IL TEMPO PASSA

a Isabella da Nicolò

Il tempo passa … è lui il medicamento?

Il mio cuore non riesce ad aver pace!

Il dolore del distacco di un momento

generò Rabbia, un tristo uccel rapace .

L’Amore è forza che governa il Mondo,

quando divampa è fonte di Passione :

é legge a cui tutta l’umanità soccombe

ma col tempo cede passo alla Ragione .

E quando il Tempo la Passion sopisce

e stempera gli ardori degli amanti

quella si muta in un profondo Affetto

che dà vita a legami più pregnanti.

E quando il Fato rende monco Amore,

il sentimento ritorna ad esser forte:

ciò che fu Passion trasmuta in Rabbia

contro l’offesa che generò la Morte.

Par che Rabbia non dovrà aver mai fine,

cresce col tempo, come possente brezza

ma il suo fuoco pian piano si consuma:

resta il Ricordo che mutasi in Dolcezza.

Ricordi dolci dei tanti giorni condivisi …

di un sorriso, di un bacio e una carezza,

del nostro Amor che, fiorito prepotente,

diventò Affetto, che ci dette Sicurezza.

Che Amor sia la mia strada maestra!

che mi strappi da questo triste Limbo!

e, con l’aiuto dei ricordi a me sì cari,

dia pace infine ad un orfano solingo.

Aiutami Amor mio, tempo s’è consumato,

tanto di vita insieme , e poco da esiliato;

e, come all’Affetto l’Amor cedette il passo,

Dolcezza vinca la Rabbia che ho addosso.

in Roma, sabato 27 agosto 2011 alle ore 03,15

Nell’animo dell’Autore addolorato, la lotta fra Ribellione e Rassegnazione si fa sempre più aspra, ma non perde la speranza di trovare infine Pace, confidando nell’aiuto che la sua dolce Sposa continua a prodigargli dal suo Mondo Astrale.

LA DEPRESSIONE INCOMBE

Il mondo più non provoca emozioni

oramai l’Apatia mi ha conquistato,

mi pervade sempre più l’indifferenza,

la mente è fissa solamente sul passato.

Ecco! ora avanza tristemente l’Abulia,

anche la volontà cede il suo controllo,

quello che ho attorno è privo d’interesse,

sono nel baratro, vorrei uscir, ma crollo.

L’animo mio vacilla, vuota è la mente,

è un morbo che aumenta la pressione,

di ora in ora è sempre più invadente …

sono sulla soglia della Depressione.

Ed io mi rifugio in te, Sposa adorata,

e se ti celebro non è solo una mania,

cerco forza nell’Amore che mi desti,

per riveder la Luce non c’è altra via.

Te lo prometto, continuerò la lotta

e diffondendo ancora la tua Arte

traggo la linfa che per me è vitale …

finché mie forze non saran risorte.

in Roma, mercoledì 24 agosto 2011 alle ore 02,30

ALLE SOGLIE DELL'ETERNITA'_Vincent Van Gogh (1890)

ALLE SOGLIE DELL’ETERNITA’ di Vincent Van Goght (1890) – Iterpretazione della “Deprerssione 

L’Autore, conscio dei pericoli che corre perdurando in questo suo stato d’animo, si è documentato sulla materia, confidando nel suo innato spirito razionale che lo porta ad analizzare non solo le situazioni, ma anche i sentimenti, senza però sconfessare il lato romantico del suo carattere.

1.APATIA

Dal greco antico ἀπάθεια (apátheia) composto di a-pathos, dove a- funge da alfa privativa, cioè nega il significato, e pathos significa “emozione”. Stato d’animo nel quale non si provano sentimenti di nessun tipo verso altre persone e/o verso il mondo esterno; forte e generalizzata indifferenza

2. ABULIA

Dal greco ἀβουλία (aboulia), termine composto dal prefisso privativo ἀ- (a-) e da βουλή che significa “volontà”, dunque letteralmente “senza volontà”. L’etimologia più corretta di questo termine deriva dal verbo βουλοmἀi più -ἀ privativo, letteralmente “colui che non prende decisioni”. La persona affetta da abulia manifesta incapacità di prendere decisioni, di iniziare o portare a termine un’azione in rapporto a eventi anche banali. Spesso l’abulia fa seguito a uno stato di apatia nel quale è assente lo stimolo ad agire.

