.
in San Vito lo Capo
domenica 27 di ottobre 2013 alle ore 06,00

SULLE LIRICHE: “DONNA” e “LA BESTIA”

a tutte le donne
sulle liriche: "DONNA" e "LA BESTIA"

sulle liriche: "DONNA" e "LA BESTIA" - San Vito lo Capo, 19 ottobre 2013 alle ore o2,30

SULLE LIRICHE : “DONNA” e “LA BESTIA” (poesia esistenziale)

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COMMENTO DELL’AUTORE :


“LO STUPRO” di René Magritte (1934, olio su tela)

LO STUPRO

L0 Stupro

In questo quadro Magritte dipinge un volto di donna, costituito dagli elementi essenziali del suo corpo: gli occhi sono diventati seni, il naso è rappresentato dall’ombelico ed i genitali si sostituiscono alla bocca.
L’artista trasforma il volto della donna in oggetto del desiderio: un corpo usato e gettato via, privandolo così della sua individualità, dell’espressione e del sentimento, trasformandolo in un vero e proprio mostro di carne pronto per il proprio uso egoistico.
Questo Autore percepisce il pensiero sotteso nell’immagine shock di Magritte come la visione distorta che una certa categoria di uomini (?) ha della donna, che viene identificata solamente come oggetto di sfogo dei suoi più bassi istinti, al di sotto anche dell’istinto animale che ha come unico fine la “continuazione della specie”.

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A questa opera emblematica di Margritte se ne può associare una successiva:
“PERSPECTIVE” di René Magritte (1951, olio su tela),

Perspective

Perspective

il cui titolo viene letto da questo Commentatore nel suo significato di “aspettativa e/o presagio”, quasi l’artista avesse voluto inconsciamente dare un seguito ideale all’opera su descritta, per evidenziare quali possono essere le conseguenze a.
cui avrebbe portato quella mostruosa concezione del “mondo femminile” se non si fosse data un’adeguata diffusione, anche con le Arti visive, a tale problematica.

Questo Autore, commentando queste opere, fa seguito alle sue due precedenti liriche: “DONNA” e “LA BESTIA”, in cui ha trattato lo scabroso argomento e che, allora, non volle illustrare per delicatezza; il proliferare del fenomeno, però, lo ha convinto a pubblicare queste sue considerazione con l’obiettivo di sensibilizzare maggiormente, con questo suo modesto contributo, i lettori circa la gravità di simili accadimenti.

in San Vito lo Capo, il 19 di ottobre 2013, alle ore 02,30

? PERCHE’ ? (l’urlo)

PERCHE' (l'urlo)

PERCHE' (l'urlo)

LA TIGRE E LA NEVE

a Isabella da Nicolò
LA TIGRE E LA NEVE (pag.1)

LA TIGRE E LA NEVE (pag.1)

COMMENTO E RICERCHE (pag.2)

COMMENTO E RICERCHE (pag.2)

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LA TIGRE E LA NEVE

a Isabella da Nicolò

Da quattr’anni i film non avevo più guardato …
Da quattr’anni … da quando ci han separato …
Oggi ero stanco, triste ed anche sconsolato …
Mi manca il sonno e sono ancora innamorato.
Nel pomeriggio, stanco ed assonnato,
mi sono steso sul letto … ho riposato.
Il cugino Francesco mi ha telefonato
dalla Colombia, così mi ha svegliato:
quattro chiacchiere sul tempo passato
ed alla fine, ancora solo, sono restato
con la mente rivolta al tempo andato,
quando il mio mondo ancora era fatato.
Poi una frugale cena ho consumato,
guardando la tivu un po’ svogliato.
Il programma però avean cambiato
ed un film di Benigni han proiettato:
“La tigre sotto la neve” era titolato.
Bravo l’attore, ma non da me amato,
eppure un non so che mi ha bloccato
e una strana curiosità m’ha catturato.
Protagonista era un poeta allucinato,
di una donna sfuggente innamorato,
l‘ambiente … un IRAQ insanguinato.
Lei, ferita in un borgo bombardato,
ricoverata in un ospedale dissestato
d’assistenza e di medicine mutilato.
Lui, con la fantasia da innamorato,
trova il necessario per un malato
e veglia con amor l’essere amato;
quando poi ogni pericolo è passato
nel suo mondo reale s’è svegliato.
Incontra la moglie, era divorziato:
è il fantasma di cui è innamorato.
Frattanto le due figlie han liberato
due canarini che, in un cielo fatato,
sui due, già sposi, hanno atterrato.

