LA NOTTE DELL’ADDIO

a Isabella da Nicolò

Son tornato a Calampiso

Calampiso
Calampiso

per accompagnar gli amici

e con l’animo un po’turbato

nel villaggio io sono entrato.

Una ridda di sentimenti

il mio animo ha travolto,

i ricordi eran stupendi …

m’appariva il tuo bel volto.

il volto

il volto di Isabella

E nel mentre ritornavo

al rifugio di San Vito

ho acceso la mia radio

ricordando il tuo viso.

Il segnale era fallace,

ora andava … ora veniva …

poi di colpo s’è fatto chiaro …

una mesta elegia allusiva.

Per il resto della strada

una lirica struggente

ha turbato il cuore mio …

fu “LA NOTTE DELL’ADDIO”.

É da quella triste notte,

è da quando sei partita,

che il nostro grande amore

par mi sfugga fra le dita.

... fra le dita
… fra le dita

Ma mio sogno è trattenerlo,

per lasciarlo ancora in vita

e, seppur grave è il fardello,

voglio io vincer la partita.

Dal  tuo Mondo Ultraterreno

Mondo Ultraterreno
Mondo Ultraterreno

tu m’invii questo messaggio

messaggio da un voltto
messaggio da un volto

perché rafforzi l’Amor mio,

perché  dia nuovo coraggio.

Così io son tornato a casa,

il nostro nido di San Vito,

Casa San Vito
Casa San Vito

che fu la tua culla d’Arte

Piccola Galleria
Piccola Galleria

per il tuo bel sogno antico.

Ed ho preso carta e penna

per dar corpo ai miei pensieri:

dovrò vivere il Domani

con la forza dello Ieri.

ADDIO mio caro Amore,

or ti do la Buona NOTTE,

te la invia il mio cuore

fra lacrime ininterrotte.

in San Vito lo Capo, domenica 29 luglio 2012 alle ore 04,30

L’Autore, sempre più immerso nei suoi ricordi, avverte strane coincidenze fra la sua vita passata ed alcuni testi di canzoni che sembrano tratti dalle sue esperienze di vita, quasi ci fosse una regia nascosta. Accade sempre casualmente, in particolari momenti, di ascoltare dei canti che calzano puntualmente con i suoi stati d’animo e gli ricordano la sua amata sposa Isabella. Così, ogni volta, profondamente scosso si rifugia nella scrittura a cui fa da contorno con ricerche bibliografiche che vanno ad arricchire le sue liriche, in aggiunta ai brani musicali che l’hanno maggiormente colpito. In questo caso la canzone è


“LA NOTTE DELL’ADDIO” (di Alberto Testa e Memo Remigi)

La notte dell’addio
il buio dentro e intorno
poi quando vuole Dio
si accende un nuovo giorno;
la nostra casa vuota
il sole inonderà
ma tu non ci sarai
e mi mancherai
amore mio.
La notte dell’addio
neppure una parola
tu contro il petto mio
La notte di Romeo e Giulietta
la notte di Romeo e Giulietta
non vuoi restare sola
io ti prometto amore
che mi ricorderò
del bene che mi hai dato
del bene che ti ho dato
addio.
Come un filo che si spezza
come sabbia che nessuno
mai nessuno
può tenere tra le dita
ora la mia vita
si allontana dalla tua.
La notte dell’addio
il buio dentro e intorno
poi quando vuole Dio
si accende un nuovo giorno
la nostra casa vuota
il sole inonderà
ma tu non ci sarai
e tu mi mancherai
addio.
Come un filo che si spezza
come sabbia che nessuno
mai nessuno
può tenere tra le dita
ora la mia vita
si allontana dalla tua.
La notte dell’addio
neppure una parola
tu contro il petto mio
non vuoi restare sola
io ti prometto amore
che mi ricorderò
del bene che mi hai dato
del bene che ti ho dato
addio.

voluto come titolo della sua poesia, che ha completato con l’Epigramma n. 241“Stavo per dirti Addio”, tratto dal Libro V dell’Antologia Palatina,
Stavo per dirti Addio
Stavo per dirti Addio

di cui riporta il testo originale greco con la traduzione di Paolo Silenziario: (gr. Παῦλος Σιλεντιάριος ), poeta bizantino del 6º secolo d.c.

