PASQUINO E’ ARITORNATO

poesia esistenziale

La “vergogna” … che bestiaccia !
Sempre due so’ le parti ‘n gioco:
uno, chi subisce ‘sta fregnaccia,
l’artro … è quello che je dà foco.
Oggi è sortita ‘na notizia
che condanna n’omo forte
co ‘n verdetto de “malizia”
ch’è poi peggio de la morte.
A me nun m’enteressa l’omo,
c’è un principio che disturba:
che quarcuno ch’è ‘no gnomo
der “DIRITTO” ce fa “TORBA”.
Ma er teorema dell’Accusa
nun c’ha vittime scoperte
e serve solo come scusa
pe’ ‘mbrojà le cose certe.
E ‘st’accusa è un monumento
che sta ‘n piedi pe’ scommessa,
ma je falla er fondamento …
basta sia … “teletrasmessa”.
Questo è solo er primo grado
de ‘n processo “politichese”;
nun importa si sarà sfatato
ar finì de le “larghe intese”.
Ar momento serve quarcuno
pe’ confonne chi nun è colto,
tanto all’urtimo mai nissuno
pagherà un “vero” stravolto.
Basta er popolo confonde’
e faje perde’ la direzione,
tanto poi “mezzo all’onde”,
salvo è chi agitò er bastone.
Sveja popolo! usa l’occhio tuo!
nun seguì chi te vo’ fa’ crede
che Gesù Cristo se morì de frio
e “no” pe difenne’ la sua Fede.
Chi profitta der potere suo
esercita solo “prepotenza”…
che je frega der Diritto tuo …
basta che se riempi la panza.
E’ gente priva de vergogna,
magna e beve a crepapelle,
resta invece ‘nde na fogna
sol chi ha l’animo  ”imbelle”.

in San Vito lo Capo, lunedì 24 di giugno del 2013 alle ore 23,30

COMMENTO DELL’AUTORE:
L’Autore, nell’apprendere la sentenza a carico di Silvio Berlusconi (leader” del Centro-Destra), in qualità di Colonnello dei Carabinieri e sulla scorta della sua preparazione giuridica, ha colto evidenti e gravi “discrasie” fra detta sentenza ed i principi della giurisprudenza vigente ed  il “Diritto Romano”, su cui si fonda la “filosofia del Diritto” di tutte le Società liberali che traggono origine dal nucleo originario della “Civiltà Europea”.
Poiché si tratta di una sentenza di 1° grado, che non ha tenuto in nessun conto tutte le testimonianze (ben 32, fra cui deputati, funzionari di polizia, giornalisti ed altri, parecchi attendibili per qualità professionali ed assenza di precedenti) a discarico dell’imputato, dichiarandole “false” e, pertanto, perseguibili a norma di Legge per reato di “falsa testimonianza”. (*)
Tutto lascia supporre che alla Corte, che ha pronunciato questa scandalosa sentenza, non interessa minimamente che la stessa venga confermata, modificata o annullata nei successivi gradi di giudizio ma, bensì, che essa produca al momento i frutti politici che l’hanno ispirata.
Reputo opportuno rammentare che, in base alla “Legislazione attuale” i giudici non rispondono delle “Sentenze” emesse nell’esercizio della loro attività istituzionale.
La reazione spontanea dell’Autore si ispira direttamente ai principi del ”Diritto Romano” e gli viene spontaneo utilizzare il dialetto romanesco per esprimere il suo sdegno, in linea anche con la tradizione romana che vide nel personaggio (fra lo “storico” e “leggendario”) di “PASQUINO” il fustigatore dei costumi della società in cui viveva.

GRAZIE PER L’ATTENZIONE
Nicolò Mazzaccara

(*)
mi piace ricordare che in base alla “Legislazione vigente”, ove durante un “processo” venga accertata una “falsa testimonianza” il processo si interrompe ed il testimone viene “processato per direttissima” e non che la “falsità” venga esplicitata solamente nella sentenza finale.

IL MIO COMPLEANNO (10 giugno 2013)

lettera ad Isabella

Caro Amore, nel giorno del mio 74° compleanno, complici le maglie di questa catena di parole che la mia penna va vergando, intinta nelle lacrime che mi solcano il viso, voglio ancora stringerti a questo mio cuore dolente. Mentre i ricordi di una vita scorrono nella mia mente, io mi accingo a trascrivere i miei pensieri quando, dalla televisione che mi tiene compagnia, mi giungono alcune note di una sinfonia nota: la “Marcia Trionfale dell’Aida”, trasmessa nel corso della commemorazione dei 100 anni dell’attività lirica dell’Arena di Verona.

