APOLOGIA DELL’ARTE

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a Isabella da Nicolò
poesia esistenziale

APOLOGIA DELL’ARTE


Ciao Amore mio … è l’alba! Assorto contemplo il mare:
la spiaggia, il cielo, il sole, quello che attorno appare.
Poi guardo alle mie spalle dove domina la montagna
che, ora ripida, ora dolce, si unisce alla campagna.
I suoni e i colori, insieme, si fondono con armonia,
un’opera impareggiabile mi fa dolce compagnia.
Frange l’onda sulla sabbia e l’erba si dibatte al vento,
le fronde che stormiscono, mandano suoni d’argento.
Le nuvole alte nel cielo ed il volo dei gabbiani
fra loro si rincorrono … inseguono il domani.
Sembrano opere d’Arte che i musici e i pittori
han saputo realizzare con note e con colori.
Le opere che composero, se non furono banali,
rimasero patrimonio a noi poveri mortali.
Tutti quei capolavori, immutabili nel tempo,
sono messaggi eterni, inviati dall’Olimpo,
dove artisti senza età in un novel Parnaso
riunitisi in congrega sconfissero l’Occaso.
Così la conoscenza ogni barbarie vinse
e nacque la cultura, che dall’Arte attinse.
Ormai spazio e tempo non sono limitazione
la fantasia ora spazia, é un’altra dimensione.
L’ispirazione coniuga l’Arte con la Scienza
e insieme costruiscono una nuova conoscenza.
Ed ora anche tu Amor mio sei giunta nel consesso
dove ognuno da parte sua ispirerà la via al progresso:
dipingere nuovi quadri, comporre nuove melodie,
scoprire nuove invenzioni e rivalutare le filosofie.
Urgono ora questi doni  rari, se ce li vorrete destinare,
potranno migliore il mondo, purché ne sappia profittare.

in San Vito lo Capo il 10 di ottobre alle ore 05,00

COMMENTO DELL’AUTORE


L’Autore in questa sua lirica prende spunto dall’Arte della sua amata sposa Isabella per comporre una “APOLOGIA DELL’ARTE”, intesa come molla che, di pari passo con la “Scienza”, produce quegli strumenti atti a favorire il “Progresso” umano.
Nella sua speculazione filosofica l’Autore sottolinea l’influenza dell’Arte sia nelle Discipline Umanistiche, sia in quelle Scientifiche e celebra gli Artisti di ogni tempo i quali, con le loro opere immortali, hanno saputo sollecitare la fame di “Conoscenza”, unica vera molla che ha sospinto l’Umanità verso il Futuro.
Esempio immortale del matrimonio dell”ARTE” e della “Scienza” rimane il grande italiano LEONARDO DA VINCI che ne fece una straordinaria sintesi visiva nella rappresentazione de “L’uomo di Vitruvio”, simbolo della “Sezione Aurea” di greca memoria.


In definitiva il “rapporto aureo” lega indissolubilmente il mondo dell’”ARTE” con quello della “Scienza”, infatti sembra dare alla visione dello spettatore una sensazione di geometrica armonia. Ciò avviene perché chi guarda é condizionato da canoni estetici e da modelli culturali o c’è qualcosa di più profondo nell’inconscio che ci porta inevitabilmente a preferire certi rapporti?


In proposito si può osservare che il rapporto aureo si ritrova anche in civiltà lontane, certamente non condizionate dai modelli culturali occidentali, come per esempio la piramide di Teotiuacan in Messico.


Ricerche effettuate sul sito: http://www.liceoberchet.it

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