A.D. 1939

A.D. 1939  (pag.1)

A.D. 1939 (pag.1)

A.D. 1939  (pag.2)

A.D. 1939 (pag.2)

A.D. 1939

poesia esistenziale

Il dieci di giugno venne su questa terra
ed al compir dell’anno arrivò la guerra:
il padre era partito prima che nascesse …
passarono sei anni prima che tornasse.
Le ninne nanne … i bombardamenti,
poi nacque la paura con i primi denti.
Gli uomini in strada? … solo militari
che vestivano uniformi di vari colori,
che parlavano lingue con vari accenti,
che provenivano da diversi continenti;
chi fu alleato si trasformò in nemico,
poi l’avversario si trasformò in amico.
Quel bambino visse nella confusione,
subì eventi senza capirne la ragione.
Fiorirono commerci di natura strana
per fronteggiare un’esistenza grama;
qualunque affare allora era permesso:
vendere viveri, abiti … ed anche sesso.
Venne la pace, così ricominciò la vita,
ma il passato si cancellava con fatica:
compagni di giuoco dall’aspetto strano,
chi nordico, chi orientale , chi africano,
furono bollati come “figli della guerra”,
chiamati senza colpa a viver sulla terra.
Certamente non furono frutti dell’Amore,
ma della violenza, della fame, del dolore.(*)
Dopo i commerci immorali e poco onesti
s’iniziò a dimenticare quei tempi funesti,
però ancora scarseggiava il senso morale
il “negozio”era fondato solo sul “venale”.
Ma dal “bisogno” uscì un nuovo mondo:
nacque un bocciolo, il letame fu fecondo.(**)
Quel bimbo crebbe, visse il cambiamento
mentre il benessere aveva il sopravvento,
ma quanto più la “prosperità” aumentava
sempre di più l”ingordigia” si accresceva.
E così alla fine il processo sì era invertito,
la “cupidigia” aveva sconfitto la “morale”,
ma da ciò nacque nuovamente l”appetito”
di “uguaglianza” e di “rinascita sociale”.
L’obiettivo con gran fatica fu raggiunto,
ma l’egoismo riprese ancora forza nuova
e all’improvviso, con un pernicioso spunto,
l’ antico dominio recupera e poi rinnova.
Ma il bambino che visse le trasformazioni
ha la speranza che in un prossimo “futuro”
la buona volontà delle nuove generazioni
costruirà un mondo più giusto e duraturo.

in Roma, il 22 di settembre del 2012 alle ore 03,30

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(*) MARROCCHINATE

http://www.youtube.com/watch?v=bO2RoB0quzs&feature=player_detailpage – video da “LA STORIA SIAMO NOI”  di RAI 3 – parte 1^

http://www.youtube.com/watch?v=ANAZFnPGjCE – video da “LA STORIA SIAMO NOI”  di RAI 3 – parte 2^

http://vittimemarocchinate.blogspot.it/2011/03/donne-stuprate-da-i-liberatori.html – I “Liberatori” stuprano le donne Ciociare…. Articolo pubblicato sul BLOG della A.N.V.M. l’ 11/03/2011

http://www.youtube.com/watch?v=_yt-O-TlixI&feature=player_detailpage – Testimonianze ciociare delle “Marocchinate”.avi

Per la brutalità di alcune scene e per le atrocità raccontate si raccomanda la massima prudenza nell’aprire i LINK segnalati.

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(**)  VIA DEL CAMPO  (Fabrizio De Andrè)                                                                     – http://www.youtube.com/watch? v=EEH7bSeSL84&feature=player_detailpage

Via del Campo c’è una graziosa
gli occhi grandi color di foglia
tutta notte sta sulla soglia
vende a tutti la stessa rosa.
Via del Campo c’è una bambina
con le labbra color rugiada
gli occhi grigi come la strada
nascon fiori dove cammina.
Via del Campo c’è una puttana
gli occhi grandi color di foglia
se di amarla ti vien la voglia
basta prenderla per la mano
e ti sembra di andar lontano
lei ti guarda con un sorriso
non credevi che il paradiso
fosse solo lì al primo piano.
Via del Campo ci va un illuso
a pregarla di maritare
a vederla salir le scale
fino a quando il balcone ha chiuso.
Ama e ridi se amor risponde
piangi forte se non ti sente
dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fior
dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fior

COMMENTO
L’Autore ripercorre con la Memoria gli avvenimenti salienti della sua vita, con particolare attenzione al periodo bellico e post-bellico, avvenimenti che hanno lasciato in lui una profonda traccia perché osservati con l’anima candida di un bambino.
Infatti, non parla in prima persona bensì come un osservatore esterno che raccoglie le impressioni di un bimbo che ancora non si capacita che gli avvenimenti, di cui è stato testimone in prima persona o per dirette testimonianze altrui, siano davvero accaduti.
Rimane, però, nell’Autore il candore di quel bimbo e chiude la sua lirica con un messaggio di speranza, fondato appunto sui bambini che erediteranno questo mondo malato.