HA COSÌ INIZIO IL MIO VIAGGIO NEL TEMPO

In questa stessa data di 60 anni fà ebbi la mia prima esperienza lavorativa: insieme a tanti altri studenti avevamo trovato l’occasione di un lavoro estivo, che ci avrebbe permesso di guadagnare qualche soldo per poter passare alcuni giorni al mare, nella spiaggia di Ostia, una sorta di Rimini popolare. Il lavoro consisteva nel fare la “comparsa” nelle opere liriche che si tenevano, durante la stagione estiva, nell’Arena delle Terme di Caracalla in Roma. Alle cinque del pomeriggio iniziammo la prima prova dell’Aida affrontando subito la scenografia più impegnativa: la “Marcia Trionfale”; io ero impegnato come porta-flabello(*) e, accompagnati dalle note immortali di Giuseppe Verdi, precedevo Radames nella celebrazione del suo Trionfo. Per l’occasione, avevo dato appuntamento a tutta la mia famiglia in una pizzeria vicino casa, in Piazza dei Re di Roma, per offrire loro una pizza con i primi soldi guadagnati. Arrivai con un leggero ritardo poco dopo le undici di notte ….. erano tutti in attesa: la mitica nonna “mamma Sofia”, la dolce “mammina” Clelia, il burbero e generoso “babbo” Renato, i “moschettieri” Carlo e Walter con cui completavo la famosa “triade” di Dumas ed il “fiore della casa”, la sorellina Maria Chiara, dono prezioso che nostro padre ci fece quando finalmente ritornò dalla guerra. E mentre con la mente scorrevo commosso queste immagini lontane, le mie orecchie erano cullate dalle note della “MarciaTrionfale” che la televisione continuava a diffondere.

È STATA GRANDE LA MIA EMOZIONE

I miei occhi umidi contemplavano quelle immagini incorporee mentre il mio cuore invocava la tua presenza ….. ma TU non facevi parte del quadro! Però avvertivo la tua Aurea che mi circondava e le tue dita affusolate che teneramente mi accarezzavano la nuca mentre scrivevo.

SI

Anche TU eri con noi, ma non hai voluto invadere quel quadro; con la tua sensibilità di artista hai completato questa Visione irreale, avvolgendoci tutti con una nuvola lieve che ha lenito il mio dolore, condividendolo con tutti i miei cari che, ancora una volta, hanno festeggiato il mio COMPLEANNO. Grazie Amore, grazie per questi tuoi messaggi che continui ad inviarmi e che mi giungono come “sangue per il cuore”, “ossigeno per i polmoni” ed “ ispirazione” per le mie fantasie. Tutto ciò mi aiuta ad attendere più serenamente quel giorno in cui la nostra Unione sarà ricomposta per l’Eternità.

TI AMO

il tuo per sempre

Nichi

Flabelli egizi e altre decorazioni

Flabelli egizi e altre decorazioni
(*)FLABELLO egizio Da Wikipedia, l’enciclopedia libera. I flabelli cerimoniali erano ventagli, simboli dell’autorità e rappresentanti l’oriente, così importanti da essere essi stessi dei geroglifici. Ve ne erano di tutti i tipi, alcuni fatti con le foglie del loto oppure con quelle di palma, ma di sicuro i più appariscenti erano quelli con le piume di struzzo. Venivano agitati per rinfrescare il sovrano, per tener lontano gli insetti o per proteggerlo dai cocenti raggi solari come parasole. Ma avevano soprattutto un significato divino poiché rappresentavano l’ombra una delle componenti dell’essere umano ed erano raffigurati in associazione con l’uccello Ba. Nella iconografia funebre simboleggiavano il soffio generatore di vita per il defunto e l’aria per poter respirare nella Duat. Il flabello era conosciuto anche con il termine “nefet” che significa “Colui che soffia” e gli Egizi credevano che le piene del Nilo fossero causate dallo spostamento dell’aria che spingeva ovunque le acque per fertilizzare la terra. Avevano un manico a forma di fior di loto che indicava rinascita e per questo erano associati al culto del dio Min. Il flabello cerimoniale era sorretto da un nobile che aveva il titolo di “Portatore dei flabelli alla destra del Re”.
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AIDA:Marcia Trionfale – Arena Verona 07 06 2012 (video) . http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=hwv652MBrXQ (1) .

