IL MIO EREMO

a Isabella da Nicolò

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IL MIO EREMO

a Isabella da Nicolò

Son qui, nel nostro nido,
lo rimiro e giro a vuoto,
un dì fu un luogo felice
oggi è un eremo remoto.
Il mio cuore s’è svuotato,
la mia Luna è tramontata
ed il Lupo nella gabbia
cerca invano la sua Fata.
Ed il Lupo senza branco
si è cambiato in eremita
e si aggira per il bosco
sotto il peso della vita.
Ora vive nel passato,
quando il suo canto alla Luna
risuonava nella notte,
quando Amore era fortuna.
Oggi invece è sofferenza,
oggi è solo una privazione,
ciò che resta è la speranza
che si riformerà l’unione
e quel giorno benedetto
impaziente io l’attendo
ed insieme alla mia Luna
noi riformeremo il branco.

in Roma, lunedì 19 di agosto del 2013 alle ore 17,00

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COMMENTO DELL’AUTORE
L’Autore riprende un argomento che ha trattato in una sua lirica nel lontano 1960 quando, ancora studente, la sua sensibilità era scossa dalle difficoltà del vivere, portandolo a considerare l“EREMO” quale unico “rifugio di PACE”.
Oggi l’Autore, dopo la dipartita del suo Amore, è rimasto “prigioniero” del suo Eremo e pertanto riprende la sua speculazione.
Per maggiore intelligenza dei visitatori l’Autore ripropone la lirica del giovane ventenne.
A corredo delle sue liriche l’Autore ha trovato una quasi sconosciuta canzone di Angelo Branduardi,“La ragazza e l’eremita”, scomoda, irritante e scabrosa, che ben rappresenta la difficoltà dei rapporti fra due mondi così distanti fra loro.
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L’EREMO (*)

O dolce Eremo !
Oasi di pace in un deserto di guerre eterne !
Oh ! fossero guerre fra spiriti in contrasto;
guerre di idee, fra nobil contendenti.
No !
Sono guerre dovute a cose amorfe,
a cose … a cose … a cose … !
Guerra !
Non è sol guerra
quella che vede popoli in armi ,
popoli che si fronteggiano …
si uccidono …
e poi fanno la pace.
Guerra è vita,
dal primo pianto all’ultimo respiro.
La vita,
che costringe ad ingoiare amaro,
che contamina con la sue miserie
l’anima eletta che pur non si rassegna.
Allor che resta ?
Dopo la lotta,
dopo la sconfitta,
non c’è che l’Eremo.
Unico rifugio che allevia le ferite
che nella dura lotta si sono riportate.
E gli ultimi giorni di questa dura vita
vedremo scorrere …
in pace con noi stessi.

(*) Componimento del marzo 1960

Questa poesia trasse ispirazione nel periodo degli scontri armati svoltisi nel continente africano dopo il tramonto del colonialismo europeo.
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LA RAGAZZA E L’EREMITA – (Angelo Branduardi)
http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=6As9W7243gs
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LA RAGAZZA E L’EREMITA
(Angelo Branduardi)
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La ragazza è molto bella e cammina ad occhi bassi,
l’eremita canta il gloria per le pietre e per i sassi,
la ragazza ha un coltello, e di lacrime lo bagna,
l’eremita parla ai lupi chiusi dentro la montagna.
La ragazza ha i piedi nudi e l’ortica li ha tagliati,
l’eremita sul rosario conta i giorni ritrovati,
la ragazza è sulla riva e si pettina i capelli,
l’eremita beve l’acqua del dolore nei ruscelli.
La ragazza si addormenta per sognare il primo amore,
l’antico amore.
E l’eremita prende un sasso e si batte forte il cuore,
rintocca il cuore, ma il cielo resta muto.
La ragazza è tutta bianca sotto il cielo che si abbruna,
l’eremita sul suo corpo coglie il fiore della luna.
La ragazza grida un nome, e si sveglia all’improvviso,
lo guarda in viso.
E l’eremita non risponde lentamente china il capo
nasconde il viso ed il cielo si fa scuro
La ragazza apre il coltello e l’affonda dentro il petto,
l’eremita coglie spighe e le scioglie sul suo letto.
La ragazza vola in cielo sulla nuvola più chiara
l’eremita accende un fuoco e la fiamma la rischiara
ma la pioggia spegne il fuoco nella notte fredda e nera,
l’eremita sotto il cielo grida forte una preghiera.
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La ragazza e l’eremita
Guarda caso le parole di questa canzone sono di Paola Pallottino… Chi è? Ha scritto per Ron il testo de “Il gigante e la bambina”. Stessa tematica: la difficoltà dei rapporti , una brutta storia di “amore molesto”.
Ammettiamolo, il testo di questa canzone è alquanto atipico nel panorama della canzone branduardiana. Eppure non ci sono cenni diretti della violenza perpetrata nei confronti della fanciulla, il linguaggio è poetico e non crudo, ma il senso di angoscia che trasmette rimane pressoché intatto ed è come un macigno dal quale sembra difficile liberarsi.
“La ragazza è molto bella e cammina ad occhi bassi, l’eremita canta il Gloria per le pietre e per i sassi …”
Due personalità che si contrappongono come il bianco e il nero, l’acqua e la roccia, il bene e il male. La drammaticità nei versi diventa violenza, slavina di parole e immagini che si ingrandisce e che si incattivisce man mano che rotola a valle, diventando valanga di angoscia e di morte.
No, questa non è una favola, non c’è poesia che possa alleviare l’angoscia di chi diviene vittima di un carnefice, dell’uomo che diventa bestia che nemmeno più una preghiera può assolvere.
“La ragazza è tutta bianca sotto il cielo che s’abbruna, l’eremita sul suo corpo coglie il fiore della luna …”
E’ la notte più buia, più nera, quella fredda, cattiva.
E’ la notte in cui hanno ucciso la luna.

