IL TESTAMENTO

La vita scorre lenta

con giorni tutti eguali

e quel che mi trattiene

ormai volge al traguardo.

E’ quasi tutto a posto !

Il lascito del mio Amore

… perenne rimarrà

a postumo godimento.

La produzione artistica

della mia diletta sposa

presto sarà raccolta

perché gente ne goda.

Ed anche le mie liriche

son destinate a questo:

e siano dunque ECO

e testimon d’AMORE.

Un amore sorprendente

che si svelò pian piano …

che nacque fra contrasti …

in un tempo ormai  lontano !

! SI ! … Fummo felici

e ancora noi lo siamo …

… e ancor farà  corona

quando ci riuniremo.

Finché intelletto regge

compilo ancora versi :

ciò che dal domani aspetto

spero abbia compimento

Tutto alla fine muore …

materia ed intelletto !

Mi auguro solamente …

non sopravviva il corpo.

Un corpo vegetale

non servirà a nessuno,

solo dolore provoca

in chi ci volle bene.

La mia preghiera vada

a Chi di lassù governa

il mondo materiale …

ed anche Bene e Male.

Questo io solo chiedo …

che muoia prima il corpo

così che la mia mente

non resti alfin corrotta.

Sarà più dolce il viaggio

che prima o poi verrà,.

possa io esser cosciente

che si riuniscono due metà.

La nuova dimensione

ci aspetta tutti quanti !

Ci ritroveremo insieme

con gioia, balli e canti.

Roma, lunedì 31 gennaio 2011 alle ore 03,00

Lunedì 26 gennaio 2011 – h. 10,05

da Ramón Montero Román – BURRIANA (Castellón-ES)

Querido amigo Nicolò:

me ha encantado tu libro, de un modo especial por lo que tiene de homenaje al amor de tu vida, a Isabella, lo que, para mi, es muestra clara de que te dedicaste a ella todo el tiempo que tuvisteis la dicha de vivir juntos, y que tienes la intención de entregar el resto de tu vida a su memoria y recuerdo. Todo ello es, en los tiempos que vivimos, una muestra clara de lo que se pueden perder estas generaciones para las que la palabra “amor” solo tiene un significado carnal.

Ten la seguridad de mi amistad. Un fuerte abrazo

RAMON

LA MEMORIA

Davanti a me ho un abisso !

Io ci sto precipitando.

C’è una folla di fantasmi

che mi stanno circondando:

Son fantasmi del passato

che mi ci stan spingendo,

invadono  la mia mente

ed io vado verso il fondo.

Prendono il sopravvento

sulle mie memorie care …

le cacciano all’indietro …

io non so che cosa fare !

Mi spingono all’oblio …

a dimenticare tutto …

cerco di ribellarmi …

rifiutare questo frutto.

Il frutto dell’oblio

può essere un rimedio  ?

Non posso … NO … non voglio:

rompiamo questo assedio.

Aiutami Amore mio,

tu sei la mia salvezza,

fa che la tua memoria

mi giunga come brezza !

Brezza di salvazione

che mi aiuti a ricordare …

LA MEMORIA È LA RICCHEZZA

CHE NESSUN CI PUÒ RUBARE.

Roma, venerdì 14 gennaio 2011 alle ore 18,00

SMARRIMENTO

Vagano i miei pensieri …

affollano la mente,

nascono e si rincorrono …

ma non si fan parola.

La Casa del Silenzio

incombe su di me!

Tangibile … il Silenzio

di tutto s’impossessa .

Flebile è la mia voce …

sterile  la mia penna !

Sì …la tristezza incombe,

soffoca l’alma mia,

la mia poesia ora tace …

non c’è più compagnia.

Ed il grigiore tetro

del mio grande dolore

avvolge il TUTTO intorno:

scomparso è ogni COLORE.

Roma, giovedì 6 gennaio alle ore 01,20

L’Autore, nel prosieguo della sua speculazione esistenziale, avverte che qualcosa gli sfugge: i pensieri si affollano e formano concetti, ma trova difficoltà a tradurli in parole; ciò acuisce il dolore che lo pervade, perché teme che possa spezzarsi quel sottile filo che lo unisce alla sua adorata sposa.

FAVILLE

Noi siamo le faville

del grande fuoco eterno,

viviamo una vita breve

ch’è simile all’inferno.

E questo grande fuoco

é l’equilibrio universale

che vive senza tempo

nell’infinito astrale.

Noi, piccole FAVILLE,

da quello proveniamo:

viviam la nostra vita …

nasciamo , amiam …

…    MUORIAMO …

E infin ritorneremo,

ciascun col suo Vissuto,

in quel materno Seno

per implorare Aiuto.

Lì ci ritroveremo

per raccontarci storie

di come noi vivemmo …

oppressi da pastoie:

pastoie dei mortali

che aspirano all’Eterno,

che attendon solamente

la fine dell’Inverno.

Noi ci ricomporremo

in un UNICUM immanente,

sì che ciascun ritrovi

tutta quanta la sua gente.

Roma, giovedì  1° gennaio alle ore 03,10

L’Autore prosegue nella sua indagine introspettiva nella ricerca di RISPOSTE che diano un senso alle vicende umane, nell’eterno Divenire della Vita e della Morte.

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