IL MORO

da Nicolò in Roma il 26 giugno del 2010 – h. 13,15

Il personaggio rappresentato è un afro-americano ritratto in una fotografia in  bianco e nero, apparsa su un quotidiano americano nel 1862, all’indomani del “Proclama di emancipazione”, emanato da Abrahm Lincoln,  che riportava la seguente frase: “tutti gli schiavi confinati nelle zone in ribellione, devono essere liberati”.

Solamente il 1° gennaio del 1863 il presidente Abraham Lincoln formalizzò la “Dichiarazione di emancipazione”: essa dichiarava liberi gli schiavi presenti in tutti i territori ribelli della Confederazione sudista.

Il provvedimento diede il colpo di grazia al Sud, già danneggiato dalle fughe degli schiavi negli stati unionisti; la situazione era paradossale in quanto dal primo gennaio 1863 alla fine del 1865 la schiavitù era abolita dal primo gennaio 1863 solamente negli stati della Confederazione del Sud. Era infatti legale possedere schiavi nel Kansas, nel Missouri, nel Kentucky e nella Virginia Occidentale, che facevano parte dell’Unione, ma era illegale possedere schiavi negli Stati secessionisti.

Dopo il proclama di Lincoln sull’emancipazione degli schiavi, molti negri fuggiti dalle piantagioni si arruolarono nell’esercito unionista

Il negro ritratto è verosimilmente uno schiavo liberato e vestito per l’occasione: si noti lo sguardo fra il timoroso ed il confuso, in quanto questi ancora non si rendeva conto di essere il protagonista di una vicenda più grande di lui.

In realtà la “Dichiarazione di emancipazione” fu preparata dall’azione politica dell’abolizionismo e da una strategia politica finalizzata a ridurre il potere dell’economia sudista, basata sul latifondo e sulla manodopera schiava a bassissimo costo e ad espandere quello politico ed economico degli stati del nord in via di industrializzazione e bisognosi di forza lavoro libera da sottoporre a salario.

Già allora, da ambo le parti, molti intellettuali ventilarono l’ipotesi che fine ultimo dello scontro fra il Sud ed il Nord fu quello di spostare un’ingente massa di forza lavoro a basso costo dall’economia agricola a quella industriale, senza benefici concreti per i lavoratori, al di fuori di una illusoria forma di libertà .

In realtà i negri hanno sempre cercato di integrarsi negli Stati Uniti, riuscendo a scalare gradualmente le più alte cariche dello Stato, fino a raggiungere con OBAMA la Presidenza della Repubblica.

moro 25x30EL MORO

El personaje representado es un retrato de un afro-americano en una fotografía en blanco y negro, que apareció en un periódico de América del Norte en 1862, el día después de la “Proclamación de la Emancipación” emitido por Abrahm Lincoln, con la siguiente leyenda: “todos los esclavos encerrados en las zonas en rebelión, deberían ser liberados “.

Sólo el 1° de enero de 1863, el presidente Abraham Lincoln, formalizó la “Declaración de emancipación” que declaró “libres” todos los esclavos residentes en todos los territorios de los rebeldes de la Confederación del Sur.

La medida dio el golpe de gracia al Sur, ya dañados por la fuga de los esclavos a los Estados de la Unión; la situación era paradójica porque de 1° de enero 1863 hasta el final de 1865, la Esclavitud  fue abolida sólo en los estados de la Confederación del Sur. De hecho era legal poseer esclavos en Kansas, Missouri, Kentucky y Virginia Occidental, que formaban parte de la Unión, mientras que era ilegal tener esclavos en los estados secesionistas.

Después de la “Declaración de emancipación” de Lincoln, muchos de esclavos negros que huyeron de las plantaciones se unieron al ejército unionista.

El negro representado es, probablemente, un esclavo liberado, que se vistió para la ocasión: se observe la mirada entre el miedo y confundido, ya que todavía no se dio cuenta de ser el protagonista de una historia más grande que él.

En realidad, la “Declaración de emancipación” ha sido elaborada por la acción política del Abolicionismo y una estrategia política dirigida a reducir el poder de la economía del Sur, basada en grandes haciendas y mano de obra esclava de muy bajos costos, para ampliar el poder político y económico de los estados del norte en el proceso de industrialización y en la necesidad de mano de obra libre sujeda a sueldo.

Aun así, muchos intelectuales de ambas partes ventilaron la hipótesis de que el objetivo final del choque entre el Sur y el Norte era el de mover una enorme masa de mano de obra barata de la economía agrícola a la industriale, sin beneficios tangibles para los trabajadores, fuera de una forma ilusoria de libertad.