La coppia si è riunita … l’Amore ha trionfato.

in San Vito lo Capo
martedì 8 di ottobre del 2013 alle ore 01,40
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COMMENTO DELL’AUTORE :
Questo Autore è di nuovo protagonista di un evento straordinario.
Sono quattro anni che non vede un film ed casual mente, in un momento di profondo abbattimento, viene catturato da una pellicola non programmata, messa in onda dalla televisione.
Il protagonista è un poeta che rincorre un amore impossibile verso una donna irreale che sfugge alle sue attenzioni e con cui vive un’avventura improbabile in un IRAQ devastato dalla guerra civile ed insanguinato dal terrorismo. Alla fine della vicenda il suo sentimento viene premiato: lui si sveglia nel mondo reale e scopre che il “fantasma”, di cui era innamorato e che aveva inseguito inutilmente nel suo sogno, altro non era la sua sposa da cui aveva divorziato e che non aveva mai cessato d’amare e desiderare.
Questo Autore ravvede in questa favola un ennesimo segnale che la sua Isabella, da cui un destino crudele l’ha separato, gli invia dall’ALDILA’ per confortarlo nei suoi momenti di maggior sofferenza, dimostrandogli che, seppure fisicamente assente, lei continua a stargli accanto, presente nel suo cuore e nella sua fantasia.
Questa volta Isabella ha utilizzato un’allegoria cinematografica, in cui i due protagonisti rivivono l’interruzione del loro Amore, la sua affannosa ricerca da parte del Poeta  ed il ricongiungimento finale dei due Amanti.
Questo Autore, nella sua fantasia poetica, immedesima la sua Sposa e sé stesso nei protagonisti di questa meravigliosa favola, confidando che verrà tempo in cui anche Isabella e Nicolò ricomporranno il loro Amore nel “MONDO DELLE IDEE” ….. nel “MONDO IPERURANIO”.
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LA TIGRE E LA NEVE
La storia si svolge nel 2003 a Roma dove Attilio De Giovanni, docente di letteratura italiana, è un appassionato di poesia (autore di una raccolta di liriche intitolata “La tigre e la neve) e cerca di comunicarlo sia ai suoi alunni che alle sue figlie; da anni però Attilio è divorziato e tutte le notti sogna di sposarsi con una bella critica letteraria di nome Vittoria, la stessa donna che ogni notte incontra nei suoi sogni.
Un giorno in una conferenza incontra un suo amico, il poeta iracheno Fuad, che vive da molti anni in Francia, dato che nel suo Paese vi è la guerra civile ma ora però ha deciso di non fuggire più e di ritornarci.
La critica Vittoria, di cui Attilio è innamorato, per il suo lavoro segue Fuad a Baghdad e lo stesso fa anche Attilio che aveva già provato a corteggiala invitandola a casa sua.
Poco dopo l’arrivo a Baghdad, una bomba ferisce Vittoria facendola cadere in un profondo coma e così Attilio la raggiunge subito in ospedale, dove dovrà fronteggiare la crudele realtà del luogo, molto diverso dall’Italia nei costumi e nelle attrezzature: disperato, si rivolge a Fuad che fa di tutto per aiutare l’amico, scortandolo da un vecchio droghiere e farmacista molto saggio che, pur non comprendendo nulla di ciò che dice Attilio, riconosce un amore sincero e confeziona un rimedio che avrebbe salvato Vittoria dalla morte, ma che non l’avrebbe portata alla guarigione completa. Attilio ringrazia l’uomo e si reca da Vittoria, mettendo la sua barella in un sottoscala che adorna come meglio può per far sentire la sua amata a casa.
Dopo un po’ di tempo i primi segnali di guarigione cominciano a manifestarsi, ma Attilio si scontra nuovamente con le difficoltà della guerra; infatti viene fermato dalle guardie doganali che vorrebbero ucciderlo, ma poi manifestando interesse per la sua poesia lo lasciano passare. Successivamente Attilio assiste impotente al suicidio di Fuad, morto per il troppo dolore causato dallo strazio del suo amato Paese; l’amico in precedenza aveva già manifestato le preoccupazioni che affliggevano il suo animo, ma Attilio non ci aveva fatto tanto caso perché pensava solo a Vittoria che, completamente guarita, ritorna in Italia. Infine Attilio viene coinvolto in un attacco terroristico ed arrestato assieme ad altri, ma si salva fortunosamente solo grazie ad una giovane guardia americana che lo riconosce come “il poeta”.
Anche Attilio ora può finalmente tornare a Roma per riabbracciare le figlie, ma il suo pensiero è solo per Vittoria che un giorno aveva detto che lo avrebbe sposato solo se avesse visto una tigre passare in una strada innevata. Sembra impossibile che tale evento si potesse realizzare, ma proprio il giorno in cui Attilio torna in Italia una tigre fugge dallo zoo di Roma mentre il polline bianco che cade dai gelsomini completa la scena, dando l’impressione che stia nevicando davvero. Alla fine un particolare rivela a Vittoria che, durante una sua reale malattia, Attilio l’aveva accudita a sua insaputa.
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Regia: Roberto Benigni
Attori: Roberto Benigni, Nicoletta Braschi, Jean Reno, Tom Waits
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Trailer del film:
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=qXkNl7DoDSE
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Maggiori informazioni:
http://cinevisioni-e-letture.blogspot.it/2012/02/la-tigre-e-la-neve.html

