FRAMMENTI DI MEMORIA

a Isabella da Nicolò
104_FRAMMENTI DI MEMORIA (pag.1)
FRAMMENTI DI MEMORIA (pag.2)

FRAMMENTI DI MEMORIA

a Isabella da Nicolò

Io ero stanco ieri notte
e la mente era vacante
così sono andato a letto,
per sfuggire dal presente.
Poi ho acceso la tivù …
un po’ per distrazione,
il pensiero era lontano,
era scarsa l’attenzione.
E le immagini sul video
lente andavano mutando
emergendo da quei ricordi
che io andavo proiettando
e che scorrevano scomposti
spogli d’ogni cronologia:
noi due eravam gli attori,
la sceneggiatura … la mia.
Si rincorrono scomposti
i frammenti di memoria
dei giorni già trascorsi,
quelli della nostra storia.
Le figure ora son confuse,
si disperdon nella stanza
dove tutto è ancor uguale
al dì della tua partenza.
Ma un vortice improvviso
prende forma nella mente,
la conquista e poi ne esce
senza ch’io possa far niente.
Dopo tutto si confonde,
il presente col passato,
non so più dove mi trovo
e mi sento abbandonato.
Infine appare una visione,
sul comò s’accende un faro,
è il tuo ritratto sorridente …
è il solo che può dar riparo.
Così ha termine la tempesta
ed ogni cosa riprende forma
mentre una nenia misteriosa
mi dà pace perché io dorma.

in Roma il 21 di aprile del 2013 alle ore 02,45

COMMENTO dell’Autore:
L’Autore continua il “Dialogo” con la sua Sposa, l’unico mezzo che gli permette di continuare a vivere in questo Mondo e combattere la solitudine e sentire ancora “viva” la sua presenza.
Casualmente, nelle sue ricerche nella rete, si è imbattuto in una bellissima nenia di Domenico Modugno, “Ninna Nanna”, immeritatamente caduta nell’oblio, ed ha voluto inserirla a chiusura di questa sua lirica.

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NINNA NANNA di Domenico Modugno.
La canzone è tratta dal film “Carica eroica” di De Robertis.
Modugno, dovendo interpretare il ruolo di un soldato siciliano che deve far dormire un bambino, cantò una canzone popolare di San Pietro Vernotico: “Ninna nanna”.
Nel maggio 1953 Frank Sinatra è ospite di una puntata di “Radioscrigno”, programma radiofonico condotto da Guido Notari, durante il quale Modugno esegue Ninna nanna, canzone che viene molto apprezzata da Sinatra, che gli chiede una registrazione della canzone stessa.
Sinatra non inciderà mai quella canzone.
Ninna nanna riprende alcune tematiche popolari sia nella musica che nel testo (dove cita elementi del folklore contadino del sud, ad esempio ‘lu mammone’) ed è cantata nel dialetto di San Pietro Vernotico che, in alcune espressioni, ricorda il siculo; la canzone inizia:
« ninna nanna beddu miu
dormi dormi nun chiangiri, ninna nanna… »

e che fu per questo motivo una delle cause dell’equivoco sul “Modugno siciliano”.
Il testo originale (sia in dialetto che in lingua) è oggi introvabile.

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Nel riascoltare questo brano struggente, l’Autore immagina sé stesso che aspetta di rinascere il quel Mondo dove Isabella, in attesa del suo arrivo, amorevolmente lo culla con questa “nenia” dolce e malinconica.

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NINNA NANNA: canta Domenico Modugno
http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=t5Y8KjX9ipQ (incisione 1958)
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=JjZHIzHv5pg (successiva)

TRILOGIA ONIRICA

a Isabella da Nicolò

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I SOGNI


! SOGNI !
Son essi il rifugio delle umane genti,
unica cura di color che son perdenti,
ciò che in vita desiano e non fanno
nelle fantasie notturne infine hanno.
! SOGNI !
Si dimenticano, restano sensazioni,
a volte dolci, spesso solo emozioni:
han vago senso di languore strano
che oltrepassa il sentimento umano.
Quel che s’è perso domina la scena,
e la mente tenta recuperar con pena
quel vuoto che lascia l’ IO cosciente:
la Speranza di chi non ha più niente.
Anche questo infine è consolazione!
Chi soffre il giorno la notte si ripaga
perché nei sogni la realtà è finzione:
sazia la fame e le sue brame appaga.

