IL DONO

IL DONO

IL DONO

ad Isabellina, ad Isabella, a Nello …… da Nicolò

E’ tornata Isabellina …
fu dai nonni siciliani,
è tornata stamattina …
forse la vedrò domani.
Al vederla mi dà gioia,
il sorriso è ammiccante,
scaccia oggi la mia noia,
il mio cruccio lacerante.
Con te, Isabella, fui felice
pur se io non volli prole,
il mio cuor oggi m’el dice …
quelle mie eran solo fole.
Tu partisti all’improvviso
ed io rimasi afflitto e solo,
ma un DONO dal paradiso
m’inviasti come “consòlo”.(*)
Ed insieme al nonno Nello
preparaste un’operazione
e per chi restò orfanello
giunse la consolazione.
Da quel gesto sì pietoso
un legame nuovo è nato
e l’Amor che ci fu ascoso
Isabellina ha rimpiazzato.
Mamma Laura nella bambina
vede l’immagine di suo padre,
ed io contemplando Isabellina
le dolci movenze tue leggiadre.
Questo è DONO benedetto
che dal cielo ci è piovuto,
ora quel Fato maledetto
si è piegato e resta muto.
E’ il trionfo degli Amori,
con tutti i suoi segnali:
per i figli, pei maggiori,
per gli sposi che son soli.
Grazie dolce Isabellina,
tu rallegri i nostri cuori,
con te sera si fa mattina,
si dimenticano i rancori.
Grazie a Nello ed Isabella,
grande fu il vostro DONO,
la vita oggi è ancora bella
perché AMARE non è vano.

in Roma il 28 di agosto del 2012 alle ore 01,15
(*) consòlo m. sing. (pl: consòli) da “wikipedia”
-(antico) cibo preparato per la ristorazione del pellegrino o del viandante;
-(regionale): cibo mandato per tradizione ai familiari del defunto per alcuni giorni dopo il decesso;
-(letterario): bevanda offerta al condannato a morte per annebbiare la coscienza prima del supplizio.

IL 15 DI AGOSTO

IL 15 DI AGOSTO 1
IL 15 DI AGOSTO (testo)

IL 15 DI AGOSTO (notizie)

IL 15 DI AGOSTO (notizie)

IL 15 DI AGOSTO

a Isabella da Nicolò

Quel quindici d’agosto nacque la passione
ma al tempo stesso nacque anche l’Amore;
poi, lo stesso giorno, il sogno fu compiuto
perché unì le anime ed i corpi con ardore.
È il cuore mio che parla, spinto dal dolore,
ed oggi vuole inviarti ancora il suo saluto
perché sempre più alimenti il nostro Amore
fino a ché il mio tempo non sarà scaduto.
Passerò il giorno con il gruppo a noi caro,
la Scuola Sub che fu la nostra compagnia,
e sarai con noi, con il tuo sorriso chiaro,
per ricondurci ad un passato di armonia.
Passerò a prenderti domani, di mattina,
fatti pronta per potermi accompagnare,
e la tua immagine, a me sempre vicina,
la porterò nel cuore per poterti amare.
Ti riaccompagnerò, sul finir del giorno,
verso il tuo mondo, dove tu mi attendi:
ci saluteremo sulla strada del ritorno
pria che la notte il mio sogno affondi.
In quel mondo, che è fra cielo e mare, (*)
finalmente la coppia si potrà riunire,
nulla più , allora, ci potrà separare …
la nostra Unità mai più potrà finire.

in Roma il 15,00 di agosto 2012 alle ore 24,00

(*) CIELO E MARE (video di Pietro Vizzini)
http://www.youtube.com/watch?v=Vm8xlsJMXsU&feature=player_detailpage

L’Autore, in questo 15 di agosto, giorno in cui si conobbero (1966) ed in cui si sposarono (1970), manda un messaggio di Auguri alla sua sposa Isabella per comunicarle che ha accettato l’invito degli antichi amici subacquei e le chiede di partecipare alla riunione.
Un nuovo “sogno” ha inizio: andrà a prenderla dove riposa e poi la riaccompagnerà ”sul finir del giorno”, prima che l’atmosfera onirica si dissolva.
La giornata termina ricordando la “profezia Maya” che, insieme ad Isabella, conobbero durante la loro permanenza in Centro-America.

