MONDI PARALLELI

a Isabella da Nicolò

 

Mondi vaganti siam per l’universo,

mondi a sé stanti … simili a famiglia;

da questa, poi, ciascun di noi si stacca,

cerca il suo spazio , un’altra strada piglia.

Cercano tutti un’anima gemella,

chi con fortuna  … e chi rimane solo:

io ebbi buona sorte e t’incontrai ,

e tu mi accompagnasti … era il tuo ruolo!

Creammo un nuovo mondo a potenziar creazione,

poi d’improvviso … un turbine … e fu disgregazione.

Nel mondo che fu nostro quindi rimasi solo,

ciò che creammo insieme cessò d’essere un astro;

fulgida fu la fiamma quella che allora arse,

ma si spense repentina … poi venne il disastro.

Tanto, sempre alla cieca, viene a colpire il fato,

e molti dell’uman genere subiron simil sorte:

c’è chi paziente accetta  e porta la sua croce

e crede … “ è Dio soltanto che governa morte “;

c’è invece chi s’adatta e cerca una nuova via

e certo, presto o tardi, troverà sua compagnia.

Invero senza dubbio superaron la sventura,

l’uno per la sua Fede, l’altro per distrazione.

NO! io non accetto, rifiuto ambo le scelte:

per una simil perdita non c’è sostituzione.

Il mio mondo si estinse infin con la tua fuga

e sola tu tornasti nel gran cielo stellato.

Lì tu paziente attendi che io adempia il voto …

che diffonda la tua Arte fra chi con me è restato

Lo scorcio di mia vita rimane un’illusione,

sogni e chimere futili non dan consolazione.

Questo mio mondo stanco vede passar comete

che cercano un incontro, per ore un po’ più liete.

Questo mio mondo è morto pur se vivente appare,

nulla potrà accadere che lo possa risvegliare

La mente mia sol mira l’eterea tua visione,

nulla potrà più ormai  riaccendere passione.

in Roma il 28 di agosto del 2010 alle ore 03,45

Museo virtuale di Isabella Benadduci

luglio/agosto 2010:
E’ in allestimento la realizzazione del “Museo virtuale di Isabella Benadduci”.
Sarà messo in rete presumibilmente entro settembre p.v.  : il percorso di visita sarà in modalitè interattiva.
Appena pronto si fornirà il relativo “link” di accesso.

COMPLEANNO

da Nicolò a Isabella

E’ il quindici di agosto … il nostro compleanno!

Quattr’anni più otto lustri  che più non torneranno.

E’ il tempo che passammo in un felice amplesso

di  spirito e di corpo … nessuno ne fu omesso.

Destino rio e fatale c’impose una separazione:

sempre gli Dei invidiarono questa felice unione;

per questo ti chiamarono, … ti vollero con loro,

segreta la speranza di vincere un tesoro.

Ma il calcolo fu errato, solo ottennero presenza.

immagine impalpabile, con me restò l’essenza.

Tu raggiungesti Olimpo, meta dai mortali ambita,

ma tua fedeltà serbasti a chi rimase in vita.

Dall’alto tu mi guardi … proteggi  … ed incoraggi,

la strada tu mi mostri …la illumini coi tuoi raggi.

Ed io, che son mortale, d’Arianna seguo il filo,

mandandoti messaggi dall’ultimo tuo asilo.

Ultimo asilo … la tomba ! E’ solo un varco aperto

che passa chi ci lascia e a chi resta da conforto.

E’ il culto dei defunti il nuovo fil d’Arianna:

unisce chi é defunto a chi ancora si affanna.

Questo è tangibil mezzo per onorare i morti …

morti per questa vita, per la nuova son risorti.

in Roma il 15 di agosto del 2010 alle ore 23,45

IL 15 DI AGOSTO – h. 04:15

a Isabella da Nicolò in Roma, h 04:15

Ciao Amore, siam sempre insieme!

Siamo insieme in questa notte di vigilia …

Vigilia dell’incontro … vigilia delle Nozze.