UN ALTRO ANNIVERSARIO

a Isabella da Nicolò

UN ALTRO ANNIVERSARIO (pag.1)

Un altro Anniversario pag.1

UN ALTRO ANNIVERSARIO (pag.2)
Un altro Anniversario pag.2
UN ALTRO ANNIVERSARIO (pag.3)

Un altro Anniversario pag. 3

UN ALTRO ANNIVERSARIO

a Isabella da Nicolò

Ciao Isabella … Ciao Amor mio …
Scruto il cielo … ma dov’è Dio ?
Io mi sento solo al mondo …
sofferenza non ha fondo !
Il mio cuore esacerbato
vive solo nel passato
che mi scorre nella mente
e rifugge dal presente.
La tristezza m’attanaglia,
la mia forza ora è paglia:
quando c’è una ricorrenza
cerco ognor la tua presenza.
E’ domani il giorno fatato,
il dì in cui t’ho incontrato !
In quel 15 di agosto
dal destino fu disposto
un felice appuntamento …
un Amore senza tempo !
Ed ancor lo stesso giorno
all’Amor fece contorno
consacrando quell’Unione
che fu nostra religione.
So che ognor mi sei vicina …
mi sorreggi nei miei sogni …
tu sei ancor la mia Regina
e provvedi ai miei bisogni.
Per colmare la tua assenza
mi racchiudo in me stesso
dove trovo la tua presenza,
dove Amore vince il sesso.
E continuo andando avanti
aggrappato al tuo ricordo,
alle memorie rassicuranti
miste ad un dolore sordo.
Ora basta con i lamenti …
domani debbo celebrare
la vittoria dei Sentimenti
che nessun ci potrà rubare.
Sei il mio Amore ed io il tuo
e nessuno potrà mai separare
chi uniti furono da un Dio …
dal Dio possente dell’Amore.

