IL MONDO DEI SOGNI

Nasce una vita ed inizia il suo cammino,
entra nel mondo ed insegue il suo destino.
Il bimbo cresce: giovane, adulto, vecchio …
la vita scorre, la vediamo in uno specchio,

IL MONDO DEI SOGNI

si sa che finirà, ma non sappiamo quando,
dobbiamo solamente proseguire andando;
poi il tempo che passa lo chiamiamo vita,
a volte pare facile … più spesso si fa fatica.
Quello di cui siamo certi è che la vita vera
si limita alla nascita, ché prima non c’era:
la clessidra della morte detta il nostro fato,

La vita scorre , regolata dalla Clessidra della Morte

il conto alla rovescia è appena cominciato.
Viviamo inconsapevoli di ciò che ci aspetta,
la felicità cerchiamo, sempre più con fretta;
i sogni ci appaiono come una porta aperta
sulle nostre fantasie, … quasi una scoperta.
Oggi vivo sognando! la mia realtà attuale
é lo stato di veglia, che a me fa tanto male;
unico mio rifugio resta il mondo dei sogni,
la sola dimensione che placa i miei bisogni,
e rubando più spazio ai danni della veglia
quanto più avanza, tanto più le assomiglia.
Io resto in confusione … ed il ritmo naturale
del sonno e della veglia diventa una spirale:
ora domina il sogno, oggi mio sol compagno,
confondo notte e giorno ed io ne sono pregno.
Son vivo quando sogno? quando la mente è morta?
forse questa è la prova che la mia Anima è risorta!
Allor se questo è vero il sogno è solo il messaggio
che Oltretomba invia: il mondo è solo assaggio.

Sogno e Fantasia

La dimensione onirica anticipa la “vera vita”

Passaggio alla Dimensione Onirica

e tutte le confessioni promettono ai credenti,
che solo l’obbedienza alla “teologia erudita”
é “conditio sine qua non” per essere redenti.
Dunque la “vera vita” viene sol dopo la morte,
che va scandendo il tempo della nostra sorte.
Quando un bimbo nasce e inizia il suo cammino
esce dalle sue fasce per entrare nel mondo ferino:
é diretto verso la morte e se la deve guadagnare
con l’unica arma valida che è quella dell’amare.
Chi impronta la propria vita a professar l’Amore
ha rinunciato al male. solo così è puro di cuore.
Che tutti fedelmente osservino la Legge Naturale
per approdare finalmente all’Amore Universale!
Così potremo accedere al Mondo Soprannaturale
ove le Anime saran libere e non schiave del Male.

in Roma, domenica 1° aprile 2012 alle ore 03,15
 

(*)RIFERIMENTI
L’argomento della “vita allo specchio” è trattato ampiamente da un un film del 1976 diretto da Ingmar Bergman, L’immagine allo specchio, presentato fuori concorso al 29º Festival di Cannes.

Liv Ullmann

Liv Ullmann


Nel corso del film la protagonista, dottoressa in una clinica psichiatrica comincia a provare un forte distacco dal mondo che la circonda: una notte sogna che la nonna le legge una favola e lei prova orrore per i vecchi e la vecchiaia mentre una voce fuori campo dice: “Non abbiamo paura degli orrori che conosciamo. Sono quelli che non conosciamo che ci spaventano”.
Seguono altri sogni e quando si risveglia confida ad un collega tutte le sue angosce, i suoi traumi giovanili e i suoi problemi tra i quali quello religioso.
Quando riacquista una certa serenità, si rifugia in casa dei nonni dove assiste commossa all’affetto con cui la nonna accudisce il nonno morente e finalmente capisce che solo l’amore può abbracciare anche la morte.
“L’immagine allo specchio” dà la possibilità alla protagonista di lasciarsi scrutare fino all’interno, specialmente quando, in un soliloquio, riesce ad esternare i suoi terrori infantili, assumendo di volta in volta l’espressione e quasi la sembianza fisica della madre o della nonna.
L’intero film è dominato non solo da una rilevante componente onirica, ma anche da momenti di struggente tenerezza.

IL CAMMINO

a Isabella da Nicolò

Lunga è la strada e duro anche il cammino
che io “romeo”, come viandante pellegrino,
cammino triste e stanco verso il mio destino,
giorno e notte, come un orfano bambino.

 Ritratto di un “romeo”  Hieronymus Van Aken  alias Bosch  (Olanda 1450-1516)
Ritratto di un “romeo” Hieronymus Van Aken alias Bosch (Olanda 1450-1516)

La  mente vaga e pensa alla “ROMERIA”
quando i pellegrini prendevano la via
sperando di ritrovare la perduta Fede
che salvi l’anima di chi più non crede.