IL SENSO DELLA VITA-L’AMORE

a Isabella da Nicolò

IL SENSO DELLA VITA (pag.1)

IL SENSO DELLA VITA (pag.1)

COMMENTO DELL'AUTORE (pag.2)

COMMENTO DELL'AUTORE (pag.2)

Ricerche su AGAPE

Ricerche su AGAPE (pag.3)

CANZONE (pag.4)

CANZONE (pag.4)

IL SENSO DELLA VITA
L’AMORE

a Isabella da Nicolò

Faccio fatica a vivere, la Rabbia non ha fine!
proseguo per inerzia, non vedo il mio confine.
Solo l’Amor mi aiuta … l’Amore di Isabella,
faro della mia vita … Cometa mia … mia Stella.
Giorno per giorno io rivivo tutta la vita nostra,
risalgo quel cammino che la memoria mostra:
nel rivivere il passato dialogo col mio Amore,
compilo le mie rime per chi vive nel mio cuore.
M’insegnò ad amare con l’Amore che m’ha dato
ed io oggi glielo rendo riversandolo nel Creato.
Ho scoperto che l’Amore dev’essere Universale:
così trionfa il Bene … e così si scaccia il Male.
Grazie Amore Grazie, tu m’accompagni ancora,
dai senso alla mia vita, scacci ciò che addolora.
L’amore per il prossimo, l’amor per la natura …
l’Amore Universale, solo questo è ciò che dura.

