ISABELLA AMORE MIO

a Isabella da Nicolò

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a Isabella da Nicolò

ISABELLA AMORE MIO


T’involasti or son tre anni,
il mio cuore t’ha seguìto
ed io resto coi miei danni:
danni di mondo avvizzito,
danni di un Amor solingo,
danni d’un animo inasprito.
Nel mio Oggi vo’ ramingo,
più non c’è la tua presenza
solo l’anima tua io stringo.
Resta in me la tua essenza
ed il “pianto”(1) autunnale:
aspetto solo la scadenza,
quella di vita mortale,
e raggiungere il “trapasso”
verso il  mondo “celestiale”,
ove il mio cuore percosso
troverà legame duraturo
e il dolore sarà rimosso.
Questo è il nostro Futuro:
ricongiungerci nel cielo,
nell’Amore imperituro
ove l’anime hanno asilo.
E nel Mondo Iperuranio
rivedrò il tuo bel profilo:
e l’asilo sarà l”Amnio”(2)
in cui resteremo insieme
in un tempo “millenario”.
Questa è la sola “speme”
perché Amore Universale
possa fecondare il seme
nato dall’amor “carnale”;
accresciuto  dagli affanni,
muterà in “spirituale”(3)
con lo scorrere degli anni.
per raggiungere l’Infinito
occupandone gli “scranni”.

in Lecce nel dì 11 di novembre del 2012 alle ore 05,00

COMMENTO:
l’Autore, in questa lirica, vuol conseguire la chiusura del cerchio, sia poetico, sia affettivo: la coincidenza fra l’Amore terreno, che lo ha legato alla sua sposa Isabella, con la Poetica con cui esprime i suoi sentimenti.
Così, per illustrare al meglio il divenire del processo metafisico legato alla sfera dei suoi sentimenti, adotta la forma poetica della “rima incatenata” (ossia: A-B-A/B-C-B etc …), arricchendola con un piccolo artifizio, consistente nell’utilizzare le stesse rime nella prima e nell’ultima terzina della poesia.

(1) PIANTO ANTICO: di Giosuè Carducci
L’albero a cui tendevi
la pargoletta mano
il verde melograno
da’ bei vermigli fior,
nel muto orto solingo
rinverdì tutto or ora,
e giugno lo ristora
di luce e di calor.
Tu fior de la mia pianta,
percossa e inaridita,
tu de l’inutil vita
estremo unico fior,
sei ne la terra fredda,
sei ne la terra negra
né il sol più ti rallegra
né ti risveglia amor.

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METRO: breve ode in “quartine” di “settenari”, secondo lo schema ABBC (il quarto verso sempre C, e sempre tronco).
In questa breve ed intensa poesia, scritta nel 1871, Carducci esprime il dolore per la morte del figlioletto Dante, avvenuta l’anno precedente.
L’aggettivo “antico” del titolo sta a significare che lo strazio del poeta è lo stesso provato dagli uomini d’ogni tempo di fronte alla morte.
Nonostante il coinvolgimento emotivo, e senza tuttavia sottrarvisi, il poeta riflette sul rapporto antitetico fra la vita e la morte, associando la prima ad immagini chiare e luminose (“luce”, “calor”) e connotando la seconda con motivi oscuri e dolorosi (“pianta… inaridita”, “terra fredda”, “terra negra”).
Nelle prime due strofe prevale l’aspetto vitale, rappresentato dalla “pargoletta mano” e da colori primaverili e solari; ma già l’espressione “muto orto solingo” fa presentire lo sviluppo negativo della lirica, come effettivamente avviene nelle due strofe successive, dove l’immagine della terra “fredda e negra” evidenzia una concezione decisamente materialistica della morte.
L’andamento ritmico è quello di una nenia struggente e malinconica, in linea col contenuto.
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(2) AMNIO:
Nei vertebrati superiori, involucro a forma di sacco contenente il liquido nel quale è immerso l’embrione.