in Roma, il 15 di agosto del 2013 alle ore 00,00

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AMORE SENZA TEMPO
(un passo dal romanzo”Molte vite un solo Amore” di Brian Weiss)
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L’incontro delle anime gemelle è dettato dal destino.
Che le incontreremo è certo …
A ciascuno di noi è riservata una persona speciale.
A volte ce ne vengono riservate due, tre o anche quattro e possono appartenere a generazioni diverse.
Per ricongiungersi con noi viaggiano attraverso gli oceani del tempo e gli spazi siderali. Vengono dall’altrove del cielo.
Possono assumere diverse sembianze, ma il nostro cuore le riconosce.
Il nostro cuore le ha già accolte come parte di sé in altri luoghi e tempi (…..) tra noi c’è un legame che attraversa i tempi dei tempi: non saremo mai soli.
L’intelletto può intromettersi e dire “io non so chi tu sia” … ma il cuore sa.
L’anima gemella ti prende la mano per la prima volta e la memoria di questo tocco trascende il tempo e fa sussultare ogni atomo del nostro essere. Ti guarda negli occhi e vediamo che l’anima gemella che ti ha accompagnato attraverso i secoli (…..) può anche non riconoscerti, anche se finalmente l’hai incontrata di nuovo, anche se in effetti la conosci.
Ma tu puoi sentire il legame che esiste fra di voi, puoi vedere la carica potenziale, il futuro.
L’anima gemella forse no.
Le sue paure, il suo bagaglio intellettuale, i suoi problemi le creano come un velo sul cuore e non lascia che l’aiutiamo a dissipare quel velo.
Tu ti affliggi e ti struggi, lei se ne va. Il destino può essere così delicato.
Quando invece due persone si riconoscono reciprocamente, non c’è vulcano che erompa con maggiore passione. L’energia liberata è enorme.
Il riconoscimento dell’anima gemella può essere immediato.
Si avverte un’improvvisa sensazione di familiarità, di conoscere già questa persona appena incontrata ben oltre i limiti cui arriva la mente consapevole (…..)
Il riconoscimento dell’anima può essere un processo sottile e lento (…..) .
A farti capire che ti trovi di fronte alla tua anima gemella può essere uno sguardo, un sogno, un ricordo, un sentimento.
E tale risveglio può avvenire anche attraverso un tocco delle sue mani o il bacio delle sue labbra … e la tua anima balza di nuovo alla vita (…..)
trascrizione di “NICKY”

Brian Weiss:
Brian Weiss è un neurologo, psichiatra e scrittore statunitense. I suoi interessi riguardano la reincarnazione, la regressione a vite passate, la progressione a vite future e sopravvivenza dell’anima dopo la morte.  È autore di otto libri riguardanti la reincarnazione.
È il Presidente Emerito del Consiglio di Amministrazione del dipartimento di psichiatria al Mount Sinai Medical Center di Miami (U.S.A.).
Dal 2011, tiene ogni anno in Italia un seminario di regressione alle vite passate.
Data di nascita : 6 novembre 1944 (età 68), New York (U.S.A.)
Studi: Università di Yale, Columbia University, Yale School of Medicine.
da Wikipedia
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NOTA ALLA DIDASCALIA :
Mentre trascrivevo sul sito questo brano ho avvertito quasi la presenza fisica dell’amata Isabella, quasi mi stesse assistendo, ispirando il mio sofferto lavoro. Ho avuto la sensazione che approvasse la via intrapresa e che volesse comunicarmi che il futuro ci riserverà di nuovo una vita in comune in un’altra dimensione: chissà quando … chissà dove …

COMMENTO DELL’AUTORE :
L’Autore, nel quarto anniversario della dipartita della sua amata sposa, si rende conto che ancora non riesce a superare la sua assenza. Per quanto l’Amore che le porta e la ragione che lo consiglia riescono ad attenuare le sue pene, la sofferenza ancora lo pervade ed il tempo, invece di lenire il suo dolore, acuisce il suo tormento. Lo salva la presenza spirituale della sua amata che, dal mondo ultraterreno, lo assiste amorevolmente in quest’ultimo tratto della sua esistenza, in attesa del trionfo dell’Amore che potrà avvenire solo nel Mondo Iperuranio.

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http://www.youtube.com/watch?v=g7EK7h1wOjs

PER TE (Josh Groban)

Sento nell’aria profumo di te
Piccoli sogni vissuti con me
Ora lo so
Non voglio perderti
Quella dolcezza così senza età
La tua bellezza rivali non ha
Il cuore mio vuole soltanto te
Per te, per te, vivrò
L’amore vincerà
Con te, con te avrò
Mille giorni di felicità
Mille notti di serenità
Farò quello che mi chiederai
Andrò sempre dovunque tu andrai
Darò tutto l’amore che ho per te
Dimmi che tu già il futuro lo sai
Dimmi che questo non finirà mai
Senza di te non voglio esistere
Per te, per te, vivrò
L’amore vincerà
Con te, con te, avrò
Mille giorni di felicità
Mille notti di serenità
Farò quello che mi chiederai
Andrò sempre dovunque tu andrai
Darò tutto l’amore che ho per te
Non devo dirtelo
Ormai già lo sai
Che morirei senza di te
Per te, per te, vivrò
L’amore vincerà
Con te, con te, farò
Tutto quello che mi chiederai
Andrò sempre dovunque tu andrai
Darò tutto l’amore che ho per te