GUERRA DI MONDI

GUERRA DI MONDI (pag.1)
GUERRA DI MONDI (pag.1)
GUERRA DI MONDI (pag.2)
GUERRA DI MONDI (pag.2)

GUERRA DI MONDI

Poesia esistenziale
Pare che la vita torni a riempir lo spazio
mentre il Silenzio ch’era già incombente
sembra aver abbandonato quel sodalizio
che avea stipulato con un orfano dolente.
Ma è un inganno, solo l’aspetto cambia,
con frode s’è insinuato nel tuo interno
la sua presenza in tè non è più dubbia
fuori è Luce, nell’animo tuo è Inverno.
E’ un modo d’essere, o è quasi uno stato
che spegne gli aneliti e soffoca la mente?
La voce del cuore finora ti ha guidato,
oggi è diventata flebile , è quasi assente.
Il Mondo d’attorno, con il suo rumore,
impoverisce il tuo bagaglio di ricordi
s’illude invano di cancellar l’Amore
con cui lo serbi, affinché tu lo ricordi.
Gli amici cari però ti son di conforto
e ti aiutano a liberarti dal tuo guscio,
tentano di convincerti che hai torto
nel cedere al dolore: su, fatti forza !
A volte però sembra che la compagnia
ti faccia, invece, rinchiudere in tè stesso
perché il Mondo segue con la sua abulia
ad ignorar colui che dal dolor fu scosso:
più tu l’osservi e più credi essere avulso
a quella ostile realtà che or ti circonda,
quasi fossi un alieno con il folle impulso
di abbandonarti nel tempestio dell’onda.
Tutto quello che oggi ti scorre addosso
tu lo subisci inerme, parte é del giuoco:
vivi come prima, ma non sei più lo stesso,
vivi nel passato, il presente è fuori luogo.
Il tuo vero luogo è il Mondo Iperuranio
dove ti aspetta trepida la tua cara sposa,
nel tuo Mondo di oggi tu vivi solitario …
la vita nel futuro sarà ancora amorosa.
L’Amore Universale riunirà gli Amanti
che un Fato avverso separò anzitempo,
se fu vero Amore, che li legò viventi,
si riuniranno nel Mondo senza tempo.
In Roma, il 9 di settembre del 2012 alle ore 04,40

RECENSIONE DELL’AUTORE
L’Autore, da un po’ di tempo, per testimoniare al Mondo il sentimento d’Amore che lo lega alla sua sposa Isabella, non si accontenta più di dedicarle le sue liriche, ma cerca di illustrarle con immagini e musiche appropriate, scavando nei suoi ricordi o cercandole nella su “Internet”.
E’ ovvio che l’Autore si rende conto che questa sua interpretazione è viziata dal suo stato d’animo sofferente, che cerca di dare una spiegazione plausibile, seppure metafisica, a fatti e coincidenze peraltro inspiegabili razionalmente nella loro sequenza ripetitiva.
Queste considerazioni, comunque, raggiungono lo scopo e gli permettono di sopravvivere, seppure con dolore, al tempo che lo separa dal ricongiungimento al suo Amato Bene.
Toccante è stato l’incontro inaspettato con la canzone (finora sconosciuta a questo Autore) “L’OCEANO DI SILENZIO” di Franco Battiado, nella cui musica si avverte un profondo e costante bisogno di spiritualità: da citare su tutti: E ti vengo a cercare, L’oceano di silenzio, L’ombra della luce.
In questa sua attività ha avuto modo di constatare come strane coincidenze lo indirizzano nella sua analisi, quasi ci fosse una mano superiore che lo voglia aiutare nelle ricerche affinché la realizzazione dell’impegno che si è prefisso, ossia divulgare l’Arte di Isabella, gli restituisca la pace perduta con la dipartita della donna amata.

“L’OCEANO DI SILENZIO”
di e canta Franco Battiado
http://www.youtube.com/watch?v=tfqwo73wjVU&feature=player_detailpage
(testo)
Un Oceano di Silenzio scorre lento
senza centro né principio
cosa avrei visto del mondo
senza questa luce che illumina
i miei pensieri neri.
Quanta pace
trova l’anima dentro
scorre lento il tempo di altre leggi,
di un’altra dimensione
e scendo dentro un Oceano di Silenzio
sempre in calma.


