OVUNQUE IL GUARDO IO GIRO …

a Isabella da Nicolò
OVUNQUE IL GUARDO IO GIRO pag 1
OVUNQUE IL GUARDO IO GIRO (pag.2)

OVUNQUE IL GUARDO IO GIRO (pag.2)

OVUNQUE IL GUARDO IO GIRO (pag.3)

OVUNQUE IL GUARDO IO GIRO (pag.3)

OVUNQUE IL GUARDO IO GIRO (pag.4)

OVUNQUE IL GUARDO IO GIRO (pag.4)

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OVUNQUE IL GUARDO IO GIRO
(il Cantico della Natura)

a Isabella da Nicolò

Ovunque il guardo io giro … ti cerco Amore mio !
Ti cerco per i mari dove ti feci allor la corte …
ti cerco sulla terra dove ci dicemmo addio …
ti cerco fra le stelle per mutare la mia sorte …
TI CERCO SU NEL CIELO DOVE VINCEREM LA MORTE
In tutto l’Universo vado cercando Amore,
quello che m’hai dato e m’ha colmato il cuore.
Nel mare, fra i marosi, nuotano i pesci spada,
monogami nella vita,  qualunque cosa accada,
così come i pinguini, fedeli per eccellenza,
formano coppie felici per tutta l’esistenza.
Anche sulla terra, animali fra i più diversi
restano sempre uniti pure in luoghi avversi:
il lupo con la lupa … il cigno e la compagna …
la coppia delle antilopi: ognuno ci guadagna.
La fedeltà nel cielo più spesso entra nel ballo,
dall’indomita aquila reale al mite pappagallo,
ed il corvo imperiale, naturalmente seduttore,
se incontra la compagna le dona tutto il cuore.
La Natura intorno a noi è un cantico d’Amore
accompagnata dalle musiche di Celesti Sfere,
è un’Armonia Eterna di luci, di suoni e colore:
è più dolce per noi del canto di mille capinere.
Per me Tu sei l’Amore … l’Amore Universale,
Tu incarni tutto ciò che il Mondo vuole amare.
Finora eri solo mia … il solo Amor  che vale,
per me ora sei un simbolo che voglio regalare.

in Roma, domenica 3 di marzo del 2013
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COMMENTO DELL’AUTORE L’Autore prosegue il suo esame introspettivo per decifrare l’equilibrio del suo animo e dei suoi sentimenti; in questo suo percorso non trascura l’osservazione della realtà: il Mondo in cui vive, la Natura che lo circonda, l’Universo di cui tutto fa parte. All’Autore sembra di vivere contemporaneamente due vite parallele(*) da intendersi però come uno “stato d’animo” che gli permette di conciliare la “Realtà” del presente con il suo “Mondo spirituale” in cui la presenza della sua sposa è ancora concreta e tangibile, tale che, novella “Beatrice”, ella gli fa da guida e gliene fa dono, quale estrema prova del suo profondo Amore, per condurlo serenamente al ricongiungimento finale in quella dimensione incorruttibile dove lo ha preceduto. In questa sua speculazione gli é tornata in mente un’ARIA (forse la più famosa) del METASTASIO e ne ha fatto titolo a questa sua lirica.
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(*) BILOCAZIONE (da Wikipedia, l’enciclopedia libera) La bilocazione” è la supposta capacità soprannaturale di un individuo di essere contemporaneamente presente in due (o più) luoghi diversi. Il termine viene comunemente ritenuto sinonimo di ubiquità: in realtà la bilocazione indica la presenza contemporanea di un individuo in due luoghi, mentre con ubiquità si indica la sua presenza in ogni luogo. Il presunto fenomeno della bilocazione appartiene all’ambito delle discipline parapsicologiche, che non sono riconosciute dal mondo scientifico e accademico. Permetterebbe, secondo chi asserisce di poterla praticare, non solo di avere la sensazione soggettiva, ma anche di trovarsi realmente allo stesso tempo in due luoghi fisici diversi. La distinzione sostanziale fra la bilocazione e la proiezione astrale risiederebbe semplicemente nella natura della presenza del praticante, il quale nella “proiezione astrale” sarebbe presente solo in uno stato incorporeo puramente “energetico”, mentre nella “bilocazione” sarebbe fisicamente e materialmente presente.
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RIFERIMENTI L’Autore, nel comporre questa lirica, concretizza la sua visione del “sentimento amoroso”, trascendendone l’aspetto umano per inquadrarlo in una “sfera” più elevata, ossia “l’Amore Universale” destinato a governare tutto il creato; tale concetto, ricorrente nella sua produzione poetica, lo intende come una “Rivoluzione”, tendente a soppiantare la corrente idea dell“Amore” quale sentimento limitato all’Umanità, nei suoi rapporti interpersonali e religiosi. Come nel passaggio dal “Medio Evo” al “Rinascimento” abbiamo assistito, nel campo dell’Astronomia, alla nascita della “Rivoluzione Copernicana” (Nicolò Copernico 1473-1543) che, con l’enunciazione del “Sistema Eliocentrico”, soppiantò il “Sistema Geocentrico” tolemaico (Tolomeo 100 d.C. Egitto-178), spostando la visione “centrista” dell’uomo e della terra ad un’altra più “universale”, così questo Autore auspica che l’attuale concezione di “Amore”, limitato ed egoistico, possa essere superato dalla “visione” più globale di un “Amore Universale”, in cui l’uomo, le religioni, le filosofie, siano considerate come “parte di un tutto” universalmente inteso. Di certo, i “particolarismi” consolidati opporranno fiere resistenze, così come avvenne nel ‘400 quando la Chiesa (ancora) Cristiana avversò la Rivoluzione Copernicana, ravvedendo nella stessa un rischio per la propria supremazia ed arrivando a comminare sentenze di morte per i suoi sostenitori, come nel caso del frate domenicano Giordano Bruno (1548-1600), favorevole alle teorie Copernicane, condannato al  rogo come eretico.
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LU PISCI SPADA (D. Modugno) La storia narrata è nota: è la tragica storia d’amore di una coppia di pesci spada. La femmina è stata catturata durante la mattanza ed esorta il compagno a salvarsi, ma il pesce si lascia catturare per morire con lei. http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=B8ZpY-pro0o (video)

