DAI TEMPO AL TEMPO

a Isabella da Nicolò

Recita un adagio “DAI TEMPO AL TEMPO”,
un altro ci dice “IL TEMPO E’ MEDICINA”,

FRAGILITA’ DEL TEMPO

FRAGILITA’ DEL TEMPO

il mio, invece, é spinto dal gran “VENTO”
e più velocemente alla MORTE s’avvicina.
Nel passato io ho provato gioia ed Amore,
per questo mi hanno presentato il conto,
oggi io lo debbo ripagar con il “DOLORE”,
ciò che ho patito finora è solo un acconto.
Lo ha vergato la penna della sofferenza,
l’inchiostro utilizzato fu la tua assenza,
le mani che l’han porto il mio lamento,
si poggiava sul vassoio del mio pianto.
Otto lustri sembrano solo un giorno,
e poi due anni un tempo senza fine;

TEMPUS FUGIT

TEMPUS FUGIT

sogno sempre che tu sia di ritorno
ché sostenga le mie ore serotine.
Combattere contro il tempo
rimane solo un’utopia:
gioia é un momento,
e l’amor perduto
se la porta via.
Tenue voce
é la mia;
giunge
fino a
TE ?
Tua
guida
ritorna,
e ravviva
il mio karma.
Ritorno a sperare …
ancor ti posso Amare!

in Roma, sabato 19 maggio 2012 alle ore 03,30
.
COMMENTO DELL’AUTORE

Un’altalena di sentimenti contrastanti pervadono l’Autore e, fra alti e bassi, lo accompagnano nella sua battaglia contro i “QUATTRO CAVALIERI” (lirica del 16 marzo 2012) che lo insidiano.

I suoi mutamenti d’umore continuano ad evidenziarsi nel contenuto  delle sue liriche ed in questa, particolarmente, appare per la prima volta anche un’adesione spaziale che si concretizza nel calo e poi, successivamente, nell’aumento dei vocaboli contenuti nei suoi versi; ovviamente questo nuovo stile penalizza parzialmente la rima e totalmente la metrica poetica, a favore di una maggiore aderenza dell’architettura estetica con l’ispirazione concettuale.

L’immagine grafica della composizione forma vagamente una curva sinusoidale, quasi volesse illustrare la variabilità dei sentimenti che affollano l’animo dell’Autore.

COSA E’ AMORE

Cos’é Amore ? Condivisione ?
O è solo forse un’ Illusione ?
O é una forza naturale
che ci spinge a procreare,
che ci domina e c’inganna,
che c’illude e poi ci danna ?
Ogni bimbo da che nasce,
fin da quando è nelle fasce,
è un puro simbolo d’amore …
ma in agguato c’è il dolore.
Fiduciose anime amanti
lo sospingono in avanti
avviandolo ad un giuoco
che già san durerà poco.
Ciascun essere vivente
ha amore nel presente,
anche se nel suo futuro,
non sarà mai duraturo.
Tutte le persone amate
furon già predestinate
a una fatale dipartita
quando finirà la vita.
Ed allora questo Amore
a cui affidiamo il cuore
è una trappola mendace
che vuol solo darci pace.
Quel che spinge il mondo
è soltanto un girotondo
fra chi parte e chi arriva:
non c’è altra alternativa,
è la specie ciò che conta,
l’unità è solo impronta.
Ma chi lascia la sua orma
ben scandita nella forma
capovolge una dura legge
e certamente la sconfigge.
Solo la forza dell’Amore,
quando supera il dolore,
può far rifiorire il mondo,
impedir che vada a fondo.
Così lo Spirito suo permane
e spinge l’uomo alla rivolta,
gli fornisce le forze arcane
che permettono una svolta,
e se il Bene ha coltivato
senza tema del dolore,
se di sé ha tutto dato,
allor sì ha vinto Amore.
I suoi atti sono le orme,
le sue opere gli scalpelli
che ne forgiano le forme
che ci fanno da modelli.
Chi vive in quest’inferno
non si deve scoraggiare,
proveniamo dall’Eterno
e vi dobbiamo ritornare.
Solo l’Amore Universale
ci può dare quella spinta
verso il Soprannaturale,
… e la sfida sarà vinta.
I defunti rimarranno
nella mente dei viventi ,
veramente moriranno
solo se saranno assenti.
La “PIETAS” degli antichi sia la nostra morale,
ed il culto dei “Sepolcri” sappia infine ripagare
la fine ineluttabile di nostra “Morte corporale”
con una “Nuova Vita” per chi si farà ricordare.