"Pellegrini" - Duomo di Fidenza (Italia)
“Pellegrini” – Duomo di Fidenza (Italia)

L’antica usanza di questa penitenza
spingeva l’uomo in crisi di coscienza
lungo strade ostili, percorse con fatica,

senz’acqua e cibo, ma con Fede antica.

Per bagaglio avean solo pene e dolore,
sui visi scorgevi solo i segni del livore,
nel pellegrinare cercavano la salvezza,
ma la Fede sola non caccia l’incertezza.
Io, oggi solingo, percorro con la mente
impervie strade, piene solo di niente:
solo mio miraggio è ritrovar l’Amore
della sposa, che mi donò il suo cuore.
Il mio inconscio ancora mi dà forza,
son certo che la mia non è folle corsa:
il “Palio” infine sarà la mia mercede,
premio agognato solo per chi ci crede.

"Drappellone o Cencio"- Palio di Siena (2009 Italia)
“Drappellone o Cencio”- Palio di Siena (2009 Italia)

Mia sola fede è che forse un “domani”
con la mia sposa ci stringerem le mani
ed il mio viaggio su quest’amara terra
finalmente finirà e vincerem la guerra.
Siamo tutti pellegrini che, usciti dalla “Favela”,

Vista di “Rocinha”,  la più famosa  Favela di Rio de Janeiro (Brasile)
Vista di “Rocinha”, la più famosa Favela di Rio de Janeiro (Brasile)

delusi ora tentiamo di raggiunger “Compostela”,
che per “vulgata” antica era “CAMPO DI STELLE”
dove erano ammesse solamente le “Anime belle”.

"IL CAMPO DI STELLE"  Il nome popolare spagnolo per indicare la Via lattea è “El Camino de Santiago”. Secondo una leggenda medievale, la Via Lattea fu formata dalla polvere sollevata dai pellegrini. Lo stesso termine Compostela, infatti, deriverebbe da “campus stellae”
“IL CAMPO DI STELLE” Il nome popolare spagnolo per indicare la Via lattea è “El Camino de Santiago”. Secondo una leggenda medievale, la Via Lattea fu formata dalla polvere sollevata dai pellegrini. Lo stesso termine Compostela, infatti, deriverebbe da “campus stellae”

Che il mio cammino sia solo una “CATARSI”,
che infine giunga a ritrovare gli scomparsi
e particolarmente la mia dolce e amata sposa,
che s’involò un dì e alla mia vista restò ascosa.

"CATARSI" del maestro Cordaro (contemporaneo-Roma)
“CATARSI” del maestro Cordaro (contemporaneo-Roma)

OGGI LA MIRO SOLTANTO CON LA MENTE
MA INFINE CI RIUNIREMO, FINALMENTE.

in Roma, in Roma, mercoledì 28 marzo alle ore 05,00


RIFERIMENTI E NOTIZIE STORICHE

1. CAMMINO DI SANTIAGO DI COMPOSTELA

Il Cammino di Santiago di Compostela è il lungo percorso che i pellegrini fin dal Medioevo intraprendono, attraverso la Francia e la Spagna, per giungere al santuario di Santiago di Compostela, presso cui sarebbe la tomba di Giacomo il Maggiore: questi, dopo l’ascesa di Gesù al cielo iniziò la sua opera di evangelizzazione della Spagna spingendosi fino in Galizia, remota regione di cultura celtica all’estremo ovest della penisola iberica. Terminata la sua opera Giacomo tornò in Palestina dove fu decapitato per ordine diErode Agrippa nell’anno 44. I suoi discepoli, con una barca, guidata da un angelo, ne trasportarono il corpo nuovamente in Galizia per seppellirlo in un bosco vicino ad Iria Flavia, il porto romano più importante della zona.

Nell’anno 813 l’eremita Pelagio (o Pelayò), preavvertito da un angelo, vide delle strane luci simili a stelle sul monte Liberon, dove esistevano antiche fortificazioni probabilmente di un antico villaggio celtico. Il vescovo Teodomiro, interessato dallo strano fenomeno, scoprì in quel luogo una tomba, probabilmente di epoca romana, che conteneva tre corpi, uno dei tre aveva la testa mozzata ed una scritta:”Qui giace Jacobus, figlio di Zebedeo e Salomé”.

Iniziarono così i primi pellegrinaggi alla tomba dell’apostolo (Peregrinatio ad limina Sancti Jacobi), dapprima dalle Asturie e dalla Galizia poi da tutta l’Europa.