LA BESTIA

Poesia esistenziale

E’ tornata la BESTIA con i suoi artigli,
uccide le madri e rende orfani i figli.
La Furia cieca è la sua sola padrona,
colma di un odio che non perdona;
è Rabbia feroce che non ha pietà,
è la Violenza di chi Amor non ha.
Illudon le Donne con falsi rimorsi
che usano solo per evitar soccorsi.
La preda, vittima della sua Umanità,
non avverte i segni della Bestialità
in chi l’attrasse con parole d’amore
per poi potersi cibare del suo cuore.
Il Maligno s’impadronì del maschio:
chi l’accompagna lo fa a suo rischio
ché se è d’uomo l’aspetto che mostra
in realtà è il guscio d’un anima frustra.
“Frusta habet qui non utitur” umanità(*)
e la piega follemente alla sua malvagità:
il mondo che lo circonda è la sola via
che poi soddisfa la sua brama di pazzia.
Che la Società ci difenda dalle Belve
degne di viver solamente nelle selve
ed anche lì son bestie fra gli animali
e sapranno diffondere solamente Mali.

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in Roma, mercoledì 14 di agosto del 2013 alle ore 04,15
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COMMENTO DELL’AUTORE:
L’Autore soffre per la perdita della sua amata sposa e non riesce a comprendere come un uomo possa usare violenza verso la donna che dice di amare; violenza che, sempre più spesso, sconfina nell’atto estremo di uccidere in nome di un assurdo preteso privilegio di vita e di morte, di cui si ritiene legittimo portatore.
In realtà la sua è solamente pura bestialità, che non trova riscontro neanche nel mondo animale, in quanto la Natura madre difende con la legge dell’Istinto le sue creature.
Non esistono immagini per illustrare queste brutali condotte; è sufficiente far ricorso alla “pietas” per dar corpo nella propria mente a tutto l’orrore che questi comportamenti provocano.
L’Autore ha cercato di approfondire questo problema che, nella nostra cosiddetta “Società Civile”, sta assumendo aspetti apocalittici; non a caso San Giovanni, nel suo “Libro dell’Apocalisse” ha rappresentato tutti i mali dell’Umanità con quattro lugubri figure “maschili”.
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RICERCHE:
(*)“Frustra habet qui non utitur”
Questa frase esprime il concetto secondo il quale è inutile possedere ma non utilizzare, perché equivale a non possedere affatto.
La psicoterapia adleriana è una psicoterapia psicodinamica basata sugli assunti teorici della Psicologia Individuale di Alfred Adlerl’uomo è una unità mente/corpo indivisibile, originale e coerente nelle sue manifestazioni; il suo comportamento, espressione di un progetto solo in parte cosciente, è teleologicamente orientato al perseguimento di una maggiore stabilità e sicurezza. Quando eventi esistenziali improvvisi, relazioni interpersonali negative, insuccessi personali o professionali, imprevisti, modificano l’immagine si sé ed il valore dei propri obiettivi, la persona diviene insicura e disorientata.
La metodologia adleriana, indipendentemente dall’eziopatogenesi di eventuali disturbimentali correlati, può supportare colui che,“con un’erronea opinione di sé e del mondo, cioè con mete erronee e con un erroneo stile di vita, ricorrerà a varie forme di comportamento anormale allo scopo di difendere la propria opinione quando si trova a fronteggiare situazioni per le quali non si sente preparato a causa delle sue idee, e quindi teme un insuccesso”.

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Alfred ADLER

Alfred ADLER

Alfred Adler è stato uno psichiatra, psicoanalista, psicologo e psicoterapeuta austriaco: fu, con Sigmund Freud e Carl Gustav Jung, fondatore della psicologia psicodinamica.
Data di nascita: 7 febbraio 1870, Rudolfsheim-Fünfhaus, Vienna, Austria
Data di morte: 28 maggio 1937, Aberdeen, Regno Unito
StudiUniversità di Vienna
Libri: “La” cooperazione tra i sessi: scritti sulle donne e sugli uomini, sull’amore, il matrimonio e la sessualità
da Wikipedia

(per maggiori informazioni sull’argomento cliccare le parti colorate del testo)

L’Autore ha rinvenuto una canzone dialettale siciliana che ben dimostra la condizione subalterna della donna: Si intitola “ALFIA”, segue il “link” del video con il testo originale tradotto (canta Antoni Basile)