LU PISCI SPADA

« Daje e daje, lu vitti, lu vitti, lu vitti!
Pigghia la fiocina!
Accídilu, accídilu, aahaaà! »
Te pigghiaru la fimminedda,
drittu drittu ‘ntra lu cori
e chiancìa di duluri
ahi ahi ahi ahi ahi…
E la varca la strascinava
e lu sangu ni currìa,
e lu masculu chiancìa
ahi ahi ahi ahi ahi…
E lu masculu parìa ‘mpazzutu,
li dicìa: « Bedda mia nun chianciiri,
bedda mia nun chianciiri
dimmi tìa chi haju ‘a fari? »
Rispunnìa la fimminedda
cu ‘nu filu, filu ‘e vuci:
« Scappa, scappa, ammuri miu,
ca si no t’accidinu! »
« No no no, no no, ammuri miu!
Si tu mori vogghiu muriri ‘nzieme a tìa!
si tu mori ammuri miu vogghiu muriri … »
Cu ‘nu sartu si truvau cu ìssa,
‘ncucchiu, ‘ncucchiu, cori a cori,
e accussì finíu l’ammuri
di dui pisci sfortunati …
« Daje e daje e daje,  lu vitti,
c’è puru lu masculu!
Accídilu, accídilu, accídilu, aahhhà! … »
Chista è ‘na storia
d’un piscispàda :..
storia d’ammuri …


IL PESCE SPADA


“Dai, dai è lì, l’ho visto, l’ho visto…
prendi la fiocina!
Uccidilo, uccidilo, ahh …”
Hanno colpito la tua femmina
dritto dritto in mezzo al cuore
e piangeva di dolore
ahi ahi ahi ahi ahi …
E la barca la trascinava
ed il sangue si spargeva
ed il maschio piangeva
ahi ahi ahi ahi ahi …
Ed il maschio pareva impazzito
le diceva: “Bella mia non piangere,
bella mia non piangere,
dimmi piuttosto cosa devo fare?”
Rispondeva la femmina
con un filo, filo di voce:
“Scappa scappa amore mio,
perché altrimenti ti uccidono!,”
“Non no no, no no, amore mio!
Se tu muori voglio morire assieme a te!
se tu muori amore mio voglio morire…”
Con un salto si trovò con essa,
abbracciato, cuore a cuore
e così ebbe fine l’amore
di due pesci sfortunati …
“Dai e dai e dai, l’ho visto, l’ho visto
c’è anche il maschio!
Uccidilo, uccidilo, uccidilo, ahh …”
Questa è la storia
d’un pesce spada …
storia d’amore …
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FEDELTA’ NEL MONDO ANIMALE

