LA VITA

Viviamo la vita che natura ci ha dato,

viviamo una vita in un mondo malato,

Sia lunga, sia breve, è ciò che noi abbiamo,

viviamola in pace con quelli che amiamo:

non sol con coloro che ci vivono accanto,

ma anche con gli altri, come controcanto.

Infin non importa quale sia la durata,

ma sol verso il Bene essa sia indirizzata.

Al giovane  sembra che il tempo sia lento,

che breve è il passato, il futuro più lungo …

e quando alla fine vecchiaia si appresta

pare sempre più breve il tempo che resta.

Le ore che passano ora sembrano corte,

 quelle che restano son vicine alla morte,

rimane solo un forza che fa da motore

a una vita che sfugge … é forza d’Amore:

l’Amore per gli avi, l’Amor pei congiunti,

l’Amor degli sposi, per i figli e i defunti.

La forma d’Amore che dobbiam professare

non è nel ricever, la sua forza é nel dare;

spargiamolo  attorno, qual seme fecondo …

che alimenti le genti e ne saturi  il MONDO.

San Vito lo capo, domenica 29 maggio 02,30

L’Autore continua la sua ricerca sul significato della vita.

Il suo Amore profondo per la sposa scomparsa lo porta a considerare questo sentimento come chiave universale tale da innalzarlo da emozione personale a forza immanente nell’umanità, la sola forza che, poggiando sull’altruismo, possa curare i mali di questo Mondo che, in chiave “leopardianadefinisce “mondo malato”.

Si comincia, però, ad intravedere un processo di sviluppo nel suo pensiero :partendo da un pessimismo di fondo, acuito dalle recenti perdite dei suoi affetti più cari, si incammina verso una visione più ampia della realtà e, distaccandosi dalla sua sfera personale, comincia a trovare conforto nella visione di un Mondo dominato dal Bene e  dall’Amore Universale.

AD ANDREA

All’amico Ettore per la imminente nascita del nipotino Andrea

Già freme la mamma:

si chiama Antonella,

è in trepida attesa

che cada una Stella.

Con la Primavera

maturano i frutti

che qui sulla terra

allieteran tutti.

Son frutti di sogni

d’Amor condiviso,

che da questa terra

avviano al Paradiso.

Il Frutto che sboccia

da Amore profondo

è un simbol di Pace

che aiuterà il mondo.

Fra noi arriverà presto

quale Pegno d’Amore

e, a Stefano e Antonella,

Andrea scalderà il cuore.

 San Vito lo Capo, lunedì 23 maggio 2010

LA FEDE

La FEDE è un aiuto

che l’uomo soccorre!

Ce la regala il cielo

per poterne disporre.

Però non è un fine,

è solo un percorso

che l’uomo completa

e gli è di soccorso.

Son diverse le strade

che portano a un DIO,

a un’Essenza suprema

che sazi il nostro IO.

Deve sempre la Fede

predicar Tolleranza:

con carità va vissuta

per diffonder Speranza

di una vita futura

ch’ecceda l’umano,

di una vita celeste

in un mondo arcano

Se esiste quel Mondo

sia rifugio per tutti,

chi il Bene persegue

ne goda i suoi frutti.

E’ beato chi ha Fede!

Io invece l’ho persa

e spero, un domani,

mi ritorni più tersa.

San Vito lo capo, domenica 22 maggio 2011 alle 03.35

L’ ULTIMO TRAPASSO

 La notte sempre accade,

al passar da veglia a sonno,

che difficile è il trapasso:

non ne esco senza danno.

Ormai questa è liturgia

che con tacita cadenza

affronto tutti i giorni

con grande sofferenza.

E quando dormo sogno

che il dolore sia sparito,

che da quella situazione

io ne sono alfine uscito.

Ma il giorno dopo, poi,

la sofferenza … torna,

torno a lottar di nuovo

perché infine io dorma.

Questo diuturno scontro,

fra veglia e sonno … dura:

è simile a un “trapasso”

che torna e mi cattura.

In attesa che abbia fine

io allor torno a sognre:

l’ “ULTIMO TRAPASSO”

dovrà pure arrivare.

Lo sogno … ed io aspetto

che infin giunga pietoso,

per por fine allo strazio

di un animo amoroso.

San Vito lo Capo, venerdì 13 maggio 2011 alle ore 02,30

AGNOSTICISMO E FEDE

A Isabella da Nicolò

Passano i giorni e più mi sento stanco,

aumenta il mio soffrire in questa vita,

cerco la distrazione , la cerco invano,

quando provo afferrarla è già sparita.

Mi son compagne solitudine e tristezza,

esse diventano sempre più parte di me,

inutilmente io tento di scacciarle  …

ho dimenticato ormai serenità cos’é.

Mi sforzo di inseguire altri interessi,

il mio pensiero è rivolto sempre a Te,

t’immagino fra gli Angeli, che aspetti,

mio solo ultimo fine é ritornar con Te.

Non ho Fede nella religion degli avi,

ma sento che sopravvive dentro di me,

e adesso io m’auguro di recuperarla,

sperando dia risposta ai miei “perché”.

Amor mi spinge verso la “Fede antica”,

l’ “Agnosticismo”, di contro, la rifugge,

ma l’una e l’altro non riescono da soli

ad alleviare il dolor che mi distrugge.

Sia la Fede antica, sia l’Agnosticismo,

singolarmente non soddisfan la Ragione

perciò tento d’integrare questo cammino

per giungere,”Utopia”?, ad una unione.

Mentre aspetto che presto si dissolva

questo quadro, dal dolor dipinto,

Tu mi attendi in quella dimensione,

dove trionfa il Bene e il Male è vinto.

Agnosticismo riprende il sopravvento,

per convincermi che è tutto finzione,

ed io annaspo, sempre più confuso,

dubitando di ogni mia convinzione.

Non so che credere e … mi sono perso,

sono contraddittori i miei pensieri:

ora dovrei trovare nuovi interessi,

viver nel presente … obliar lo “IERI”.

!E’ tutto vero! Devo seguir “Ragione”:

che mi guidi a combattere la guerra,

che mi aiuti pur a vincer l’ossessione

che mi converte in alieno sulla Terra.

!Te lo prometto! … io continuerò a lottare,

per allontanarmi dalle nebbie del passato,

per riaccendere la luce che Tu mi hai dato,

per onorar la memoria di chi mi ha amato.

San Vito lo Capo, giovedì 12 maggio 2011 alle ore 02,15

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