STAVO PER DIRTI ADDIO
Stavo per dirti:”Addio!”; ma subito
ho frenato la mia voce: e sono ancora qui.
Separarmi da te mi fa paura: è spaventoso,
come l’amara notte di Acheronte.
Splendore del mattino è il tuo; ma è muto
il giorno: tu invece mi porti in dono la tua voce,
anche più dolce di un canto di sirena.
In lei è sospesa ogni speranza del mio cuore.


(*) Luciana Bruno (25 aprile 2012 15:08) ha scritto:
Hai scelto uno degli epigrammi d’amore più belli dell’Antologia Palatina e di Paolo Silenziario in particolare. E’ l’epigramma 241 del libro V. Io ne conoscevo le pur belle traduzioni di Quasimodo e di Guido Paduano, che restano tutto sommato più aderenti al testo greco. Questa interpretazione le supera senz’altro in freschezza e originalità… Credo possa essere il cuore di una donna ad aver fatto la differenza: secondo me infatti l’autrice potrebbe essere Marina Cavalli che ha pubblicato la raccolta “Il miele di Afrodite. Tredici secoli di poesia d’amore in Grecia e in Roma”,Oscar classici greci e latini, Mondadori 1991.

ARRIVEDERCI

a Isabella da Nicolò

Ciao Amore … domani è Natale ,
ed il tuo Natale è anche il mio !
E’ un augurio da chi sta male
perché è orbato dell’Amor suo.
E a chi ci ha voluto separare,

LA SEPARAZIONE di Giovanni Rapiti

LA SEPARAZIONE di Giovanni Rapiti

gli fu vano  quell’intento !
Noi possiamo ancor volare
nell’immenso firmamento.
“Arrivederci” e non “Addio”
ci giurammo alla partenza …
forse fu volere di un iddio
che spartì l’appartenenza !

LO STRAPPO di Luc Selen

LO STRAPPO di Luc Selen

Noi ricucirem lo strappo …
sale al cielo la mia voce …
sola speme cui m’aggrappo
che ora a te  mi riconduce.
Oggi t’invoco dalla terra,
tu dal cielo mi rispondi,
io continuo la mia guerra
finchè s’uniranno i mondi.

LE ALI DELL'AMORE

LE ALI DELL’AMORE

Con le ali dell’Amore
noi potrem comunicare,
il motore sarà il cuore …
ci potremo riabbracciare.

In Roma il giorno 11 di luglio 2012 alle ore 16,00

L’autore dedica questa sua lirica alla diletta sposa Isabella, in occasione del suo compleanno, accompagnata da immagini che esplicitano il suo stato d’animo e da un video,  dallo stesso titolo, che riassume i suoi sentimenti.

ARRIVEDERCI (video)
http://youtu.be/2QvDb1Gti1M

RITORNO A CASA

A Isabella da Nicolò

Sto cercando di distrarmi …

con gli amici accompagnarmi.

Io lo so che mi fa bene

per sfuggire alle mie pene.

Io a fatica esco dal nido

pieno ancor del tuo sorriso:

sono certo … tu lo chiedi

perché io rimanga in piedi.

Certo è buona compagnia

che ristora l’alma mia,

mi distrae dall’ossessione

che debella il mio magone.

Fuoco dell'amicizia
Fuoco dell’amicizia

Paion quasi zingarate

fra i ricordi e le bevute:

all’inizio è medicina …

poi il sereno s’avvicina.

Ritorno a casa di Carmelo Velastro
Ritorno a casa di Carmelo Velastro

Ed infin, quando ritorno

sul finire di un bel giorno,

la melanconia, pian piano,

torna a prendermi la mano.