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=ERIRSWHb3jg

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CANZUNI ADDINUCCHIATA
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L’armuzza di me matri mi lassàu
sgravata dô piccatu da me carni
mancu ‘u vattìu ci potti e m’arristàu
‘a curpa ca purtava supra ê spađđi
Ancunicchiàta sutta la currìa
‘a peđđi m’allisciàunu a tumbulati
Santa Maria s’havìa scurdatu ‘i mìa
sutta ê patèđđi cìciri caliati
Assammaràva c’aveva deci anni,
malu mistèri ha statu ‘a lavannàra
beđđi dinocchi ci lassàj ê petri
‘i manu s’annïàru ‘nta ciumàra
Finíu la guerra e s’accapàu l’amuri
ô friddu era e ‘u friddu sû purtàu
ju m’anciccàva ‘nterra pi prïàri
ma menzu ‘a nivi ‘a nivi sû curcàu…
Doppu vint’anni ancora a dinucchiùni
calàta p’arricògghiri ‘i frastuchi
calàva ‘u suli e ju non m’addizzava
‘u jarmu dô camperi mi vuleva
Carrabbinera trasi ‘a morti ‘n casa
Santa Maria s’arrïurdàu di mìa
cunortu fu me matri ciaurùsa
nun lassu nenti e nuđđu sdillanìa
Dintra ô tabútu ô scuru ‘un haju abbèntu
nun haju piacìri a stari stinnicchiata
è ‘a prima vota e cu mi l’hav’a diri
calàtimi nta fossa addinucchiàta,
è ‘a prima vota e cu mi l’hav’a diri
calàtimi nta fossa addinucchiàata,…
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CANZONE INGINOCCHIATA

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La buonanima di mia madre mi lasciò
sgravata dal peccato originale
non valse neanche il battesimo e mi restò
la colpa che portavo sulle spalle.
Ricurva sotto la cinta
mi lisciavano la pelle con gli schiaffi
la Madonna s’era scordata di me
sotto patelle e ceci abbrustoliti
Lavavo i panni che avevo dieci anni,
la lavandaia è stato un brutto mestiere
le belle ginocchia le lasciai sulle pietre
le belle mani se ne andarono nel fiume.
Finì la guerra e terminò l’amore
era freddo e il freddo se lo portò via
io mi prostravo a terra per pregare
ma nella neve con la neve lui giacque.
Dopo vent’anni ancora inginocchiata,
china per raccogliere i pistacchi
calava il sole e non mi raddrizzavo
ed il malvagio guardiano mi voleva…
Come un carabiniere entrò la morte in casa
la Madonna s’era ricordata di me
avvertii la presenza di mia madre
non lascio niente e nessuno si dispiace..
Dentro alla bara al buio non ho pace
non mi piace starmene distesa
è la prima volta, a chi lo devo dire?
Calatemi nella fossa inginocchiata,
è la prima volta, a chi lo deve dire?
Calatemi nella fossa inginocchiaaata …

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L’Autore ha rinvenuto anche una canzone poco nota di Mia Martini che ci parla delle donne vittime della violenza maschile. E’ questa una lirica molto sentita dalla cantante calabrese che sembra abbia vissuto questa triste esperienza in casa nel periodo dell’adolescenza.
Il testo è dell’autore napoletano Enzo Gragnaniello.
https://www.youtube.com/watch?v=cTMnHdxomx8

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DONNA
(Mia Martini)

Donne piccole come stelle
c’è qualcuno le vuole belle,
donna solo per qualche giorno
poi ti trattano come un porno.
Donne piccole e violentate,
molte quelle delle borgate
ma quegli uomini sono duri,
quelli godono come muli.
Donna come l’acqua di mare,
chi si bagna vuole anche il sole,
chi la vuole per una notte,
e chi invece la prende a botte.
Donna come un mazzo di fiori,
quando è sola ti fanno fuori,
donna, cosa succederà
quando a casa non tornerà?
Donna fatti saltare addosso,
in quella strada nessuno passa,
donna fatti legare al palo
e le tue mani ti fanno male.
Donna che non sente dolore
quando il freddo gli arriva al cuore,
quello ormai non ha più tempo
e se n’è andato soffiando il vento.
Donna come l’acqua di mare,
chi si bagna vuole anche il sole,
chi la vuole per una notte
c’è chi invece la prende a botte.
Donna come un mazzo di fiori,
quando è sola ti fanno fuori,
donna, cosa succederà
quando a casa non tornerà?
Donna come l’acqua di mare,
chi si bagna vuole anche il sole,
chi la vuole per una notte
c’è chi invece la prende a botte.
… Donna …
Donna come un mazzo di fiori,
quando è sola ti fanno fuori,
donna, cosa succederà
quando a casa non tornerà?

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