ANCORA AMORE ANCORA

ANCORA AMORE ANCORA pag.1
ANCORA AMORE ANCORA pag.1
ANCORA (canzone)
ANCORA (canzone) pag.2
ANCORA
(Migliacci – Mattone) canta Eduardo De Crescenzo
http://www.youtube.com/watch?v=q4wie031-b4&feature=player_detailpage

ANCORA AMORE ANCORA
a Isabella da Nicolò
Ancora cerco la tua dolce compagnia
Ancora cerco colei che allor fu mia
Ancora bramo i tuoi dolci baci
Ancora  bramo ascoltarti … ma tu taci
Ancora mi rigiro dentro il letto
Ancora io da te mi sento attratto
Ancora ti vorrei stringere al cuore
Ancora tu continui a darmi Amore
Vivo è il ricordo di quell’ultima notte,
prossima alla dipartita e tu volesti
farmi dono ancor d’anima e corpo
perché poi ne serbassi la memoria.
Il mio Amore terreno finì allora,
ora il mio cibo è quello Spirituale
e lo serbo, nel mio cuore solitario,
per la Sposa che m’insegnò ad amare.
Tu continui a tenermi compagnia
ed io ti sento sempre più vicina;
ti vedo in casa ed anche per la via,
la notte sogno le tue visite desiate.
Ancora Amore, ancor ti voglio bene
Ancora Amore, ancora noi c’amiamo
Ancora Amore, noi c’incontreremo.
Quando infine giungerà l’ora in cui,
abbandonato il corpo, volerò anch’io
per raggiungerti nella tua dimora,
terminerà questo nostro lungo addio.
Ancora Amore noi grideremo insieme
Ancora “gente noi ci vogliamo bene”
Ancora  voleremo mano nella mano
Ancora potremo dirci che ci amiamo
in Roma, il 7 di settembre del 2012 alle ore 03,30
L’Autore continua a scrutarsi dentro per ricercare un contatto sempre più stretto con la sua amata sposa. Nel ricordare quello che fu l’addio all’Amore terreno passa in rassegna i segni che, nella sua passeggera solitudine, lo preparano al ricongiungimento nel “Mondo dell’Amore Universale”. La sua metrica è incostante e sfugge alle leggi della poesia per seguire invece: “quel che gli va dettando il cuore”.
dalla Divina Commedia di Dante Alighieri : E io a lui: “I’mi son un che, quando Amor mi spira, noto, e a quel modo ch’e’ ditta dentro vo significando.”
(Canto XXIV del Purgatorio vv 52-54) Dissertazione sulla poetica fra:  Bonagiunta Orbicciani e Dante Alighieri

ANCORA
(di Migliacci – Mattone – canta Eduardo De Crescenzo)
http://www.youtube.com/watch?v=q4wie031-b4&feature=player_detailpage


E’ notte alta e sono sveglio
sei sempre tu il mio chiodo fisso.
Insieme a te ci stavo meglio
e più ti penso e più ti voglio.
Tutto il casino fatto per averti
per questo amore che era un frutto acerbo
e adesso che ti voglio bene io ti perdo …
ANCORA
ANCORA
ANCORA
Perché io da quella sera
non ho fatto più l’amore senza te …
E non me ne frega niente senza te …
Anche se incontrassi un angelo direi:
“non mi fai volare in alto quanto lei”
E’ notte alta e sono sveglio
e mi rivesto e mi rispoglio.
Mi fa smaniare questa voglia
che prima o poi farò lo sbaglio
di fare il pazzo e venir sotto casa
tirare sassi alla finestra accesa,
prendere a calci la tua porta chiusa chiusa …
ANCORA
ANCORA
ANCORA
perché io da quella sera
non ho fatto più l’amore senza te
e non me ne frega niente senza te.
ancora
AMORE
ancora
ancora
AMORE
ancora

CANTO NEL SILENZIO

a Isabella da Nicolò
CANTO NEL SILENZIO

pag. 1

IL MONDO canta Jimmy Fontana
pag. 2

IL MONDO – canta Jimmy Fontana

http://www.youtube.com/watch?v=_0Tu-XD_9Po&feature=player_detailpage

No, stanotte amore
non ho più pensato a te
ho aperto gli occhi
per guardare intorno a me
e intorno ha me
girava il mondo come sempre.
Gira, il mondo gira
nello spazio senza fine
con gli amori appena nati
con gli amori già finiti
con la gioia e col dolore
della gente come me …
Un mondo
soltanto adesso, io ti guardo
nel tuo silenzio io mi perdo
e sono niente accanto a te.
Il mondo
non si é fermato mai un momento
la notte insegue sempre il giorno
ed il giorno verrà.
Oh Il mondo …
Il mondo
non si é fermato mai un momento
la notte insegue sempre il giorno
ed il giorno verrà.
dedicata ad Isabella da Nicolò