Pinguino Dopo decenni di studio sui pinguini Magellano, i ricercatori hanno eletto come coppia fedele per eccellenza quella formata da due animali che sono rimasti legati l’uno all’altro per ben 16 lunghi anni. Per ricongiungersi hanno vinto la distanza e i km, e anche gli accidenti del caso che spesso, durante le migrazioni, portano gli uccelli a una morte prematura. La longevità del rapporto di questa coppia ha superato la fisiologica aspettativa di 10 anni, lasciando sbalorditi i ricercatori del National Research Council of Argentina. Gli scienziati hanno monitorato gli animali grazie a delle bande elettroniche che ne segnalano gli spostamenti via satellite, seguendoli nelle migrazioni invernali e primaverili: 16 mila km annuali complessivi percorsi per incontrarsi, riprodursi, accudire i piccoli e dirsi addio nuovamente sulle coste della Patagonia meridionale. Per sedici lunghi anni, questi due animali hanno continuato a scegliersi, perché, come dichiarato dal professore Pablo Garcia Borboroglu, il legame che hanno è davvero incredibile.
Lupo Libero e fiero nella vita, fedele e leale verso la compagna, questo splendido mammifero rimane in coppia per anni o anche tutta la vita e divide in maniera totalizzante con la femmina le tane e i territori di caccia. Quando il compagno/ la compagna muore, difficilmente colui che resta forma una coppia nuova con un soggetto diverso, ma preferisce restare in solitaria alla guida del branco: un autentico campione del mondo animale.
Cigno Animale romantico per eccellenza, il cigno forma col compagno una coppia inseparabile e dopo la morte del coniuge diventa malinconico e rifiuta di scegliere un nuovo partner. Ma anche questo nobile animale sa calcolare i vantaggi della monogamia: considerando i tempi necessari per migrare, stabilire il nido, incubare e allevare i piccoli, tempo per la seduzione, a scapito della riproduzione, ne resta poco.
Antilope Quando l’ambiente è ostile, dedicarsi alle relazioni extraconiugali non è una priorità. Lo dimostra questa piccola antilope, in controtendenza rispetto agli atteggiamenti eterogamici dei mammiferi. Ma la monogamia, per una preda così ambita, è indispensabile: in coppia è più facile resistere all’assalto di leoni, sciacalli e altri predatori. Quando si deve sopravvivere, non c’è tempo per le distrazioni, nemmeno per quelle sentimentali
Aquila reale Nel caso degli uccelli la monogamia è anche una scelta pragmatica: contare sull’aiuto del compagno è indispensabile per proteggere al meglio i cuccioli dai predatori, mentre uno dei due caccia le prede. Tra gli uccelli più fedeli spicca la nobile aquila reale: monogama per definizione, si lega per tutta la vita ad un compagno.
Pappagallo Longevi ma monogami, i pappagalli alimentano col partner un legame duraturo. Non a caso, una particolare specie originaria di differenti zone dell’Africa, prende il nome di “inseparabili”. Il loro nome scientifico, Agapornis, deriva dal greco e significa “uccelli che si amano”. E in effetti è proprio il loro comportamento, basato su una monogamia totale, a farli definire inseparabili. Si tratta comunque di uccelli vivaci e socievoli, poiché si può essere allegri e cordiali anche senza tradire. Corvo imperiale Campione di monogamia ma anche di corteggiamento, il corvo imperiale seduce con voli ad alta quota, tra picchiate e risalite. Poi si passa alla fase due, il progetto di una vita insieme, dove, una volta costituita la coppia, si resta fedele fino alla morte dell’altro esemplare. Li aiuta nella solidità del legame, l’intesa vita a due: si impegnano assieme a costruire il nido che, utilizzato spesso per le covate, subisce ogni anno piccole manutenzioni e aggiustamenti..