Nicolò in Roma il 12 di maggio 2012 alle ore 04,15

COMMENTO DELL’AUTORE
L’Autore sta passando una profonda crisi di pessimismo, dettatogli dalla sua adesione alle concezioni leopardiane; la sua attuale visione del mondo è negativa e teme che la Forza dell’Amore alla fine soccomberà di fronte alle leggi immanenti della natura che, tramite loro, c’inganna con il solo scopo di assicurare la continuità della specie.
Ma il cuore dell’Autore si ribella: è ancora pieno d’Amore per la sua sposa defunta e non può accettare questa crudele legge naturale che svuota l’uomo della sua spiritualità così, nel suo dolore trova conforto e coraggio negli scritti di un altro grande poeta a lui caro, UGO FOSCOLO (*), nella sua concezione eroica della “Vita”, della “Morte” e dell”Aldilà” e nella “Forza sublimante dell’Amore” (**)
(*) UGO FOSCOLO (ricerche dell’Autore – fonte WEB)180px-Ugo_Foscolo
Ugo (Niccolò) Foscolo nacque il 6 febbraio 1778 nell’isola greca di Zante.
A causa delle sue convinzioni politiche (partecipò attivamente al conflitto franco-austriaco attratto dagli ideali europeisti di Napoleone (di cui non sempre ne condivise la politica reale), morì di “tisi” il 10 settembre 1827 fra non lievi difficoltà economiche e morali (nel 1824 venne per breve tempo incarcerato per debiti), esule a Turnham Green, un sobborgo londinese.
Il Poeta aderì alle teorie illuministiche secondo le quali il mondo e l’uomo non sono che materia in continua trasformazione e hanno un ciclo vitale limitato che si conclude con la morte.
Volendo, però, recuperare quei valori dello spirito di cui la ragione decreta la morte insieme a quella del corpo, il poeta creò la cosiddetta “religione delle illusioni” che pone come valori universali l’amore, gli affetti famigliari, la virtù, l’eroismo, la libertà, l’arte: in definitiva tutte quelle virtù morali che sono insite nell’uomo.
La poesia che celebra e rende eterni questi valori diventa strumento di educazione morale e civile e permette di realizzare un mondo ideale di perfezione, armonia e serenità.
La vita del poeta è quasi uno specchio di quella dei suoi personaggi , il cui carattere va man mano tratteggiando nella sua produzione letteraria.
Particolarmente significative alcune delle “Epistole” del suo “alter ego” Jacopo Ortis, quali :
Il Preludio, Teresa, Napoleone e i patrioti, L’Amore, La tempesta della passione, Il Parini, La lettera di Ventimigilia (dove appare evidente l’apologia del suicidio), La visita alle tombe di Santa Croce (dove anticipa i concetti che saranno esposti più compiutamente nei Sepolcri), Addio alla vita (dove l’eroe giunge infine al passo estremo).
Oltremodo illuminante un passo tratto da:
“Ultime lettere di Jacopo Ortis”, lettera del 15 maggio 1798 che recita:
« Or non è tutto illusione? tutto! Beati gli antichi che si credeano degni de’ baci delle immortali dive del cielo; che sacrificavano alla Bellezza e alle Grazie; che diffondeano lo splendore della divinità su le imperfezioni dell’uomo, e che trovavano il BELLO ed il VERO accarezzando gli idoli della lor fantasia! Illusioni! ma intanto senza di esse io non sentirei la vita che nel dolore, o (che mi spaventa ancor più) nella rigida e nojosa indolenza: e se questo cuore non vorrà più sentire, io me lo strapperò dal petto con le mie mani, e lo caccerò come un servo infedele. »
In definitiva il Foscolo raffigura “l’aldilà” come uno “spazio atemporale”, in parziale contrapposizione con il “paradiso cristiano”Questa concezione viene però attenuata dalla memoria dei sopravvissuti che, mediante il “culto dei Sepolcri” assicurano la “vita eterna ai trapassati”.