in San Vito lo Capo sabato 12 ottobre 2013 alla ore 20,00

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COMMENTO DELL’AUTORE :
L’Autore s’interroga ancora sul “Senso della Vita” e trascorre questo ultimo scorcio della sua esistenza immerso nei ricordi, rattristato dal peso del “silenzio” che ora domina i suoi giorni.
Solamente la notte una “pace sofferta” fa compagnia alla sua memoria che nelle tenebre prende corpo attraverso la presenza spirituale della sua amata sposa Isabella che aleggia “impalpabile” in quello che fu il loro “nido”, riuscendo così a trasformare la “sofferenza” in “melanconia”.
Questo stato, quasi di “trance”, lo spinge ad esprimere i suoi pensieri in versi, quasi la scrittura fosse l’unico ponte fra il suo Mondo e quello dove oggi Isabella, ormai affrancata dalle miserie umane, vive nella “verità” in “comunione” con l”Amore Universale” a cui questo povero orfano aspira per continuare con lei il “percorso amoroso” che insieme hanno iniziato sulla terra.
L’Autore, scavando nelle sue reminiscenze scolastiche, ha pescato nei suoi ricordi l”allegoria dantesca” della “circulata melodia”, ossia l”Armonia delle Sfere” che il sommo Poeta interpreta come simbolo dell”Amore Universale”.
Personalmente questo Autore considera l”Amore Universale” come la capacità che ciascun essere umano, nella sua individualità, come la principale legge che regola il “Creato”, componente irrinunciabile a quella “Universalità” che esalta la partecipazione di tutto il “Cosmo” al disegno del “Creatore” che non ha inteso privilegiare alcuna componente a scapito delle altre, ma bensì a raggiungere un equilibrio fra tutte le forze presenti nella sua “Creazione”.
Ulteriori ricerche hanno portato l’Autore a rinvenire nella Rete una dissertazione sull”Amore Universale” secondo l’interpretazione della cultura “Giudaica”, della “Scolastica” cristiana, in parallelo con il concetto di ”AGAPE” nelle teorie filosofiche greche.
Dal confronto nasce quest’articolo che mi piace riportare a corredo del mio lavoro.