Ed é vigilia del nostro grande Amore

questo giorno fausto che ci segnò la vita,

e anno dopo anno ci ritmò l’essenza,

e ancor continua ad additar la via.

Tu fosti il mio premio … io forse il tuo!

E’stato un premio per novella coppia

che il suo cammino inizia in questo mondo

misero , crudele , che mille insidie asconde …

difficoltà , disagi, ostacoli ed impacci.

Compagno fu l’amor che ci legava,

e superammo insieme quelle prove,

scambiandoci le forze ogni qualvolta

qualcuno di noi due si soffermava.

E questa dura strada fu percorsa

tenendoci per mano, con coraggio,

che nulla più ormai potea ferire,

due spiriti amanti che UNITA’ si fanno.

Fu pace col mondo che già si allontanava;

e fummo consapevoli che la ricchezza vera

era la nostra unione coi pregi e coi difetti.

Crebbe la tolleranza anche con chi sbagliava,

perché anch’essi, un giorno avrebbero compreso

e sulla nostra strada ci avrebbero seguito.

Ma tu hai allungato il passo,

sei andata un po’ più avanti,

io son rimasto indietro,

oppresso dal  turbamento.

Certo tu hai raggiunto

la Luce che ci attende;

fammi da guida ancora,

perché senza il tuo appoggio

non manchi il mio bersaglio.

E al final del viaggio sarem di nuovo insieme,

per festeggiare ancora la notte di Vigilia.

Questa sarà la terza, sarà la definitiva,

e ad un percorso nuovo ci aprirà la via.

Ad un percorso nuovo nell’infinito spazio

fino alla dimensione scevra da ogni guasto.

Questa è la realtà perfetta che al fin ci porterà,

a costituir congrega con quegli amanti veri

che fecero l’un dell’altra, l’apice dei lor pensieri.

SCORRE LA VITA

Fra spirali di memoria la vita scorre lenta:

memoria di felicità passata, di sorrisi e di sguardi,

di carezze e di passione, d’intesa, di complicità … d’amore.

! Che dolce compagnia !

Compagnia dell’anima, compagnia dell’intelletto.

Di tutto ciò che fu, sol polvere rimane:

polvere di ricordi … solitudine … dolore.

! Scorre la vita !

Scorre qual sabbia fra le dita di un bambino

che felice giocava innocente sulla spiaggia:

ed il sol gliela asciugò col suo calore,

ed insieme così infranse sogni e fantasie.

Tutto svanì nel nulla … castello, dame e cavalieri.

Restò sol sabbia informe, che il vento disperse nel mare.

Così,  come il bambino, sono rimasto anch’io,

attonito … abbattuto

con tutti i sogni infranti, dissolti in un momento.

! E rimangono soltanto cose !

Mi guardo attorno, e vedo solo cose ,

memorie di un passato ormai sfiorito;

cose che appaiono in forma di ricordi,

che come sabbia si dileguano nel gran mare del tempo.

Son oggi memorie ancora vive, brillano di luce propria,

pur se tempo e senescenza presto le disperderanno.

Temo quei tristi giorni … quando la rimembranza

s’offuscherà sfumando e abbandonerà la mente,

e seguirà la sorte della sabbia emersa dal mare,

che  dapprima  servì a far nascere castelli,

poi invece violerà la sua natura

per tramutarsi in sabbia del deserto,

dove svaniscono sogni e fantasie,

dove primeggia e domina il Ghibli,

che tutto spazza, livella e rende uguale.

Prima che mia vita giunga a questa dimensione,

meglio è fuggir per l’aere, lasciare questa terra,

sì ch’io rimanga vivo soltanto nel ricordo

di chi mi ebbe caro quando abitai il mondo.

Questa è la vita eterna, sol questo è il paradiso …

la memoria che rimane di chi in vita ti ha sorriso.

in Roma alle ore 02,45 del 9 agosto 2010

Il rimpianto per la perdita della sua adorata sposa domina tutto il componimento poetico e porta l’Autore a filtrare la sua visione della realtà attraverso la lente del dolore.

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