NATALE 2010

a Isabella da Nicolò

Buon Natale caro Amore,

tu sei sempre nel mio cuore.

Il Natale è già passato …

non ti ho dimenticato!

Dolce è questo conversare …

tu continui ad ascoltare :

io ti scrivo e  tu rispondi

ai pensieri miei profondi.

Son momenti di gran gioia

acché il nostro Amor non muoia.

Siamo ancora in comunione …

corpo e spirito in unione.

Io gli Auguri  ti rinnovo

per gridare ciò che provo,

perché tutto il mondo ascolti …

perché miri i nostri volti :

sono vivi … ancora insieme,

testimoni di un gran Bene,

dell’Amore che han vissuto,

dell’Amore non perduto.

Buon Natale Amore mio:

pur se solo sono io …

sol però su questa terra

a combatter la mia guerra.

Resteremo sempre insieme …

dà conforto questa speme.

Roma, lunedì 27 dicembre 2010 alle ore 00,30

FILASTROCCA DI NATALE

Buon Natale a tutto il Mondo!

Voglio fare un girotondo.

Ai politici un Augurio …

che conoscano … il “tugurio”;

a chi gioca alla Finanza

che trascuri la sua “panza”;

ed ancora a tutto il Clero

che ci creda per davvero;

e pur anche ai militari

che non sprechino danari;

ed infine ai giornalisti …

non diffondan manifesti.

Ma l’Augurio più sentito

vada al popolo umiliato

da una massa di cialtroni

che lo vuole “a pecoroni”.

E’ pur vero che si prostra

sol colui che non protesta:

chi rivendica un “diritto”

non può essere sconfitto.

Abbia forza il suo pensiero …

e persegui ciò ch’è vero.

Per seguire filastrocca

il mio Augurio adesso tocca

alla mia dolce Isabella

ed a Chiara, mia sorella,

al fratello Carlo, il sapiente,

alle due cognate spente,

all’amico Claudio, il buono,

all’amico Nello, l’imano(*).

Lor partirono anzitempo

per raggiungere l’Olimpo,

or ci attendono impazienti

per tener festeggiamenti.

Noi che siam sopravvissuti,

ogni giorno più canuti,

attendiam la vita nuova …

solo questo ci consola.

La speranza del domani

è dei bimbi nelle mani:

e l’Augurio, sì … il più bello

è nel seme che il buon Nello

ci ha mandato sulla terra …

la nipote sua Isabella.

Possa tu cara bambina

esser Stella che cammina …

esser tu “Stella Cometa”

che ci indichi la “Meta”.

Tu, coi bimbi appena giunti,

siete eredi dei defunti:

voi ce li rappresentate,

loro Amore ci portate.

Grave è il vostro fardello.

fare il mondo ancor più bello.

(*) IMANO: trascrizione dall’arabo  IMAN, nome di dignità, usato nell’Islam per i ministri della religione maomettana

Roma, giovedì  23 dicembre 2010 alle ore 18,30

L’Autore continua ad interrogarsi sul senso della Vita. La sua analisi è impietosa ma gli rimane la Speranza: quella di un  Domani migliore, affidato nelle mani dei nuovi nati.

SE AVESSI FEDE

a Isabella da Nicolò

Se avessi Fede

ringrazierei il Signore

sia per la mia nascita

ed anche per chi muore.

Mi manca questa forza,

ma devo andare avanti:

è la forza dell’Amore

che aiuta tutti quanti.

E’ duro il mio cammino

in questo mondo spento:

la folla mi circonda, …

io vado controvento.

Iddio che ci governa

c’impose la sua Legge,

ma dal dolor che incombe

nessuno ci protegge.

Soltanto Amor ci salva …

il resto è una menzogna:

Carità … Fede … Speranza …

é quanto ciascun sogna.

La Religion ci dice …

la Fede muove il Mondo:

io son convinto invece

ch’é solo un girotondo.

Rifuggo l’illusione

di un aiuto alieno:

la mia corazza è Amore …

di questo io sono pieno.

La sorte fu benigna …

me ne riempì la vita …

d’un tratto … all’improvviso,

del dono fu pentita.

Così rapì il mio Amore,

chissà … per gelosia,

sperando di sconfiggere

la nostra Fantasia.

Ma Fantasia è sovrana

e vince alla distanza:

nulla la può abbattere …

neppur la lontananza.

Ora noi siam divisi

in mondi paralleli,

ma Fantasia riunisce

i nostri due emisferi.

La Fantasia e l’Amore

governano i nostri cuori:

ricompongono l’Unione …

rafforzano i nostri ardori.

La Fede non ci serve,

possiamo farne a meno,

le doti che ci uniscono

ci dan sollievo pieno.