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AGAPE
Parliamo di Amore

Innanzitutto la parola con cui nella nostra moderna società traduciamo un sentimento proviene da antichi termini che dal greco sono stati tradotti in latino e poi di seguito nell’evoluzione del linguaggio dei nostri giorni.
Per la società Greca il sentimento chiamato “AMORE” non era affatto UNO ma si divideva in TRE tipologie di sentimento che sono:
1) FILIA – Amore familiare tra consanguinei e di amicizia
2) EROS – Amore tra sessi diversi e basato sul desiderio sessuale
3) AGAPE – Amore basato sul principio dell’amore universale, aldilà di ogni altro aspetto umano, materiale, possessivo, egoistico
Tralasciando i primi due aspetti che tutti bene o male conoscono, approfondiamo l’Amore AGAPE che in pochi concepiscono davvero ma che ricercano in continuazione senza trovarlo.
Se non abbiamo mai conosciuto in noi l’Amore AGAPE, è impossibile avere motivazioni perfettamente pure ed altruistiche; tutto quello che faremo senza AGAPE sarà inutile, solo una soddisfazione del nostro EGO personale; saremo endemicamente malati di insofferenza, incostanza, insoddisfazione, con un costante sottofondo di intima tristezza, perché vivremo nella falsità dell’Amore di facciata di cui tanto il mondo si riempie la bocca.
Senza l’Amore AGAPE si arriva al fallimento come individui e come collettività; quando è presente in noi o in altri ce ne accorgiamo, perché ci muove ad avere passione per ciò che è buono e giusto, e a non essere tiepidi e indifferenti.
Dobbiamo coltivarlo e prendercene cura, essendo qualcosa di molto prezioso, solo così potremo avere vera
“PACE INTERIORE”
Quelli che hanno compreso e vivono l’Amore basato sul principio risalgono alla Fonte (appunto: al Principio di questo Amore), ma nello stesso tempo chi può onestamente asserire di non aver bisogno di crescere in quell’Amore Perfetto?
Coloro che hanno il seme sanno bene che devono coltivarlo per farlo germogliare e crescere ogni giorno attraverso le prove della vita.
La Fonte ed il Principio di questo “AMORE UNIVERSALE” ci chiama a superare l’imperfetto ed egoistico Amore Umano, il quale tende sempre a bilanciare il conto:
“Voglio bene a TE, se TU soddisfi il mio EGO …”
L’Amore AGAPE non è condizionato come l’amore FILIA, che dà solo se riceve, e che riceve solo se ha dato (come nella contabilità di bilancio).
L’Amore AGAPE è una forza capace di sconfiggere ogni forma di male o negatività interna o esterna all’uomo, ogni sentimento negativo, perfino il rancore, l’odio e il desiderio di vendetta verso il nemico..!!
Abbiamo bisogno di provare l’Amore AGAPE, questa miracolosa medicina …, perché tutti noi siamo stati feriti almeno una volta nella vita.
• Abbiamo dei crucci e delle amarezze?
• Abbiamo delle paure?
• Abbiamo dei rancori?
• Abbiamo subito delle ingiustizie?
• Una rabbia soffocata dentro?
ABBIAMO BISOGNO DI VERO AMORE-AGAPE..!!
Quando una persona ha in sé questo tipo di Amore, lo avverte, perché gli assoggetta ogni suo pensiero ed ogni sua azione.
Tutti noi combattiamo battaglie quotidiane, non è vero? Quasi ogni attimo delle nostre giornate è una battaglia sulle scelte da fare, sulle decisioni da prendere, su come governare i nostri istinti e le nostre passioni. Succede sempre.. quante volte vorreste dire o fare cose che non potete fare e dire in base a luoghi e persone intorno a voi..?
Questa è una battaglia per dominare le nostre reazioni istintuali e negative.
Senza Amore AGAPE sfoghiamo i nostri istinti noncuranti delle conseguenze che queste possano provocare non solo a noi stessi ma soprattutto agli altri.
Senza Amore AGAPE siamo prigionieri della matrice maligna che ci circonda, dei nostri sentimenti negativi, del nostro egoismo, dominati dagli influssi negativi e distruttivi del male che ci circonda.
Il Male può essere sconfitto solo con l’Amore Universale, come spiegato in una parabola del Messiah:
“..Amate i vostri nemici e fate del bene a coloro che vi fanno del male.. affinché siate figli del Padre vostro.. poiché egli fa sorgere il sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sui giusti come sugli ingiusti alla stessa maniera..” (Matteo 5:44-45)
La cosa più difficile è amare il proprio nemico: ci vuole il vero Amore AGAPE per farlo..!
L’Amore EROS è molto facile, naturale, fisicamente appagante.
L’Amore FILIA è un conto bilanciato dalla legge carnale del “dare-avere”.
L’Amore UNIVERSALE dona anche senza ricevere nulla in cambio, senza condizioni: SEMPRE!
Altre indicazioni spirituali su questa potente forza.. ci sono state lasciate dal figlio dell’uomo:
Yahushua il Messiah:
“..Se infatti amate solo quelli che vi amano, che bene fate? Non fanno così tutti quanti? E se siete ospitali solo con coloro che amate, che fate di speciale? Voi dunque siate perfetti nell’Amore (AGAPE) come è perfetto il Padre vostro che è nei cieli..”, e ancora: “..se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli da bere.. non essere vinto dal Male, ma vinci il male con il BENE…”.
L’Amore AGAPE vuole il bene anche per i nemici, indicando loro la via del cambiamento e della riconciliazione.. con l’esempio pratico.
FACCIAMO NOI TUTTO QUESTO?
Pensiamo alle cose buone che si possono fare per coloro verso i quali abbiamo nutrito dei risentimenti.. o li abbiamo cancellati dalla nostra vita? Qualcuno ci insulta o ci schernisce?
Non rispondiamo all’offesa con un’altra offesa..!!
Qualcuno che ci ha ferito mostra di essersi pentito? Accogliamolo di cuore non ricordando il loro errore..!!
Per riuscire a fare questo dobbiamo imparare ad AMARE davvero.. con il Principio del dare.
Soltanto l’AGAPE può guarirci dal risentimento, dalla rabbia, dalla paura..!!
Un Amore Vero che si ferma solo sulle proprie labbra o nella propria casa non è affatto vero
AMORE UNIVERSALE..!!
“Chi non ama non ha conosciuto Eloah, perché Eloah è Agàpe.” (1Giovanni 4:8)

AMORE AGAPE: amore incondizionato senza distinzioni!!

