MONDO ALIENO

E’ Domenica in paese!

Sento fuori un cicaleccio

di persone che passeggian.

Son tentato … uscir di casa,

mescolarmi con la gente.

Tentenno … vado o non vado?

Decido e scendo in strada.

Il sole è tramontato,

la temperatura è dolce,

è una giornata tipica

d’autunno siciliano.

M’incammino verso il mare

e osservo quel che ho intorno:

il corso illuminato,

la Chiesa Madre aperta,

fanciulle che camminano,

ragazzi col pallone,

fidanzati in passeggiata

per quel costume antico

che ancora sopravvive.

Guardo … e son confuso,

mi pare esser straniero;

eppure tanti volti

mi sembran familiari:

è gente che conosco,

rispondo a chi saluta

quasi come un automa,

privo di sentimento.

Lascio la folla indietro,

m’inoltro sulla spiaggia,

nera … deserta … buia.

Fredda è la sabbia, umida,

le luci son lontane,

raggiungo la risacca

e i piedi bagno in mare.

Scruto l’orizzonte oscuro,

vedo luci in lontananza:

son barche in movimento …

immagini fuor del tempo.

La mente mia vagheggia …

rincorre sogni lontani,

rivive il tempo passato,

passato … ma da quando?

Ed una coppia vede …

unita dall’amore,

che corre nello spazio

tenendosi per mano.

Li vede … son di spalle,

vuol rimirarli in viso …

infine ci riesce …

lui stesso col suo Amore.

Infin l’onda che frange

mi distoglie dai miei sogni

ed il mondo d’attorno

riprende forma e vita.

Ma non lo riconosco,

estraneo tutto appare

e mi rassegno a vivere

nel MONDO che m’è ALIENO.

Nicolò in San Vito lo Capoalle ore 23,15 di domenica 17 ottobre 2010

LA NOTTE … IL BUIO … ? PERCHE’?

a Isabella da Nicolò

Si ! fuggo il giorno e la notte è il mio rifugio.

In essa mi nascondo solo coi miei pensieri

che volano a cercarti per ritornarmi pieni …

pieni di tua presenza, che ognora mi consola,

che mi riempie il tempo che scorrer deve ancora.

                                  NOTTE

Più volte ti ho invocata e tu sempre puntuale

copri con la tua tenebra del sol gli ultimi rai.  

In questo giorno strano di tempo capriccioso

nuvole e sole insieme giocano a nascondino;

e quando la stanchezza ferma quest’alternarsi

con garbo allor li scacci e vieni a coprir la terra.

E per donar ristoro a tutti gli esseri viventi

di tenebre tu ammanti  mare, pianure e monti.

Ma in questa notte solita, a tutte le altre uguale,

mi hai riserbato un dono … un dono un po’ speciale.

E mentre si consuma la cena mia frugale

si spengono le luci e cessano i rumori:

intorno tutto tace, … che atmosfera strana,

s’avverte una presenza, una presenza arcana …

                               IL BUIO

Compagno della notte che me ne ha fatto dono;

la notte che ho invocato ha spento il mondo mio,

ora Signore è il buio dove tutto si nasconde.

E’come se io solo esisto … io sol col mio dolore,

con l’animo ricolmo del mio perduto amore.  

PERDUTO? ma che dico, l’amore mio è perenne,

fugace è la divisione, certo il ricongiungimento.

E in questa notte magica vola il mio spirto in cielo,

cullato da quel buio … silente ninna nanna.

E tu mio dolce Amore mi sei sempre d’accanto,

solchiamo insieme i  cieli a ornare il firmamento.

Notte meravigliosa: col buio tuo alleato

mi hai regalato un sogno, un sogno mai sognato.

Ma tutto ha fin purtroppo  e specialmente i sogni:

e tornano le luci, scompaiono i fantasmi,

cessa la fantasia, svanisce coi suoi inganni.

Mi guardo intorno attonito, è ancora notte … ma

finita è la magia, si torna alla realtà.

La triste solitudine é la realtà di adesso

e s’alza forte un grido finor sempre represso

PERCHE’ ………

PERCHE’ ………

PERCHE’ ………

San Vito lo Capo, venerdì 16 ottobre 2010 alle ore 01,40

TI CERCO

a Isabella da Nicolò

Ti cerco … e non ti trovo !

Ti chiamo … e non rispondi !

So che tu sei presente,

che ancora mi accompagni,

ma solo nella notte

ti sento a me vicina:

mi giunge la tua voce,

raggiunge la mia mente,

a volte la tua immagine

mi fa da compagnia.

E’ il giorno quello duro,

                … SI …

duro da affrontare:

mi volto per cercarti,

ti parlo  … tu sei muta.

Mente non recepisce

i tuoi messaggi arcani

che volano per l’aere

in cerca del mio cuore.

Le ore si fan lunghe,

il tempo mai non passa

e brama l’alma mia

l’asilo del notturno.

Ed io ti attendo ancora

… al prossimo appuntamento,

quando la notte vince

e il sole si nasconde.