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AIDA: Marcia Trionfale (coro)
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=ns_xsduwI-E
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GLORIA ALL’EGITTO     (dall’AIDA)
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POPOLO
Gloria all’Egitto e ad Iside
Che il sacro suol protegge;
Al Re che il Delta regge
Inni festosi alziam!
Vieni, o guerriero vindice,
Vieni a gioir con noi;
Sul passo degli eroi
I lauri e i fior versiam!
DONNE
S’intrecci il loto al lauro
Sul crin dei vincitori
Nembo gentil di fiori
Stenda sull’armi un vel.
Danziam, fanciulle egizie,
Le mistiche carole,
Come d’intorno al sole
Danzano gli astri in ciel!
SACERDOTESSE
Della vittoria gli arbitri
Supremi il guardo ergete;
Grazie agli Dei rendete
Nel fortunato dì.
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in San Vito lo Capo il 10 di giugno del 2013 alle ore 24,00

DONNA

poesia esistenziale

DONNA , tu sei la continuità della Natura!
Questo è il ruolo che il Creatore t’ha dato,
tu l’assolvi nel perpetuare il suo Creato;
il tuo compito in principio fu solo questo,
ma tu non ti accontentasti, volevi il resto.
L’Uomo, destinato a guidare il Mondo,
si pose allora a condurre il girotondo,
e cercando di nascondere le debolezze
di un carattere ricco più di asprezze,
cercava rifugio all’interno della sua tana
dove manifestava la sua fragilità umana.
DONNA, la tua indole allor si fece azione
e ti sobbarcasti del peso della situazione,
quindi senza pretendere riconoscimenti,
fosti ausilio all’Uomo nei neri frangenti.
Nei secoli hai assolto umile il tuo ruolo
e mai lasciasti il tuo compagno solo,
gli hai addolcito sempre i momenti duri
ed allevato la prole con sentimenti puri;
il tuo ascendente ha sempre equilibrato
le avversità che tormentano chi è nato.
DONNA, questa è la tua dimensione,
ma non dà supremazia … Attenzione!
RICORDA che l”Unità Umana” naturale
discende sempre da quella Spirituale.
L”Unità Umana” ha due componenti:
“maschile” e “femminile”, in sintonia,
è la forza che spinge le umane genti
a nascere … progredire … “e così sia”.
Quando il Creatore, mirò il suo Creato,
si accorse che era monca la creazione:
la nascita di Adamo non era sufficiente
a concludere il Disegno della sua Mente.
E creò EVA … con le sue “contraddizioni”,
angelo custode del compagno umano,
e degli Angeli le fu donata la natura:
di Lucifero e Michele(*) in egual misura.
DONNA, con queste note ti ho celebrato:
sei parte integrante dell”UNITÀ UMANA”,
è il compito che il Creatore t’ha affidato,
non rinunciarvi per rincorrere la Fama,
LASCIALA ALL’UOMO CHE HA NATURA SOLO UMANA.
E tu UOMO sappi apprezzare il gran dono
che il Creatore ti fece quando tu nascesti:
alla DONNA devi saper chiedere perdono
se pur, senza volerlo, a volte la offendesti.
RICORDA, la violenza è un gran peccato
qualunque fu la genesi che la produsse,
ma verso la DONNA non ha significato,
è solo la Vigliaccheria di chi la professa.
Questo è quanto io ho appreso da Isabella,
mi ha aperto la mente alla comprensione,
mi ha dato Amore e mi ha “tenuto in sella”
per affrontar del Mondo la Competizione


In San Vito lo Capo, il 3 di giugno del 2013 alle ore 02,30


(*)Lucifero e Michele :  gli antagonisti
http://www.unionecatechisti.it/Catechesi/Lezioni/Orientamento/2003_04_05.htm
.
COMMENTO DELL’AUTORE:
L’Autore, colpito nel profondo dalle notizie di cronaca che riportano una preoccupante recrudescenza dei reati di violenza in genere e verso le DONNE in particolare, memore dei principi della sua amata Isabella, generosa verso i deboli ma inflessibile verso i prepotenti, dedica questa sua sofferta lirica a tutte le DONNE, ma anche a tutti quegli uomini (se ancora si possano chiamar tali) che, con i loro comportamenti aggressivi, offendono il genere umano e tradiscono la spiritualità che il Creatore ci ha infuso a Sua immagine all’atto della Creazione.
Per questa lirica l’Autore rinuncia a qualsiasi illustrazione, ritenendo l’argomento così delicato che le sole parole possano essere in grado di suscitare nell’animo del lettore le immagini per lui più appropriate.

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