I QUATTRO CAVALIERI

I Quattro Cavalieri, ancor sul pie’ di guerra
non mi hanno perso di vista e su questa terra
s’aggirano furiosi per cercare un’altra preda
che soddisfare possa la loro collera omicida.
Tutti siamo braccati da quelle anime morte
in cerca di mortali a cui possan far la corte:
si nascondono fra noi e passano inosservati,
con altre vesti addosso si accostano travisati:
così possono aggredirci ed hanno un solo scopo,
farci cadere in trappola per finire come il topo.

I Cavalieri dell'Apocalisse di Pat Marvenko Smith (1980-U.S.A.)
I Cavalieri dell’Apocalisse (per gentile concessione di Pat Marvenko Smith – U.S.A.)

Il primo Cavaliere per nome ha “PESTILENZA”,
di “AGORAFOBIA” si veste per lanciar la lenza:
io sono la sua preda e ho perso ogni contatto,
chiuso in una gabbia nel fondo d’un anfratto.
Il secondo Cavaliere conosciuto come “GUERRA”
si muta in “ABULIA” e così il suo attacco sferra ;
poi s’insinua di nascosto e mi conquista l’alma,
resto vittima dell’inganno e lui vince la palma.
Il terzo Cavaliere, che diffonde la”CARESTIA”,
s’avvicina di soppiatto travestito da “APATIA”
e a quest’alma debole, già schiava del dolore,
gli sottrae le ultime forze, rubandogli l’Amore.
Il quarto cavaliere, la feroce e triste “MORTE”,
si veste da “DEPRESSIONE” e porta Mala Sorte,
scardina le difese di chi ha perso la Speranza
e solitario si nasconde nel buio d’una stanza.
E l’ultima battaglia che mi opprime il cuore,
la sto combattendo con la Forza dell’Amore:
è la mia ultima spiaggia contro l’Apocalisse,
tutti ne abbiamo una, qualcuno già lo disse.
In questa dura guerra già persi tre battaglie,
vincer devo la quarta e salvare le mie spoglie.
Assistimi sposa adorata in questa dura lotta,
dammi la giusta forza perché io eviti la rotta.
Tu che senza remore in vita mi donasti il cuore
fortifica l’alma mia con la “FORZA DELL’AMORE”.

in Roma, venerdì 16 marzo 2012 alle ore 04,15
San Giovanni l’Apocalisse: I Quattro Cavalieri: (cliccare sul link per aprire il VIDEO)
http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=V2HhhucKP64

Amore e Psiche (1788-1793)  gruppo scultoreo di Antonio Canova
Amore e Psiche (1788-1793) gruppo scultoreo di Antonio Canova

COMMENTO DELL’AUTORE

I Cavalieri dell’Apocalisse sono quattro figure simboliche introdotte nell’Apocalisse di Giovanni Evangelista (6/1-8), successivamente presenti nella cultura medievale, fino a quella contemporanea. Secondo molti esegeti essi rappresentano forze negative che aggrediscono l’umanità.

In una lettura semplificata, molto diffusa, ognuno di essi sarebbe legato a un male che tormenta l’umanità e cavalcherebbero sulla terra nel giorno dell’Apocalisse dando inizio alla Fine del Mondo.

L’Autore nel suo doloroso percorso di vita ha cominciato ad  intravedere un Mondo di Ombre, che man mano si vanno delineando, fino a configurare ai suoi occhi l’immagine dei Quattro Cavalieri dell’Apocalisse.

L'evangelista Giovanni          scrive il Libro dell'Apocalisse. (dipinto di di Hieronymus Bosch 1489
L’evangelista Giovanni scrive il Libro dell’Apocalisse. (dipinto di di Hieronymus Bosch 1489)

APOCALISSE: 6. I-VIII

“ I-II : Poi, quando l’Agnello aprì uno dei sette sigilli, vidi e udii una delle quattro creature viventi, che diceva con voce come di tuono: «Vieni». Guardai e vidi un cavallo bianco. Colui che lo cavalcava aveva un arco; e gli fu data una corona, ed egli venne fuori da vincitore, e per vincere.”