La nostra società e quasi tutte le persone che la compongono fa un gran parlare di “amore”, ma non sa cos’é il VERO AMORE..!! Essa inganna ed è ingannata dal CREDERE (che è una forma di fede, ndr) di portare pace e sicurezza nel nome di un, amore esclusivamente umano, carnale, materiale.. , mediante una “fede” senza opere concrete (tralasciamo i finti aiuti umanitari e le fondazioni pseudo-benefiche perché è un discorso lungo e tristemente doloroso), senza la necessità di vivere in armonia con l’Amore della Fonte Universale.
Infatti ognuno ha una propria concezione dell’amore, eccetto quella reale, unica e vera.. AGAPE..!!
Come esseri umani siamo tutti diversi gli uni dagli altri.. è vero, ma questo non significa che non esiste un
AMORE ASSOLUTO
Non esiste un solo essere umano sulla faccia della terra che non sia assetato d’AMORE (anche se alcuni lo negano pubblicamente). Siamo TUTTI come delle spugne pronte ad assorbire AMORE..!!
Per restituire amore agli altri abbiamo perciò bisogno di essere “spremuti”.
Cominciamo a “spremerci”.. cominciamo umilmente a modificare il nostro modo di essere e.. cominciamo a dubitare delle spiegazioni che abbiamo ..
.cominciamo a cercare dalla Fonte Suprema degli Universi
la spiegazione a ciò che non sappiamo ancora .. , cominciamo a riconoscere che siamo “creature” e non conosciamo ancora nulla del cosmo intorno a noi e della Mente che lo ha Creato.
L’Amore AGÀPE è anche la forza e la potenza che muove il Multiverso, creato dall’Unico Vero Eloah Onnipotente..
YAHUVEH
il cui nome è anche nel Figlio YAHUSHUA, ovvero
“Yah è Salvezza”.
“Colui che mostrerà d’essere ciò che mostrerà d’essere”
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BRANO MUSICALE : “All you need is love” dei Beatles
Titolo Tradotto: Tutto ciò che ti serve è Amore
http://vimeo.com/41672620
(guarda il video – registrazione del 25 giugno1967)
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TESTO

Amore, Amore, Amore.
Amore, Amore, Amore.
Amore, Amore, Amore.
Niente puoi fare, che non possa essere fatto.
Niente puoi cantare, che non possa essere cantato.
Niente puoi dire, ma puoi partecipare al gioco.
E’ facile.
Niente puoi fare, che non possa essere fatto.
Nessuno si può salvare, che non possa essere salvato.
Niente puoi fare, ma puoi imparare a farlo in tempo.
E’ facile.
coro
Tutto ciò che serve è l’Amore.
Tutto ciò che serve è l’Amore.
Tutto ciò che serve è l’Amore.
L’Amore è tutto ciò che serve.
coro
Niente puoi sapere che non sia noto.
Niente puoi vedere che non sia mostrato.
In nessuna parte puoi essere
se non dove sei destinato ad essere.
E’ facile.
coro
Tutto ciò che serve è Amore.
Tutto ciò che serve è Amore.
Tutto ciò che serve Amore.
L’ Amore è tutto ciò che serve.
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“All You Need Is Love” è una canzone scritta da John Lennon ed attribuita a Lennon/McCartney.
La prima esecuzione dei Beatles avvenne in diretta televisiva mondiale via satellite il 25 giugno del 1967.
Il programma fu trasmesso dalla BBC e fu visto da 400 milioni di persone in 26 paesi
Il brano figura fra le 500 più grandi canzoni di tutti i tempi.

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