En realidad, los negros siempre han tratado de integrar a los Estados Unidos, con la intención de subir gradualmente a los más altos cargos del Estado, alcanzando por último con Obama la Presidencia de la República.

LETTERA AI VISITATORI

da Nicolò in Roma, 26 giugno del 2010 – h. 10,00

Cari Amici,

voglio dedicare lo spazio “ISABELARTE” alla presentazione analitica di alcune opere della cara Isabella, corredate (con un pizzico di presunzione) da un mio commento; la prima che offro alle vostre considerazioni é l’ultima da lei dipinta, “INNO ALLA VITA” , forse quella più densa di significati.

Alcuni amici, a cui l’ho anticipata, hanno ritenuto opportuno esprimere le loro impressioni, sicché queste prime manifestazioni spontanee mi hanno suggerito l’idea di offrire questo spazio a tutti i visitatori del sito, affinché la forza allegorica che l’arte è capace di sprigionare possa generare uno scambio di idee sulle problematiche che una singola opera vuol mettere in luce, evidenziando quindi quei significati e simbolismi diversi che ciascuno, in base alle proprie esperienze ed alla personale sensibilità, vorrà intravedere.

Questa ritengo sia sempre stata la principale missione dell’Arte in tutte le sue espressioni, in quanto capace di anticipare, tramite le ispirazioni e le intuizioni degli artisti, i problemi, i malesseri e gli entusiasmi di cui l’umanità si renderà cosciente solo in tempi successivi.

Chissà se questo scambio di idee non possa far maturare iniziative più concrete, tese a costruire una società dal volto più umano, dove bambini, donne e uomini, con la forza della buona volontà, possano finalmente portare il loro piccolo mattone per costruire una casa comune, dove tutti i popoli, con onestà e purezza d’intenti, possano convivere in pace con sé stessi e conseguentemente col il loro prossimo.

E’ come gettare un sasso in uno stagno immobile, ed attendere che si formino delle increspature che, propagandosi con forza concentrica, possano coinvolgere tutto lo specchio d’acqua, ridandogli vita e movimento. Possa questa similitudine destare sopiti sentimenti di solidarietà umana che, sono convinto, albergano ancora nella maggior parte di noi e che, quale diapason, hanno bisogno solamente della giusta nota musicale che lo attivi.

Se questa iniziativa avrà un futuro, sarà un meritato omaggio alla sensibilità di Isabella che con la sua umanità, rinvigorita da una pregevole intuizione artistica, ha saputo creare quelle opere che hanno risvegliato in me antichi entusiasmi giovanili, propri delle anime ancora candide ed innocenti.

Questo, tuttavia, non significa che non si possa tornare ad inseguire quegli antichi ideali, fortificati però dall’esperienza della vita che, con la sua alternanza di gioie e dolori, ci ha sicuramente reso più determinati ed idonei ad affrontare le avversità che il futuro sempre ci propone.

A seguire presento un’altra opera, “IL MORO”: quest’immagine ha ravvivato in me l’antica curiosità che, in età giovanile, mi spinse ad approfondire il momento storico e le vicende socio-politiche del periodo in cui visse il personaggio rappresentato. Seguiranno altre presentazioni  man mano che, tornando a scorrere la Galleria di Isabella, le sue opere desteranno in me ricordi e riflessioni.

Rammento, per i meno pratici del mezzo informatico, che è possibile inserire direttamente sul sito il proprio commento, che apparirà al pubblico solamente dopo la convalida dell’amministratore (cioè io): questo al fine di evitare interventi impropri.

È comunque possibile inviare i propri commenti all’indirizzo E-mail: isabelarte@alice.it , autorizzando l’eventuale pubblicazione a cui provvederei io stesso.

Un saluto affettuoso a tutti, anche da parte di Isabella.

Nicolò

PENSIERO D’AMORE

a Isabella da Nicolò in Roma, il 25 giugno 2010 – h. 02,45

Ciao Amore, so che sei sempre qui con me!

Ti sento vicino ed infatti, ogni tanto, mi  capita di chiederti qualcosa, poi mi rendo conto che la tua risposta è già nei miei pensieri ed allora continuo il dialogo in silenzio.

Per fortuna gli amici sono molto cari e mi sono vicini; i parenti un po’ meno … , tranne Elisabetta: parlando di lei la presento come la cugina- sorella , quella che ti è sempre mancata.

Io passo il tempo occupandomi della tua produzione artistica: si sta diffondendo e sempre più gente comincia ad apprezzarti; questo mi fa molto piacere e si stanno maturando eventi ancora più importanti.