“III-IV : Quando l’Agnello aprì il secondo sigillo, udii la seconda creatura vivente che diceva: «Vieni». E venne fuori un altro cavallo rosso; e a colui che lo cavalcava fu dato di togliere la pace dalla terra affinché gli uomini si uccidessero gli uni gli altri, e gli fu data una grande spada.”

“V-VI : Quando l’Agnello aprì il terzo sigillo, udii la terza creatura vivente che diceva: «Vieni». Guardai e vidi un cavallo nero; e colui che lo cavalcava aveva una bilancia in mano. E udii come una voce in mezzo alle quattro creature viventi, che diceva: «Una misura di frumento per un denaro e tre misure d’orzo per un denaro, ma non danneggiare né l’olio né il vino».”

“VII-VIII : Quando l’Agnello aprì il quarto sigillo, udii la voce della quarta creatura vivente che diceva: «Vieni». Guardai e vidi un cavallo giallastro; e colui che lo cavalcava si chiamava Morte; e gli veniva dietro l’Ades.

Fu loro dato potere sulla quarta parte della terra, per uccidere con la spada, con la fame, con la mortalità e con le belve della terra”

CONCLUSIONE

L’Autore, nel processo introspettivo del suo malessere, associa i Cavalieri ai vari sintomi che, con lo scorrere del tempo, si manifestano e nella sua mente e sviluppa fra loro un parallelismo:

• nel 1° Cavaliere sul cavallo bianco, che per la tradizione rappresenta “La Pestilenza” (paura del contatto umano e del contagio) individua “l’Agorafobia” (paura della piazza): è la sensazione di paura o grave disagio che un soggetto prova quando si ritrova in ambienti non familiari ed il timore di non riuscire a controllare la situazione lo porta a desiderare una via di fuga immediata verso un luogo da lui reputato più sicuro;

• nel 2° Cavaliere sul cavallo rosso, che per la tradizione rappresenta “La Guerra” (vittoria di una parte su un’altra), individua “l’Abulia”: è un attacco alla volontà dell’uomo che provoca la resa e la rinuncia alle decisioni, fino al trionfo della pigrizia spirituale;

• nel 3° Cavaliere sul cavallo nero, che per la tradizione rappresenta”La Carestia” (perdita di beni e di risorse), individua “l’Apatia”: è uno stato d’animo nel quale si perde qualsiasi tipo di sentimento verso altre persone e/o verso il mondo esterno;

• nel 4° Cavaliere sul cavallo giallastro, che per la tradizione rappresenta “La Morte” (distruzione della vita), individua La Depressione”: è uno stato di abbattimento che talvolta si associa a pulsioni di tipo suicida o autolesionista.