Vuoto è il nido che m’aspetta,

io … proseguo senza fretta:

2_LA CASA VUOTA
la casa vuota…
Il divano vuoto…
Il letto vuoto…
La tavola vuota…
La doccia vuota…
Il mio cervello vuoto…
Il mio cuore pieno d’amore per te…

il rientro è doloroso … !

AL SEREN SEGUE L’OCCASO !

Occaso della vita
Occaso della vita

E’ l’occaso di una vita

che mi sfugge fra le dita

resta sol l’amaro in bocca …

è il destino che mi tocca !

LE DITA
le dita

Ma la casa è il mio rifugio …

ne conosco ogni pertugio:

ogni angolo, ogni oggetto,

mi ricordano il tuo aspetto

Lentamente la tristezza

vola via come una brezza

e pian piano va affiorando

melanconico il mio pianto.

Torna ancora a consolarmi

ed io torno a innamorarmi.

 Consolazione di Edvard Munch (1907)
Consolazione di Edvard Munch (1907)

Volan via i momenti neri … !

SON FELICE COME IERI !

in Roma, domenica 08 luglio 2012 alle ore 03,40

L’autore prosegue il suo percorso con stati d’animo oscillanti fra l’avvilimento ed il conforto: ora cerca la distrazione, ora la rifugge.
La casa, che lui chiama “nido”, gli appare ancora quale unico rifugio che gli può offrire consolazione e sicurezza.
Finora non è riuscito a scorgere nessun segnale di calma nel mare procelloso della sua vita.

AMORE E’ VITA

a Isabella da Nicolò

Come pesa il giorno … e ancora più la notte!
Cerco rassegnazione … le acque si son rotte!
La mia vision del mondo, ancora più offuscata,
vede solo le miserie … la bontà è dimenticata.

La tua dolce figura man mano si allontana,
e la tua memoria vola come la tramontana.DOVE C'E' AMORE C'E' VITA

E’ triste questa vita privata del suo Amore
e invano l’alimento solo con il mio cuore.
E’ vano ogni mio sforzo di mantenerlo in vita,
resisto e poi combatto, sempre con più fatica.
Il tuo Amore è grande e sempre mi è vicino,
questa vita lo riduce quasi ad un lumicino.

719929152

Il mio cuor ne è colmo
e straripa come fiume
e leva al cielo un salmo
e scaccia quelle brume.
Vincerà mai il cuore
e caccerà i fantasmi
che insidiano l’ardore
e spengono entusiasmi?

Dammi coraggio Amore
e restami ancora vicina,
riscalda ancora il cuore
di quest’anima tapina.

Psiche e Amore di William Adolphe Bouguereau (1825 -1905)
Psiche e Amore di William Adolphe Bouguereau (1825 -1905)

Oggi la vita mi strasporta
quasi fosse un gran vortice,
e poi cancella la memoria
della mia anima supplice.
Bramo la tua presenza,
pur anche solo virtuale:
m’uccide la tua assenza,
che può diventar fatale.
Viviamo ancora insieme,
nulla più ci può separare:
la nostra forza è la speme,
ci possiamo ancora amare.

In Roma, il 7 di luglio 2012 alle ore 03,00
(*) Platone in uno dei suoi più bei dialoghi, il Fedro, dove il filosofo ateniese spiega poeticamente le radici dell’uomo e dei suoi sentimenti, afferma quanto segue:
Noi veniamo da un altro luogo, che Platone chiama “Mondo delle Idee”, i Cristiani “Paradiso” , ma che laicamente si può definire “Altra Dimensione”. Siamo cioè anime incarnate che bramano di tornare nel TUTTO da cui provengono e solo nell’amore ritrovano l’eco di quella magia rimossa ma non dimenticata

*** DISCLAIMER & COPYRIGHT *** La consultazione del contenuto del sito é consentita, limitatamente all'uso strettamente personale e con divieto di commercializzazione dei contenuti anche a scopo pubblicitario. E' consentuita, altresì, la diffusione di detto materiale, purché sia data notizia della fonte.