LE VIE VERSO SANTIAGO

Storicamente, le vie degli stranieri verso Santiago furono anche marittime, soprattutto in primavera-estate, ed è anzi diffusa l’opinione che per mare fosse arrivata nella Francia carolingia la notizia della tomba dell’apostolo, e che i primi pellegrini arrivassero proprio dal mare: ci sono testimonianze di viaggi compiuti dall’Inghilterra verso La Coruña, nel XIII secolo; la Ruta de la Costa, cioè la via di Santiago lungo la costa cantabrica, è la principale traccia del cammino più antico, a testimoniare che i pellegrini arrivavano a Santiago da porti atlantici, anche più ad est di La Coruña (praticamente dalla Francia alla Galizia).

Posteriormente, con l’aumentare della devozione al Santo, le principali vie di terra (percorse a piedi dai pellegrini) che convergevano verso Santiago aumentarono considerevolmente, provenienti da tutta Europa

PERICOLI

Certamente i rischi di tali pellegrinaggi, fatti a piedi, oggigiorno sono pressoché scomparsi rispetto ai secoli passati, pur tuttavia quasi ogni anno accadono incidenti mortali per una scarsa segnalazione, sulle guide in loco, dei pericoli del percorso, con la conseguente sottovalutazione degli stessi da parte dei pellegrini.

La presenza su questi percorsi di grande quantità di persone provenienti da culture anche molto diverse tra loro, ha permesso un eccezionale passaggio di segni, emblemi, culture e linguaggi dell’Occidente Cristiano.

Le strade francesi e spagnole che compongono l’itinerario sono state dichiarate Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

2. IL PALIO DI SIENA

Il Palio di Siena è una competizione fra le Contrade (a Roma Rioni) di Siena nella forma di una giostra equestre di origine medievale.

La “Carriera”, come viene tradizionalmente chiamata la corsa, si svolge normalmente due volte l’anno: il 2 luglio si corre ilPalio di Provenzano (in onore della Madonna di Provenzano) e il16 agosto il Palio dell’Assunta (in onore della Madonna Assunta).

Secondo alcune fonti, fu in ricordo della memorabile battaglia di Montaperti (1260) e dello scampato pericolo che i senesi decisero di indire il famoso Palio,[2] ritenuto da molti la manifestazione e festa storica più importante e rinomata d’Italia.

Manca una data certa per le origini del Palio, come del resto non si hanno notizie precise per la fondazione della città, che nel mito inizia proprio con un “palio” alla lunga, corsa dai figli di Remo (fratello di Romolo), Senio e Aschio, che raggiunsero la città dopo la fuga da Roma.

Il “Palio” rappresenta il premio che vince la Contrada che passa prima al “bandierino”dopo tre giri di Piazza: si compone di una tela dipinta appesa sotto ad un piatto d’argento; è denominato “Drappellone”, ma più comunemente il popolino locale lo definisce il “cencio”.

Rappresentazione storica del “Palio di Siena” - Italia

Rappresentazione storica del “Palio di Siena” - Italia


3. FAVELAS

l nome favela deriva da un fatto storico: rifugiati ed ex soldati reduci della sanguinosa guerra di Canudos (1895-1896), nello stato di Bahia, occuparono un terreno collinare libero presso Rio de Janeiro, poiché il governo che alla fine della guerra aveva smesso di pagarli, non diede loro delle abitazioni in cui vivere. Questa collina, chiamata in precedenza Morro da Providência, fu da loro denominata Morro da Favela come il luogo sede del principale accampamento militare nella guerra di Canudos (essi crearono in questo modo il loro accampamento nei pressi dell’allora capitale).

Nel corso degli anni la maggior parte della popolazione povera, costituita per lo più da ex schiavi liberati in seguito allalegge Aurea del 1888, si trasferì lì rimpiazzando gli originali rifugiati e divenendo il gruppo etnico maggioritario ivi residente. Tuttavia, molto prima che il primo insediamento chiamato “favela” diventasse una realtà, i neri liberati venivano allontanati dal centro della città verso i sobborghi. Le Favelas erano abitativamente vantaggiose per loro poiché gli permettevano di essere vicini al lavoro, e nello stesso tempo di tenersi lontani da luoghi nei quali non erano benvenuti.

Favelas di Rio de Janeiro (Brasile)

Favelas di Rio de Janeiro (Brasile)


Nelle recenti decadi, le favelas sono state disturbate dai crimini legati alla droga e alla guerra tra gang. Secondo alcuni un codice sociale comune proibisce ai residenti delle favelas di essere coinvolti in attività criminali all’interno della loro stessa favela e l’ordine viene mantenuto dalle organizzazioni criminali che si sostituiscono al potere dello Stato. Le Favelas sono spesso considerate una disgrazia ed una vergogna dai brasiliani ma possono essere viste come una conseguenza della distribuzione ineguale della ricchezza nel paese e alla mancanza di politiche a sostegno della popolazione più povera.

DA RICERCHE SU INTERNET


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