LA FINE DEL TEMPO (profezia Maya)

Nel 2012 arriverà la fine del mondo? Il 21 dicembre 2012 finirà la vita sulla terra?
C’è chi ha sostenuto o continua a sostenere che l’anno 2012 sia destinato a chiudersi con la fine del mondo.
Sono state molte le ipotesi catastrofiste avanzate e su tutte capeggia quella più suggestiva e violenta: il 21 dicembre 2012 un asteroide dovrebbe cadere sulla terra provocandone la distruzione.
Ma chi ha previsto la fine del mondo? Chi ha identificato nel 2012 l’anno della catastrofe distruttiva?
Secondo i bene/male informati la profezia della prossima ed imminente fine del mondo sarebbe contenuta nelle scritture Maya. Attenzione, chi individua negli studi dei Maya una profezia catastrofista potrebbe commettere un errore: in vero i Maya non hanno mai esplicitamente espresso alcuna vaticinio sulla fine del mondo e non si ha traccia di nessuna evidente loro profezia relativa al 2012 come anno della distruzione globale.
Per i Maya questo 2012 sarebbe stato solo l’anno conclusivo del loro calendario. Mentre noi abbiamo un sistema di computo del tempo capace di misurare gli anni all’infinito (infatti calcoliamo lo scorrere delle età basandoci sulla ripetizione ciclica e matematica dei mesi), i Maya, invece, avevano un calendario “finito” ovvero composto da un numero di anni predeterminato.
Di quanti anni era composto il calendario Maya e cosa sarebbe accaduto una volta esauriti tali anni?
I Maya consideravano nei loro calendari cicli finiti di 5 mila anni ciascuno: questi 5 mila lunghi anni corrispondevano ad un’era. Una volta chiusi tali lunghi periodi non sarebbe finito il mondo ma semplicemente, al termine del computo, i Maya dichiaravano conclusa un’era e accoglievano l’inizio dell’era successiva.
Il 2012, secondo le previsioni Maya , chiude un’era e determina un cambiamento cagionato dal passaggio ad una nuova era. Ciò dimostra che verosimilmente nessuna previsione catastrofista è contenuta nelle scritture Maya: chi paventa ipotesi terribili confonde la fine del calendario Maya con la fine del mondo e di fatto c’è una enorme differenza tra queste due cose!

IL “FALCO” AL “LUPO”

a Isabella da Nicolò

Grazie Amore mio … Grazie Isabella !
Prezioso è il dono, giunge da una stella.

IL DONO
IL DONO

Domenica scorsa una lirica t’inviai:
“Er lupo solitario”, così la intitolai.
E nel comporre quel saluto mio
al film “Lady Hawke” m’ispirai:
insieme lo vedemmo, tu ed io …
ed oggi con amor me lo ridai.
Ho appena interrotto il mio lavoro,
tutto l’archivio ho da ricomporre,
a consumar la cena mi dimoro …
un poco di tivu mi fa distrarre.
Nei programmi nulla d’interesse,
sport, film mediocri e frivolezza:
nella mente solo ombre represse
scortano una vita che si spezza.

LE OMBRE
LE OMBRE

Poi d’improvviso in televisione
intravedo un ché di familiare …
l’immagine mi pare una visione,
un film che non doveva andare.
Il nostro film del Falco e del suo Lupo,
storia d’amore che vinse il maleficio …
attonito rimasi … sono punto a capo …
me lo mandasti tu, a mio solo beneficio.

IL LUPO ED IL FALCO
IL LUPO ED IL FALCO

Quando una musica, quando una visione
quasi per caso mi raggiungono improvvise,
a volte in radio, a volte in televisione,
riuniscono ancora le carni già divise.

AMANTI DIVISI di René Magritte (1928)
AMANTI DIVISI di René Magritte (1928)

Mi accompagnasti in tutto il mio cammino
e ora dal mondo ultraterreno mi proteggi,
continui ancora ad essermi vicino,
vivi accanto a me tutti i miei OGGI.

in Roma, domenica 12 di agosto del 2012 alle ore 24,00

Ancora una volta l’Autore rimane profondamente scosso da avvenimenti che potrebbero sembrare solo coincidenze ma, ripetendosi nel tempo, lo convincono sempre più che c’è un disegno superiore ad ogni sua umana comprensione.
La passata domenica, 5 di agosto, indirizzò una propria lirica all’amata Isabella, traendo spunto da ricordi di un tempo felice: la visione del film”Lady Hawke”, che narra la storia di due infelici amanti colpiti dal maleficio di un malvagio Vescovo, invaghitosi della dolce Isabella d’Angiò: aiutato dalle forze del Male questi condannò il giovane a trasformarsi di notte in “lupo” e la fanciulla, di giorno, in “falco”, così da impedire loro qualsiasi possibilità di contatto.
Alla fine il maleficio sarà interrotto quando, a causa di un’eclissi solare, ci sarà “una notte senza giorno ed un giorno senza notte” ed il malvagio sarà ucciso, sicché gli amanti potranno riunirsi.