DOLCE CASA AMARA

a Isabella da Nicolò
DOLCE CASA AMARA

DOLCE CASA AMARA

COMMENTO DELL’AUTORE:
Un’altalena di sentimenti contrastanti grava ancora sull’animo dell’Autore; col tempo si sta rendendo conto che il mondo che lo circonda fa parte della sua vita e, nel bene e nel male, lo condiziona.
La solitudine è ancora un pesante fardello che cerca di scaricare rifugiandosi occasionalmente nella realtà: però questa è un’arma a doppio taglio e quando ritorna nel suo alveo le sue insicurezze riemergono con tutto il loro peso.
Lo scrivere allevia le sue pene e le sue ricerche tendono a scoprire se i suoi stati d’animo sono patologici o se  trovano riscontro in esperienze similari.
Quanto espresso in questa lirica ha trovato una sponda in un passo del libro sotto indicato che, pur se ispirati da una “filosofia” che non condivide, sono molto vicini ai suoi sentimenti.
 
 RICERCHETratto dal “Matrimonio Perfetto”, (cap. “L’Amore”) di Samael aun Weor (*)

(vds. < http://www.vopus.org/it/gnosi/alchimia/il-matrimonio-perfetto-l-amore.html >

 Perché ci sia VERAMENTE AMORE” bisogna che l’uomo e la donna si adorino in tutti i sette “GRANDI PIANI COSMICI”(*).

Perché ci sia “AMORE” bisogna che esista una vera “COMUNIONE D’ANIME” nelle tre sfere del “PENSIERO”, del “SENTIMENTO” e della “VOLONTÀ” (**).
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(*) vds. < http://www.viveremeglio.org/0_crescere01/letter14/wlucea14.pdf >
(*)Tratto dal Matrimonio Perfetto”, (cap. “L’Amore”) di Samael aun Weor
(vds. < http://www.vopus.org/it/gnosi/alchimia/il-matrimonio-perfetto-l-amore.html >
Victor Manuel Gomez Rodriguez, (nome iniziatico Samael Aun Weor), autore di oltre 50 libri, il primo libro Il matrimonio perfetto, nel 1950. Fondatore della Chiesa Gnostica Cristiana Universale a Città del Messico, realtà che nel corso dei decenni assunse varie altre denominazioni, anche in ragione delle molteplici derivazioni e scissioni del suo “movimento gnostico”.
(vds. < http://www.cesnur.org/religioni_italia/g/gnosi_04.htm >

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DOLCE CASA AMARA

a Isabella da Nicolò

! DOLCE CASA … ci sto bene !
fu nostro nido, fu nostra speme;
oggi è rifugio di un’alma in pena
che attende solo di uscir di scena
Il porto è sicuro, fuori è tempesta,
rifiuto gli inviti, uscir mi molesta;
eppure capisco che devo sforzarmi,
accettare ciò che amicizia può darmi,
uscire dal guscio dove son rintanato,
tornare alla vita, accettare il mio fato.
Cosi mi adeguo per sfidare il mondo
e risoluto proseguire l’esperimento:
insieme agli amici io sono più sereno
il mondo attorno più non mi è alieno.
Tornando al nido non è più lo stesso,
è vuoto, triste, la Morte ha avuto accesso,
rende la CASA, da “DOLCE“ ad “AMARA”,
trucca le mosse, … è un giocator che bara.
E così io m’interrogo e poi mi domando:
com’è la vera CASA? è AMARA o è DOLCE?
dentro di me la cerco e nel dolore affondo,
difficile è la replica … non è dilemma è falce.
Mi aiuta il nostro Amore che mi dà la luce:
la vera “CASA” è un simbolo, … è un ideale,
è dentro l’anima da cui una via conduce,
lungo strade impervie, al soprannaturale.
Amore fammi da guida! che tu sia il mio faro!
io agogno ritrovare la nostra Comunione
perché l’unico obiettivo, per cui mi preparo,
è solamente il giorno della “liberazione”.
Questa consapevolezza ristabilisce l’equilibrio,
mi dà la forza giusta per poter andare avanti
con l’animo alleviato da questo nuovo appiglio
ritorna la “visione” dei tuoi occhi ammalianti.

in Roma il 9 di febbraio del 2013 alle ore 02,40

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