Fortunatamente ti ho scoperta prima io … in tutti i sensi: non malignare, … lascialo fare solo a me.

Per ora ti bacio! A presto, vado a riposare sapendo che sei al mio fianco.

Buona notte Amore.         Nicolò

A PROPOSITO DI “INNO ALLA VITA”

di Graziano MONTESU, da Cagliari (IT) il 14 giugno 2010 – h. 15,21

Un carissimo collega, nonché fraterno amico, il Colonnello dell’Aeronautica Graziano MONTESU,  ha voluto commentare l’opera pittorica “INNO ALLA VITA” con un toccante documento riguardante la vita del padre.

L’immagine fotografica, ed ancor di più le commoventi parole vergate sul retro della foto, inviate alla propria madre che trepidante ne attendeva il ritorno a casa, testimoniano lo spirito umanitario con cui gli italiani vissero l’avventura africana, in anni in cui i sentimenti di solidarietà e comunione non erano, come adesso, così esplicitamente diffusi nella società civile.

NICOLO’

piccoli amicipiccoli amici retro

Caro Niki,

sono perfettamente d’accordo con quanto mi dici.                                                                                                                                                    Isa, con la sensibilità che la distingue, ha saputo cogliere l’essenza del comportamento di tanta gente che, venuta a contatto in qualunque occasione con popoli in difficoltà, ha saputo comportarsi con rispetto ed umanità.
A proposito ti allego una foto di mio Padre, allora Sergente d’Aeronautica in Africa, e il commento sul retro.
Guarda  con quale rispetto e sensibilità un “conquistatore” dell’Impero dedica la foto alla Mamma:

“. . . i miei piccoli amici . . . “.

In qualsiasi circostanza un Uomo vero sa essere Uomo.

Un forte abbraccio.

GRAZIANO

LETTERA A NELLO

Mercoledì 9 giugno 2010 –  h. 23,15 in Roma

Da Nicolò all’ Amico Nello, che ci ha lasciato per un mondo migliore.

Caro Nello,                                                                                                                                                                                                        insieme alle nostre donne abbiamo percorso un lungo tratto di cammino in questo mondo … ora più vicini … ora più lontani.

Con Titti ci hai raggiunto un po’ dovunque … in Centro America, in Sicilia: la distanza non é importante quando c’è l’amicizia.

A volte passavano periodi più o meno lunghi senza vederci a causa del mio servizio, ma quando ci incontravamo sembrava che ci fossimo salutati il giorno prima.

Ricordo le nostre visite improvvise, quando le poche ore previste si trasformavano involontariamente in giorni.

Ora purtroppo … prima Isabella e poi Nello ci hanno preceduto in quel viaggio che tutti faremo; però ci hanno lasciato un bagaglio di ricordi preziosi, che ci scalderanno il cuore durante la fredda stagione che trascorreremo in attesa che i nostri spiriti si riuniscano nella dimensione incorruttibile dell’eternità.

Ciao Nello!

Ciao da Titti, da Laura e Remo, da Marco ed Elisa, da tutti gli amici e parenti che stamani affollavano la chiesa.

Per ultimo il mio saluto fraterno!

Isabella già lo ha fatto, accogliendoti in quella dimensione che prima o poi raggiungeremo.

Chiudo con alcuni versi che la notte scorsa mi son venuti spontanei e che ti ho voluto dedicare!


CIAO   NELLO

Amico sei partito! Ti auguro buon viaggio,

la tua famiglia amata subisce grave oltraggio.

Lo so …  sei  stanco … bisogna riposare :

la vita è stata dura,  è già ora di andare.

Il dolore del distacco colpisce tutti noi ,

vorresti ritornare, ma ormai tu non lo puoi.

La Vita scorre avanti, la  Morte la rincorre …

s’incontrano … nulla si può interporre.

Solo l’Amore vero sconfigge il Fato avverso :

AMORE, forza eterna che domina Universo.

E’ un ponte che congiunge nel mondo ultraterreno

tutti color che in terra divise un destino alieno.

Ma breve è quel distacco se li governa Amore …

i corpi si separano … ma resta un solo Cuore

che cassa la distanza fra terra e mondo astrale,

e lo completa Amore che funge da canale.

Arrivederci Amico … arrivederci Nello !

Questo è il saluto triste di chi ti fu fratello,

a cui il Fato rapì la dolce sua Isabella.

Tu ora l’hai raggiunta … raggiunto una sorella.

Silvia e Nicolò, invece, stan preparando il viaggio …

e infin ci riuniremo per riparar l’oltraggio.


a Nello da Nicolò in Roma, 7 giugno del 2010 alle ore 23,30

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