ISABEL e NAVARRE / ISABELLA e NICOLO'
ISABEL e NAVARRE / ISABELLA e NICOLO’

Finalmente l’AMORE trionferà sul MALE.

ER LUPO SOLITARIO

a Isabella da Nicolò

Io oggi sto a fa ‘na vita da cani,
nun ce l’hanno manco l’infami!
È da quanno tu sei partita
che io penso de falla finita.
Io de notte so’ come ‘n lupo

l'uomo lupo
l’uomo lupo

però poi piango come ‘n pupo,
tu de giorno voli ner cielo alto
co’ le ali spiegate, come falco.
E’ stata propio crudele la fattura
e ancora oggi a noi ce fa paura:
dar cielo me cerchi tutto er giorno
e io de notte aspetto er tuo ritorno.

il falco ed il lupo
il falco ed il lupo

Er destino fu proprio un gran boia:
perché s’è ‘nventato questa storia?
De notte me rigiro, guardo’ ntorno
e gnente più me stuzzica interesse:
me ‘nsogno de cammina’ pe’ via
ch’è vota così com’è la vita mia.
Poi c’aripenzo e poi m’aripento …
pe’ te io ciò ancora er sentimento,
come fossi ‘n’impaurito regazzino
solo ar buio co ‘no scarso lumicino.

il lumicino
il lumicino

Ma vedo poi la tua luce radiosa
come quanno tu eri fresca sposa,
quanno noi da Trestevere partimmo
pe’ potesse mpadroni’ der monno.

la partenza
la partenza

Come ‘n pupo che va a scola
pe’ mpara’ a parla’ cristiano
ricomincio a usa’ er dialetto
pe’ ripetete ancora … IO T’AMO.
‘Sta casetta scarcinata
che mò è la vita mia,
mò dev’esse’ riparata:
T’AMO TANTO E … COSÌ SIA

in Roma, domenica 5 di agosto alle ore 05,15
COMMENTO E NOTIZIE
Nei momenti di maggior sconforto l’Autore si sente come un lupo in gabbia,
il lupo
il lupo
quasi che il nome patronimico “LUPO”, che la sua famiglia tramanda da secoli ai figli maschi, si fosse impossessato della sua anima.
Questa sensazione gli ha fatto tornare alla mente un’antica fiaba del ‘200.
In un borgo fortificato del Medio Evo francese ha la sua corte un vescovo-signore, uomo di animo malvagio e corrotto: invaghitosi di Isabella d’Angiò, la fidanzata del capo delle guardie Etienne Navarre, indirizza alla giovane e bella coppia la sua maledizione.
Il maleficio condanna l’uomo ad andarsene ramingo, ogni notte, trasformato in lupo mentre la sua donna lo segue, ma solo di notte, e di giorno, invece, sarà trasformata in un falco che accompagnerà l’amato bene, aggrappato al suo pugno.
l'uomo ed il falco
l’uomo ed il falco

Ci sarà l’opportunità di rompere la maledizione e far tornare normali i due innamorati solamente quando ci sarà “Una notte senza il giorno e un giorno senza la notte”; quando Etienne si appresta a uccidere il Vescovo, credendo Isabella morta per sua mano, all’ultimo momento gli fa grazia della vita. Proprio allora avviene un’un’eclissi solare (“Una notte senza il giorno e un giorno senza la notte”) ed Isabella compare improvvisamente in forma umana.

La maledizione ha quindi termine, ma il perfido Vescovo tenta ancora di uccidere Isabella, ma Etienne, prontamente, lancia la spada contro il malvagio prelato e lo uccide.

La fiaba è stata il soggetto di un film del 1985 intitolato Lady Hawke (Lady Falco),ottimamente interpretato da Michelle Pfeiffer e Rutger Hauer e che, allora, l’Autore e la sua defunta sposa Isabella videro ed apprezzarono.

Lady Hawke -1985
Lady Hawke

L’Autore,nella sua ispirazione, rimane preda inconsciamente di una forma di Regressione che lo riporta ai tempi in cui si svolge la vicenda, per cui i versi che gli escono di getto sono nel suo dialetto “romanesco”, che allora cominciava a muovere i primi passi sull’onda del trapasso dalla lingua “latina” al “volgare”, che cominciò ad affermarsi inizialmente in ambito regionale.

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