ALLA CUGINA ELISABETTA

a Elisabetta da  Isabella – sabato 23 gennaio 2010 – h. 01.16

Mia cara Elisabetta,
queste tue parole così affettuose e piene di rimpianto hanno risvegliato in me ricordi struggenti; le tue telefonate mi hanno permesso di lottare con serenità contro il male, perché sapevo che mi eri vicina, come ….. anzi più di una sorella.
Ti sentivo così partecipe, quasi fossi un’altra me stessa!  chissà? i nostri nomi infine sono due forme diverse dello stesso nome.
Sono riconoscente a te ed a Puccio per l’aiuto che state dando a Nicolò nel superare questa dura prova a cui il destino ha voluto sottoporlo.
Io gli sono vicino!
Però, in particolari momenti di abbattimento, vale forse di più una parola … una pacca sulla spalla … una celia … un rimbrotto.
E so che tu e Puccio avete l’affetto e la sensibilità per farlo.
“Sursum corda”

Questa nostra corrispondenza di sentimenti, che si traduce in parole,  ci aiuterà a trascorrere con  maggior serenità il tempo che manca al ricongiungimento, fuori dal tempo, di tutti coloro che  si son voluti sinceramente bene.
Grazie Elisabetta! Grazie Puccio!

La vostra cugina Isabella vi vuole bene.

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