LA NEBBIA

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LA NEBBIA

poesia esistenziale

Cala la nebbia quale coltre oscura
ci copre col suo manto e genera paura.
Il mondo é impotente, ne é sommerso,
mentre gli animali si rifanno il verso;
l’uomo smarrito volge il guardo attorno,
cercando invano la strada del ritorno.
Ma questo mondo per me rimane alieno,
il buio ormai mi é dentro, ne sono pieno:
il paesaggio mi appare senza colore
e rimango chiuso con il mio dolore.
Mi sembra che la nebbia la produca io,
che attraverso i pori esca dal cuor mio:
l’animo mio brama luce e scruta il buio,
sperando d’incontrare chi sia il suo “aio”(1).
Fra dentro e fuori per me non v’è differenza:
che feci per meritare questa triste penitenza?
Insisto … non mi arrendo … “vado avanti”(2),
cammino da solo ed ignoro tutti quanti.
Però, lassù nel cielo, io intravedo “luce”:
un vivo bagliore che fino a TE conduce.

in Roma il 27 di dicembre del 2012 alle ore 0400
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(1) “aio” termine antiquato
Un tempo era colui che educava i bambini nelle famiglie nobili.
Sinonimo: precettore, istitutore.
Il più famoso “precettore” dell’antichità fu il Centauro CHIRONE.
Il centauro è una creatura arcana presente nella mitologia greca: ha le sembianze umane nella parte superiore del corpo e di cavallo in quella inferiore
La mitologia, da quella greca a quella medioevale, presenta queste creature estremamente sagge.
Il Centauro Chirone, figlio di Crono e di una figlia d’Oceano, era amico degli uomini e insegnava loro le arti della guarigione, della caccia e della musica; fu il tutore di Asclepio, dio della medicina, di Giasone, Achille ed Eracle.
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(2) “vado avanti”
Nella vita ci sono giorni pieni di vento e pieni di rabbia, ci sono giorni pieni di pioggia e pieni di dolore, ci sono giorni pieni di lacrime; ma poi ci sono giorni pieni d’amore che ci danno il coraggio di andare avanti per tutti gli altri giorni.

NATALE IN TANA

a Isabella da Nicolò

Sono in casa …… rintanato
e ogni invito ho rifiutato!
Mio desiderio é il restar solo,
m’accompagna solo il duolo.
Scorrono lenti nella mente
i cari volti di chi é assente
e, fra tutti, é dominante
il caro viso dell’Amante.
Tu sei assente sol nel corpo,
io son vivo e … sono morto!
Questa strana congiunzione
tiene viva la mia passione …
la passione che ci ha unito,
che la vita ci ha riempito.
finché un dì  fato crudele
ci costrinse a bere il fiele.
Fiele della separazione
di un’essenza corporale,
però non l’abdicazione
dell’essenza spirituale.
Pur se i corpi furon divisi
per far trionfar DOLORE,
i nostri cuori sono uniti
per glorificar l’ AMORE.

in Roma, il 25 di dicembre del 2012 alle ore 02,30
L’Autore, dopo un mese di silenzio, torna a colloquiare con la sua Isabella.
Il tempo non lenisce il dolore del distacco, però, quando il sentimento é forte, sublima l’Amore che sconfigge anche la Morte, trasformando la separazione terrena in una breve parentesi che prelude al ricongiungimento finale delle Anime nel Mondo Ultraterreno.

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