GRAZIE ALLA VITA

a Isabella da Nicolò

!GRAZIE ALLA VITA! … SI, mi ha dato tanto,
anche se, solitario, oggi vivo nel pianto.
Le gioie ed i dolori sempre ho conosciuto
ed ora rimpiango tutto quel che ho avuto.
Nacqui nella guerra che mi privò del padre
rubando a un bimbo le ore più leggiadre,
e quando tornò a casa, stanco ed avvilito,
per gli anni che visse nel conflitto armato,
l’accolse la famiglia con gioia e desiderio,
e lui cercò di obliare quel passato deleterio.
Furono anni difficili quelli del dopo guerra,.
ma poi, lentamente, tornò Pace sulla terra.
Ritornò la serenità in seno alla famiglia …
poi, fulminea, … ! la Morte che tutto piglia !
Malgrado tutto, però, la vita andava avanti,
noi, a denti stretti, non cedevamo ai pianti,
e infine per me spuntò il sole … e fu Isabella !
per me racchiuse tutto: madre, figlia , sorella.
GRAZIE ALLA VITA! che gran dono mi hai dato,
hai colmato il vuoto in un cuore innamorato !
E giunsero gli anni … “GLI ANNI DELL’INCANTO”,
non furono tutti facili, però non ci fu pianto.
GRAZIE ALLA VITA … Noi fummo felici insieme,
ma il rio destino per noi serbava ancora pene;
compagna dei suoi mali è una deprecata sorte
e insegue l’umanità con il dono della “MORTE”.
Dei “Quattro Cavalieri”, figli “dell’Apocalisse”
la Morte è il più feroce, mantiene le promesse.
Su me puntò lo sguardo, e non mi voleva seco,
altro per me serbava … solo ora me lo spiego.
E non colpì alla cieca, il disegno era preciso,
le persone a me più care rapì senza preavviso;
ma lo strazio più crudele, profuso con costanza,
fu inferto ad Isabella, nutrendola di speranza.
E ancora GRAZIE ALLA VITA le venne in soccorso,
negli anni della lotta del dolor non subì il morso;
furono anni di tremore, con Damocle in agguato,
ci battemmo con coraggio, pur col destin segnato.
E quando infin sembrava esser vinta la battaglia
con una morsa implacabile si strinse la tenaglia.
E ancora GRAZIE ALLA VITA all’orfano disperato,
che chiuso nel suo dolore al mondo avea abdicato,
concesse come estremo ausilio la forza dell’Amore:
due Anime restano unite anche se un corpo muore.
Perché la Vita vera non si esaurisce qui sulla terra,
la possanza dell’Amore vince qualsivoglia guerra:
la Morte esiliò due amanti in due piani paralleli,
noi viviamo ancor congiunti nei pascoli dei cieli
“nostra Morte corporale” protese le adunche dita,
ma non colse le sue vittime perché l’Amore é Vita.

in Roma, martedì 28 febbraio 2012
.
L’Autore, casualmente, nel corso di alcune ricerche su Internet, si è imbattuto in un “Video” di Mercedes SOSA[1], “cantora popular” argentina, scomparsa anzitempo per sua drammatica decisione.
Il brano  “GRACIAS A LA VIDA”, scritto nel 1965 dalla cilena Violeta Parra [2] e interpretato dalla magica voce della Sosa, ha avuto un successo mondiale, entrando subito nel repertorio dei maggiori interpreti contemporanei per il felice connubio fra parole e musica.
Questo brano musicale ha saputo commuovere le classi sociali più sfortunate (particolarmente nella società latino-americana) con un messaggio di tristezza e speranza  che ha colpito profondamente il sentimento popolare, facendo sperare in un futuro più dignitoso.
Se si pone attenzione al contenuto dell’ultima strofa, verosimilmente possiamo ritenere che questo “canto” vuol essere un “Inno alla solidarietà” , dove l’individuo si sublima identificandosi con il resto dell’umanità e della natura tutta.
L’Autore riascoltando questa canzone, goduta tante volte insieme alla propria sposa, ha rivissuto le tante emozioni della sua vita, fino alla più intensa: la Comunione con Isabella.
La casualità, che ha provocato l’incontro con la magnifica interpretazione della SOSA, pare quasi sia stata guidata dalla stessa Isabella che, dalla sua dimora astrale, ha voluto infondere forza al suo amato, aiutandolo con i loro dolci ricordi a superare il vuoto che la sua prematura dipartita  ha provocato.
Forse ha un qualche significato, che a noi mortali sfugge, il viaggio intrapreso verso la dimensione astrale, a distanza di un mese, da Mercedes e da Isabella, compagne nell’ultimo percorso che le condotte all’Eternità.