San Vito lo Capo, lunedì 11 ottobre 2010 alle ore 14,10

ZAPTIE’

Zaptié

CARABINIERI INDIGENI NELLE COLONIE ITALIANE:

ZAPTIE’

Con questo termine, derivato dal turco “zaptiye” (polizia), venne chiamato il militare indigeno arruolato nelle file dell’Arma dei Carabinieri in terra d’Africa. Lo zaptié apparve infatti per la prima volta nel 1888 allorché venne considerato necessario aumentare l’efficienza organica della “Compagnia Carabinieri d’Africa” costituita da militari nazionali, che era stata preceduta dalla “Sezione Carabinieri d’Africa” originata dal nucleo dei 10 militari dell’Arma sbarcato il 5 febbraio 1885 in Eritrea (Massaua) al comando dei tenente Antonio Amari di S. Adriano.
Prima di allora si era verificato il caso di elementi indigeni non chiamati però zaptié – assoldati per cooperare al servizio dei Carabinieri, e fu nel 1882, quando alle dipendenze del maresciallo dell’Arma Cavedagni, comandante la stazione di Assab (v.), venne posto un nucleo di guardie indigene (i “basci bazuk”) che fino allora aveva coadiuvato il delegato di P.S., sostituito appunto dal maresciallo Cavedagni.

Gli zaptiè venivano rigorosamente selezionati dall’ambiente civile (in Eritrea, in Somalia, in Libia e in Etiopia) e tra i dubat e gli ascari (truppe indigeno inquadrate nell’Esercito) più meritevoli. Inizialmente avevano come loro graduato solamente il buluc-basci (dove buluc indicava un gruppo di militari tra la squadra e il plotone) che, con l’aumentare dell’organico, divenne graduato intermedio tra il muntaz (capo squadra) e lo scium-basci, che era l’unico grado di ufficiale previsto per i reparti indigeni. La forte ed esemplare individualità militare degli zaptiè derivò dalla rigorosa formazione alla quale furono sottoposti dagli ufficiali e sottufficiali dell’Arma nazionale nonché ai quadri zaptiè (scium-basci, buluc-basci e mundaz).

Gli zaptié diedero sin dall’inizio costante prova di fedeltà e disciplina nell’impiego del servizio d’istituto, integrando tali doti con quelle dello slancio e del valore in ogni partecipazione ad azioni di guerra.

Dopo che in data 1° gennaio 1890 i nostri possedimenti dei Mar Rosso presero il nome di Colonia Eritrea, e la già costituita Compagnia Carabinieri assunse il servizio sino allora affidato ad una delegazione di P.S., che lo disimpegnava con un corpo di guardie indigene, e si trasferì da Massaua all’Asmara, sede dei Governo e del Comando Truppe. Nel febbraio 1900 raggiunse il seguente ordinamento: 1 capitano, 3 tenenti, 3 marescialli d’alloggio, 8 brigadieri, 9 vice brigadieri e 45 carabinieri; per gli indigeni: 1 scium-basci, 6 buluc-basci, 18 muntaz e 133 zaptié.

Successivamente, con l’estendersi delle Colonie italiane, gli Zaptié furono arruolati, sempre con le medesime modalità, anche in Libia, Somalia, ed Etiopia.

 Allo scoppio del 2° conflitto mondiale, gli zaptié dell’Africa Settentrionale entrarono a far parte dell’ingente dispositivo apprestato dall’Arma per le operazioni su quel fronte.

Nell’Africa Orientale, all’inizio delle operazioni, l’organico dei militari indigeni dell’Arma consisteva nel suo complesso in 140 scium-basci, 224 buluc-basci, 450 muntaz, 2.186 zaptìé e 500 allievi zaptié, che affiancarono ovunque valorosamente i reparti nazionali dell’Arma. Una compagnia zaptié, componeva con due Compagnie di Carabinieri, il Battaglione comandato dal maggiore Alfredo Serranti che si sacrificò eroicamente a Culqualber, dopo tre mesi di resistenza.

 

L’Artista ha ritratto lo Zaptié nel suo costume tradizionale, ispirandosi ad un dipinto conservato presso il Comando Generale dell’arma dei Carabinieri in Roma.L’opera della Benadduci è apparsa : sull’Annuario “Avanguardie Artistiche 2007” ed è stato esposto:
  • Giugno 2007: Mostra “La vita di Maometto” nella Villa Cambiaso di Savona;
  • Aprile 2009: Mostra  “La città e l’Arma dei Carabinieri”     presso il Circolo Ufficiali dell’11 Btg  CC di Bari;
  • Settembre 2009:  Mostra presso la “Fiera del levante” in Bari .

SCORRE LA PENNA

a Isabella da Nicolò

Scorre la penna … scorre,

vola rapida sulla carta;

i miei  pensieri segue,

segue le sensazioni,

interpreta le immagini,

opera trasformazioni.

Parole che compongono

questi miei versi arcani,

che volano per l’aere

e cercano il domani.

E mentre scrivo … ascolto ,

sei tu che me le detti ?

o é il nostro Amore folle

che vince anche la Morte.

Ci vollero separare

e uccidere la speme,

ma non ci son riusciti,

noi siamo ancora insieme.

Finché il pensiero vola

e ispira la mia penna,

con te che suggerisci,

che mi riempi il cuore,

nulla potrà distruggere

quello che costruimmo,

la complicità vissuta,

in un mondo di egoismo.

Vincemmo la battaglia,

giungemmo alla Vittoria,

e ancora ne godiamo:

nulla poté la Morte.

San Vito lo Capo, sabato 9 ottobre 2010 alle ore 01,30

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