CANTO NEL SILENZIO

poesia esistenziale

Il giorno è ormai finito e si approssima la sera,
dietro, senza tregua, lo insegue la notte fiera.
Finora affaccendata con stupide quisquiglie
la mente ora rimpiange trascorse meraviglie:
lamenta la mancanza del bene ormai perduto,
il dolore e l’angoscia l’assediano, e cerca aiuto.
Non è un dolore vivo, pure quello è andato via,
quasi abbia accompagnato colei che già fu sua.
Un senso d’abbandono ha preso il sopravvento,
scivolano lenti i giorni fra panico e sgomento.
Tutto perde interesse, nulla più ha importanza,
pure gli impegni seri svaniscono in lontananza.
Lentamente scorre il tempo e si inseguono le ore,
io cerco distrazioni per combattere il mio dolore.
Poi, improvvisamente, da dentro sale un pianto
privo di lacrime: gemiti muti colmano il CANTO.
Quel che mi circonda son forse i miei fantasmi?
Son fantasmi del passato che emanano miasmi.
Che ci rimane dunque? Anche se combatteremo
soli noi venimmo al mondo e soli lo lasceremo.
Così al final di tutto non resta altro che niente,
solo rimirar fantasmi che opprimono la mente.
Resta una pena sorda che cresce e ti sommerge,
fiacca le tue difese, di mute lacrime ti asperge.
Che sia questa la via della rassegnazione?
No! Sento riemergere rabbia e ribellione.
Gli amici mi son vicini con il loro affetto,
la compagnia m’aiuta ed ora io l’accetto.
Lottano i sentimenti fra loro contrastanti,
bisogna farsi forza, opporsi, andare avanti
pur se l’animo, a volte, rifugge quell’aiuto,
isolandosi nel bozzolo di un silenzio muto.
Àncora di salvezza rimane solo tua memoria:
in quella confido perché viva la nostra storia.

il 2 di settembre del 2012 alle ore 04,00
L’autore continua a poetare scosso da sentimenti altalenanti fra la necessità di raggiungere la rassegnazione, l’autocommiserazione, la rabbia e la ribellione, il rifugio negli amici.
La sua ispirazione subisce l’influsso della fluttuazione dei suoi stati depressivi e così anche i suoi versi oscillano in una variabile estensione sillabica, che segue le onde fluttuanti dei suoi umori e delle sue sensazioni contrastanti, tali che l’aspetto grafico della scrittura assume una forma sinusoidale che tradisce la confusione dei suoi sentimenti.
Unica ancora di salvezza rimane l’impegno di testimoniare al mondo l’attività artistica della sua amata sposa Isabella.

GRANDE

GRANDE

GRANDE

! GRANDE !

poesia esistenziale

GRANDE … GRANDE … GRANDE
Grande è il mio dolore, grande come il mondo,
contiene tutto quanto vi è di più profondo. (*)
Nato quando partisti io con lui rimasi solo,
gravato dal suo peso oramai più non volo.
Ma questa sofferenza che oggi ho nel cuore (**)
investe tutto il mondo per alimentar Dolore.
Vedendo tante strazio il cuore mio ne soffre,
e del prossimo le pene il cuore a me le offre.
Che lo siano davvero o solo delle finzioni
si sommano alle mie, diventano “bubbone”.
Il dolore che io provo non è soltanto il mio,
pure quello del mondo oggi lo soffro anch’io.
E’ una mia debolezza? Il dolore è personale?
No! Esso ci affratella per debellare il Male.
E allora mi consolo, non è soltanto mio,
fa parte della Vita a cui diremo Addio!
Quando sarà quel giorno e tutto si sarà ricomposto
le anime si ritroveranno e il Male non avrà posto.
Anche noi ci ritroveremo, saremo ancora insieme,
il Dolore ci farà da guida verso una nuova Speme.

in Roma il 31 di agosto del 2012 alle ore 04,00
(*)Grande è il dolore del mondo e troppo è il peso delle cose per l’uomo. Non senti il grido insensato, l’urlo di rabbia che sale dall’abisso del cuore? Tumultuoso e torbido grido è il dolore, quando a fior di terra ha la sua sorgente. Ma come questa si nasconde nei remoti anfratti della roccia, l’urlo è messaggio delle oscure profondità del cuore. Affonda, invocata, la spada a doppio taglio nella ferita sanguinante e la risana: e la potenza dello Spirito frantuma la roccia. La polvere impastata di pianto, al soffio misericordioso è, di nuovo vivente. Splendida corona, incancellabili stimmate dell’umano travaglio, brillano le lacrime di gioia.
“Il pensiero della settimana” pubblicato da “il Risveglio”, settimanale della Città e della Diocesi di Fidenza, il 16 settembre 2011
(**)Non lascio che neanche un singolo fantasma del ricordo svanisca con le nuvole, ed è la mia perenne consapevolezza del passato che causa a volte il mio dolore. Ma se dovessi scegliere tra gioia e dolore, non scambierei i dolori del mio cuore con le gioie del mondo intero.

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