Mercedes SOSA (San Miguel de Tucumán, 9 luglio 1935 – Buenos Aires, 4 ottobre 2009)
Mercedes SOSA (San Miguel de Tucumán, 9 luglio 1935 – Buenos Aires, 4 ottobre 2009)
Violeta del Carmen PARRA SANDOVALl (San Carlos, 4 ottobre 1917 – Santiago del Cile, 5 febbraio 1967)
Violeta del Carmen PARRA SANDOVALl (San Carlos, 4 ottobre 1917 – Santiago del Cile, 5 febbraio 1967)

Mercedes SOSA interpreta “GRACIAS A LA VIDA” – per aprire cliccare sul link:
http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=pzdSuLgTBeo
!Gracias ISABEL!  Tu Amor me encanta. Nicolàs


GRACIAS A LA VIDA
Gracias a la vida, que me ha dado tanto
Me dió dos luceros, que cuando los abro
Perfecto distingo, lo negro del blanco
Y en el alto cielo, su fondo estrellado
Y en las multitudes, el hombre que yo amo
Gracias a la vida, que me ha dado tanto
Me ha dado el oído, que en todo su ancho
Graba noche y día, grillos y canarios
Martillos, turbinas, ladridos, chubascos
Y la voz tan tierna, de mi bien amado
Gracias a la vida, que me ha dado tanto
Me ha dado el sonido, y el abecedario
Con el las palabras, que pienso y declaro
Madre, amigo, hermano y luz alumbrando
La ruta del alma del que estoy amando
Gracias a la vida, que me ha dado tanto
Me ha dado la marcha, de mis pies cansados
Con ellos anduve, ciudades y charcos
Playas y desiertos, montañas y llanos
Y la casa tuya, tu calle y tu patio
Gracias a la vida, que me ha dado tanto
Me dió el corazón, que agita su marco
Cuando miro el fruto del cerebro humano
Cuando miro el bueno tan lejos del malo
Cuando miro el fondo de tus ojos claros
Gracias a la vida, que me ha dado tanto
Me ha dado la risa y me ha dado el llanto
Así yo distingo dicha de quebranto
Los dos materiales que forman mi canto
Y el canto de ustedes, que es el mismo canto
Y el canto de todos, que es mi propio canto
Y el canto de ustedes, que es mi propio canto.

GRAZIE ALLA VITA

Grazie alla vita che mi ha dato tanto.
Mi ha dato due occhi e quando li apro
io sicuro distinguo il nero dal bianco,
e nell’alto del cielo il suo manto stellato,
e nella fitta folla trovano l’uomo amato.
Grazie alla vita che mi ha dato tanto,
mi ha dato l’udito che in piena efficienza
notte e giorno registra i grilli e i canarini,
i magli, le turbine, i mattoni e i temporali,
e la tenera voce di colui che io amo tanto.
Grazie alla vita che mi ha dato tanto
mi ha dato l’eloquio ed il sillabario,
per cui le parole che penso io dico,
madre, amico, fratello e la luce che brilla,
il percorso dell’anima di chi sto amando.
Grazie alla vita che mi ha dato tanto,
ha messo in cammino i miei piedi stanchi,
con loro ho percorso i villaggi e i ,pantani
le spiagge e i i deserti, i monti ed i piani.
e la tua casa, e il tuo viale e il cortile.
Grazie alla vita che mi ha dato tanto
mi ha dato il cuore che scuote la sua gabbia
quando osservo il buono del cervello umano,
quando vedo il bene che aborrisce il male,
quando scruto il fondo dei tuoi occhi chiari.
Grazie alla vita che mi ha dato tanto
mi ha dato il riso e mi ha dato il pianto,
così posso distinguere la gioia dal dolore:
sono i materiali che ispirano il mio canto,
e il canto degli altri che è lo stesso canto
e il canto di tutti che è uguale al mio canto.
e il canto di voialtri che è anche il mio canto.