(**) “FORZA SUBLIMANTE DELL’AMORE”
Per chi è interessato all’argomento apra il link:
http://www.randone.com/ebook/amoresublimatoedisperante.pdf

ANIME MORTE

Son Anime Morte che mi ballano attorno,
vivono nella notte … dormono di giorno.
Seguo il loro andare e ne sono incantato,
“SOGNO O SON DESTO ?”, resto ammaliato.

SOGNO O SON DESTO

? SOGNO O SON DESTO ?

Son ombre senza forma e non hanno volto,
credo ravvisare visi noti … sono sconvolto!

Vedo in quelle forme i miei cari scomparsi:
che vengano a trovarmi? forse … può darsi!
Malgrado la tristezza mi fanno compagnia,
non mi serve il mondo, son solo e “così sia”.
Vivo in mè stesso, assieme ai miei ricordi,
sono nella mia mente perché non li scordi:
li cullo, li accarezzo, quasi fossero bambini,
ed essi mi accompagnano, restandomi vicini;
marciando insieme, verso un destino ignoto,
le mani nelle mani, riesumando antiche foto.
Il “Mondo razionale” ci accompagna in vita,
ma è quello “Iperuranio” la sola meta ambita:

IPERURANIO

IPERURANIO

quello è il solo Mondo dove risiedono le Idee
che nelle menti sbocciano, come le orchidee;
nascono dalla realtà del mondo razionale
per ascendere alle vette del mondo celestiale.
Il “Mondo Iperuranio” esprime la Perfezione,
è il modello a cui s’ispira tutta la Creazione.
Le mie Anime Morte mi guidano nella via
verso la Vita Vera, con l’aiuto della Poesia.
Questa è l’arma vincente che l’Amore mio m’ha infuso,
m’accompagnerà fino a ché il cammino sarà concluso.

In Roma, sabato 14 aprile 2012 alle ore 03,00
IPERURANIO:
è un concetto proprio di Platone espresso in una delle sue ultime opere: FEDRO.

PLATONE con il volto di Leonardo da Vinci: particolare dalla Scuola di Atene di Raffaello

PLATONE con il volto di Leonardo da Vinci: particolare dalla Scuola di Atene di Raffaello

Secondo Platone l’Iperuranio si trova al di là della volta celeste, in una regione da sempre esistente fuori del tempo e dello spazio, dimora dei concetti eterni e incorruttibili, raggiungibile solo dall’Intelletto e non tangibile dalle entità terrene, per loro natura corruttibili.
La struttura dell’iperuranio è fondamentalmente piramidale: in cima sono presenti le idee più importanti di bellezza, bene e verità; scendendo lungo questa piramide troviamo idee sempre più legate al mondo sensibile, per cui le idee perfette dell’iperuranio sono indispensabili all’esistenza delle cose terrene.
Nella visione classica la volta celeste rappresenta il limite estremo del luogo fisico, perciò la definizione di “iperuranio” sta ad indicare “oltre la volta celeste”, quindi una dimensione metafisica, aspaziale ed atemporale, ossia puramente spirituale.
L’iperuranio si può paragonare all’empireo dantesco o al paradiso cristiano: là tutto è perfetto in quanto in presenza del Dio Creatore, da cui discende tutto il Creato.
Il Mondo tangibile, in quanto emanazione imperfetta dell’Iperuranio, per mezzo dell’Umanità, sua massima espressione spirituale, tende naturalmente a ricongiungersi con la sua Matrice, in un processo di Catarsi e di Purificazione, immanente nel disegno divino della Creazione.

(Commento dell’Autore)

SOTTO LA CENERE C’É FUOCO

a Isabella da Nicolò

Oggi vivo nel mondo che non è più mio …
sono stato felice … compagna l’Amor mio !
Si è rotto l’incanto, finita è la mia pace,
il fuoco si è spento … resta solo la brace.