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UN SOGNO


All’ improvviso mi sono risvegliato …
Ero in un sogno da cui sono fuggito.
In questo scorcio infelice della vita
io continuo a sognare … con fatica,
l’attività onirica è la mia compagna,
il dì regala ciò che notte guadagna;
pria li ricordavo fin nel particolare …
ora li dimentico, però a malincuore.
Da alcuni giorni di notte io riposavo
serenamente, come non mi accadeva
da molto tempo, e di giorno ricordavo
il dì che un tristo Fato rapì la mia Eva
ed io Adamo mutato in  orfanello,
vagante insonne a ripetere il ritornello
“Suvvia è la vita, non devi disperare,
lei sarà con tè finché la saprai amare”.
Al ritorno del riposo ch’era mancato
ho fatto stanotte un sogno così vivo
e repentinamente io mi sono destato
col dubbio che poteva esser allusivo.
C’era un gran festa con ospiti graditi
e fra loro m’aggiravo, quasi distratto,
quando due fanciulle con bei modi arditi
mi avvicinarono, ma con molto tatto.
Iniziammo un innocente conversare,
e gradevole m’era quella compagnia,
poi lenti cominciammo a scivolare
in una corte reciproca … e così via.
Una era audace e dimostrava acume,
l’altra, ch’era più schiva, mi attraeva
e quando l’interesse diventò comune
la sua mano nella mia già si stringeva.
Successe così, e fu del tutto naturale,
che ci sfiorammo leggermente il viso,
e lei spontaneamente confessò “E’ fatale
quando in due si conquista il Paradiso”;
ma improvvisamente mi sentii mancare,
scomparvero le luci e fu buio d’attorno,
girai lo sguardo e un ambiente familiare
era quello che a me faceva da contorno.
Ero a letto, preda d’un ambiguo tremito,
ancora confuso fra la realtà e la fantasia,
pentito d’aver provato un dolce fremito
quando quella mano si strinse nella mia.
Io non so decifrare questo avvenimento!
Fu desiderio oppur solamente un sogno?
ho rimorso anche se fu sol un momento
perché oggi non è ciò di cui ho bisogno.
E mi domando ancor se fu un messaggio
che con amore mi mandi dal tuo Mondo
perché affronti la mia vita con coraggio,
perché la tristezza non mi porti a fondo.
Non so che fare, sono triste e sconsolato,
la melanconia mi dà un poco di conforto,
vivo con essa, ormai mi sono rassegnato
e vivere altrimenti è come farti un torto.

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ANCORA UN SOGNO

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! Grazie alla vita che mi ha dato tanto !
Mi ha donato l’Amore ed il tuo Incanto.
Ieri, sereno, mi sono addormentato,
e nel cuore della notte t’ho sognato.
Al mare, con la tua vecchia Cinquecento,
ci siam fermati al parcheggio delle bici,
ci rincorrevamo con i capelli al vento,
e poi, nella sabbia, ci rotolavam felici.
Giunsero anche due amiche a salutarci,
l’attendevamo, gli demmo il benvenuto,
affettuosamente vollero abbracciarci
e noi ricambiammo loro quel saluto.
Nell’abbraccio, seppur senza malizia,
feci ingenuamente una cosa sciocca
e quasi a sottolinear quell’amicizia
con lieve bacio sfiorai la loro bocca.
Tu serena non desti peso all’effusione
e continuasti a guardarmi con affetto;
io caddi invece in grande confusione,
temendo essere stato un po’ scorretto.
Poi lentamente il sonno si è dissolto,
mi son destato, la stanza era silente,
ed io continuavo a darmi dello stolto.
vedendo ancora il tuo viso sorridente.
Pian piano poi m’ha riempito il core
il languor dolce della mia melanconia
e conscio di aver perso il mio Amore
procedo tristemente con la vita mia.
Accendo una sigaretta e la televisione,
in un programma intervistano persone,
all’ospite chiedono la canzone preferita,
e l’ospite indica “GRAZIE ALLA VITA”(1);
io te la dedicai in una mia lirica sofferta
perché nel racconto vidi una porta aperta.
Forse é un ulteriore segno che tu da lassù mi mandi:
m’inviti ancora a vivere? son questi i tuoi comandi?
Se questo è quel che vuoi cercherò di accontentarti
e rientrerò nel mondo … ma non cesserò di amarti.

COMMENTO DELL’AUTORE:

Negli ultimi mesi l’Autore è perseguitato da sogni, ora vividi ora latenti che gli procurano sensazioni diverse che vanno dalla malinconia al rimpianto, dall’abulia all’apatia, fino alla prostrazione; egli cerca con fatica di reagire per sfuggire l’ultimo stadio che finora ha tenuto a bada: La Depressione.
Pare che “I QUATTRO CAVALIERI”(2), rimasti in agguato, siano  tornati alla carica utilizzando le sue fantasie per scardinare le sue difese.
L’Autore finora ha annotato tutte queste sensazioni e finalmente, per liberarsi dell’angoscia, le ha volute ordinare in una trilogia sotto il nome di “TRILOGIA ONIRICA”, nella convinzione che per sconfiggere un nemico bisogna conoscerlo e combatterlo a viso aperto.
Sono nate così tre liriche:

  • “I SOGNI”
  • “UN SOGNO”
  • “ANCORA UN SOGNO”

L’Autore si astiene dall’ illustrare quest’ultima opera convinto che per la natura stessa dell’argomento trattato, “I SOGNI”, ognuno ha i propri e, scorrendo solamente i versi, li vedrà sfilare nella sua mente senza bisogno di mediazione alcuna.
che coprono una gestazione di circa quattro mesi; l’ultima delle tre si chiude con un “grido di dolore” rivolto all’amata Sposa, affinché  gli dia la forza di affrontare l’ultimo tratto della sua vita terrena.
L’immaginazione, condita dalla fantasia, è il miglior veicolo per traghettare il proprio “IO” dal “mondo dei sogni” alla “realtà”.