3. DEPRESSIONE

Viene dal latino “depressio” che indica uno stato di abbattimento, di infossamento, di avvallamento. E’ una patologia caratterizzata da un severo disturbo dell’umoree non, come spesso ritenuto, da un suo semplice abbassamento; presenta infatti un insieme di sintomi più o meno complessi che alterano anche in maniera consistente il modo in cui una persona ragiona, pensa e raffigura se stessa, gli altri e il mondo esterno. La depressione talvolta è associata ad ideazioni di tipo suicida o autolesionista, e quasi sempre si accompagna a deficit dell’attenzione e della concentrazione, insonnia o ipersonnia(*), disturbi alimentari, estrema ed immotivata prostrazione fisica.

(*)ipersonnia: fra i sintomi e i segni clinici correlati ritroviamo, irritazione, allucinazioni, perdita di memoria, ansia, disorientamento, senso di fatica sia fisica che mentale.

ISABELLA VIVE

a Isabella da Nicolò

E’ il nostro anniversario … ed Isabella vive !

Vivi nei miei pensieri, il mio cuore te lo scrive.

I giorni scorron lenti, scivola la vita addosso,

sprofondo nell’Abulia, più vivere non posso.

 

Ma tu vivi al mio fianco,

di te son sempre pieno

ed io continuo a vivere

in attesa del mio treno.

E mentre io l’aspetto

vivo della tua Arte,

rimiro le tue opere …

di me ora son parte.

Sono le tue reliquie …

me l’hai date in dono,

io le vo’ diffondendo …

in esse mi abbandono.

E quando io le rimiro

sento la tua presenza,

nel mondo dei viventi

permane la tua essenza.

In quella dimensione

che ora ti appartiene

tu sei rimasta libera …

mi dai ancora speme.

Ti vedono ancor vicino

gli occhi dell’Amore,

tu riempi la mia vita …

mi restituisci ardore.

Vivi nei cieli limpidi,

vivi nel mare azzurro,

sei in tutta la natura …

il tuo nome io sussurro.

Oggi è l’anniversario

di tanti anni orsono:

felici abbiam passato

il tempo avuto in dono.

La Morte ci ha separato

solamente sulla terra,

noi la sconfiggeremo,

Lei perderà la guerra.

E la forza dell’Amore

ci darà la Vita Eterna …

gli amanti son le truppe

del mondo che governa.

Nel Giorno del Giudizio

Amor sarà trionfatore,

e guadagnerà l’Eterno

solo chi ha dato Amore.

Questo mi suggerisce

l’Amore tuo prezioso

che io vo’ divulgando

per un futuro radioso.

 

in Roma, lunedì 15 agosto 2011 alle ore 03,45

AMOR CHE MOVE IL SOLE E …

a Laura, Remo ed Isabellina

a Daniela, Roberto ed Elisa

Sono andato a trovare Isabellina.

la scusa forse fu una riunion vicina.

La sua famiglia è dolce ed affiatata:

Laura, Remo e la bimba, dono di fata.

C’era Roberto e Daniela la sua sposa,

la lor figliola Elisa, bimba preziosa,

che non fu dono dell’Amore naturale,

ma dell’AMORE … frutto UNIVERSALE.

L’Amore è un dono che si deve coltivare,

Colui che ci governa ce lo volle regalare.

Tutta l’Umanità ha avuto la sua parte,

col suo aiuto si devon giocar le carte.

Cresce aiutato da quel che riceviamo,

cresce di più con quello che noi diamo:

l’Amore è fortificato dalla sofferenza

e va donato a chi ne è rimasto senza.

Se lo coltiveremo con sincera dedizione

perderà il Male, il Bene sarà campione.

Quindi l’Amore è il solo e unico faro

che ci indica la strada già perduta,

che ci accompagna sulla retta via:

così la vita merita d’essere vissuta.

Questo è ciò che volle l’Ente Superiore,

lo dettò all’Uomo nella sua creazione:

filosofi e scienziati, in loro attività,

coscienti o non, sognarono illusione.

Amor con Sofferenza sia sponsale

che possa sì ispirar tutta la gente,

che illumini di sé tutti i governi

e ci risparmi un futuro sofferente.

Sol chi più soffre dopo può più amare,

le pene insegnano la partecipazione,

l’Amor donato rimane l’unico riparo

se lo supporta la nostra compassione.