Fuoco e cenere

Ma c’è ancora speranza, SOTTO LA CENERE C’È FUOCO,

bisogna alimentarlo, fingere che è un gioco.
E’ duro andare avanti, il mondo mi è alieno,
rifuggo la compagnia, da solo io sono pieno.
Ma questa tua presenza che allevia le mie pene …
é una dolce compagnia che mi fa sentire bene.
Io devo trovar la via che mi conduca fuori,
fuori da questo stato fuori dai miei furori.
E’ dolce stare insieme, stare coi miei pensieri
a me non serve altro, oggi vivo nello “IERI”
Lo so che ti dispiace, vorresti che reagissi,
che ritornassi a vivere, che non mi perdessi.
Io te lo prometto Amore: farò più del mio meglio !
Tu dammi però la forza perché rimanga sveglio.

in Roma, mercoledì 11 aprile 2012 alle ore 04,00
 
http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=pXhmx189WkE#t=1s
   
FUOCO E CENERE: canta MICAELA (cliccare il link per il video)

Spengo, riaccendo, mi giro e poi mi guardo intorno, svengo, riprendo i sensi quando viene giorno. Petali di vita sfoglio sopra il tempo, ora che è finita me ne rendo conto, ora che le mie mani cercano il tuo viso corre e stringe le emozioni in un istante, vola quel desiderio vivo ed accecante adesso che senza te io non respiro più…
Ed é così che tu vivi dentro me, come fuoco e cenere, come tutto e niente, come il bene e il male … male da morire.
Siì, perché bruci dentro me come fuoco e cenere, come vento e polvere ti porti via un sogno pieno di poesia…
Guardo la gente, le sfide di ogni giorno, sguardo assente insegue il tuo ritorno, ma non riesco a credere che non sei qui con me…
Ed è così che tu vivi dentro me come fuoco e cenere, come tutto e niente, come il bene e il male … male da morire.
Siì, perché bruci dentro me come fuoco e cenere, come vento e polvere ti porti via un sogno di poesia…
Ho paura di non farcela ma cé un qualcosa in me, è la forza dell’amore, urlerò il tuo nome al cielo, viaggerò come un fiume in piena per sconfiggere il tuo addio…
Ed è così che tu vivi dentro me, come fuoco e cenere, come tutto e niente, come il bene e il male … male da morire.
Siì, perché bruci dentro me come fuoco e cenere, come vento e polvere ti porti via un sogno di poesia.
Siì, perché bruci dentro me come fuoco e cenere, come vento e polvere ti porti via un sogno di poesia.
 

LUNEDI’ DELL’ANGELO 2012

al mio Angelo Isabella da Nicolò

La Pasqua è stata bella
con Arturo e Raffaella;
ho trascorso ore serene
scacciando le mie pene.
Ho avvertito la mancanza
della tua dolce presenza,
però in quella compagnia
sempre c’era l’ombra tua.
Tu eri ognora fra di noi
con il tuo sorriso … e poi,
rischiarando quelle ore,
tu ci riscaldavi il cuore.
E noi, colmi di rimpianto
perché ci mancavi tanto,
eravamo tutti d’accordo
evocando il tuo ricordo.
L’incorporea tua presenza
L'Angelo

L’Angelo

compensava quell’assenza:
ma tu eri viva nei pensieri
quasi fosse ancora “IERI”.
Hai allietato questa Festa
cancellando l’ora funesta,
quando un vile destino rio
ti carpì ratto all’amor mio.
Ma la forza dell’Amore
può resistere al dolore
e la nostra comunione
domerà pur la ragione.
E anche se la terra poté distaccare
due anime, in armonia congiunte,
il cielo allora le tornerà a legare
pur se dal corpo furono disgiunte.

in Roma, martedì 10 aprile 2012 alle ore  02,30

Ai cari Amici di Napoli, che hanno voluto condividere il Lunedì dell’Angelo 2012 con questo triste Autore, per rendergli più serena questa ricorrenza in memoria della nostra indimenticabile Isabella.
! GRAZIE !

Una delle tradizioni del Lunedì dell’Angelo detta anche Pasquetta, ormai forse in disuso, è o era quella di trascorrere la giornata facendo una gita fuori porta o una scampagnata con amici e parenti.

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