Roma, giovedì  23 dicembre 2010 alle ore 04,10

L’Autore ricusa il conforto della Fede per superare la perdita della persona amata e trova nella loro affinità Artistica il collante che gli permette di continuare a vivere la loro Unione, sorretti dall’Amore e dalla Fantasia.

Dopo “LA VISIONE”

a Isabella da Nicolò

Ciao Miciola! (era un po’ che non ti chiamavo così)

Dopo la bella cerimonia di ieri sera nell’antico teatro del ‘600 “Paisiello”, dove sono stati conferiti gli ultimi riconoscimenti  alla tua Arte, prima di ripartire per Roma sono tornato nella trattoria “La Rusticana”dove in questo stesso giorno di due anni fa cenammo insieme e dove l’altro ieri ho avuto quella “VISIONE” di cui ti ho già fatto cenno.

Oggi sono un po’ più tranquillo! Quelle sensazioni che ho provato sono svanite ed oggi l’allegro cicaleccio dei numerosi avventori era reale.

Al nostro tavolo di allora c’è una giovane coppia con due splendidi bimbi; è un quadro familiare confortante in quest’epoca di crisi matrimoniale.

I genitori si guardavano con amore, pur non trascurando i figlioli che mi sono apparsi come una promessa di un futuro degno di essere vissuto, nel quadro di una società sana e consapevole dei propri diritti e contemporaneamente dei propri doveri, nella scia di quelle generazioni passate che hanno creduto fermamente nei sani valori delle nostre tradizioni..

OGGI SONO SERENO!

Mi manchi da morire, ma attenderò pazientemente il nostro ricongiungimento.

TI AMO COME SEMPRE … ANZI DI PIÙ!

Ti stringo al mio cuore, il tuo Ciccio (Nicolò)

Nicolò in Lecce, domenica 12 dicembre 2010 alle 1330

LA VISIONE

a Isabella da Nicolò

Amore mio,

come sai sono a Lecce, in occasione dell’ XI edizione del Premio “Salento Porta d’Oriente 2010”, per ritirare l’ennesimo riconoscimento che ti è stato conferito: il Premio “David di Michelangelo 2010” e la nomina di “Maestro d’Arte Benemerito”.

Con l’occasione, l’Ente organizzatore “Italia in Arte” mi ha voluto conferire, per la mia attività pluriennale nell’ambito delle Missioni di Pace ONU in America Centrale, il Premio “Diritti Umani 2010”, intitolato quest’anno al V.Brig. dei CC, Salvo D’Acquisto che, con eroica decisione, offrì la propria vita, quale moderno “agnello sacrificale”, pur di salvare 22 ostaggi civili destinati alla fucilazione per rappresaglia (*).

Ora ti voglio raccontare quel che mi è capitato … , ma credo che ci sia il tuo zampino!

Verso le 14,00 di oggi gironzolavo per Piazza S. Oronzo, la stessa dove 2 anni fa assistemmo a quello spettacolo molto bello di suono, luci e ballo; poiché si stava facendo tardi, incrociando nei vicoli circostanti una trattoria che mi ispirava, ho deciso di fermarmi per desinare.

All’entrare nella sala interna ho provato un tuffo al cuore; era quella dove allora cenammo insieme: lo stesso arredo rustico, il soffitto “a botte”, le mura ed una scala che porta ad una porta chiusa, tutto in pietra leccese .

La sala era semi-deserta e, mentre attendevo che mi servissero, la mente ha cominciato a scavare nei ricordi … l’immagine poco alla volta si è sfuocata ed, in una nebbia surreale, i tavoli si sono riempiti di avventori che affollavano l’ambiente con il loro allegro chiacchiericcio; poi … improvvisamente … nel tavolo d’angolo mi è apparsa la “visione” di noi due che, dimentichi del cibo che era in tavola, mano nella mano ci guardavamo con uno sguardo tenero e triste nello stesso tempo, ma colmo di quell’amore che ci ha sempre accompagnato.

Poi, di colpo, la scena si è bloccata, quasi fosse un “fermo-immagine”:

le chiacchiere si sono spente, il quadro si è fatto sempre più nitido, i personaggi che lo riempivano sono scomparsi … la triste realtà del momento ha ripreso il suo posto.

Grazie Amore! Mi hai voluto fare ancora un dono guidando me … inconsapevole … verso quel luogo che fu testimone della nostra complicità.

Grazie ancora! Ti amo.

Nicolò, ieri … oggi … e sempre tuo.

Nicolò in Lecce, venerdì 10 dicembre 2010 alle 1830

(*)

Salvo D'Acquisto

Salvo D'Acquisto

13 dei 22 superstiti, pochi giorni dopo il sacrificio di Salvo  D'Acquisto dinanzi al Castello di Torrimpietra

13 dei 22 superstiti, pochi giorni dopo il sacrificio di Salvo D'Acquisto dinanzi al Castello di Torrimpietra

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