Nella “DIVINA COMMEDIA”, il sommo Vate

dei suoi convincimenti celebrò l’apoteosi,

sognando che, un dì, governi il Mondo

l’Union dei Cieli che chiamò Armoniosi.

in Roma, lunedì 1° agosto 2011 alle ore 03,00

L'AMOR CHE MOVE IL SOLE ...
AMOR CHE MOVE IL SOLE E L’ALTRE STELLE
Tecnica mista e olio su tela 50×70
di Anna Maria Guarnieri
(nata a Sesto Fiorentino nel1947)

L’escursione cosmica nella quale Dante con la sua “Divina Commedia” coinvolge il lettore, finisce davanti alla Luce perenne che è Dio stesso, che al contempo è “l’amor che move il sole e l’altre stelle” (Par. XXXIII, v. 145). Ma la Guarnieri con questa opera, pare adattare le parole del sommo poeta a l’amore più terreno di Dante per la sua Beatrice. Due corpi si intrecciano sull’altare dell’amore, il quale è sorretto da due colonne a loro volta unite in un amplesso universale che da sempre alimenta il moto perpetuo dell’ingranaggio della vita

Tratto da : Paradiso, canto XXXIII
A l’alta fantasia qui mancò possa
ma già volgeva il mio disio e ‘l velle
si come rota ch’igualmente è mossa
l’amor che move il sole e l’altre stelle

L’Autore cita l’ultima quartina della “DIVINA COMMEDIA” a sostegno della sua convinzione che tutto l?universo ruota intorno al sentimento dell “Amore Universale”, inteso come Forza insopprimibile ispirata nell’Umanità da una Divinità trascendentale che DANTE, per formazione religiosa e culturale del tempo in cui ha vissuto, doveva identificare necessariamente con il DIO cristiano.
Per maggior intelligenza del visitatore, l’Autore riporta una sintesi delle principali interpretazioni che i critici hanno dato ai versi danteschi,
“A l’alta fantasia qui mancò possa”
Anche se ogni visione è svanita dalla sua mente, Dante è ormai in uno stato d’amore e di contatto con Dio
” ma già volgeva il mio disio e’l velle”
e indirizza il suo desiderio e la sua volontà
“si come rota ch’igualmente è mossa”
come una ruota che si muove in modo uniforme, cioè senza alterazioni, come invece capita alla volontà umana e terrena che rischia di essere deviata dal male.
“L’amor che move il sole e l’altre stelle”
è l’ultimo verso del Paradiso e della Divina Commedia di Dante Alighieri.
Quello stesso amore che muove gli astri sta ormai muovendo anche il suo desiderio e la sua conoscenza.
Dante così si riconosce ” nella solitudine infinita del solo Dio”, collocandosi nella perfezione del moto circolare divino.
Ma, a sostegno delle sue convinzioni, l’Autore non tralascia di sottolineare che, al di là dell’interpretazione dantesca che l’Amore si perfeziona solamente nel DIO cristiano, questa per lui rimane una valutazione riduttiva in quanto da una parte escluderebbe dal suo godimento la maggior parte dell’Umanità e dall’altra metterebbe in secondo piano l?Amore Umano nella sua globalità: quello di coppia, quello per la famiglia, quello per il suo prossimo.
Per queste ragioni l’Autore vuol far notare che le interpretazioni del Sommo Poeta entrano in contrasto fra loro se si confronta l’episodio di Paolo e Francesca. riportato nell’Inferno (vds. su questo sito il suo commento alla poesia “CALAMPISO 2011”) con sopra espresso.

AMORE DI COPPIA

a Marta e Fulvio

Son venuto al matrimonio

del figliol di amici cari:

sia felice questa unione,

… che nessuno li separi.

Il sermon del sacerdote,

agli astanti indirizzato,

narra che l’Amor terreno

col Divino è accumunato.

Della tradizion la formula

é che duri fino alla morte:

ma io questo lo contesto …

ci dev’esser miglior sorte.

L’Amor che in noi divampa

non può avere una durata,

è una forza senza confini

e non può esser calcolata.

Che cos’è “AMORE DI COPPIA”?

Esprime l’Amore Universale:

suo fin è perseguire il Bene,

suo anelito fuggire il Male.

Mentre corrono i miei pensieri

ho abbandonato la cerimonia,

a me sembro essere un alieno …

il Mondo m’appare una pastoia.

E penso a te, mia dolce Sposa,

che mi assisti in lontananza,

che ancora mi dai sostegno,

che ancora mi dai speranza.

Questa è la forza dell’Amore

che governa la nostra sorte,

che ci unisce su questa terra,

che vincerà anche la Morte.

Due spirti che s’incontrano

devono ritenersi fortunati:

quando Amore è corrisposto

corrispondono anche i Fati.

Ed a voi due amici, novelli Sposi,

con te mia Sposa voglio augurare

un Avvenir felice e pien d’Amore,

che questo Mondo possa superare .

E che la vostra unione, cari Sposi,

travalichi la dimensione naturale,

che duri al di là di spazio e tempo …

testimonianza di Amore Universale.

in Roma, sabato 23 luglio 2011 alle ore 18,00

''AMORE DI COPPIA'' di Isabella (2001)

”AMORE DI COPPIA” di Isabella (2001)

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