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(3.1) AMOR PROFANO E AMOR DIVINO:di Tiziano (titolo attribuito nel 1693 in luogo del successivo, più   noto,”Amor sacro ed Amor profano”)
Un fiorente filone interpretativo è legato alle dottrine dell’Accademia  di Marsilio Ficino, soprattutto riguardo alla contrapposizione tra la Venere terrena e la Venere celeste.
La figura della donna nuda è di solito spiegata come Venere Celeste, cioè immagine della bellezza universale e spirituale, che solleva un braciere acceso, variamente leggibile come simbolo di carità, di conoscenza o di illuminazione spirituale.
La donna vestita invece, per contrapposizione, sarebbe la Venere Terrena, simbolo degli impulsi umani e della forza generatrice della Natura, che è posta su uno sfondo ombroso. La posizione di Cupido, al centro delle due, sarebbe quindi il punto di mediazione tra aspirazioni spirituali e carnali, tra il cielo e la terra.
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(3.2)  AMORE SECONDO L’INDUISMO :
Nell’induismo l’amore ed il piacere sensuale (Kama, personificato dal dio Kamadeva) è desiderio naturale, dono della divinità, e rappresenta uno dei quattro scopi della vita (purushārtha).
Con il termine bhakti si intende invece la devozione amorosa nei confronti di Dio.
Kamadeva è il dio indiano dell’amore carnale: con il suo arco e le sue cinque frecce mira al cuore di giovani innocenti, donne sposate e saggi asceti. Il dio dell’amore si sposta su una carrozza, sempre accompagnato da sua moglie Rati (passione) e suo figlio Vasanta (primavera) che scelgono per lui le frecce da scagliare su ciascuna vittima. Un giorno Kamadeva colpì il cuore di Shiva, facendolo innamorare di Parvati. Furioso per essere stato disturbato mentre meditava, Shiva aprì il suo terzo occhio e ridusse Kamadeva in cenere. Implorato da Rati, Shiva perdonò Kamadeva, ma lo fece diventare un’immagine mentale, senza corpo, rappresentante il vero amore. Poich&ecute; Kamadeva non aveva più un corpo, fu chiamato Ananga (il senza corpo). Con Kamadeva fisicamente morto l’amore sparì dalla terra, ma alla fine Shiva lo fece rinascere come figlio di Krishna.
Nel “link” sottostante alcune immagini tratte dalla tradizione artistica e religiosa induista.
http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=RXp3NJLpGnQ#t=8s

2 Responses to “ISABELLA AMORE MIO”

  1. NIKISA ha detto:
    14 novembre , 2012 at 20:28

    Messaggio dalla cugina ELISABETTA (11/11/2012) in occasione del 3° anniversario dell dipartita di Isabella.
    “Carissimo Nichi so che questo giorno è molto triste e nulla ti può consolare, ma voglio farti sapere tutto il mio affetto: il mio cuore è con te.
    Un abbraccio fortissimo, Elisabetta”
    Cara Elisabetta,
    grazie per l’affetto che hai per noi.
    Per me é una grande consolazione e mi fa sentire Isabella piu vicina. Ti abbraccio forte forte insieme a Puccio, con lo stesso affetto, Nichi.

  2. NIKISA ha detto:
    14 novembre , 2012 at 20:55

    Messaggio dalla nipote Monica (12/11/2012 ore 23:55:54) in occasione del 3° anniversario dell dipartita di Isabella.

    “Nicki carissimo, un pensiero dal cuore per te e per Isa che ami oltre la tua vita stessa… Ieri non ho voluto scriverti per lasciare a te solo il ricordo innamorato di questa donna preziosa che tanto hai amato e che continui ad amare ogni giorno che passa… Le tue lettere e le tue poesie sul sito sono la testimonianza più bella e profonda del tuo sentimento che continua a far vivere l’anima preziosa che aveva Isa… Ogni suo dipinto ne e’ testimonianza e racconta di lei e del suo amore per la vita… E tu, ancora oggi, scrivi con animo innamorato rendendo lei, più bella di sempre… Ti lascio un bacio con grande affetto ed un abbraccio grande anche da Renato.
    Monica”

    Cara Monica, le tue parole mi hanno toccato il cuore e, sono sicuro, sono volate il cielo e raggiunto Isabella che ha pianto insieme a me nel leggere le tue espressioni di profondo affetto.
    Ringrazio te e Renato per esserci vicini.
    Con Isabella ricambiamo il vostro bacio.
    Con lo stesso affetto, Nichi.

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