Libera traduzione a cura di Nicolò Mazzaccara

CIAO PADRE 2012

Ciao Padre … è già passato tanto tempo!
Son dieci i lustri che ci hanno separato,
ma tu vivi in me da quando sono nato.
La vita nella quale m’hai accompagnato
é la minor parte di quella che ci han dato:
pria ci fu la guerra, ti conobbi a sei anni
quando tu ritornasti a riparare i danni.
La vita fu difficile, dovemmo ricominciare
armati di coraggio, tornammo ad amare:
la famiglia era riunita, giunse una sorella
e pur nelle difficoltà la vita era più bella;
il domani ci aspettava con un nuovo giorno,
i mali del passato non potevano far ritorno.
Così, di nuovo uniti, seguimmo a camminare,
la vita ci sorrideva, potevamo ancora amare.
Ma il destino rio e maligno era lì in agguato,
colpì all’improvviso e con sé via t’ha portato;
ritornò il “vuoto”, pur se nel cuore rimanevi,
dura era la prova anche se tu in noi vivevi.
Andò avanti la vita, c’eravamo rassegnati,
ma il destin funesto non c’avea dimenticati:
e se n’andò la nonna, la madre addolorata,
ed il primo fratello s’unì alla funebre brigata.
Infine pure la sorella s’involò senza preavviso
e con tutti i suoi cari si riunì nel Paradiso;
ultimo fu il fratello, che di noi era il secondo,
a raggiungere gli altri in un migliore mondo.
Ma il colpo più feroce di quel destino infame
fu quando m’impose un implacabile dettame:
e fu il dolor più grande, fu il colpo più feroce,
mi rapì la sposa ed ebbe inizio la mia croce
Qual nuova Proserpina, tentò portarla all’Ade,
lontana dalla luce, percorrendo oscure strade;

IL VIAGGIO

IL VIAGGIO

ma il piano maligno non giunse a compimento:
di quel fatal disegno conseguì solo il rapimento.
Durante il feral viaggio é intervenuto “AMORE”,
che impose la sua legge … la “LEGGE DEL CUORE”.
Gli amanti furono divisi e non si poté evitare,
ma la sposa fu avviata dove poteva aspettare
il suo sposo innamorato che, col cuore affranto,
ha un unico desidero … raggiungerla soltanto.

L'INCONTRO
IL SOGNO

Adesso è il solo sopravvissuto di una tribù felice,
attrice involontaria d’un romanzo d’appendice.
Or vivo nel deserto pur se il mondo mi circonda,
vivo nei miei ricordi travolto da una nera onda:

è l’onda più crudele che ora ti consuma l’alma,
che lacera i sentimenti e ti muta in un fantasma.
Il ricordo si fa memoria e lascia solo il rimpianto
di quel che fu il passato e t’avvolge col suo manto.
Noi nascemmo nel dolore … e poi ci salvò l’Amore,
c’illudemmo d’aver vinto, pervasi dal suo ardore.
Invece nere tenebre mi avvolgono all’improvviso,
mentre io, sopraffatto, cerco invano il tuo bel viso.
Cerco il viso di Isabella, la mia dolce e cara sposa

IL VISO
IL VISO

che m’illuminò la vita, colorandomela di rosa.
Ecco, or s’apre uno squarcio in quel nero profondo,

LO SQUARCIO
LO SQUARCIO

s’accende una gran luce e illumina il mio mondo:

e in quella luce argentea m’appaion due figure,

L'APPARIZIONE
L'APPARIZIONE

mi guardano con amore, sono due anime pure.
L’una ha il tuo volto o Padre, l’altro di Isabella,
sono venuti insieme a portare la Buona Novella,
non sono mani che ghermiscono, é solo un invito:
che li raggiunga, quando il tempo io avrò finito.

In Roma, sabato 2 marzo 2012 alle ore 03,15

*** DISCLAIMER & COPYRIGHT *** La consultazione del contenuto del sito é consentita, limitatamente all'uso strettamente personale e con divieto di commercializzazione dei contenuti anche a scopo pubblicitario. E' consentuita, altresì, la diffusione di detto materiale, purché sia data notizia della fonte.