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(1) vds. la precedente “poesia d’amore” dal titolo “GRAZIE ALLA VITA”
(2) vds. la precedente “poesia esistenziale” dal titolo “I QUATTRO CAVALIERI”

in Roma, il 15 di aprile del 2013 alle ore 04.15

PASQUA DI RESURREZIONE

PASQUA DI RESURREZIONE

PASQUA DI RESURREZIONE

COMMENTO

COMMENTO

PASQUA DI RESURREZIONE

a Isabella da Nicolò

Venerdì Santo, la Chiesa è a lutto!
Io sto andando mesto al cimitero,
guido assente, con animo disfatto
perché fisso in te è il mio pensiero.
Il cordoglio religioso
è alieno dal mio cuore:
io penso alla mia sposa,
io penso al mio dolore.
Mia compagnia è la radio
e mi affianca nel cammino,
tengo apposta basso l’audio
ed interrogo il mio destino.
Improvviso però cresce il volume,
s’ode un canto: “Perdere l’Amore”;
di colpo allora emergo dalle brume
con una improvvisa stretta al cuore.
M’era noto quel canto disperato,
il canto di chi perse il suo Amore,
di chi se la prende con il tristo Fato
che gli ha voluto imporre quel dolore.
Io all’inizio resto sconvolto
dalla strana coincidenza,
però procedo nell’ascolto
senza opporre resistenza.
Lento poi un pensiero sale:
di Isabella è una missiva?
< Il Dolore è Universale,
non ne hai tu l’esclusiva >.
Già mi trovo fra le tombe,
miro quella dove lei giace …
e nel silenzio che lì incombe
stranamente io trovo Pace;
pare palpabile, mi è accanto,
nasce, arcana, un’emozione:
anch’io ho, nel gran compianto,
la mia “Pasqua di Resurrezione”.

in Roma, domenica 31 di marzo del 2013 alle ore 04,45
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COMMENTO (dell’Autore): Nel giorno del “Venerdì di Passione”, mentre l’Autore si reca al cimitero”VERANO”di Roma per augurare la “Buona Pasqua” alla sua amata sposa, trasmettono per radio la canzone “Perdere l’Amore”, uno dei brani preferiti da Isabella e Nicolò che, a suo tempo, rimasero colpiti dal testo, pregno di tristezza. Il Destino ha voluto mettere alla prova i due amanti, ponendoli nella stessa situazione, quasi per valutare la sincerità dei loro sentimenti. Così, il lamento del protagonista del brano musicale si identifica con il dolore dell’Autore di questa “Lirica”.
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“PERDERE L’AMORE” (canta Massimo Ranieri)
http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=euQicinxKig
canta Massimo Ranieri (con immagini)
http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=AOuOeMA8Nw8
canta Massimo Ranieri (con testo)

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TESTO DELLA CANZONE

E adesso andate via
voglio restare solo
con la malinconia
volare nel suo cielo
non chiesi mai chi eri
perché scegliesti me
me che fino a ieri
credevo fossi un re.
Perdere l’amore
quando si fa sera
quando tra i capelli
un po’ di argento li colora
rischi di impazzire
può scoppiarti il cuore
perdere una donna
e avere voglia di morire.
Lasciami gridare
rinnegare il cielo
prendere a sassate
tutti i sogni ancora in volo
li farò cadere
ad uno ad uno
spezzerà le ali del destino
e ti avrò vicino.
Comunque ti capisco
e ammetto che sbagliavo
facevo le tue scelte
chissà che pretendevo
e adesso che rimane
di tutto il tempo insieme
un uomo troppo solo
che ancora ti vuole bene.
Perdere l’amore
quando si fa sera
quando sopra il viso
c’é una ruga che non c’era
provi a ragionare
fai l’indifferente
fino a che ti accorgi
che non sei servito a niente.
E vorresti urlare
soffocare il cielo
sbattere la testa
mille volte contro il muro
respirare forte
il suo cuscino
dire é tutta colpa del destino
se non ti ho vicino.
Perdere l’amore
maledetta sera
che raccoglie i cocci
di una vita immaginaria
pensi che domani
é un nuovo giorno
ma ripeti non me l’aspettavo
non me l’aspettavo.
Prendere a sassate
tutti i sogni ancora in volo
li farò cadere
ad uno ad uno
spezzerò le ali del destino
e ti avrò vicino.
Perdere L’amore.
Perdere L’amore.

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